Broetto Virtus, così proprio non ci siamo 

(Il Gazzettino)
Harakiri in casa, concedendo a Lecco un break di 20-2
Nella seconda gara casalinga consecutiva, ieri sera alla Kioene Arena contro Lecco (squadra che precedeva i neroverdi di quattro punti), la Broetto Virtus si è resa protagonista di un altro suicidio collettivo. Se possibile, ancora più amaro di quello andato in scena la settimana prima perchè giunto nell’ultima parte di una gara che capitan Crosato (serata da doppia doppia per lui, con 14 punti e 11 rimbalzi) e compagni avevano interpretato nel migliore dei modi. E con pieno merito, condotto a lungo. Fermandosi quando, con undici lunghezze di vantaggio – anche a seguito dell’espulsione del coach ospite Meneguzzo – in avvio di ultimo quarto, sembravano poterne raccogliere i frutti.
L’approccio alla gara era stato buono: portandosi, grazie a una bella giocata Alto-Basso sull’asse Stojkov-Nobile, sul 7 a 3 (e 9 a 5). Gli ospiti con una tripla di Todeschini, miglior marcatore dell’incontro insieme a Canelo (23 punti entrambi), sorpassavano sull’11-9. Ma era un vantaggio effimero: seppur con due tiri allo scadere dei 24, infatti, Canelo impattava e Stojkov (tripla) regalava il nuovo allungo: che si perfezionava doppiando i lacustri (22-11), con una difesa (in particolare sul temuto Quartieri, grazie a una staffetta e ai cambi) praticamente perfetta. I padroni di casa doppiavano gli avversari anche in apertura di secondo quarto (28-14), con l’ispirato Canelo. Il +14 veniva ribadito ancora un paio di volte (come sul 34-20), prima che i padroni di casa andassero in difficoltà contro la zona press alternata a una più tradizionale dagli avversari: il gioco restava troppo fermo in attacco, Nobile e Crosato perdevano due palloni e Stojkov sparava a salve dalla lunga distanza.
Morale? Lecco con un parziale di 12 a 0 (fantasmi del passato o avvisaglie del futuro?) si portava a -2, prima della salvifica tripla di Schiavon. Al rientro delle squadre dagli spogliatoi (nell’intervallo la partitella genitori-figli con gli attempati Irriducibili Virtus), la musica non mutava. A parte un paio di minuti di corrida (con errori da ambo le parte), e nonostante due gravi disattenzioni difensive (dimenticati indisturbati a centro area prima Todeschini poi Balanzoni), la Broetto continuava a fare l’andatura. Allungando sul +9 con una tripla di Crosato (49-40) e toccando il +12 (55-43) con due azioni fotocopia: penetrazione di Canelo e assist per Lazzaro. A +11, come detto, era ancora al 32′ (sul 58-47, 4/4 in lunetta di Stojkov per i due tecnici agli ospiti) prima dell’harakiri collettivo. Lecco, affidandosi ai suoi uomini migliori, piazzava un altro 12-0 sorpassando prima e allungando poi a +7 (60-67, 20-2 l’aggregato!). Triste finale di un copione già visto.

Giovanni Pellecchia
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20 marzo 2017