Stagione 19/20 campionato serie B

Under 18

Gli Under 18 di coach Seno in casa della capolista se la giocano tutto il primo tempo cedendo nella ripresa alla fisicità dei canturini.

Pall. Cantù – Antenore Energia Padova   83 – 49

Pall. Cantù: Pozzi 4, Lanzi 8, Arienti 22, Caglio 6, Cucchiaro 2, Procida 6, Di Giuliomaria 14, Quarta 2, Gatti 6, Ziviani 6, Boev 5, Bresolin 2 -All. Vischiglia – Ass. Pozzoli.

Antenore Energia Padova: Cammisa 6, Antonello 4, Marinello 2, Mazzonetto 4, Meneghin 5, Mason 4, Cignarella 3, Basso 16, Pellicano 5. – All. Seno – Ass. Turi.

Parziali: 16-15, 21-16 (37-31), 23-12 (60-43), 23-6 (83-49)

Arbitri: Chersicla-Marenna

Percentuali: Cantù: T2 59% 23/39 – T3 35% 9/26 – TT 49% 32/65 – TL 71% 10/14

Virtus Padova: T2 37% 18/49 – T3 8% 1/13 – TT 31% 19/62 – TL 71% 10/14

Forse basta uno sguardo alle percentuali per capire com’è andata, non serve raccontare, ma ci si prova lo stesso. “C’è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo”, cantava De Andrè. Sembra questo lo stato d’animo dei 9 compagni che si ritrovano da Giordano, mentre piove fitto: non perché ci si pianga addosso, ma perché consapevoli di dover affrontare la trasferta più lunga contro la squadra più forte senza potersela giocare, almeno sulla carta.

I ragazzi di Seno si presentano in casa della capolista (che giusto la settimana prima subiva a Ferrara la seconda sconfitta stagionale) recuperando Pellicano, ma orfani di Visone, Lomma, Tognon, Serafini, Capetta e Cignarella a mezzo servizio, senza essersi potuti allenare nemmeno una volta a ranghi completi dopo la sfortunata gara di Desio. Badate, non si tratta di scuse per una sconfitta pesante e poco onorevole, bensì di fattori che già alla partenza facevano, come detto, presumere un risultato infelice.

Nonostante tutto, la Virtus prova a metterci il cuore (cit.) e per due quarti rimane aggrappata alla partita. Non si contano palle perse, distrazioni varie che permettono ai padroni di casa di trovare prepotenti schiacciate in contropiede, ma finchè gli ospiti riescono a incalzare gli avversari in difesa e a stare in campo con la testa il gap appare sempre colmabile. Basso porta a scuola il suo marcatore (che si potrà esaltare solo a 2’ dalla fine per una schiacciata da libero), ma troppo spesso l’attacco della Virtus dipende dalle iniziative di Pellicano, costretto a creare mentre i compagni si muovono poco. Non basta la bella schiacciata di Meneghin dal post per scuoterli.

In apertura di terzo quarto un gran recupero di Cammisa nega due facili punti a Procida: la Virtus sembra viva. Quando, però, si inizia a concedere troppo spazio ai loro tiratori, le velleità di rimonta (-6 all’intervallo) progressivamente si spengono. Ciò che è più triste è vedere (dalla panchina) i propri compagni mollare decisamente troppo presto, quando manca ancora un’eternità lunga 15’ da giocare. Gli ospiti realizzano in due quarti la miseria di 18 punti, mentre Cantù scaccia i fantasmi della sconfitta dell’andata (che pure rimane tra i risultati di cui andare orgogliosi per i ragazzi di Seno) e può giocare sul velluto. Il vantaggio della capolista allora non fa che incrementare, mentre una Virtus impotente assiste. Lunedì prossimo si torna a Rubano per ospitare la seconda forza del campionato, Reggio Emilia, sperando di recuperare qualche elemento e di rimettere insieme al più presto i cocci di questa severa e, purtroppo, (de)meritata sconfitta.

Carlo Cignarella