Stagione 19/20 campionato serie B

Andrea Piazza il metronomo virtussino

Terzo appuntamento con i nuovi acquisiti in casa Virtus!

Questa volta lo spazio è riservato ad Andrea Piazza, carismatico play arrivato quest’estate a Padova dopo aver chiuso la passata stagione in A2 nelle fila di Roseto. Il patron Bernardi l’ha definito un “playmaker d’altri tempi”: un mix di esperienza, personalità, disponibilità a mettersi a disposizione della squadra, coraggio nel prendersi tiri importanti e grande difesa.

Le statistiche, in particolare quelle offensive, non raccontano tutto del giocatore. La media punti/partita in serie A non è sicuramente stratosferica ma basta tornare a qualche stagione precedente per vedere la sua pericolosità offensiva. E comunque un career high di 17 punti in serie A non è cosa da poco!!!

Giocatore fortemente voluto dalla dirigenza Virtus, Piazza ha militato in C1 a Pordenone dando, seppur giovanissimo, un contributo fondamentale alla vittoria del campionato. Subito dopo è passato nella formazione di Castelletto nella terza serie nazionale. Dopo un’annata ad Alto Sebino Andrea è tornato verso casa vestendo la maglia dell’ambiziosa Udine. Le due stagioni più che positive con la squadra friulana lo hanno portano a guadagnarsi la chiamata in serie A2 prima con Chieti e poi con Roseto.

Ed ora Virtus Padova!

Andrea come procede il tuo ambientamento a Padova?

“Pian piano incomincio a conoscerla, una città ricca di storia e dove mi sembra ci sia molto da scoprire. Con la mia fidanzata ci siamo sistemati appena fuori le mura. Per fortuna si è appassionata alla pallacanestro e le piace venire a vedere le partite. Approfitto di questa nuova esperienza a Padova per riprendere gli studi universitari in economia: in A veniva richiesta una disponibilità lungo tutto l’arco della giornata mentre in B le ore da passare in palestra sono di meno: vediamo se riuscirò a far riemergere la passione per lo studio.”

Raccontaci un po’ del tuo approdo in Virtus

“Fin da subito ero in cima alla lista della dirigenza NeroVerde e questo mi ha fatto un gran piacere. Prima di accettare l’offerta ho però aspettato di conoscere i piani di Roseto. Non voglio fraintendimenti: in tutta la mia carriera ho sempre dato la precedenza alla squadra con cui ho chiuso la stagione e solo in un secondo momento ho valutato eventuali altre offerte. È una forma di rispetto per chi mi ha dato fiducia. La stessa cosa l’ho fatta in passato e continuerò a farla in futuro. Difatti non appena il quadro con Roseto si è definito mi sono accordato con la Virtus senza nessun intoppo: venire a Padova è stata una scelta ponderata e non un’opzione di ripiego.”

Rispetto alla A2 dove avevi il compito di backup qui avrai un ruolo più rilevante

“Sicuramente ed è quello che volevo. Tornare a giocare in B è una sfida che mi sono posto io stesso. Ho voglia di essere, anzi tornare ad essere, protagonista, di avere maggiori responsabilità. Questo mio desiderio combacia con le aspettative del coach e dello staff: alla squadra devo dare il massimo apporto su entrambi i lati del campo, cercando di mettere i compagni in ritmo senza rinunciare a rendermi pericoloso offensivamente.”

Nel quadrangolare di Vicenza, durante l’intervallo tra quarti, ti abbiamo visto in campo a spiegare qualche meccanismo difensivo: davi l’impressione di essere a tuo agio nella vesti di allenatore in campo

“Qualche campionato in più dei miei compagni più giovani l’ho fatto. Mi sembra giusto contribuire allo sviluppo dei miei compagni meno esperti con consigli e suggerimenti: in passato li ho ricevuti io ed ora tocca a me essere dall’altra parte. Il mio atteggiamento è sempre propositivo senza eccedere nei toni e nei modi… in passato i “vecchi” erano molto più duri in campo con i giovani.”

Il calendario estivo è stato ricco di amichevoli: come prosegue  l’affiatamento con i nuovi compagni?

“Procede bene. Per lo zoccolo duro della squadra, che gioca assieme da anni, aver cambiato coach e play nella stessa estate è un cambiamento non da poco. Cambia la guida nella cabina di regia: in panchina e dentro il campo. Una cosa però è certa: c’è grande disponibilità da parte di tutti e nessuno si sta tirando indietro.”

La preseason è ormai agli sgoccioli. Quali sono le tue sensazioni a circa una settimana dalla trasferta di Palermo?

“Siamo una squadra che non muore mai e ci proviamo sempre e comunque. Abbiamo tanti giovani, tutti bravi ma con pochissima esperienza. Il talento di Miaschi non si discute ma ha pur sempre 17 anni ed è alla sua prima esperienza in una squadra senior. Nelle amichevoli i ragazzi come Federico Buia, Enrico Visentin e Niccolò Pellicano sono stati utilizzati pochino ma penso che il coach abbia fatto bene a non caricarli di pressione già in fase di preparazione. Il loro momento arriverà e l’apporto che saranno in grado di dare sarà fondamentale durante la stagione. In quanto ad esperienza siamo un pochino “corti”: mentre le altre squadre giocano con 3 giovani, come da regolamento, noi ne utilizziamo 4. In un campionato di serie B e in un girone tosto come il nostro non è una cosa da poco. Certo è che avvalersi dei giovani e valorizzare il vivaio è importante per una società come la Virtus, ma bisogna anche essere consapevoli che la strada in campionato può essere un pochino più impervia.”

Hai citato i nostri giovani: a loro e a tutti gli atleti virtussini che consiglio ti senti di dare?

“Lavorare con dedizione, passione e desiderio di imparare. Ogni allenamento è fondamentale per migliorarsi sia individualmente che come squadra. Se i fenomeni si allenano tanto tutti gli altri, tra cui mi ci metto anch’io, devono farlo ancora più intensamente.”

Ascoltando Andrea e vedendolo giocare l’impressione è che il nostro nuovo metronomo sia perfetto per la squadra per l’apporto che potrà darci dentro e fuori dal campo.

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Staytuned, BeVirtus

LK