Stagione 2024/2025 - Campionato serie B Interregionale

Crema amara per la Virtus

(Il Mattino)
I neroverdi costretti a cedere allo scatenato attacco lombardo.
Crema lascia la Virtus con l’amaro in bocca. C’è stato ben poco da fare per i neroverdi, costretti a cedere nettamente di fronte alla “tempesta” di triple scatenata da un attacco lombardo in formato atomico. «Loro hanno tirato con il 44 per cento da tre, noi appena con il 15 per cento», sintetizza coach Rubini, «Anche quando stavamo facendo una buona pallacanestro e abbiamo costruito dei tiri aperti la palla non ne voleva sapere di entrare. Se avessimo segnato, probabilmente avremmo potuto cambiare il volto della partita, ma è anche vero che Crema ha mostrato una verve atletica che in questo momento noi non abbiamo. Il loro atletismo ci ha messo in grossa difficoltà. Restiamo una squadra, in cui è fondamentale il contributo di tutti e se questo viene a mancare diventa molto più difficile vincere».
Non è esattamente il miglior viatico per il derby con Vicenza da giocare nell’infrasettimanale di giovedì alla Kioene Arena, anche se fino alla fine del terzo quarto la Virtus è rimasta in partita. Poi, è crollata sotto i colpi di Crema, che onestamente si è dimostrata subito ispirata dall’arco (9-4).
Dopo aver ricucito lo strappo (11-10), la Virtus concede ancora spazio ai locali, che scappano sul +8 con la bomba di Del Sorbo (20-12). Sulla tripla di Paolin, il vantaggio cremasco lievita già alla doppia cifra (28-18). Rubini inserisce forze fresche schierando Calzavara, insieme a Miaschi e Piazza, che prova a tenere a galla i suoi (28-23). Le idee non mancano, ma Crosato e compagni hanno le mani ghiacciate dalla lunga distanza (1/10 nei primi 20′), mentre la difesa scricchiola troppo. È qui la grossa differenza con Crema, che tira con percentuali stellari dai 6.75. Soltanto Calzavara sblocca l’impasse virtussina al tiro da tre (33-27). La Virtus avrebbe più chili e centimetri sotto le plance e quando libera i suoi “dioscuri” è un’altra squadra: Lazzaro si prende i falli e concretizza dalla lunetta (35-31), Nobile servito in area da Canelo ricuce lo strappo al possesso pieno (36-33). Sull’altra metà campo, però, Ferraro è ancora implacabile dietro la linea dei tre punti (39-33).La ripresa inizia sulla falsariga del primo tempo: Del Sorbo e Dagnello sparano da tre (45-35), Canelo replica con la stessa moneta (45-38), ma un altro miniparziale (5-0) spinge i padroni di casa sul +12 (50-38). Passato il getto di fuoco, Piazza tenta di tamponare l’emorragia (50-44 e 53-47), ma l’elastico si riapre con un altro allungo lombardo (7-0), che fa sprofondare i neroverdi a -13 (60-47). Al via dell’ultimo quarto si verifica l’episodio che chiude ogni discorso: dopo una conclusione dalla lunga di Crosato, viene fischiato un tecnico a Rubini. Peroni insacca il libero susseguente e sul nuovo possesso indovina l’ennesima tripla (64-48). È una mazzata, che si rivela fatale, quando Peroni martella per la seconda volta dall’arco (67-48). Un’altra bomba di Ferraro rende fin troppo severo il risultato (71-48) per la Virtus, che nel finale salva in parte l’onore (73-57).
Mattia Rossetto
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30 ottobre 2017