Stagione 19/20 campionato serie B

Antenore, liberi fatali. L’assalto a Cremona fallisce per un punto

Si ferma a 4 la striscia di vittorie consecutive della Virtus. Pesa il black out del terzo quarto e il 12/24 dalla lunetta.
Si ferma a quattro la striscia di vittorie consecutive dell’Antenore Energia Virtus Padova, che tra l’altro dopo gli arrembaggi di Vicenza, Crema e Bernareggio manca per meno di un soffio anche quello di Cremona. Una sconfitta per 59-58 maturata dopo un match andato sulle montagne russe per tutti i quaranta minuti, che però non ridimensiona un’Antenore Energia che ha saputo fare la voce grossa in casa d’altri e che paga però un 50% ai tiri liberi e un 4/17 da tre.

L’AVVIO
La partenza con Filippini, Ferrari, Denik, Piazza e Ferrari come starting five è incoraggiante: 2-8 di parziale e Ferrari subito on fire con sei punti dopo quattro minuti. Ma la Juvi, prese le misure, piazza quattro triple su sette tentativi mandano avanti i padroni di casa, col solo Ferrari a tenere in piedi la baracca (chiuderà il primo quarto toccando la doppia cifra). Si riparte con Cremona sopra di quattro: la Juvi chiude la porta alle penetrazioni padovane e concede ai ragazzi di Rubini solo la tortuosa strada del tiro da tre e la scelta sembra pagare perché tocca il +9. A metà quarto arrivano però segnali di vita da Virtus: una tripla di Motta e 4 punti di Bovo rimettono gli ospiti in carreggiata. La Juvi perde il calibro dalla distanza (1/7 da tre), Piazza firma il contro sorpasso, Schiavon la tripla dell’allungo e Pellicano mette una bomba allo scadere. Ma dopo un secondo quarto dominato ne arriva uno da film dell’orrore.

IL BLACK OUT
Veronesi infila 5 punti, tripla di Esposito e Cremona di nuovo avanti con Sipala, prima dai liberi e poi con una bomba. Virtus va in tilt e manca 4 liberi di fila: 23-10 di parziale e la Juvi va a +7. La Virtus ritorna in gara, si va punto su punto. I liberi per l’Antenore restano stregati, Veronesi a 15 secondi dalla fine rimanda avanti la Juvi e a Piazza e De Nicolao sulla sirena non entra la palla della gloria.

Luca Perin