Stagione 19/20 campionato serie B

Lotta amara con la “big” Crema

(Il Mattino)
I neroverdi scivolano al decimo posto, fuori dalla zona playoff.
Una panchina più lunga, la mano calda da tre e un entusiasmo caricato dai successi recenti e da un meritato terzo posto in classifica: con queste carte Crema ha inflitto ieri alla Virtus Padova l’undicesimo dolore della stagione, il secondo di fila dopo la bruciante sconfitta in casa di Reggio Emilia. Come la settimana scorsa i neroverdi di coach Daniele Rubini dimostrano di potersela giocare contro una delle “big three” del girone.
L’avvio. Si gioca a Rubano, vista l’indisponibilità della Kioene Arena. Il primo quarto d’ora è di equilibrio, tanto che il piccolo ma prezioso divario che la Virtus si ritroverà a metà gara è frutto degli ultimi 4′ di gioco. Rubini parte con Piazza, Schiavon, Crosato, Nobile e Miaschi ed è quest’ultimo a trovare il primo canestro, a cui risponde la tripla di Dagnello. Dopo 5′ la Virtus trova un timido allungo con la bomba di Miaschi (12-7) ma con repentino 7-0 di parziale i cremaschi sorpassano i padroni di casa. Il canestro di Nobile regala il pareggio con cui termina il primo quarto (17-17). Il secondo parziale è più avido di canestri e azioni, tanto che dopo cinque giri di lancette il punteggio non è variato di molto (21-20). E’ qui che il quintetto di Rubini tira fuori il meglio: dopo il 26-27 di Poggi ci pensano Piazza e Maresca a confezionare il nuovo contro-break da 7-0 e a mandare i virtussini in spogliatoio avanti di sei lunghezze.
Crema recupera. Tanta fatica costruita in metà gara e di contro in pochi secondi Crema è di nuovo sotto: dopo 14” Peroni trova la tripla del -3, Crosato prova a mantenere le distanze con due canestri (37-32), quindi Peroni riporta le due squadre a un possesso di distanza e poi al pareggio di metà quarto. E’ sempre Crosato a scongiurare fughe avversarie ma Crema pare aver trovato le traiettorie ideali e a suon di triple va anche sul +6 con Del Sorbo sul finire di parziale. Gli ospiti non riescono però a dare il colpo di grazia alla Virtus, che pur sforna numeri positivi e riesce ad agganciare prima il -1 (45-46) e poi il -2 (50-52) sempre con Crosato, top scorer neroverde di giornata e leader morale della squadra di casa. A condannare Padova ci pensano le bombe numero nove e dieci scagliate da Crema: quella di Paolin è per il 55-62, quella di Dagnello è invece pesantissima e fa registrare a tabellino il 57-65 con 90” ancora di speranza. In virtù della sconfitta di ieri, la Virtus Padova scivola al decimo posto, fuori dalla zona playoff. Il prossimo turno sarà infrasettimanale: si giocherà mercoledì in casa del Tramarossa Vicenza, fermato ieri da Lecco.

 Coach Daniele Rubini: «Abbiamo commesso errori non da noi»
«Abbiamo perso una partita in cui ci siamo applicati con grande dedizione ma in cui ad un certo punto abbiamo commesso errori non da noi, non da Virtus». Spiega così il match di ieri coach Daniele Rubini: «Crema è uno degli attacchi più prolifici del campionato eppure con noi ha fatto una fatica boia a trovare il canestro, segno che la partita è stata affrontata nel migliore dei modi sotto questo punto di vista. Poi ci siamo inspiegabilmente complicati la vita, cominciando a spaventarci di fronte alla possibilità di poter perdere». Rubini non è tipo da ricercare discriminanti, ma ricorda come «Crema ha recuperato un giocatore di punta come Peroni proprio alla vigilia della gara con noi, e guarda caso Peroni è stato l’uomo determinante. Ma d’altra parte penso sia chiaro: il nostro è un campionato votato alla sofferenza».
La panchina corta e la necessità di ricorrere al mercato lo confermano più che mai. E sulla situazione attuale in classifica ha qualcosa di preciso da dire: «Faremmo bene a guardarci alle spalle, a guardare con attenzione chi abbiamo dietro. Soprattutto dimentichiamoci di chi continua a dire e a scrivere “playoff, playoff!” perché evidentemente chi dice così non ha proprio capito in che condizione si trova oggi la Virtus Padova. Parlare di playoff in questo momento è inopportuno e ci fa solo male. Mi pare chiaro che a questo punto è necessario cambiare ritornello».
Nicola Cesaro
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5 febbraio 2018