Stagione 19/20 campionato serie B

Analisi delle avversarie dell’Antenore Energia Virtus Padova: Fabriano, Roseto e Cividale

Le squadre che sono state costruite con maggiori disponibilità e sembrano destinate a giocarsi il vertice della classifica nel girone C della Serie B, insieme alla Virtus Antenore Energia, sono la marchigiana Fabriano, l’abruzzese Roseto e la friulana Cividale. Si tratta di realtà diverse con alcuni punti in comune, Fabriano e Roseto condividono la storicità e il legame fortissimo tra il territorio e la pallacanestro, Roseto e Cividale il fatto di essere società nate quest’estate, quindi in un momento di grande difficoltà, ma nonostante questo l’essere espressione di progetti ambiziosi.

Fabriano è da sempre città di basket, la ricordiamo stupire l’Italia negli anni 80 tra serie A2 e A1, presenza costante ai vertici della A2 negli anni 90, ancora tra la A2 e l’A1 negli anni 2000, quindi improvvisa la cessione del titolo nell’estate 2008. Poi un periodo travagliato fino alla stagione 2017/2018 quando debutta in serie B conquistando una sofferta permanenza nella categoria, la Janus, nuova società che ha assunto l’onere e l’onore di portare avanti una tradizione cestistica ed una passione mai sopita. Alla terza stagione nella categoria il progetto si dimostra vincente non solo per i risultati agonistici ma soprattutto per aver ridestato gli entusiasmi dei 2.500 spettatori che mediamente sono  presenti al palasport (vedi nella foto), tanti per un paese che conta circa 30.000 abitanti.

Lo scorso anno la squadra era stata fatta per vincere e infatti l’interruzione del campionato l’ha colta affiancata a Cento al vertice della classifica. Ma quest’estate si è voluto migliorare e sono arrivati ulteriori importanti rinforzi. Il play Marulli da Montegranaro (A2) ad affiancare Merletto, per molti il migliore nel ruolo nella stagione del covid, oltre all’esterno pluripromosso Scanzi, e ai lunghi Papa e Harjrovic, tutti da Cesena, e ai figli d’arte Di Giuliomaria da Cantù e Alibegovic dal Bayer Monaco. Faro della squadra resta l’argento di Atene 2004 Luca Garri, trentottenne centro dominante per mole, tecnica e intelligenza cestistica, ma un ruolo fondamentale lo ricoprono anche gli esterni Paolin, mestrino più volte affrontato nella categoria, e il montenegrino Radonjic. Una squadra profondissima che in più può contare sul peso dei 2.500, a Fabriano non si vince facilmente, l’anno scorso c’è riuscita solo Cento.

Se Fabriano è nella storia della pallacanestro, Roseto ne è la culla. Sede dal 1945 del mitico torneo estivo Lido delle Rose, si dice il primo torneo estivo al mondo, la pallacanestro nella cittadina rivierasca si gioca fin dal 1922 e nel recente passato il raggiungimento della massima serie è legata al nostro Leo Busca (ancora un mito indimenticabile per i rosetani) che nella stagione 1999/2000 guidò nell’impresa una epica squadra forte anche di un certo Mario Boni. A Roseto ne hanno vissute tante (di avventure) e l’ultima è finita quest’estate con la cessione alla Stella Azzurra Roma dei diritti degli Sharks, ultima società nata nel 2009. Ma sono bastati pochi giorni di astinenza e un gruppo di appassionati ha fondato una nuova società e acquistato i diritti di Lecco per ripartire dalla B. Nuova società quindi ma progetto subito ambizioso con l’arrivo di coach Trullo, altra istituzione nella città delle rose, e una campagna acquisti esplosiva. L’acquisto di maggior peso, in ogni senso, è quello di Valerio Amoroso, centro importante per la A2 che l’anno scorso Civitanova era riuscita sorprendentemente a far tornare a casa e a scendere di categoria, quindi Lucarelli ala da Capo d’Orlando (A2), la guardia Pastore e il lungo Nikolic da Rieti (A2), il play Di Emidio da Omegna dove era stato scelto per vincere il campionato, la guardia Serafini da Alessandria. Ma ci sono ancora 3 spot da riempire e si punta sempre in alto.

Ultima delle favorite estive è un’altra società appena nata, Cividale, una delle 10 frutto dell’inaspettata corsa all’acquisto dei diritti. I suoi erano quelli di Valsesia. Anche su Cividale c’è una storia interessante da raccontare. La società è nata a causa di un divorzio inaspettato, quello tra i due fondatori della APU Udine, il presidente Pedone e il G.M. Micalich che in poche settimane, meglio dire giorni, da grande visionario si è imbarcato in una nuova avventura che non vuole essere concorrenziale alla APU ma seguire una strada diversa basata sui giovani e sulla cura del vivaio. La prima mossa è stata decisamente roboante con la contrattualizzazione di un big tra i coach, quel Pillastrini da Bologna che lasciata Treviso era sembrato più volte destinato a sedersi su qualche panchina della A1. Con il suo arrivo la campagna acquisti non è stata complicata e ha pescato soprattutto in serie A. Il play Rota da Piacenza, la guardia Cassese da Latina, le ali Battistini da Casale e Miani da Montegranaro, l’ala alta Fattori dall’Eurobasket, il gigante Vigori da Reggio Emilia via Cesena. Da Omegna è arrivato l’argentino Chiera, che non è in A solo per questioni regolamentari, mentre da Pordenone è stato ripescato l’estroso Truccolo, una guardia che alla Virtus ha sempre creato grandi guai.