Stagione 19/20 campionato serie B

Virtus matura e fortunata

(Il Gazzettino) Gioca con carattere ed è sempre avanti con la corazzata Pavia ma chiude il conto  solo in extremis grazie un preciso Morgillo.
L’Antenore Energia Virtus cala il tris! Ieri sera alla Kioene Arena, superando per 70-65 Pavia nella prima di due sfide ravvicinate contro le grandi favorite (mercoledì sera nel turno infrasettimanale si replica a Vigevano), la formazione di Daniele Rubini si issa in testa alla classifica a punteggio pieno in un quartetto composto dall’altra veneta Rucker Sanve, Lecco e Bernareggio. La vittoria di ieri è giunta al termine di una gara, seppur a tratti schizofrenica, nella quale però la Virtus ha sempre fatto l’andatura.

ANDATURA NEROVERDE
I neroverdi, schierando l’ormai consueto quintetto d’avvio con il doppio play (Piazza e De Nicolao) più Dagnello, Ferrari e Morgillo, partono subito forte portandosi sul 15-4 grazie alle triple di Piazza e Dagnello. Pavia le tenta un po’ tutte: schierandosi fin dalle prime battute a zona e ruotando ben presto quasi tutti i suoi effettivi. Tra questi, il più ispirato sembra Tourè che con due triple tiene in linea di galleggiamento i suoi. La Virtus, però, dimostra di avere una marcia in più e così, dopo otto minuti tocca anche il suo massimo vantaggio sul +13 (23-10).

BREAK E CONTRO-BREAK
Nella seconda frazione, invece, gli ospiti piazzano ben presto un parziale di 6-0 (tripla di Venucci, canestro di Spatti ed il 2/2 in lunetta di Benedusi) con cui tornano sotto la doppia cifra di scarto e si riavvicinano fino al -3 (28-25), quando coach Rubini lamenta la disparità nel trattamento arbitrale (4-0 in questo frangente il computo delle penalità).
L’Antenore Energia, però, replica subito con un immediato contro-parziale di 6-0 grazie ai suoi due uomini di maggiore esperienza, entrambi in doppia cifra già all’intervallo (10 punti a testa), ovvero Piazza, che si guadagna con mestiere il terzo fallo del pari-ruolo Venucci e commuta il 2/2 in lunetta, e Ferrari con un uso sontuoso del piede perno. Il tutto intramezzato da un appoggio a campo aperto del centro Morgillo. Così, mentre i due coach trovano anche modo di battibeccare platealmente, i padroni di casa tornano sul +9 poco prima dell’intervallo.

NON É FINITA
La ripresa, però, è ricca di sorprese. Lo stesso vantaggio, infatti, viene colmato in un amen da Pavia in apertura: dopo due palle perse dei neroverdi, Venucci impatta con una tripla (39-39) e coach Rubini è costretto a vederci più chiaro chiamando time out. In uscita da questo, il solito Ferrari in tap-in su penetrazione di Dagnello rompe il ghiaccio dopo quasi due minuti e mezzo di astinenza, ma poco dopo si registra anche il quarto fallo di Bianconi.
Il nuovo allungo virtussino è firmato da De Nicolao: che prima fallisce (e non di poco!) una tripla e poi si riscatta con una giocata da tre (canestro in penetrazione con fallo e tiro libero aggiuntivo). Nell’ultima frazione, però, le due squadre arrivano divise da una sola lunghezza e con tale scarto, nonostante un nuovo tentativo di allungo sul +6 (62-56) della Virtus con la tripla di Morgillo colmato nell’arco di due minuti dagli ospiti i due break producono altrettanti time out -, entrano anche negli ultimi quattro minuti. La gara, in questi frangenti, assume a tratti i contorni di un corri e tira senza troppa efficacia. Nella volata finale, a togliere le castagne dal fuoco in casa virtussina ci pensa Ivan Morgillo: che, cercato dai compagni, ripaga la fiducia con sei punti consecutivi.
Giovanni Pellecchia

Rubini: “Vittoria importante, però abbiamo rischiato di lasciarci penne”.
Missione compiuta per l’Antenore Energia Virtus. La formazione di Daniele Rubini, ieri alla Kioene Arena, ha superato Pavia ovvero una delle due grandi favorite del girone (insieme a Vigevano, con cui replicherà mercoledì sera). «Una vittoria importante – taglia corto il coach -. Non è stato facile ma, se vorremo davvero essere una squadra vera, non possiamo permetterci di avere problemi di rotazioni».
L’impressione, però, è che voi ne abbiate mantenuto sempre il controllo: anche nel pericoloso momento del corri e tira… «In quei frangenti, in effetti, la stanchezza ha offuscato alcune nostre scelte insieme al desiderio di provare a chiuderla. Abbiamo, però, rischiato seriamente di lasciarci le penne. In questo momento, ci manca la dimensione perimetrale: dico questo, non per gettare la croce addosso ai nostri esterni; anzi, a loro sto chiedendo molto, in termini di determinate cose, e mi stanno seguendo. Certo, questa sera alcuni giocatori non hanno giocato benissimo e da loro pretendo di più». Insieme alle certezze Piazza e Ferrari, invece, si è aggiunto Morgillo (23 punti e 9 rimbalzi). «Un tenore, però, non è mai protagonista senza il contorno dell’orchestra – abbozza Rubini -. E’ stato sicuramente bravo, ma anche perché ha potuto beneficiare del lavoro che le guardie hanno fatto per lui».
(g.pell.)