Stagione 2020/2021 - campionato serie B

Serve una “casa” al basket padovano

(Il Mattino)
Marchi: «Perché non pensare ad una riqualificazione del palasport dell’Arcella?»
Riceviamo e pubblichiamo
A Padova le maggiori discipline sportive olimpiche hanno quasi tutte la loro “casa”: il calcio allo stadio Euganeo, la pallavolo alla Kioene Arena, l’atletica al Colbachini e il rugby, che debutterà alle Olimpiadi 2020, al Centro Geremia. Solo il basket non ha un vero campo da gioco ufficiale. La Virtus Padova, che milita in Serie B, è costretta a dividersi fra la palestra di Rubano e la Kioene Arena, dove però non si allena quasi mai. Mentre, in C Gold, l’Unione Basket Padova gioca al Pala Savio, ospite del patronato di Cristo Risorto a Mortise, su un campo al limite del regolamento.
L’amministrazione comunale Bitonci aveva in programma di costruire un palazzetto esclusivo per la pallacanestro, soluzione fra l’altro ripresa pure dalla giunta Giordani, con uno spazio individuato in zona Euganeo, dove dovrebbe sorgere un impianto per 1.500 spettatori. Ma se si vuole davvero pensare in grande e rilanciare il basket padovano, sarebbe più logico realizzare un vero palasport a norma europea da almeno 5.000 posti, con la possibilità di ospitare seriamente tornei o qualificazioni continentali. Per assurdo, i nostri “cugini” veneziani, con la Reyer (campione d’Italia in carica) saranno costretti ad emigrare a Treviso per i playoff, perché il vecchio Taliercio (3.500 posti scarsi) non è adeguato a termini regolamentari per la sicurezza e la tutela del pubblico.In attesa che venga realizzato questo nuovo Palabasket a Padova, una soluzione nel breve-medio termine potrebbe essere la riqualificazione del palasport dell’Arcella, in piazzale Azzurri d’Italia. Basterebbe infatti mettere a norma il rettangolo di gioco (28 x 15 metri), alzando la pavimentazione di uno scalino delle gradinate. Così avremmo temporaneamente una “casa” per le nostre due maggiori formazioni padovane, Virtus e Unione. Per quanto riguarda, invece, la “chimerica” fusione tra le due società, ritengo sia giusto sopravviva un sano campanilismo ai fini di una giusta causa: riportare e rilanciare la pallacanestro locale ai fasti che competono a una città sportiva come Padova.
Rolly Marchi
allenatore, arbitro, giornalista e organizzatore di Oscar del basket e 24 Ore di basket.
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3 gennaio 2018