Stagione 19/20 campionato serie B

Virtus, altro suicidio. Adesso è tutta salita

(Il Mattino)
Contro Lecco crolla nel finale. L’ottavo posto è in pericolo.
A prima vista pare l’ennesima interpretazione di un suicidio agonistico: in testa per tre quarti, la Virtus comincia l’ultimo periodo avanti di 11 e con gli avversari senza allenatore (appena espulso). Poi incassa un parziale di 20-2 e tanti saluti alla vittoria che poteva rilanciare le speranze di un buon posto nella griglia dei playoff. La verità è che per l’ennesima volta emergono i limiti di una squadra discontinua, corta e parzialmente immatura. Con il primo quintetto, finché c’è fiato, e con un Canelo incantevole, i ragazzi di Friso tengono testa a tutti, anche a una squadra come Lecco che ha talento in abbondanza (gli ultimi otto minuti di Quartieri sono da manuale) e poi presidia l’area come se non avesse altra arma che la difesa. Ma se Stojkov è costretto a giocare più di 37’, è difficile immaginare di avere una regia lucida in un finale punto a punto. La lista dei rimpianti, a questo punto della stagione, è già parecchio lunga. E la Virtus ne aggiunge uno bello grande. Perché contro Lecco gioca bene, addirittura benissimo nei primi 15’ quando la difesa riesce a limitare Todeschini a Quartieri e in attacco Crosato, Canelo e poi Lazzaro sono quasi infallibili. Dopo il primo strappo di Schiavon (9-5) e i 5 punti consecutivi di Stojkov (16-11), Lazzaro (di forza) e Crosato sigillano un parziale di 11-0 che lancia la Virtus sul +10 (24-14), anche grazie a una netta prevalenza sotto le plance (11 rimbalzi a 5). Ai neroverdi va dentro tutto, Canelo confeziona due assist per Lazzaro che poi, in trance agonistica, stoppa Quartieri. È 30-16 e sembra proprio una serata magica, anche perché Lecco ha già problemi di falli ed è parecchio nervosa. Invece qui cominciano i problemi per la Virtus. Lecco cambia difesa e i padovani non la sanno aprire. Dopo il +14 di Crosato (34-20 a metà tempo) gli ospiti cominciano a trovare tiri puliti. La Virtus resta a secco per oltre 3’, i lombardi risalgono con un 12-0 (34-32) fino a quando Schiavon, con una tripla, li ricaccia un po’ indietro. Ed è intervallo (37-32).
Il terzo periodo è una sfida tra difese. Canelo abbaglia tutti con due giocate da fuoriclasse (43-38), ma si segna pochissimo, appena un canestro per parte in 3’. Todeschini si carica i suoi sulle spalle, Crosato da tre allunga (49-40 a -3’50”) e gli allenatori si prendono un fallo tecnico a testa per proteste, giusto per far capire qual è il clima. Canelo, ancora in palla, segna e manda a segno Lazzaro, la Virtus vola sul 55-43 e poi chiude il tempo a +8. Sembrano in controllo, i padovani, soprattutto quando Meneguzzo si fa espellere dopo un fallo antisportivo fischiato ai suoi. La Virtus va sul +11 (58-47). Lecco risponde con tutta la grinta e la classe che ha. Chiude l’area, pressa, spegne Stojkov, limita Canelo e con Todeschini e Quartieri – letali da tre – fa subito 12-0 e sullo slancio allunga fino al sorpasso (60-62) con una tripla di Spera e un’altra bomba di Quartieri (60-67). Ai neroverdi resta Lazzaro che accorcia (67-68) quando mancano 2’. Ma tre attacchi consecutivi senza mai trovare un buon tiro condannano la Virtus ad un’altra sconfitta amara. E regalano a Lecco una vittoria bellissima, celebrata con adeguato entusiasmo.

Friso: “Magari giocassimo sempre così”

Ti aspetti un Friso furibondo e invece l’allenatore della Virtus guarda prima di tutto a quello che i suoi ragazzi hanno fatto di buono per tre quarti del match. «Se avessimo giocato più spesso così, avremmo più punti in classifica, questo è sicuro», attacca il coach prima di imboccare la porta degli spogliatoi. «Per lunghi tratti siamo stati bravi, poi è successo che non siamo stati più capaci di trovare buone soluzioni in attacco contro la loro difesa. Sapevamo che sono bravi a chiudere gli spazi, lo hanno dimostrato una volta di più, soprattutto nel finale». Neppure l’arbitraggio – assai discutibile dopo l’espulsione di Meneguzzo, l’allenatore di Lecco – diventa un alibi per Friso. Che invece si concentra su quanto successo in campo negli ultimi otto minuti. «Dopo quel fischio, i nostri avversari ci hanno messo grande pressione. Noi gli abbiamo concesso tanti tiri e tante azioni d’attacco in più, lasciandogli troppi rimbalzi. Poi Quartieri ci ha ricordato come si esce dai blocchi e come si tira. Il suo ultimo periodo è stato incredibile». Ora però si fa difficile. «Ed è un peccato», conclude Friso, «perché Milano ha perso. Dovevamo dare di più e invece ci siamo fatti mettere sotto».

Cristiano Cadoni
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20 marzo 2017