Stagione 19/20 campionato serie B

“Orgogliosi di aver conosciuto Leo”

Dal Mattino di Padova
L’editoriale di Matteo Marian. Il ritiro della maglia di Leo Busca

Si rischia di essere banali e di affidarsi a equilibrismi retorici che finiscono per stomacare.
Il fatto è, semplicemente, che tra il migliaio di persone che ieri al San Lazzaro si sono alzate in piedi dimostrando tutto il loro affetto per Leo Busca poteva esserci anche il vicino d’ombrellone che quest’estate si è trovato a fare solo due chiacchiere sul tempo con il capitano neroverde. Perché prima che cuore del basket virtussino, Leo è una persona che sprigiona gioia.

Anche lungo il vialetto dell’asilo nido, magari dopo una notte insonne, trovare Leo ti cambia la giornata. Ed è per questo che chi ha conosciuto Leo, a Padova come in tutte le piazze dove ha giocato, ha un pezzettino di storia da raccontare. Magari anche solo un frammento minuscolo che si condivide perché orgogliosi di aver conosciuto Leo. Le doti sportive non sono la ragione di tutto questo. La ragione sta vicina al fatto che Leo è persona che tocca le note necessarie. Niente di superfluo, e così anche da giocatore. Solo quello che serve e magari senza neanche il bisogno di ricavarsi lo spazio per un assolo.

Era e resterà il capitano neroverde. Ieri, jeans e giacca verde per l’occasione, ha visto issarsi vicino ai riflettori della Kioene Arena la sua maglia numero sette. È la prima volta che la Virtus ritira la maglia di un suo giocatore e non poteva esserci prima volta più bella.
«È un cerchio sportivo che si chiude, ma non vi libererete facilmente di me» ha detto dopo la proiezione di un filmato che ha ripercorso le sue gesta sportive. «Vi ringrazio perché mi avete fatto provare un’emozione grandissima». A salutarlo il presidentissimo Franco Bernardi che per l’emozione ha lasciato il microfono a Gegè Papa. Nella tribunetta vicina al campo ex compagni con la V nel cuore: Alessandro Tosato, Sergio Bisello, Fabio Rampazzo e Alberto Gavagnin. Compagni della strepitosa promozione in serie B con la Virtus Viero guidata da Gianni Trevisan.
C’è una foto in bianco e nero che ha già fatto storia. Leo veste il grembiule scolastico e ha il braccio appoggiato alla lavagna: è il Pierino del basket padovano. Non ha più quell’espressione, ma gli occhi sono gli stessi. Uguali a quelli del piccolo Alessandro, suo figlio, che non resiste al richiamo del parquet e scende dal braccio di papà per giocare con la palla.

Matteo Marian