Stagione 19/20 campionato serie B

Irriducibili vs San Precario 55-63

Nella casa degli Irriducibili mai un santo è stato più precario.

Gli Irriducibili ospitano la capolista, non una squadra qualsiasi, ma la squadra ammazza campionato. Giovani, corrono e segnano. Il pensiero degli Irriducibili è unanime: “Uffa ma gente della nostra età mai?”.

I motivatori della squadra iniziano con qualche giorno di anticipo a dispensare perle di saggezza, coach G:” la nostra squadra ha età media 49 anni ed a ogni partita portiamo a referto 12 giocatori, abbiamo già vinto il campionato” … la squadra non sa se ringraziarlo o mandarlo … capitano Obj:” prenderemo il nostro cinquantino, ma il nostro spirito, vuoi mettere?” … orco can età e spirito, siamo un passo dalla fossa.

Ma gli Irriducibili per esperienza e tenacia non si abbattono e concordano il tema tattico della partita, togliere certezze ai giovinastri.

Così la partita inizia con l’intervista alle tv  locali di cap. Obj e Doc Mic che lanciano l’iniziativa “un po’ di plin plin per rendere lo sport più trasparente”  l’antidoping negli sport amatoriali. Presente anche il capitano del san precario… ottima iniziativa ma che non turba i nostri avversari.

Il riscaldamento scivola via veloce, e coach G ci raduna per il quintetto iniziale, e al suo “pian fioi” uno, due, tre …. MISSION.

Come procedere a descrivere il primo quarto, inizio con il risultato sul tabellone alla fine dei 10 minuti: 19-11 per gli Irriducibili.

La soddisfazione si mescola all’incredulità, e una domanda aleggia in panchina: ”ma cosa abbiamo fatto per confonderli” … silenzio bisogna procedere, tenere in difesa, che per la serata è diventata una NO FLY ZONE, ad ogni tentativo da sotto una stoppata arriva precisa ad intercettare il tiro nemico.

Il reparto lunghi degli Irriducibili è dimezzato dagli infortuni e da fiere di cosmetici(non commentate) , anche se il rientro di Giulian, ancora un po’ acciaccato, contribuisce a fare respirare i lilloni. I piccoli, sfidano i giovani avversari sulla corsa, e, udite udite, piovono contropiedi e giocate, che anche coach M, arrivato tardi in tribuna, classifica come: cose mai viste.

Il secondo quarto continua con minore continuità realizzativa (come scrivo), la mettiamo meno dentro, e il san precario ci agguanta, 27-29 per loro. Grande soddisfazione in panchina, il presidente cerca nel regolamento se si poteva, per evidente differenza di età e prestazione fisica, finire la partita al primo quarto e vincerla così, ma non trova nulla.

La pausa lunga è il vero spettro degli Irriducibili. Per qualche strano motivo, forse il tipo di preparazione atletica imposta da coach M, all’inizio del terzo quarto i legamenti si induriscono e le giunture non si piegano almeno per i primi 4/5 minuti. Sta di fatto che loro partono forte e noi per tenerli commettiamo qualche fallo di troppo. L’atmosfera si scalda, loro provocano, e Vito, che normalmente è estraneo a qualsiasi discussione in campo è coinvolto. Tecnico. Ma il legame profondo fra gli Irriducibili emerge, e tecnico anche al nostro 87 (quello che sta scrivendo e che non ha il coraggio di scrivere il proprio nome) che reagisce verbalmente, e viene espulso. La panchina basita, ma non per l’espulsione, ma per cauzione pagata che non tornerà più.

Il terzo quarto, tra un po’ di nervosismo e il san precario che prende l’inerzia della partita, scivola via a loro favore e ci distaccano, partita finita?

Non si capisce se gli Irriducibili, hanno consapevolezza della loro forza o sono solo indifferenti  al dolore e alla delusione che solo il tabellone può dare.

Inizia l’ultimo quarto. E qui qualcosa succede. Fabri, cui normalmente per misurare la velocità sui cento metri usiamo il calendario, alla prima azione parte in contropiede, e segna i suoi primi due punti a referto. I tifosi, sugli spalti gremiti, esultano come non mai.

È la svolta, gli Irriducibili rosicchiano punti, loro segnano due punti, e Vito mette la tripla, loro sbagliano e noi contropiede segniamo. Sembra il primo quarto, freschi come delle rose, e Vito (sempre lui ne combina di tutti i colori) prende il rimbalzo, alza lo sguardo, Andrea Lupin scatta, la palla e troppo lunga, ma invece di lasciarla andare Andrea aumenta la velocità, la prende, terzo tempo … fermi tutti strappo alla coscia 5° infortunato.

Paolo, con una partita imperiosa , ormai ha preso per mano la squadra e  come un maestro d’orchesta ci fa suonare all’unisono…dolore alla coscia 6° infortunato. I cambi scarseggiano, ma non molliamo. Adesso il tempo corre veloce, Cecejordan #23 che ad ogni discesa smadonna verso la tribuna dove ci sono io, vorrebbe il cambio ma deve continuare a difendere il fortino.

Finale: una sconfitta che sa di vittoria.

Per noi le cose vanno sempre bene e le cose positive sono molte:
–          Ci siamo, sempre più affiatati, sempre più gioco, per il girone di ritorno tremate saremo la squadra da battere;
–          12 a referto, uno escluso per esubero( grazie Massy per la disponibilità), Marco nuovo tesserato,  e l’infortunato Fabione al tavolo;
–          Il presidente sempre preciso che ci risolve tutte le beghe burocratiche;
–          Il doc 17 punti e una quantità di ribalzi in attacco imbarazzante, l’unico appunto non riesce a segnare dritto faccia a canestro ma solo in reverse;
–          Daniel il bocia (fino a quando Marco non giocherà) un veterano del parquet;
–          Ale, devi smetterla di andare a bere l’aperitivo prima della partita da solo, beviamo dopo in compagnia;
–          La campagna di moralizzazione dei minors — grande capitano sei il nostro faro guida;
–          Coach G, le tue indicazioni in panchina sono preziose, a noi piace molto lo schema ribaltamento e penetrazione;
–          Il finale con abbraccio all’arbitro non è solo forma ma il gesto di come intendiamo noi il basket: senza risparmiarci prima, per divertirci durante, grazie a tutti dopo.

Vigneri 3 pts; Colizzi 12 pts; Zuccon 5; Antonello 17 pts; Frigo 2 pts; Barollo 8 pts; Quartesan 2 pts; Origani 4 pts; Ghinato 2 pts; Obljubech; Filippi; Cecere.