Stagione 19/20 campionato serie B

«Alla mia Virtus hanno spento le luci»

(Il Mattino)
Prosegue il periodo nero. Il coach: «C’è negatività, ma so cosa ci serve»
Tre minuti e spiccioli di blackout nell’ultimo quarto. Tra il 33′ e il 36′, la Virtus cede quasi di schianto a Bernareggio non trovando più il bandolo di una matassa che rischia sempre più d’intricarsi. Matura così la quarta sconfitta consecutiva dei neroverdi, agganciati proprio dai brianzoli nella zona bassa della classifica. Difficile commentare il periodo negativo della Virtus. Ci prova coach Daniele Rubini, con la solita schiettezza e onestà, tornando sulla gara di sabato sera. «Cos’è successo? C’è stato un momento, in cui si sono spenti i “riflettori”», riflette il tecnico. «Ormai è diventata una consuetudine: quando siamo in difficoltà, ci lasciamo sopraffare degli episodi. Fino al momento del break avversario, avevamo fatto cose di pregevole fattura, ma poi non abbiamo più avuto la capacità di far quadrato e restare mentalmente in partita». Il compito della Virtus è stato reso ancor più arduo dalle basse percentuali di realizzazione dal campo, nello specifico da tre (2/15), nonostante una prestazione monstre di capitan Crosato (doppia doppia da 17 punti e 15 rimbalzi). «È chiaro che non segnando diventa tutto più difficile», prosegue Rubini. «Non siamo stati capaci di realizzare qualche canestro “ignorante”, quando invece dall’altra parte, tirando anche in maniera fortunosa, la palla entrava. Mi riferisco a due episodi incredibili, in cui un giocatore di Bernareggio è incespicato e cadendo ha trovato il canestro buttando la palla per aria e un altro con il pallone, che ha scheggiato il tabellone prima di insaccarsi. Abbiamo un alone di negatività attorno a noi, ma non dobbiamo abbatterci. Bisogna continuare a fare quello che sappiamo. Ho bene in mente cosa serve per essere competitivi, ma è importante che tutti ne siano consapevoli e che percorriamo insieme la stessa strada. Non dobbiamo avere la presunzione che sia soltanto uno a risolvere la situazione». Rubini, visto che ha chiamato in causa il gruppo, perché non allargare le rotazioni? Buia e Visentin sono rimasti in panca, ma forse avrebbero fatto comodo. «Per il bene che voglio ai due ragazzi, ho preferito tutelarli. È giusto che la partita l’abbiano conclusa in campo i cinque senatori, ma per come stanno andando le cose entrambi saranno presto utili. Anche perché il calendario è sempre duro: in casa affrontiamo Lecco e nell’infrasettimanale Desio e dopo tre giorni andremo a Piacenza. Abbiamo le gomme sgonfie, ma prima di preoccuparci degli altri pensiamo a noi stessi».
Mattia Rossetto
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27 novembre 2017