Con Stojkov in panchina è il buio

(Il Gazzettino)
L’ennesima sconfitta con la bestia nera Crema preoccupa.
Da qui al termine della stagione regolare, visto anche il calendario (gli scontri con le corazzate Orzinuovi e Piacenza, e quelli con le dirette inseguitrici Reggio Emilia e Milano), la Broetto Virtus dovrà difendere il suo attuale ottavo posto, ultimo utile per i play off. La formazione di Massimo Friso, sconfitta sabato sera 67 a 59 alla Kioene Arena da Crema (contro cui, dal suo ritorno in serie B, non ha mai vinto), più che sopra deve guardarsi alle spalle. Il confronto con Crema era uno spareggio per il settimo posto: i neroverdi, lasciandoselo letteralmente sfuggire dalle mani, ora sono due punti sotto in classifica e 0-2 nei confronti diretti. La Broetto, che visto il gemellaggio con il Fila San Martino di Lupari contava nell’occasione sul sostegno di una delegazione di lupe (il presidente Vittorio Giuriati e il direttore sportivo Leopoldo Carraro con le giocatrici Filippi e Mahoney), partiva decisamente bene (6-2 in avvio, 16 a 5 al 7′) ben spalleggiata da Nobile: che ha chiuso in doppia doppia (rispettivamente 11 punti e 10 rimbalzi).
Pur incontrando le prime difficoltà, sia per problemi di falli che rivelandosi macchinosi in attacco, i padovani continuavano a fare l’andatura nel primo tempo. E a inizio ripresa, prendevano in mano la gara grazie a tre triple ravvicinate, di Canelo (miglior marcatore neroverde, 19 punti con 6/11 dal campo e 6/9 in lunetta), Schiavon e Salvato, intervallate da una giocata da tre punti di Lazzaro (il terzo in doppia cifra). Issatasi su un rassicurante 41-23 al 24′, la formazione di Friso come già accaduto altre volte in questa stagione faceva harakiri: complice il quarto fallo del regista Stojkov, infatti, subiva nei restanti minuti della terza frazione un parziale di 24 a 1 capace di ribaltare le sorti della gara.
Tra gli ospiti, nelle cui fila rientrava dopo quasi due mesi il play del 97 padovano Marco Pasqualin fresco di convocazione in Nazionale Under 20 (nel Raduno del 20-21 marzo a Roma), salivano in cattedra il lungo Bozzetto (17 punti con 3/3 nelle triple e 11 rimbalzi) e l’atletico Petronio. La loro difesa mista (con partenza a zona e ritorno alla difesa individuale nel corso dell’azione), inoltre, si rivelava un rebus inestricabile. La Virtus iniziava l’ultima frazione con un sussulto d’orgoglio, grazie alla tripla di capitan Crosato, ma scivolava a -8 (54-46). Lamentava un mancato antisportivo su Salvato lanciato in contropiede e nell’ultimo minuto si riavvicinava a tre sole lunghezze (3/3 in lunetta di Canelo per il 59-62). Prima di capitolare definitivamente.

<br/>
Giovanni Pellecchia
alt
13 marzo 2017