Stagione 19/20 campionato serie B

Under 18 ad un passo dall’impresa

Aggancio riuscito! I ragazzi di Seno violano le mura Scaligere e conquistano la terza vittoria in sette giorni su altrettanti scontri diretti per la qualificazione. Lunedì a Brescia l’ultima fatica.


Tezenis Verona – Antenore Energia Padova   47 – 60

Tezenis Scaligera Verona: Sequani n.e., Torti, Cacciatori 12, Van Der Knaap 5, Nuvolini 2, Tondini 8, Oboe 11, Mozzini 4, Vesentini, Benettollo, Beghini, Vicentini 5 – All. Marcelletti – Ass. Dal Maso.

Antenore Energia Virtus Padova: Cammisa 2, Trentin n.e., Antonello n.e., Tognon 14, Mazzonetto, Meneghin 3, Lomma 7, Mason n.e., Cignarella 4, Capetta n.e., Basso 14, Pellicano 16 – All. Seno – Ass. Turi

Parziali: 15-15, 9-17 (24-32), 12-14 (36-46), 11-14 (47-60)

Arbitri: Yang Yao – D’Andrea

Fallo tecnico: Oboe e Marcelletti al 34′

Percentuali:
Scaligera Verona: T2 33% 14/42 – T3 22% 4/18 – TT 30% 18/60 – TL 58% 7/12
Virtus Padova: T2 38% 15/39 – T3 27% 3/11 – TT 36% 18/50 – TL 70% 21/30

Non si tiene una squadra a 47 punti senza una prova collettiva straordinaria, di sacrificio, in cui ci si dimentica del proprio tabellino, del minutaggio per anteporvi il fine comune. È ciò che accade a Verona mercoledì sera: la Virtus ruota in otto, resiste all’impeto degli avversari in avvio, al chiasso dagli spalti, non si fa condizionare dall’infortunio di Visone né dal metro arbitrale sinuoso (non so se avete presente il grafico di un seno: va a periodi).

Prima della cronaca, dunque, una menzione speciale a chi ha partecipato alla sfida solo dalla panchina, intanto perché a non giocare si soffre molto di più, poi perché il fatto di essere arrivati a giocare questa partita con in palio la quarta posizione è un merito condiviso da tutti.

A onor di cronaca, va detto che tra le fila di Verona mancano l’infortunato Guglielmi e il loro atleta migliore, squalificato, che all’andata aveva segnato il canestro della vittoria. In ogni modo, se questo costituiva un piccolo vantaggio psicologico per gli ospiti in partenza, dopo la palla a due si annulla: si fa sul serio.

Verona allunga in avvio e imbriglia nelle prime azioni l’attacco neroverde, che perde quattro palloni. Il 13-8 non spaventa ma dà una scossa ai ragazzi di Seno, che si riportano sotto con pazienza, chiudendo i primi 10’ in perfetta parità (15-15): è Basso a suonare la carica con 9 punti e un rabbioso “let’s go!”.

Nel parziale decisivo che la Virtus registra nel secondo quarto (9-17) c’è molto di Tognon, che dà il cambio a Pellicano in regia, una tripla di Lomma (di tabellone: sembra averci fatto l’abitudine) ma soprattutto una grande difesa che limita molto il principale perno del gioco veronese, Oboe, in ombra per tutta la prima metà di gara. Gli otto punti di vantaggio dell’intervallo sarebbero stati dieci senza una conclusione fortunosa dei padroni di casa sulla sirena, tuttavia costituiscono un margine interessante, considerando che, come prevedibile giocando contro la miglior difesa del campionato, la partita viaggia su punteggi piuttosto bassi.

All’intervallo la Virtus si trova dunque avanti, senza l’affanno di dover rincorrere, ma il pericolo di distrarsi fatalmente e tragicamente disilludersi è concreto: c’è ancora da soffrire e dare battaglia.

Il terzo quarto vede infatti accendersi Oboe, che con due triple consecutive da marcato riporta sotto i suoi, fino a -3. Verona pare aver ribaltato l’inerzia. In uscita dal time out, però, la Virtus sembra non fare caso alla pressione di dover gestire un vantaggio ora esiguo né agli strepiti dei sostenitori ospiti, e reagisce. Il +10 all’ultimo intervallo è frutto ancora una volta di una difesa solida e di buone scelte offensive.

Verona si trova così a inizio quarto periodo senza altre alternative che provare ad alzare la tensione, il che risulta però in due FT fischiati contro i padroni di casa. Pellicano non sbaglia i liberi, poco dopo piazza una tripla a cui ne segue un’altra, pesantissima, di Tognon. La Virtus passa anche a zona in difesa, scelta che si rivela vincente, principalmente perché in seconda linea c’è un certo Pietro Meneghin che si arrampica fin dove può per annullare i tiri degli avversari (lo scout racconta di tre stoppate) e cattura rimbalzi in serie. L’arrembaggio disordinato nel finale degli scaligeri non mette così in discussione la vittoria degli ospiti, che già a 3’ dalla fine potevano amministrare tredici punti di vantaggio.

Successo pieno per la Virtus che espugna (ribaltando anche la differenza canestri) un campo ostico contro degni avversari, per continuare la sua corsa.
Per chiudere, quale esortazione migliore di quella che segue per dire ai miei compagni: “passiamo le colonne d’Ercole, e andiamo a Brescia a strappare la qualificazione”?

“O frati – dissi – che per cento milia
perigli siete giunti a l’occidente,
a questa tanto picciola vigilia
d’i nostri sensi ch’è del rimanente,
non vogliate negar l’esperienza,
di retro al sol, del mondo sanza gente”
(If XXVI, 112-117)

Carlo Cignarella),