Stagione 19/20 campionato serie B

Il coach protesta e gli arbitri se ne vanno

(Il Mattino)
Gallo e Vigato hanno lasciato a 6′ e mezzo dalla fine di Virtus-Rucker San Vendemiano.
Match concluso dai vice-allenatori
All’ennesima protesta dell’allenatore ospite, la coppia chiamata a dirigere l’amichevole di basket tra Virtus Padova e Rucker San Vendemiano ha girato i tacchi abbandonando anzitempo il campo di gioco. È incredibile quanto accaduto martedì sera al palazzetto “Ilaria Alpi” di Limena, dove gli arbitri Stefano Gallo di Monselice e Andrea Vigato di Este hanno lasciato il rettangolo di gioco tra l’incredulità generale, in seguito alle rimostranze del coach trevigiano Marco Mian, ex giocatore con importanti trascorsi in A/1 alla Benetton Treviso, dove ha vinto anche lo scudetto del ’92.
La partita doveva ancora finire, ma i due fischietti hanno deciso che – almeno per loro – poteva bastare così. Mancavano circa 6 minuti e mezzo al termine dell’incontro: su un blocco in attacco della Virtus, giudicato regolare, i nervi di Mian saltavano ancora e il tecnico iniziava a richiamare l’attenzione degli uomini in grigio. Due arbitri che non sono sicuramente alle prime armi. Anzi, Gallo (’81) e Vigato (’84) hanno sufficiente esperienza per fronteggiare situazioni del genere. Era Gallo a prendere l’iniziativa imboccando per primo la strada degli spogliatoi, seguito a ruota dal collega. Le squadre, tuttavia, stabilivano di continuare anche senza direttori di gara, sostituiti dai due vice-allenatori di Virtus e Rucker: da una parte Adriano Primon, dall’altra Simone Lentini, fischiavano sino alla sirena finale.
Già nel primo tempo Gallo e Vigato avevano dovuto mantenere l’ordine incassando qualche lamentela di troppo dalle panchine. Tuttavia, era sembrato il classico test pre-campionato tra due formazioni volitive, che hanno interpretato il match in maniera “maschia”, ma senza alcuna particolare cattiveria. Specie nel primo tempo, in cui Virtus e Rucker hanno dispensato grinta ed aggressività su ambo i lati del campo, con i due playmaker Andrea Piazza e Andrea Tracchi protagonisti di una piccola scaramuccia, poi chiarita. Disputata con azzeramento del tabellone a conclusione dei 4 parziali, la sfida ha vissuto una sua prima fase calda nel corso di un primo tempo equilibrato (24-22 e 18-17). Durante l’intervallo Mian chiedeva spiegazioni agli arbitri sull’interpretazione di alcuni blocchi offensivi ritenuti irregolari. Alla ripresa delle ostilità, i ragazzi di Daniele Rubini facevano sentire il peso della categoria superiore al cospetto di un’avversaria che, dopo la retrocessione in C Gold, punta subito a ritornare in Serie B (18-10). L’ultimo quarto iniziava sulla falsariga del precedente, almeno sino a quando Gallo si rifiutava di proseguire, venendo emulato da Vigato (24-14). È un episodio anomalo, che a questi livelli e latitudini non registra precedenti, perlomeno in epoche recenti. Anche per questioni di regolamento, i fischietti evitano di commentare rimettendosi al Cia (Comitato italiano arbitri). Coach Rubini, invece, prova a fornire una sua visione dei fatti: «Penso che la gara si potesse chiudere diversamente. Non ho motivo di dubitare quando Mian mi ha detto di non aver offeso gli arbitri, che evidentemente o hanno ricevuto precise direttive in queste circostanze o hanno avuto una reazione un po’ eccessiva».
Domani, la Virtus torna in campo, alle 20.30, a Vigonza contro Mestre, mentre San Vendemiano sarà impegnato sabato, alle ore 18, a Mortise con il Guerriero Padova.
Mian, il colpevole: «Mi scuso per la reazione
ma non ho offeso nè mancato di rispetto»
Mattia Rossetto
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7 settembre 2017

 «Intanto mi scuso se sono stato la causa di questa reazione, ma ci tengo a specificare: non ho offeso nessuno, non ho mancato di rispetto». Parla così, il giorno dopo, Marco Mian, coach della Rucker San Vendemiano, la cui protesta ha indotto martedì sera gli arbitri Gallo e Vigato ad abbandonare il palazzetto di Limena, dove stavano dirigendo l’amichevole dei trevigiani contro la Virtus Padova. «Mi ha semplicemente infastidito un non fischio dell’arbitro», prosegue. «Avevo chiesto una spiegazione per un fallo in attacco fischiatoci su un pick’n’roll, e ne abbiamo parlato per 30-40 secondi, in cui mi è stata spiegata l’interpretazione di quel contatto. Successivamente, poche azioni dopo, un contatto analogo nella metà campo offensiva di Padova non è stato punito, così mi sono arrabbiato. Ma la mia è stata una reazione come se ne vedono tante e, ripeto, non ho offeso nessuno».
Contrariato, Mian, si è detto per l’atmosfera che è seguita alla decisione dei direttori di gara: prima stupore generale, poi tentativo di convincere gli arbitri a tornare sui loro passi, infine decisione di affidare ai due vice-allenatori il compito di fischiare sino alla fine.
m.de.z.
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7 settembre 2017