LA NOSTRA STORIA

Il riassunto della storia della Virtus Padova è opera di Antonio Paperini con la collaborazione di Nicola Bernardi per la parte successiva al 1985

Premessa

La storia della Virtus Padova nasce nel 1945 e continua fino ai nostri giorni.

Ritengo però importante determinare quattro fasi storiche che, per le caratteristiche che hanno espresso, si distinguono in modo netto fra loro.

Degli anni che vanno dal 1945  al 1960 non ho alcun ricordo personale ma vi sono delle foto d’archivio che lo testimoniano. Per meglio interpretare l’avventura sportiva della Virtus Padova ho individuato questi quattro periodi:

1) anni 1945-1966 dall’attività nel Patronato alla serie B

2) anni 1966-1985 il nuovo ciclo, don Alberico, la palestra, ancora in serie B

3) anni 1985-1993 dall’unione con il Sarmeola Basket a quella con il Vicenza e la serie A

4) anni 1993-2020 la ripartenza, Franco Bernardi, ancora la serie B

Cronache Virtus Duomo/Padova 1960 – 1977

L’attività agonistica si limitava negli anni fra il 1961 e il 1967 ad una prima squadra formata essenzialmente da giocatori nati e cresciuti in patronato oltre ad una squadra ” giovanile ” composta sempre da ragazzi che frequentavano l’oratorio della parrocchia del duomo. A dire la verità la pallacanestro era per noi inevitabile. In tutta sincerità provavamo come tutti a giocare a calcio, ma in quel cortile rettangolare che corrispondeva esattamente alle misure, di allora, ad un campo da pallacanestro, giocare a calcio 11 contro 11  era un problema perché la palla in un’ora di gioco se la vedevi due volte era tanto, anche perché come al solito i più grandi o i più bravi finivano inevitabilmente per monopolizzare il pallone, con totale frustrazione di chi non godeva di quei pregi. Risultato finale giochiamo e ci appassioniamo alla pallacanestro: campo regolare possibilità di partecipare a tornei ufficiali e soprattutto si gioca 5 contro 5.

La Virtus Duomo poi Virtus Padova era stata fondata nel 1945, ma i miei ricordi vanno intorno ai primi anni del 1960. 

La prima partita cui ho assistito si è giocata sul campo in terra battuta sotto la pioggia in un pomeriggio di primavera. Ricordo l’allenatore Giorgio Stoppato aiutato da qualche giocatore tracciare le linee del campo a mano con il gesso da presa.

Il campo era disposto diversamente da come lo si vede ora, anche perché i cortili del patronato erano chiusi da un muro di recinzione oltre il quale vi era il capannone di una tipografia. I piloni che sostenevano i tabelloni di legno erano di cemento. Il campo venne poi asfaltato anche se non si trovò soluzione per il tombino, scolo dell’acqua piovana, che rimase imperterrito a centro campo, vera e propria trappola tecnica per i palleggiatori delle squadre avversarie.

Nei primi anni sessanta le categorie federali erano 4:

Prima serie ( attuale serie A )

Serie A

Serie B

Promozione

La Virtus vinse il campionato di promozione qualificandosi per la serie B.

Ineffabile, sempiterno già allora Presidente Rino Pavanello

La squadra era composta quasi esclusivamente da ragazzi nati e cresciuti in via Tadi, anche se successivamente e necessariamente furono inseriti giocatori provenienti da altre realtà cittadine. In questa squadra giocavano Paolo Parpajola, Francesco Duso Paolo Piubelli che per un periodo, verso la fine della carriera di giocatore, svolse anche mansioni di giocatore-allenatore.

Di fatto non esisteva un settore giovanile. Normalmente si formava una squadra con i ragazzi del Patronato, di cui i migliori finivano quasi inevitabilmente per passare nelle file del Petrarca, come successe per esempio con i due fratelli Riccardo ed Emilio Pandini, Claudio Totolo, Giuseppe Basso, gli altri a meno di sorprendenti qualità tecniche, quasi sempre a diciassette, diciotto anni smettevano di giocare.

La prima squadra disputò quattro stagioni in serie B, retrocedendo poi malinconicamente nel 66. Gradualmente la squadra aveva perso la sua personalità necessitando ogni anno di nuovi inserimenti esterni e di finendo di fatto per sfaldarsi completamente.

Più o meno in quell’anno fu nominato assistente del centro parrocchiale Don Alberico Alfonsi, che oltre ad altre grandi doti, era un vero sportivo, riconoscendo nello sport importanti valori educativo-formativi.

Alla fine di quella sfortunata stagione si era formato un gruppo dirigente composto da Don Alberico Alfonsi, Rino Pavanello, Paolo Piubelli e Francesco Duso che decise di sciogliere la prima squadra e ripartire dal settore giovanile.

Nel 1966 il cosiddetto settore giovanile era quasi interamente da costruire.

Esisteva però un punto di partenza, due gruppi:

La squadra allievi nati 1951- 52 allenatore Giorgio Stoppato, che coraggiosamente  disputava il campionato allievi FIP, e la squadra juniores nati 1947 – 48 – 49 -50 che disputava il campionato juniores CSI, allenatore giocatore Emilio Pandini rientrato dal Petrarca Basket.

Va velocemente precisato che in quegli anni la pallacanestro si giocava soprattutto a livello cittadino nei patronati parrocchiali, uniche eccezioni al di fuori del comune di Padova erano Cittadella ed Este, e tutte queste squadre militavano nei campionati CSI, fatta eccezione per il Petrarca che era l’unica società a disputare i campionati federali. A rompere questo particolare equilibrio fu proprio la squadra allievi della Virtus che coraggiosamente quell’anno si iscrisse al campionato allievi FIP.

La stagione 1966-67 rappresentò l’inizio di una nuova ( seconda ) fase.

L’anno successivo fu particolarmente felice: la squadra allievi, allenata da Giorgio Stoppato, raggiunse il secondo posto nel campionato regionale allievi FIP perdendo in finale dalla Reyer, mentre la squadra Juniores si piazzò terza alle finali nazionali CSI a Trieste, allenata da Roberto Bosello subentrato ad Emilio Pandini su sua stessa richiesta.

La forza di quella nuova Virtus era rappresentata dalla passione e forte personalità dei suoi dirigenti.

I dirigenti

Rino Pavanello sempre presente, severo e attento Presidente, un passato da arbitro nazionale e con importanti incarichi federali

 

Don Alberico Alfonsi un rapporto continuo di grande simpatia comprensione formazione, con i ragazzi, ideatore con l’allora parroco del del Duomo Mons. Gamba della costruzionedella palestra Frescura che rappresentò il decisivo salto di qualità dell’attività agonistica della Virtus,

Paolo Piubelli direttore sportivo illuminato, dalla forte personalità e passione, conoscitore del gioco e degli uomini.

Francesco Duso stessa passione responsabile dell’attività della prima squadra.

Nella stagione 1968/1969 vi fu un ulteriore passo avanti. Oltre alle quattro categorie già descritte era stato istituita nel frattempo la prima divisione, a cui venne iscritta la squadra juniores che ben aveva figurato l’anno precedente alle finali nazionali CSI. Fu subito vittoria e passaggio nel campionato di promozione, grazie anche all’inserimento di alcuni giocatori di provenienza Petrarca ricordo fra tutti Cesco Gambato ed Enzo Boldrin.

Il settore giovanile era composto dalla squadra Juniores nati 1951/1952 allenata da Giorgio Stoppato e successivamente da Paolo Parpajola. A rinforzo del gruppo era arrivato dalla Pierobon Pierluigi De Nicolao “Picci”.

Si era poi formato un gruppo allievi nati 1953/1954 allenata dal sottoscritto.

L’idea di formare un consistente settore giovanile era comunque predominante sia nei dirigenti che negli allenatori. Fu così contattato dal Petrarca Vasco Maran con funzioni di responsabile al reclutamento.

La costruzione della palestra, inaugurata nel 1970 dall’allora ministro dell’interno Pierluigi Gui, poi intitolata a Giorgio Frescura, risulto’ decisiva e fondamentale nel progetto di realizzazione di un settore giovanile importante sia in termini numerici che di qualità.

                                                    

Vennero formate squadre per ogni anno d’età, un traguardo per quei tempi difficile quanto importante.

Si verificò di fatto un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. In buona sostanza i migliori prospetti della pallacanestro cittadina furono reclutati, scelti a comporre le squadre giovanili della Virtus.

Ricordo alcuni nomi di giocatori, sperando di non dimenticare alcuno, che finirono per essere ceduti e giocare ai massimi livelli nazionali ( serie A ). Nell’ordine:

Graziano Malachin classe 1953 ceduto Ignis Varese

Paolo Giacon classe 1955 ceduto al Petrarca e successivamente alla Reyer.

Alberto Facco classe 1956 ( di provenienza Giannesini Parrocchia S. Giuseppe ) ceduto a Mestre e poi a Napoli.

E ancora Lello Fiorin classe 1959, Andrea Priori n. 1961, Paolo Lanza classe 1962, Mauro D’Alba classe 1962, Renzo Mescalchin classe 1963.

Sostanzialmente dalla stagione 1968/69 alla stagione 1977/78 si visse un periodo esaltante di continua crescita tecnica ed agonistica.

In quegli anni le squadre giovanili , eccezion fatta per i nomi appena citati, riuscivano a  formare giocatori che spesso andavano a completare la rosa della prima squadra.

All’inizio degli settanta fu istituito il campionato di serie D.

La Virtus dopo due anni vinse il campionato di promozione, ottenendo così la serie D, allenatore Roberto Bosello, stagione 1970/71.

Alla seconda stagione in serie D dopo un inizio incerto, Bosello fu sostituito da Paolo Parpajola allenatore degli Juniores.

La Virtus vinse il campionato di serie D qualificandosi per la serie C. Parpajola allenerà la prima squadra della Virtus dal 1972/73 al 1977/78.

Nello stesso periodo sulla spinta anche di risultati sempre più positivi, si era formato un gruppo di allenatori il cui leader carismatico e tecnico era Paolo Parpajola.

All’inizio il gruppo era composto da Riccardo Pandini, Paolo Parpajola, Emilio Pandini oltre al sottoscritto.

Nel periodo successivo, arrivarono dal Petrarca Ivreo Carnaccini e Carlo Vigato che con me, Toni Busato e Toni Bertoli, sotto la guida di Paolo Parpaiola, formarono un gruppo di allenatori appassionati e competenti che vivevano di pallacanestro, passando ore in palestra e in discussioni tecniche infinite ed inesauribili, nella ricerca ovvia del basket perfetto. 


Paolo Parpaiola
era, non a caso, il nostro punto di riferimento tecnico e umano. Paolo aveva fatto della pallacanestro una ragione di vita. A partire da metà degli anni sessanta e fin dalla sua prima edizione aveva iniziato a frequentare regolarmente, il clinic internazionale che allora si teneva sistematicamente a Roma. Per due anni aveva seguito con instancabile costanza gli allenamenti del prof. Nikolic, allora allenatore del Petrarca in cui giocava il mitico Doug Moe.

Credo di aver vissuto, preso da un’incontrollabile passione per la pallacanestro, quotidianamente all’ombra di Paolo cercando di assorbire e fare mie le sue sempre maggiori conoscenze cestistiche.

I fattori e le circostanze sudescritte crearono i presupposti per il raggiungimento di vittorie e risultati  agonistici nell’arco degli anni 1972 – 1978 a dir poco sorprendenti quanto clamorosi.

In sequenza temporale:

Stagione 1971|72 allenata dal sottoscritto la squadra “ragazzi“ ( under 14 nati 1958 ) si qualifica per le finali nazionali a 8 squadre, giocata a Rapallo, piazzandosi al 6° posto. Non posso dimenticare che in questa squadra  giocava il compianto Giorgio Frescura.

Stagione 1973/74 allenata sempre dal sottoscritto, la squadra “cadetti“( under 17 nati 1957 ) si qualifica per le finali nazionali a 8 squadre, giocata sempre a Rapallo, piazzandosi al 3° posto.

Stagione 1974/75 allenata da Ivreo Carnaccini, la squadra “allievi“ ( under 15 nati 1963 ) si qualifica per le finali nazionali giocate a Marina di Massa, piazzandosi al 3° posto.

Stagione 1975/76 allenata da Ivreo Carnaccini la squadra “cadetti“ ( under 17 nati 1959 ) si qualifica per le finali nazionali giocate a Roseto, piazzandosi al 7° posto.

 

Stagione 1976/77 allenata da Carlo Vigato la squadra “Juniores” ( under 19 nati 59/60/61 ) si qualifica per le finali nazionali giocate a Monza, piazzandosi al secondo posto perdendo in finale di 8 punti contro l’Olimpia Milano, allora sponsorizzata Cinzano.

Stagione 1977/78 allenata da Carlo Vigato la squadra “cadetti” ( under 17 nati 1962 ) si qualifica per le finali nazionali giocate a Porto S.Giorgio, piazzandosi al terzo posto.

 

Sempre nella stagione 1977/78 la stessa squadra, con l’inserimento di alcuni giocatori nati nel 61, si qualifica per le finali nazionali Juniores giocate a Montecatini, piazzandosi al sesto posto.

Tutti questi risultati di altissimo livello ottenuti nell’arco di un quinquennio portarono la Virtus Padova ad essere considerata fra le realtà più importanti, relativamente al settore giovanile, a livello nazionale.

Dalla stagione 1972/73 la prima squadra militava con discreti risultati nel campionato di serie C, ma nell’ultimo periodo si erano registrate delle incomprensioni, ed un certo scollamento nei rapporti fra allenatore e giocatori. Nel 1973/74 alla luce del risultato ottenuto dalla squadra under 17 alle finali nazionali, i dirigenti di comune accordo con l’allenatore presero un decisione drastica rinnovando in pratica l’organico della prima squadra inserendo esclusivamente giovani giocatori formatisi nel settore giovanile oltre a Giuliano Marzini ( a cui va il mio affezionato ricordo ) proveniente dalla Pro Pace. Questa la formazione:

Totolo Ermanno 1957

Bandini Fabio 1956

Meini michele 1955

Menin Renzo 1956

Frescura Giorgio 1958

Marzini Giuliano 1947

Facco Alberto 1956

Valentini Daniele 1955

Licciardello Maurizio 1957

Simionato Daniele 1957

Dotto Stefano 1957

Nel campionato 1974/75 arrivarono Gigi Magro (1957) proveniente da Piove di Sacco e Massimo Cesaro (1957) dal Thermal Abano. Questa squadra giovanissima ottenne sorprendentemente la promozione in serie B.

Nell’anno successivo 1975/76 si tentò di rinforzare l’organico, anche se l’unico giocatore che portò valore aggiunto fu Paolo Presacco proveniente da Udine. Il campionato risultò veramente difficile finendo con una retrocessione in serie C.

Nel 1976/77 la squadra venne nuovamente rivoluzionata con l’arrivo di giocatori esterni.

Il risultato fu scadente non riuscendo a raggiungere i play off per giocarsi la promozione in serie B.

Nel 1985 la fusione con la giovane società del Sarmeola Basket porta ulteriore linfa e sponsor prestigiosi come Interspar, Viero e Fracasso, che contribuiscono a far crescere la Virtus, arrivata nel 1990 a consacrarsi società leader della provincia al termine di un appassionante serie di play-off con finale vinta proprio superando i concittadini dell’Elledi Petrarca e promozione in serie B/1

Nel 1992 la Virtus si fonde con il Vicenza Basket e al termine di quella stessa annata conquista la serie A sconfiggendo nella finale play-off la Virtus Ragusa.

La stagione 1993/94, quella in serie A, inizia male con l’impossibilità di giocare nel piccolo palasport di Vicenza e l’obbligo a disputare le prime gare interne nel palasport di Bassano in attesa dell’allestimento di un palatenda che abbia la capienza regolamentare nel capoluogo berico. Inesperienza, americani probabilmente non all’altezza (Burroghs e Carver) e alcune sconfitte di misura, trascinano la squadra nelle ultime posizioni di classifica e portano alla retrocessione e alla fine del sodalizio tra padovani e vicentini.

Nel 1994 la Virtus torna a Padova con il d.s. Bernardi che assume la carica di presidente e affiancato dal figlio Nicola, dall’amico Eugenio Gege’ Papa e dal sempre presente Rino Pavanello ripartendo dal solido settore giovanile e allestendo anche una squadra senior di amatori che si aggiudica il campionato di I Divisione. L’anno seguente i neroverdi vincono il campionato di Promozione e alla seconda stagione anche quello di serie D.

Rino Pavanello, Gege’ Papa, Gianfranco Bernardi

 

Dal 1998/99 la serie C/2 diventa per 8 anni il campionato della Virtus Padova. Gli sponsor sono Pegaso, Alga e Broetto, marchio che resterà legato alla società per ben 15 stagioni accompagnandola fino alla serie B.

1998/99 Promozione in C2

La stagione 2005/06 è quella della nuova promozione in C1 ed è legata alla favola di Lucas Perez e di Tony Paperini. Dopo Emanuele Fiorotto, Beppi Faggin, Ciuch Benetollo, Michele Caiolo, Roberto Rugo e Pici De Nicolao (con lui la scoperta di Toto Forray protagonista in seguito di tante stagioni nella massima serie), la prima squadra viene affidata a coach Toni Paperini che dopo una vita passata in via dei Tadi a crescere giovani campioni corona il sogno di guidare i senior. Il presidente Bernardi gli affida un diciottenne argentino, Lucas Perez, del quale descrive grandi qualità. Toni inizialmente è perplesso ma poi darà tali insegnamenti al giovane da farne il dominatore del campionato.  Costretto a tornare in Argentina l’anno successivo per il cambio dei regolamenti, Lucas si affermerà in patria fino ad essere protagonista della conquista dello scudetto nel 2014.
Broetto Virtus Padova 2005/06Ottenuta la promozione e riportata della sua Virtus in un campionato nazionale, nella stagione 2006/07 Paperini decide di lasciare e alla guida della squadra viene richiamato Maurizio “Ciuch” Benetollo, altro allenatore a lungo legato alla società. In C1 la Virtus si trova subito a suo agio e ci rimane per 9 stagioni, 6 con Benetollo e 3 con coach Massimo Friso, mancando i playoff solo nella stagione 2011/12, l’ultima di Benetollo, quando la squadra viene sorprendentemente inserita nel girone emiliano con esiti traumatici, tanto che a dicembre per non rischiare la categoria il d.s. Papa è costretto a ricorrere al tesseramento del funambolico play argentino (l’ennesimo!) Mathias Di Marco che svolge a pieno il suo compito.

La stagione 2012/13 è di svolta: la direzione tecnica viene assunta da Massimo Caiolo che coinvolge in un progetto che mira alla valorizzazione dei giovani, uno dei più quotati allenatori padovani, Massimo Friso che per questioni personali proprio in quel periodo aveva deciso di abbandonare il professionismo. La ciliegina sulla torta è il ritorno in città di Leo Busca, giocatore simbolo della società che dopo un lungo percorso professionale ricco di successi, decide anch’esso di sposare il progetto virtussino. Un progetto che genera entusiasmo e successi: il primo anno arriva la semifinale playoff, il secondo la squadra si ferma ai quarti, il terzo è un crescendo mozartiano, con una serie di 11 successi consecutivi che consente alla squadra di chiude in terza posizione la stagione regolare e di aggiudicarsi senza sconfitte e con ampi margini la serie finale su Castelfranco Emilia, Alba e Saronno.
La serie B si dimostra campionato difficile ma la società riesce a tenere la barra a dritta e dopo un girone d’andata con solo 3 vittorie a gennaio inserito il play Stevan Stojkov, recuperati Busca e la giovane promessa Di Fonzo, la squadra è protagonista di un girone di ritorno sfavillante che gli consente di centrate l’ottavo posto e di disputare i quarti dei playoff, dove viene eliminata da Udine, poi promossa in serie A.

Nella stagione 2016/17 la Virtus fallisce l’obiettivo playoff (9^ posto) e per la stagione successiva il nuovo d.s. Roberto Rugo affiancato da Nicola Bernardi affida la guida tecnica a Daniele Rubini, allenatore che da 4 anni aveva abbandonato i campionatisenior per rigenerarsi nel settore giovanile virtussino. È una stagione difficile, lo storico sponsor Broetto non rinnova l’abbinamento e la società è costretta a giocare senza main sponsor. Inoltre a dicembre si infortunano due giocatori del quintetto (Lazzaro e Canelo) e nonostante la presenza di due grandi prospetti del basket giovanile, Miaschi da Venezia e De Zardo da Treviso, la squadra non riesce a raggiungere i playoff (9^ posto).

La stagione 2018/19 vede l’arrivo del main sponsor Antenore Energia e la rifondazione della squadra attorno all’inossidabile capitano Federico Schiavon, nato nelle giovanili e presente dal 2012, e del play Andrea Piazza. Le scelte sono vincenti e inaspettatamente la squadra rimane sempre nei piani alti della classifica che conduce per più giornate. Alla fine si classifica al quinto posto e disputa una vibrante serie playoff con Vigevano venendo eliminata per un canestro subito allo scadere in gara 3.