Stagione 2024/2025 - Campionato serie B Interregionale

Virtus da impazzire batte Faenza e vola

(Il Mattino)
Prova super di Crosato e dei giovani, playoff di nuovo vicini
È giovane, bellissima e piena di energia, questa Virtus che supera Faenza contro tutti i pronostici e ritorna ad accomodarsi nella zona playoff con l’aria di chi vuole restarci. È sfacciata e un po’ incosciente, come il 17enne Federico Miaschi, che nell’ultimo periodo rovescia la partita, mette 14 punti, recupera palloni e rimbalzi e infila i liberi decisivi quasi senza guardare il canestro. Ma ha anche il cuore enorme di capitan Crosato che gioca con una caviglia steccata, fa doppia doppia (20 punti, 10 rimbalzi) e a 9″ dalla fine p di ghiaccio e chiude i conti dalla lunetta, dopo 35′ di fatica.Dirà bene, alla fine, coach Rubini: peggio per chi non c’era. È la partita più bella dell’anno (per ora). La Virtus parte con un 7-0 con Schiavon e Nobile, Faenza rientra con Pagani. De Zardo su Venucci è la mossa del match: il play romagnolo vedrà pochissimo il canestro. Crosato comincia a mettere triple, Piazza e Maresca collaudano il contropiede e Silimbani risponde dalla lunga. È 19-19, dopo un primo periodo divertente. Si va avanti così, con Piazza che illumina e Perin che risponde quasi sempre. Il secondo periodo è punto a punto. Faenza mette il naso avanti dopo 4’38” (28-30), Crosato infila due triple e alza una percentuale di squadra bassa (4/13). Lampi di difesa a zona della Virtus provano a confondere gli ospiti, che comunque vanno all’intervallo sul 39-41, dando peraltro l’impressione di poter salire di una marcia. Invece è la Virtus che riparte bene con Piazza e Nobile (46-43 e poi 50-45). Time out Faenza, Perin subito da 3 e pareggio in un amen (50-50). Qui i ragazzi di Rubini sembrano perdersi: una forzatura, una palla persa, un tiro sbagliato, il quarto fallo di Piazza e Faenza scappa sul 51-58. Finita? Neanche per scherzo. Con due bombe di Crosato e Miaschi e un altro canestro, la Virtus fa 8-0 e torna nel match. Crosato è mostruoso, ma con Piazza in panca è soprattutto Miaschi a portare punti e lampi. Sua la tripla del 65-61, Perin risponde ancora. De Zardo si avventa sui palloni sporchi, Miaschi segna ancora, recupera un pallone, mette una tripla ignorante e subisce fallo (74-69). Allora la Virtus capisce che ce la farà anche se Perin continua a bombardare. Tre bombe di Faenza finiscono sul ferro in una sola azione, Crosato invece mette i liberi accarezzando la retina. È fatta.

Coach Rubini: peccato per chi non c’era
Così felice mai. Coach Rubini (in foto) abbraccia i suoi ragazzi uno ad uno, urla con loro. Poi ha ancora forza di discutere con De Zardo di chissà quale questione tecnica, mentre tutti gli altri sono già ai piedi della tribuna a dare cinque ai tifosi. Pochi, però, sugli spalti. Ed è un peccato. Perciò il primo pensiero dell’allenatore della Virtus va proprio agli assenti: «Chi non c’era oggi ha avuto torto e si è perso proprio una bella partita. Per l’ennesima volta abbiamo dimostrato di essere una squadra vera». È stata una Virtus da lucidarsi gli occhi. E che ha dovuto giocare sempre con il piede sull’acceleratore, perché Faenza dava l’impressione di poter piazzare un allungo in qualsiasi momento. «Ma noi dobbiamo fare sempre così, non abbiamo alternative», commenta l’allenatore neroverde. «Spingiamo sempre, anche quando siamo in difficoltà. Guardate come eravamo oggi. Canelo in panchina, Crosato con una caviglia a pezzi e però in campo 35 minuti. Domani non si alzerà dal letto. Ma io sono orgoglioso di allenare ragazzi così. E sono sicuro che quando loro vanno in campo, in qualche modo posso stare tranquillo perché ce la metteranno tutta. E non è solo questione di carattere, guardate che oggi abbiamo giocato proprio una bella pallacanestro». La conferma arriva dal pubblico, dai dirigenti, dal sindaco Giordani in tribuna insieme all’assessore Bonavina. La Virtus giovane fa innamorare, anche se in certi momenti è pazza, imprevedibile. «Ma a voi certi tiri sembrano assurdi, invece noi sappiamo che sono nel dna dei nostri giocatori», conclude Rubini.
Cristiano Cadoni
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19 febbraio 2018