LA NOSTRA STORIA

Nel 1975 viene innaugurata dall’allora vescovo Bortignon e dal Ministro dell’Interno Gui, la palestra grazie alla quale la società, già molto attiva in ambito regionale, ha l’opportunità di dare ulteriore impulso all’attività del settore giovanile.
Forte di una scuola tecnica di alto livello con allenatori giovani ma molto preparati (ricordiamo tra gli altri Parpaiola, Paperini, Carnaccini) la società neroverde miete grandi successi con le squadre giovanili che arrivando più volte alle finali giovanili e lancia i suoi migliori virgulti nel basket professionistico. In quegli anni anche la prima squadra raccoglie risultati prestigiosi arrivando in serie B e confrontandosi con i cugini dal Petrarca per il primato cittadino.

Nel 1985 la fusione con la giovane società del Sarmeola Basket porta ulteriore linfa e sponsor prestigiosi come Interspar, Viero e Fracasso, che contribuiscono a far crescere la Virtus, arrivata nel 1990 a consacrarsi società leader della provincia al termine di un appassionante serie di play-off con finale vinta proprio superando i concittadini dell’Elledi Petrarca e promozione in serie B/1.

Nel 1992 la Virtus si fonde con il Vicenza Basket e al termine di quella stessa annata conquista la serie A sconfiggendo nella finale play-off la Virtus Ragusa.
La stagione di serie A inizia male con l’impossibilità di giocare nel piccolo palasport di Vicenza e l’obbligo a disputare le prime gare interne nel palasport di Bassano in attesa dell’allestimento del palatenda nel capoluogo berico. Inesperienza, americani non all’altezza (Burroghs e Carver) e alcune sconfitte di misura portano alla retrocessione e alla fine del sodalizio tra padovani e vicentini.

Nel 1994 la Virtus torna a Padova e riparte, con il ds Bernardi che assume la carica di presidente, dal solido settore giovanile allestendo una prima squadra di amatori che si aggiudica il torneo di Prima Divisione. Il resto e’ già attualità.

Nel 1994 la Virtus torna a Padova con il d.s. Bernardi che assume la carica di presidente e riparte dal solido settore giovanile allestendo anche una squadra senior di amatori che si aggiudica il campionato di I Divisione. L’anno seguente i neroverdi vincono il campionato di Promozione e alla seconda stagione anche quello di serie D.

Dal 1998/99 la serie C/2 diventa per 8 anni il campionato della Virtus Padova. Gli sponsor sono Pegaso, Alga e Broetto, marchio che resterà legato alla società per ben 15 stagioni accompagnandola fino alla serie B.

La stagione 2005/06 è quella della nuova promozione in C1 ed è legata alla favola di Lucas Perez e di Tony Paperini. Dopo Emanuele Fiorotto, Beppi Faggin, Ciuch Benetollo, Michele Caiolo, Roberto Rugo e Pici De Nicolao (con lui la scoperta di Toto Forray), la prima squadra viene affidata a coach Paperini che vanta una vita passata in via dei Tadi a crescere giovani campioni e ha il sogno di guidare i senior. Il presidente Bernardi gli affida un diciottenne argentino, Lucas Perez, di cui descrive grandi qualità. Tony inizialmente è perplesso ma poi darà tali insegnamenti al giovane da farne il dominatore del campionato. Costretto a tornare in Argentina l’anno successivo per il cambio dei regolamenti, Lucas si affermerà in patria fino ad essere protagonista della conquista dello scudetto nel 2014.
Ottenuta la promozione e riportata della sua Virtus in un campionato nazionale, Paperini decide di lasciare e nella stagione 2006/07 alla guida della squadra viene richiamato Benetollo, altro allenatore a lungo legato alla società. In C1 la Virtus si trova subito a suo agio, ci resta per 9 stagioni, 6 con Benetollo e 3 con coach Friso, mancando i playoff solo nella stagione 2011/12, l’ultima di Benetollo, quando la squadra viene sorprendentemente inserita nel girone emiliano con esiti traumatici, tanto che a dicembre per non rischiare la categoria il d.s. Papa è costretto a ricorrere al tesseramento del funambolico play argentino (l’ennesimo!) Di Marco che svolge a pieno il suo compito.

La stagione 2012/13 è di svolta: la direzione tecnica è assunta da Massimo Caiolo che coinvolge in un progetto che mira alla valorizzazione dei giovani, il più quotato allenatore padovano, Massimo Friso che per questioni personali aveva deciso di abbandonare il professionismo. La ciliegina sulla torta è il ritorno in città di Leo Busca, giocatore simbolo della società che dopo un lungo percorso professionale ricco di successi, decide anch’esso di sposare il progetto virtussino. Un progetto che genera entusiasmo e successi: il primo anno arriva la semifinale playoff, il secondo si ferma ai quarti, il terzo è un crescendo mozartiano, con una serie di 11 successi consecutivi che consente alla squadra di chiude terza la stagione regolare e di aggiudicarsi senza sconfitte e ampi margini, la serie finale su Castelfranco Emilia, Alba e Saronno.
La serie B si dimostra campionato difficile ma la società riesce a tenere la barra a dritta e dopo un girone d’andata con solo 3 vittorie, a gennaio inserito il play Stevan Stojkov, recuperati Busca e Di Fonzo, la squadra con un ritorno sfavillante riesce a centrate l’ottavo posto e a disputare i quarti dei playoff, dove viene eliminata da Udine, poi promossa in serie A.

Nella stagione 2016/17 la Virtus fallisce l’obiettivo playoff (9^ posto) e per la stagione successiva la guida tecnica viene affidata Daniele Rubini, allenatore che da 4 anni aveva abbandonato i senior per rigenerarsi nel settore giovanile virtussino. È una stagione difficile, lo storico sponsor Broetto non rinnova l’abbinamento e la società è costretta a giocare senza main sponsor. Inoltre a dicembre si infortunano due giocatori del quintetto (Lazzaro e Canelo) e nonostante la presenza di due grandi prospetti del basket giovanile, Miaschi da Venezia e De Zardo da Treviso, la squadra non riesce a raggiungere i playoff (9^ posto).

La stagione 2018/19 vede l’arrivo del main sponsor Antenore Energia e la rifondazione della squadra attorno all’inossidabile capitano Federico Schiavon, nato nelle giovanili e presente dal 2012, e del play Piazza. Le scelte sono vincenti e inaspettatamente la squadre resta sempre nei piani alti della classifica che conduce per più giornate. Alla fine si classifica al quinto posto e disputa una vibrante serie playoff con Vigevano venendo eliminata per un canestro subito allo scadere in gara 3.