Fa e disfa: la solita Broetto

(Il Mattino)
Partenza con personalità, poi incredibile blackout: parziale 1-24, arriva il ko.
C’è un equivoco di fondo nella stagione della Broetto. L’incostanza diventata una costante in quasi tutte le sue sconfitte. Crema non fa eccezione, mostrando le due facce della stessa medaglia della Virtus, condannata all’ennesimo ko con il solito strascico di inevitabili rimpianti. Di più, perché lo stop sopraggiunge in un momento chiave del campionato: una sorta di spareggio per il settimo posto playoff. La Broetto si conferma squadra altalenante, incapace di affondare il colpo proprio quando occorre chiudere i conti. Il primo quarto dominante di Nobile, che finirà in doppia doppia con 11 rimbalzi (10 dei 18 punti di squadra portano la sua firma), resta un lampo nell’oscurità, che avvolgerà i padroni di casa a inizio ripresa. Nel secondo periodo, la schiacciata di Lazzaro ritocca il vantaggio a +13 (24-11). Dopo l’intervallo lungo, la tripla di Salvato sembra quasi scavare il solco (41-23). Siamo al 23′, la Virtus spegne la luce per non riaccenderla più: Crema passa alla zona e infila un parziale devastante (1-24), che rivolta il match (42-47). Liberati, l’uomo più temuto da coach Friso alla vigilia, insacca la bomba del +8 (46-54). La Broetto rincorre per tutto l’ultimo quarto, ma riesce soltanto a limitare il disavanzo al singolo possesso. «Per due volte, abbiamo costruito margini importanti, che ci siamo fatti recuperare venendo annichiliti dalle scelte avversarie», osserva il dirigente responsabile della prima squadra neroverde, Roberto Rugo, «Sapevamo che sarebbe stata una gara a basso punteggio e i vantaggi accumulati avrebbero dovuto darci qualche garanzia. Nel momento di difficoltà, però, non siamo stati in grado di reagire e attaccare mentalmente la zona di Crema rinunciando anche a diversi tiri aperti. La palla è rimasta spesso ferma, non abbiamo mai trovato soluzioni efficaci per ribaltarla sul quarto di campo. I nostri avversari, invece, hanno messo grande aggressività sia in attacco che in difesa. La Crema c’è stata, ma non per la Virtus…». La situazione di classifica è ora più fluida per i neroverdi. Verso il basso. «Questo era il primo scontro diretto per codificare il nostro accesso ai playoff», aggiunge Rugo, «Ora ci aspetta Lecco ancora in casa e poi la trasferta a Orzinuovi. Ciò che abbiamo combinato con Crema, ma possiamo benissimo citare anche contro San Vendemiano o Iseo, deve servirci di lezione. Purtroppo, adesso ci siamo un po’ complicati la vita e la qualificazione ai playoff non è più così scontata». Manca un’identità alla Virtus, come lei aveva suggerito? «Siamo ondivaghi – dice ancora Rugo – mostriamo due o tre volti all’interno della stessa partita, può anche essere che questa sia la nostra identità e dobbiamo convincerci con tutti gli annessi e connessi, gioie e dolori. Resto però convinto che se teniamo un certo tipo di approccio, il nostro avversario più grosso siamo noi stessi».
Mattia Rossetto
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13 marzo 2017