La lettera di Luca K

Cari giovani atleti, Cari genitori, Cara Virtus

Vi scrivo da Trieste dove ho l’onore di accompagnare i “miei” under14 ad un super torneo di categoria.

Non è un caso che vi voglia scriva da qui. In questa città, ormai 25 anni fa, arrivai in elicottero dopo un grave incidente che ha cambiato radicalmente e per sempre la mia vita.

Ora sono qui, in questa stessa città, ad accompagnare 12 ragazzi che hanno la stessa età che avevo io quel giorno di dicembre e che indossano la stessa divisa neroverde che con orgoglio indossavo anch’io!

Fin da quei primi drammatici giorni la Virtus mi è sempre stata accanto, facendomi sentire parte di una famiglia; è vivo in me il ricordo del nostro presidente Franco, di Gegè e Rino, che sono corsi a Trieste da Padova per starmi vicino in quel momento. Si sono presentati, 25 anni fa, insieme a Davide Cantarello con tanto di gagliardetto della Stefanel firmato da Bodiroga, Blackman, Gentile, Fucka ecc…. Quel Davide Cantarello che, cresciuto nelle giovanili di via Tadi, ha passato una vita tra serie A e Nazionale ma che rimane legato ai colori neroverdi come pochi altri! (in questi giorni ha fatto le foto con I nostri atleti ed ha seguito tutte le nostre partite all’Allianz Dome).

Cari ragazzi, a voi rivolgo il mio invito ad essere affamati di basket, a giocare al campetto appena possibile, a guardare qualsiasi partita in tv, a seguire la prima squadra e le giovanili: voi dovrete essere I prossimi Ferrari, Piazza, Schiavon o De Nicolao. Oppure potrete essere i prossimi coach Rubini o Buscaglia: la Virtus vi terrà aperta ogni strada.

Fra 20/30 anni vi assicuro vi ricorderete di tutti gli avversari, di tutti gli arbitri, di tutti i palasport solcati (non capita spesso di giocare in palazzetti da 6500 posti); sarete parte di una confraternita e, ovunque andrete, troverete qualcuno che avete già incontrato sul rettangolo di gioco… Poco importa se in un campo di serie A, nel campionato UISP o tra le fila degli Irriducibili.

La Virtus vi permette di affrontare i migliori giocatori del presente e del futuro: potrete dire “contro quello lì ci ho giocato contro!”” o “l’ho visto giocare!” (chiedete a mio fratello Michele di Kobe Bryant al torneo Viva Keita). Nomi del passato che hanno fatto la storia del basket italiano come Pittis, Bulleri, Marconato (e chissà quanti altri) che hanno solcato da avversari il parquet di Rubano durante i campionati giovanili. Oppure diventerete i prossimi Ferrara, Basso, Forray, Busca o Cantarello, che nella Virtus sono cresciuti prima di approdare in serie A.

A voi spero di trasmettere la passione per questo meraviglioso sport e soprattutto per la Virtus.

Ai genitori chiedo di dare fiducia a questa famiglia: Vi è richiesto un notevole sforzo di tempo (e benzina) per portare i Vostri figli agli allenamenti, alle partite dei ragazzi e della prima squadra. Vi assicuro che è tempo e denaro ben speso: i ragazzi cresceranno in un ambiente sano, si tempreranno nel corpo e nello spirito e saranno capaci di affrontare anche le altre sfide della vita. Chiedo anche di aiutare lo staff, di supportare gli allenatori (Vi assicuro che molti donano il loro tempo) di non arrabbiarsi con gli arbitri (referees are human, too) e di perdonarci se qualche volta non raggiungiamo le Vostre aspettative.

Vi chiedo di non stressare i ragazzi per lo sport, ci pensiamo già noi! Domandategli a fine partita o allenamento se si sono divertiti, se sono contenti, abbracciateli, chiedetegli come è andata a scuola, parlate di morosette e raccontategli la vostra giornata, non chiedete a loro di diventare dei fenomeni; a Voi il compito di tirare le orecchie ai ragazzi per i voti a scuola o per un rientro a casa mezz’ora dopo il coprifuoco, a noi il compito di farne degli atleti di qualsiasi livello. Aiutiamoci a far si che la crescita di questi ragazzi sia più ricca possibile, confrontandoci e rispettando i ruoli. Siamo tutti comparse di un grande spettacolo dove i protagonisti sono loro, i nostri ragazzi, i Vostri figli.

Alla Virtus chiedo di continuare a crescere uomini e giocatori come ormai negli ultimi 80 anni. Lo sforzo economico è imponente e spesso porta a domandare se ha senso fare tutto ciò, poi guardo questi 12 scalmanati e la risposta è si!!! senza dubbio alcuno. Ogni singolo sguardo dei ragazzi quando entrano in campo, i sorrisi, le incazzature, le gioie e le delusioni, le ragazzate in spogliatoio, ogni pianto dopo una sconfitta e ogni urlo di gioia dopo una grande vittoria, ogni singolo momento passato con loro è una immensa ricompensa che ripaga di ogni singolo euro, non speso ma investito. Ogni volta che, con le mani unite al centro, inneggia in tutta la palestra l’urlo, Lungavita, dopo un allenamento, Lungavita, dopo una vittoria o una sconfitta, Lungavita; ogni singolo sforzo economico e non, è ripagato.

Lunga vita Virtus, lunga vita.

K.