Stagione 19/20 campionato serie B

Virtus unghie spuntate

Non era facile la trasferta a Milano, ma l’Antenore Energia non è mai stata in partita, nonostante la la reazione nel finale.
Rubini critico con i giocatori neroverdi : “Siamo scesi in campo troppo molli e  nostri errori hanno finito ad offuscarci le nostre idee”
I gatti selvatici dell’Urania Milano (che devono il nome alla rappresentazione del loro nome) hanno graffiato ed azzannato il leone dell’Antenore Energia Virtus. Sabato sera, sul campo di una delle corazzate del girone costruita per puntare al salto di categoria, la formazione di Daniele Rubini è uscita sconfitta per 83-70. Non riuscendo a ripetere, così, l’impresa ottenuta sempre in trasferta solo una settimana prima nel derby veneto a Vicenza (dove pure di gatti…).
SERATA NEGATIVA
Va detto subito che i neroverdi non sono mai riusciti ad entrare davvero in partita. Questa, anzi, è durata in pratica solo un minuto e mezzo: dal 5-4 in loro favore, infatti, i padroni di casa piazzavano un primo break di 9-0 che ne condizionava l’andamento. La Virtus, scivolata già a -11 al 7′ (19-8), provava a limitare se non altro i danni con un ispirato Bovo, che entrato dalla panchina era autore di sette punti quasi consecutivi, e con un mini-parziale di 5-0 sul finire della prima frazione. Ma la successiva per i colori neroverdi si apriva subendo un altro micidiale break di 14-2 in cinque minuti, che chiudeva di fatto ogni discorso. I padroni di casa, che trovavano la formula vincente nella double P28, con capitan Paleari (20 punti e 8 rimbalzi) e Piunti (18 e 10) vestiti da supereroi (non a caso, Wildcats è anche un gruppo di supereroi dei fumetti pubblicato dalla DC Comics!), andavano negli spogliatoi su un rassicurante +16. Scarto che veniva confermato ed anzi ampliato di un punto anche in apertura di ultimo quarto.
PERCENTUALI SCARSE
Meriti dei padroni di casa particolarmente ispirati certo, ma anche alcuni demeriti dell’Antenore Energia che ha chiuso con percentuali decisamente insufficienti da dietro l’arco dei 6,75 (3 su 20, 15%) ed è stata perfino doppiata nel numero dei rimbalzi totali (43 a 23). Nelle sue fila, l’ultimo ad arrendersi è stato il veterano Ferrari, che ha chiuso con 24 punti (con 9/12 da due e 6/8 ai liberi). Nella ripresa, ed in particolare nell’ultima frazione (iniziata 10-4), la formazione neroverde ha cercato di riaprire la gara: tentando la carta della zona ma soprattutto cambiando intensità ed atteggiamento. Sospinta nelle transizioni da Piazza (il terzo in doppia cifra, 14 come Bovo) e De Nicolao, si riportava a -9 al 33′ (70-61) quando proprio quest’ultimo recuperava palla ed appoggiava in contropiede. Poco dopo, però, la tripla di Santolamazza vanificava tutto chiudendo ogni discorso.
IMPRECISIONI E LEGGEREZZE
«Senza nulla togliere all’Urania Milano sottolinea amareggiato il coach virtussino Daniele Rubini -, che come sapevamo si è confermato uno squadrone, io guardo soprattutto ai miei giocatori: ed è innegabile che errori pesanti ci siano stati, uniti a qualche leggerezza di troppo. Siamo entrati in campo troppo molli e loro, in un ambiente reso bello elettrico anche dalla pressione della piazza per qualche partita persa di troppo, non aspettavano altro: hanno tirato con ottime percentuali punendo ogni nostra minima disattenzione. I nostri errori, invece, hanno finito per condizionarci offuscando le idee pure in attacco: dove abbiamo cercato qualche scorciatoia, senza mantenere la giusta freddezza nelle scelte. Nella ripresa, invece, è stata un’altra partita: finalmente abbiamo giocato e siamo rientrati anche a -9 palla in mano, fallendo però l’attacco successivo. E specie contro questo tipo di squadre, non puoi sperare di raddrizzare davvero una gara compromessa già all’intervallo».
Giovanni Pellecchia