Stagione 19/20 campionato serie B

Virtus, perla di caparbietà

(Il Gazzettino) Vinta la difficile sfida con Milano in una partita infuocata con gli ospiti capaci di  replicare ad ogni allungo neroverde.   Ancora pari a 5’ dalla fine: Schiavon firma il +3 e Piazza raddoppia il margine con un canestro al limite dei 24”.
L’Antenore Energia Virtus arriva in vetta alla classifica alla pausa del campionato di serie B (per la Coppa Italia di Lnp). La formazione di Daniele Rubini, in un palasport di Rubano gremito e caldo come non mai, ha centrato l’ottava vittoria in fila superando per 72-68 la corazzata Urania Milano e prosegue così la sua straordinaria cavalcata a braccetto con i Tigers Cesena (a Padova all’ultima di campionato).
La vittoria di ieri sera, ottenuta davanti agli occhi ammirati dell’assessore allo sport Diego Bonavina, rappresenta davvero una perla nella stagione dei neroverdi. «Sicuramente una delle più intense – ammette coach Rubini – contro una delle squadre, mi ripeto, più complete e pericolose della categoria. Probabilmente, con la propria qualità ed un break, aveva pensato forse di averci messo fuori gioco, come avvenuto all’andata. Contrariamente all’andata, però, noi abbiamo risorse incredibili cui attingere ed una diversa tenuta mentale. Questa sera non c’è un MVP, non ci può essere: i miei ragazzi sono trasfigurati dalla fatica, ma hanno dimostrato come si sta in campo. Sono orgoglioso di allenare un gruppo così: penso sia entusiasmante anche per chi ci viene a vedere». La Virtus, che nel quintetto iniziale schierava, oltre a Piazza, De Nicolao, Ferrari e Filippini, il giovane Verzotto in luogo dell’infortunato Motta (comunque in panchina), era stata costretta ad inseguire per tutto il primo tempo.

AVVIO MOLTO STORTO
Nel primo quarto, il canestro sembrava stregato per i neroverdi (30% dal campo), che segnavano con il solo Verzotto e si ritrovavano ben presto a inseguire (due giochi da tre punti di Piunti per gli ospiti). Con un altro 7-0 Milano allungava a inizio del secondo quarto (+12 con Scanzi); Rubini chiamava un tempestivo time out ed in campo erano poi i due padovani, capitan Schiavon e De Nicolao (questo con due penetrazioni), a limitare i danni. Dopo cinque punti consecutivi di Piazza, l’Antenore Energia completava la rimonta impattando a 28 con un canestro di Filippini.

RIMONTA E RINCORSA
All’intervallo, però, gli ospiti andavano ancora sul +9 grazie ad un grande finale di primo tempo. Anche al rientro dagli spogliatoi, la musica non cambiava: l’Urania Milano, crivellando con continuità da dietro l’arco dei 6,75 con Eliantonio (due volte) e Simoncelli, toccava il suo massimo vantaggio sul +14 (47-33). Ma quando tutto pareva compromesso, visto che anche l’area meneghina era un fortino inespugnabile, ecco la Virtus che getta il cuore oltre l’ostacolo: Coraggio! Andiamo avanti! incitava il coach.
E proprio come goccia cinese, la forza mentale della capolista usciva alla distanza: dal -10 (53-43), con una crescita esponenziale in difesa e trovando canestri importanti dalla lunga distanza con Filippini (9 punti in questa terza frazione), l’Antenore Energia piazzava un micidiale parziale di 11-0 che le faceva chiudere avanti la terza frazione (1/2 in lunetta di Schiavon). Perfezionando poi questo parziale in apertura dell’ultima frazione con la tripla di De Nicolao (57-53), quando in cabina di regia ha giocato minuti importanti anche il giovanissimo Pellicano, l’impressione era anzi che la Virtus avesse raccolto meno di quanto seminato.

ALTALENA PERICOLOSA
E tutto faceva di nuovo temere il peggio quando Simoncelli, con cinque punti consecutivi, ha riportato avanti i suoi (59-57). Gli ultimi cinque minuti, iniziavano in perfetta parità sul 62-62 grazie all’ennesima tripla di Filippini (4/10 in totale). Subito dopo, capitan Schiavon replicava per il +3. E la Virtus, sfruttando anche l’espulsione per il secondo tecnico comminato a Simoncelli, arrivava più lucida alla volata finale: una magata di Piazza con canestro allo scadere dei 24 a 1’30 dalla fine le ha regalato il +6 (70-64). Un vantaggio fondamentale tenuto poi, non senza ulteriore fatica, fino alla fine.

Giovanni Pellecchia