Stagione 19/20 campionato serie B

Broetto, tempo d’amarezze

In formazione d’emergenza contrasta la “corazzata” lombarda ma è schiacciata sui rimbalzi.

La Broetto Virtus inanella la terza sconfitta consecutiva. La formazione di Massimo Friso, reduce dai due derby veneti persi, ieri sera nel fortino di Rubano ha dovuto cedere le armi anche alla corazzata Bergamo.

Una squadra costruita con il chiaro intento di vincere il campionato (e che pure aveva già perso i primi due scontri diretti, con Cento e Orzinuovi entrambi in casa). Questa volta, però, in casa neroverde le attenuanti non mancano. I padroni di casa, infatti, pur potendo schierare per la prima volta in questa stagione il play Stojkov (che però, entrato al 16′ e in chiaro ritardo di condizione, ha potuto restare in campo soli 4′) sono scesi in campo privi del loro totem d’area Nobile, bloccato da una sindrome influenzale (con lui, assenti anche i giovani Bonetto e Clark sostituiti da Pavan e Deserti) e con Salvato che presentava un’evidente fasciatura al braccio.

Nonostante tutto la Broetto, che schierava nel quintetto iniziale Ferrara, Canelo, Schiavon, Crosato e Lazzaro, conduceva nelle primissime battute di gioco (5-4 con tripla di Lazzaro e canestro di Canelo). Nelle fila di Bergamo, però, dopo i primi canestri dei temuti Ghersetti e Berti (quest’ultimo miglior marcatore dell’incontro con 16 punti), si rivelava chirurgico con le sue triple (3 su 3) la guardia Milani. Gli ospiti allungavano subito sull’11-5, un’altra tripla di Lazzaro frenava l’emorragia, ma di fatto da lì in poi facevano l’andatura. Approfittando di qualche amnesia difensiva virtussina, ma soprattutto sovrastando fisicamente (40 a 31 il computo dei rimbalzi totali) e potendo alternare a quella individuale anche le zone 2-3 e 3-2.

Già prima dell’intervallo lungo, nel quale veniva sancito – attraverso un filmato e una raccolta fondi – l’accordo di collaborazione tra la società Virtus, sempre attenta al sociale, e la Fondazione Città della Speranza (nell’arco della stagione saranno pensati anche due eventi ad hoc), la squadra di casa doveva inseguire con uno scarto oltre la doppia cifra. E nemmeno nella ripresa la musica cambiava. La Broetto, infatti, si aggrappava ad alcune triple del suo capitano Crosato e di Schiavon (2/3 e 4/6 rispettivamente) oltre al solito, indomito gladiatore Lazzaro: che, nonostante la differenza di statura, faceva ammattire i pari ruolo avversari (10 i falli subiti), veniva anche richiamato per simulazione, ma era davvero l’ultimo a mollare. Ovviamente, ieri sera, non poteva certo bastare per contrastare questo tipo di contendente.

Giovanni Pellecchia
alt
14 novembre 2016