Mestre, 27.01.2026 – Nevica sulle nostre Alpi, piove a dirotto nella pianura veneta. Vagano gli Irriducibili, senza meta, in cerca di un parcheggio che non c’è e di una palestra difficile da trovare, nascosta da un muro che sembra impenetrabile ma è fatto solo di siepi spelacchiate. Non si parlano tra loro, per condividere un indirizzo, per liberare uno spogliatoio, per spronare i giovani a sgombrare una palestra ghiacciata che verrà lasciata agli Over40 dopo le 21.30, orario in cui solitamente l’Irriducibile Medio ha già completato la seconda treccia a 5 della giornata.
Sonnolenza, disagio, incomunicabilità: tutti elementi già presenti prima del fischio di inizio, arano un solco che guiderà la squadra dritta allo schianto contro Basket Mestre 1958… ma vincere non era evidentemente l’obiettivo! Si doveva capire da subito, con l’assenza di Abbi mandato in avanscoperta a Cortina e quindi indisponibile, con Josè e Teddy sdraiati a letto a pancia sotto per le prove di Skeleton sognando la nuova pista di bob, con la neve in montagna e il freddo in campo: gli Irriducibili stanno mettendo nel mirino l’oro Olimpico Invernale, quindi per ora il basket non è una priorità: Basket Mestre 65 – Irriducibili 32, non si può spiegare altrimenti.
PRIMO E SECONDO QUARTO
Il Presidente, tedoforo che per l’occasione rinuncia alla torcia olimpica in favore del più classico cesto di caramelle, si aggira sereno tra gli atleti ben sapendo che l’obiettivo è portare a casa per lo meno la cerimonia di apertura iniziale, dopodichè (cantieri finiti oppure no), tutti davanti alla TV a godersi lo show. In panchina: nessuno. Le panchine non esistono, siamo alle olimpiadi e non le hanno ancora appaltate. I dirigenti CONI Coach Ghinato e Vice Arch prendono posto insieme alla delegazione padovana sugli spalti, peraltro omologati per un massimo di 100 persone perché la pratica dei Vigili del Fuoco per i locali di “pubblico spettacolo” è stata respinta: non c’è spettacolo, in questa palestra. Non oggi.
Unica nota positiva della serata, rientrano i nostri amati portabandiera Capitan Pag e Sek: gli omaggi dello staff sono sinceri e sentiti, un abbraccio ci riunisce. Basta un cenno del capo, una pacca sulla spalla: nella vita ci sono cose più importanti di una partita di basket quindi testa alta e si parte!
Le assenze come detto sono pesanti, ma il quintetto iniziale composto da K, Zorro, Giò, Pag e Matte promette bene ma pare subito chiaro che abbiamo schierato la formazione da Slalom Gigante nella giornata di Sci di Fondo. Corriamo avanti e indietro con foga in attacco e in difesa, continuando a inforcare paletti invece che tenere la testa sui binari. L’avversario, corto di panchina, sapendo che lo attendono 50km di neve alta parte ordinato. Il 30 avversario piazza subito 4 punti, saranno 8 solo nel primo quarto, mentre per noi va a finalmente a referto l’inossidabile Zorro dopo quasi metà frazione, seguito da due bei punti di Buc, subentrato nel frattempo per le prime sostituzioni. Con il pettorale n. 3, il Lucido intercetta un passaggio in difesa e si getta in Discesa Libera solo verso il ferro, ma evidentemente ha indossato dei Telemark con pelle di foca perchè la palla non prende neppure il tabellone. Sek e Fedora ci tengono lontano dal fuoripista, Majeta di sacrificio in difesa e chiudiamo sotto 11-8 limitando i danni.
Nel secondo quarto c’è spazio per Lucky in regia e due canestri di Fedora e uno di K ci fanno sperare di tenere viva la pugna, questa volta almeno capiamo che si tratta di Hockey e quando c’è da fare a sportellate non ci tiriamo indietro anche perché un’infrazione ad oggi sconosciuta viene fischiata per ben 4 volte a nostro favore: i 3 secondi! Nonostante questo, il ghiaccio non è la nostra superficie, scivolano dalle mani innumerevoli palloni in attacco mentre i nostri avversari vedono il canestro come fosse una porta sguarnita e ci bastonano. A nulla vale la manomissione del tabellone, che suona impazzito e va resettato: riprende fiato solo Mestre che chiude avanti al riposo 30-19.
TERZO E QUARTO QUARTO
Coach Ghinato persevera nel voler giocare a basket e non entra mentalmente nello spirito olimpico. Davanti al plotone di esecuzione del Biathlon ci presentiamo con la nostra squadra di Curling. Loro imbracciano le carabine e cominciano a sparare a canestro, spesso e volentieri con poca pressione da parte nostra… d’altra parte i fucili a noi non sono stati dati, e con le scope metalliche cerchiamo di tirare delle pietrate che mettono la parola fine ad uno dei quarti più bui della storia recente degli Irriducibili: 3 punti soltanto, tutti da tiri liberi di Sek e Giò. Il resto non è pervenuto. La tensione è palpabile anche in tribuna (le panchine, ricordo, non sono in appalto), mentre in campo la coppia arbitrale stenta a credere a quello che vede e non fischia neppure un tecnico a Matte quando, per frustrazione, prende a calci la palla dopo l’ennesimo buco difensivo. Con un parziale di 18-3, sprofondiamo a 48-22 e francamente l’ultimo quarto pare eccessivo: manca poco a mezzanotte, non possiamo andare a casa? Invece no, vediamo di vincere almeno un parziale, mettiamoci nelle mani degli esperti Medagliati alla quinta olimpiade! Pippo prima e Zorro dopo, con un delizioso canestro il reverse scivolando tra gli avversari, diventano i nostri Armin Zoeggeler, eterno protagonista dello slittino. Purtroppo non basterà, davanti a loro sembriamo la squadra giamaicana di “Quattro Sottozero” e nel finale riusciamo solo a sorridere, eleganti, fingendo che tutto questo non ci stia facendo malissimo, come nel Pattinaggio di Figura a coppie.
Matteo, solo in contropiede, sbaglia il canestro del -31 a 3 secondi dalla fine…. La sua imprecazione giunge alle orecchie dell’arbitro che sorride, attende la sirena e risparmia ancora una volta un tecnico.
Buio. Titoli di coda, cerimonia di chiusura.
Partita storta, testa altrove, molli in difesa e persi in attacco. Il canestro (come detto dai mestrini stessi) aveva il cellophane… non è entrato NULLA. Il podio olimpico si allontana, la sconfitta ci taglia via dalla lotta per il terzo posto mentre da metà classifica iniziano ad alzare la testa le compagini più agguerrite.
Dobbiamo ritrovarci, il braciere olimpico arde sempre ma stasera la nostra torcia si è spenta sotto alla pioggia fitta. Dobbiamo ad ogni costo trovare l’Alberto Tomba che è dentro di noi, perchè lunedì a Rubano arriva FAVARO fino ad oggi imbattuta, rinforzata nei ranghi e con una certa sete di vendetta…. Pare che il Presidente abbia preso contatti con il Mental-Coach di Marcell Jacobs, speriamo possa servire!
MESTRE 1958 – IRRIDUCIBILI 65-32
Parziali: 11-8; 19-11 (30-19); 18-3 (48-22); 17-10 (65-32)
IRRIDUCIBILI – Tabellini
Orano 8, Muner 5, Carli 5, Sartori 4, Zuccon 4, Kravina 2, Buccieri 2, Martin 2.
All. Stefano Ghinato
1° ass. Fabrizio Origani
Presidente: il Presidente