Stagione 19/20 campionato serie B

Broetto piega Cento. Esplode la Kioene

L’affondo ai supplementari. Bernardi: «Un’apoteosi»
Ha la scorza dura, la Broetto. Più dura di Cento, uno dei colossi della Serie B, contro il quale ha vinto all’overtime un’autentica battaglia, bissando l’impresa dello scorso ottobre in terra estense. «È stata un’apoteosi», dirà a caldo il direttore generale virtussino, Nicola Bernardi, «penso che anche il pubblico si sia divertito».
Di più, oggettivamente, era anche difficile chiedere. Forse un po’ meno sofferenza perché la Virtus ha perso e poi rivinto la gara per almeno due volte.
La squadra di Massimo Friso, però, ha giocato alla pari – se non meglio – e nel secondo tempo, alzando le percentuali dalla lunga distanza, ha trovato il grimaldello giusto per scardinare la difesa avversaria.
Giunta a Padova con l’obbligo tassativo di fare risultato dopo la sconfitta nello scontro diretto con Bergamo, la Benedetto XIV Cento aveva cambiato fisionomia negli ultimi giorni. Priva del pivot padovano Benfatto, out per uno strappo agli adduttori, si è rinforzata mettendo a segno un colpo da novanta: l’esterno argentino Carlos Sebastian Vico, prelevato dalla Serie A/2 di Forlì. Proprio il neo acquisto centese, con una tripla e un contropiede micidiale perfezionava il primo break della serata (9-15).
Cento gioca in modo fisico e aggressivo (12-18), costringendo la Broetto a forzare il tiro (3/10 da tre nei 10’ iniziali), ma i neroverdi hanno il merito di non disunirsi arrivando a impattare con la bomba di Lazzaro sulla sirena del primo periodo (20-20).
Spinti dal tifo incessante dei suoi supporter, gli ospiti avanzano in un amen a +8 (20-28). La Virtus, però, è viva: sotto le plance Lazzaro inizia a farsi sentire spingendola per la prima volta avanti (37-35).
Dopo l’intervallo lungo, animato dalla funambolica crew di basket freestyle dei Dunk Italy, il match sale decisamente d’intensità (37-37): Crosato e compagni costruiscono in un nulla un 10-0 di parziale armando le mani di Salvato e Stojkov dietro l’arco (47-37). Bisogna, però, fare i conti con il talento di Vico, che si carica la squadra sulle spalle (54-51 e 56-58).
L’argentino fa pentole e coperchi (70-72), supportato da Caroldi e dall’ex Broetto Andreaus, freddi dalla lunetta (70-76). La Virtus trova la strada sbarrata vicino a canestro e così l’unica soluzione diventa il tiro dal perimetro di Salvato (73-76 e 75-78). Entrato nell’ultimo giro di lancette è Crosato a colpire dalla distanza (78-78).
Lazzaro si mangia un canestro già fatto e poi il rimpianto è tutto di Stojkov, a cui non viene fischiato un antisportivo. A 2” dalla fine, sulla rimessa dello stesso Stojkov, l’alley oop di Lazzaro non coglie il bersaglio (78-78).
Al supplementare, Stojkov infiamma i 1.500 spettatori della Kioene Arena (87-82). Sembra fatta, ma Pignatti la riapre (87-86). Nell’ultimissima azione, l’errore da sotto di Bedetti è decisivo e sul tiro libero “liberatorio” di Crosato esplode la festa virtussina.
Mattia Rossetto
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30 gennaio 2017