Stagione 19/20 campionato serie B

Virtus, la spinta della storia per un nuovo ciclo festoso

(Il Gazzettino)
Da una settimana in palestra, questa sera già il test con la Reyer scudettata a Caprile
La Virtus adotta un profilo basso, ma sulle ali dell’entusiasmo. L’entusiasmo di sentirsi… come una famiglia. Questa la sensazione che si respirava alla presentazione della squadra neroverde, per la terza stagione consecutiva nella terza serie nazionale, tenutasi nella storica palestra di via Tadi davanti a un centinaio di simpatizzanti e tifosi. Primi tra tutti, neanche a dirlo, quelli immancabili di Energia Nero Verde che hanno accompagnato con applausi e cori i momenti salienti della serata condotta da Andrea Righi, speaker ufficiale delle gare interne di Crosato e compagni.
Storia, o meglio continuità da 72 anni a questa parte (nonostante i tanti cambiamenti estivi: sponsor, allenatore e direttore sportivo), e Famiglia. Così, dopo lo staff tecnico del nuovo coach Daniele Rubini e prima che portassero i loro saluti le autorità Fip regionali (il vice presidente Marcello Crosara e il consigliere Lamberto Morello), sono sfilati a uno ad uno i quindici giocatori che da lunedì scorso hanno iniziato a lavorare, alternando le sedute atletiche con il preparatore Roberto Taffara (ora coadiuvato da Davide Mazzonetto per le giovanili) a quelle tecniche. E che questa sera, alle 20 nella palestra di Caprile, faranno la prima uscita ufficiale contro i campioni d’Italia in carica della Reyer Venezia.
Il conduttore si è soffermato con alcuni di loro. Il più giovane della truppa: Niccolò Pellicano, classe 2002 tra l’altro convocato, da domani a sabato, dal Settore squadre nazionali per il Centro di alta specializzazione maschile a Pesaro. I due nuovi, Calzavara e Piazza: l’uno gradito ritorno, dopo l’importante esperienza ad Arzignano, l’altro colpo del mercato estivo (in attesa che, dal 1. settembre liberato dalla Reyer con cui è in ritiro, si possa aggregare il gioiellino Miaschi). Infine, il capitano Enrico Crosato: «Ruolo che mi inorgoglisce. Dobbiamo lavorare e pedalare, ma credo ci sarà tanto da divertirsi. Dando sempre il massimo: noi in campo e voi tifosi sugli spalti».
Tutta l’attenzione, però, è incentrata su Daniele Rubini, coach della prima squadra e responsabile del settore giovanile. «Staccare, dopo tanti anni, dalle prime squadre (per quattro anni aveva allenato nel settore giovanile, ndr) era necessario, ma ora mi è tornata una gran voglia. In questo momento, meglio non pensare a rischio di abbandonarsi a pensieri sinistri, e piuttosto lavorare. Sapendo che l’essere squadra, o meglio per ogni singolo componente essere un tifoso della Virtus, resta il primo obiettivo».
Chiarendo poi ai nostri taccuini: «La sensazione è che ci siano tre-quattro squadre, su tutte Cento e Faenza, che per budget e ambizioni faranno un altro campionato. Nel mezzo, un gruppone: alcune squadre, seppur di tradizione, che hanno fatto un passo indietro e altre che non intendono stare staccate. Rischio o fortuna? Dipenderà da noi e dalla quadratura che troveremo, se sapremo indossare la faccia dei giorni di festa. In questo momento, però, è bene essere chiari: la salvezza resta il solo obiettivo; cercando, specie inizialmente, di parare i colpi…».
I dirigenti, dopo la benedizione laica di Antonio Foresta in rappresentanza dell’amministrazione comunale e prima del tradizionale brindisi, alzano il tiro. «Questo è un anno importante ha spiegato il diggì Nicola Bernardi – Nonostante i tanti cambiamenti la Virtus va avanti. Siamo soddisfatti del lavoro svolto da Rugo: è stata confermata l’ossatura della squadra, cosa nient’affatto scontata, e ci siamo mossi degnamente sul mercato. Restiamo ambiziosi».
In separata sede, il vicepresidente Eugenio Papa aggiunge: «Tutti sono utili, ma nessuno indispensabile. Le società vanno avanti e, nel nostro caso, la speranza è quella di riuscire ad aprire un ciclo nuovo e sempre migliore, con l’entusiasmo, che resta la migliore medicina, il lavoro e la gioventù».