Stagione 2026/2027 - Campionato serie B Interregionale

Irriducibili: siamo uomini o cartellini (semicit.)?

Mestre, 18.02.2026 – Comincia il girone di ritorno e gli Irriconoscenti Irriducibili tornano a calcare il parquet in una partita ufficiale dopo il riposo forzato a causa dell’estinzione definitiva dei Jurassici. Povero loro, speriamo possano ritornare, magari con un nome che guardi al futuro (tipo gli Antropoceni). Ma torniamo a noi, gli Irriducibili arrivano alla spicciolata alla bella palestra Kolbe (che per i più curiosi è stato frate francescano morto da martire ad Auschwitz, io sono IGNIORANTE© e non lo sapevo): qualcuno in auto, qualcuno nella versione per bimbi grandi della jeep Peg Perego e qualcuno accompagnato dall’autista, come Josè. I volti sono seri, lo sguardo concentrato e la voglia è tanta, siamo qui per un unico obiettivo: quello di farmi scrivere un articolo di una partita vincente, ed è solo per questo motivo che la cronaca IGNIORANTE© vi accompagna in questo antipasto del pranzo di sabato. Ma non sarà una cronaca IGNIORANTE© qualsiasi, ma anche accompagnata qua e là di giudizi piccati e leggermente passivo aggressivi del vostro redattore di oggi, da mercoledì sera più attivo di Fabrizio Romano il 31 gennaio a tessere trame di basket-mercato.

PRIMO E SECONDO QUARTO
Dopo un riscaldamento lampo per evitare di giocare sia il 18 che il 19 febbraio, Coach Ghinato non vuole distrazioni e dopo una dotta citazione su Eraclito, come al solito accolta con battute e facili ironie, schiera il quintetto con K in regia, Zorro e Radio Buc sugli esterni, Josè e Fabione a riempire il pitturato. È proprio ad Josè che vengono riservate le più care attenzioni del coach (come sempre) che lo rincorre in campo per dirgli di “non vincerla da solo”: lui comprende e ne mette 9 solo nel primo quarto e 21 totali. Come sempre, siamo bravi ad applicare le volontà della panchina.
I ragazzi di Hydra, dopo aver liquidato con un “ma mi faccia il piacere! (cit.)” la proposta di assegnazione degli uomini in difesa, ci fanno intendere che ci sottoporranno a 40 minuti di zona: noi mettiamo i primi 2 punti chiamando uno schema contro la uomo per dimostrare quanto siamo perspicaci. Ma abbiamo i tiratori da 3, e la zona non ci spaventa mica.
Infatti, nelle successive 3 azioni la spariamo da fuori ed il loro allenatore capisce da subito che la tattica è giusta: lo “SDENG” che si sente tiene in partita i Mestrini all’inizio, fino a che con Fabione e Josè iniziamo a giocarla sotto canestro dove loro non possono contenere la nostra fisicità. La palla inizia a girare più veloce, al referto si iscrive anche Pippo con la sua classica move, entrano dalla panchina anche Lucky, Sek e Cris durante il quarto. Il nostro venezuelano preferito ne mette 9 alla fine del quarto e, mentre il maggiordomo gli pone l’asciugamano, lui afferma “c’è chi può e chi non può, io può (cit.)”. Chiudiamo il 1° quarto in vantaggio sul 6-17.
Il 2° quarto Coach Ghinato, che visto l’andazzo inizia a risparmiare i passi per le partite più difficili, continua a ruotare i suoi ed il parziale diventa di proprietà di un unico padrone: Filippo CanEsso. Il nostro numero 14 entra “con un capello per diavolo (cit.)” e gli servono meno di 10 minuti per la doppia cifra: 7 punti e 3 falli con varietà tecnica da fare invidia, tiro da fuori, appoggio a tabellone, liberi ed un ferocissimo fallo di sguardo che attenta l’incolumità del povero avversario per portare gli Irriducibili a quota 35 al riposo lungo (solo un po’, sempre per evitare di passare la notte a Mestre…). Il commento entusiasta del coach sulla prestazione è “Lo tengo in campo fino a che non fa 5 falli”, cosa che sarebbe successa nell’arco dei 2 minuti successivi, probabilmente.
Intanto i nostri avversari si sciolgono e, complice i tanti falli nostri, chiudono anche loro il quarto sopra i 10 punti a referto, grazie a 7 tiri liberi segnati che approfittano dell’attenzione un po’ calata nella nostra metà campo difensiva. Il vantaggio è comunque abbondante e questo rende tranquillo lo staff in panchina: il Presidente riparte col giro di caramelle dicendo a tutti “E io pago! (cit.)” in attesa di cominciare il 3° quarto.

TERZO E QUARTO QUARTO
A questo punto l’obiettivo è quello di gestire l’ottimo vantaggio accumulato e toglierci qualche scoria che le sconfitte ci hanno lasciato. Il coach concede qualche minuto in più a chi entra dalla panchina e la squadra amministra le energie fisiche e mentali. Dopo averne segnati 15 in 2 quarti, Josè decide che è arrivato il momento di guardare felice gli avversari che prendono rimbalzi offensivi, ma Fabione non ci sta e brucia il parquet con uno svitamento sul perno che non faceva dall’87 con l’ovazione del numeroso pubblico sugli spalti. Siamo meno attivi in difesa ma proviamo a divertici in attacco, con K che distribuisce assist immaginifici come suo solito, talmente belli che anche quando li fanno gli altri i compagni li attribuiscono sempre a lui in una sorta di freudiana memoria. Quindi prima Buc, che segna ancora da 2 per evitare lo 0% nelle percentuali di tiro, poi 4 punti del nostro 99 e di Sek, intervallati dal solito Josè, ci portano a chiudere il quarto con altri 14 punti segnati che ci avviano alla vittoria finale. Abbiamo gli ultimi 10 da giocare, il clima è tranquillo fino a che non arriva un tizio in canotta nera che prima apre il quarto con 2 punti su piazzato e poi segna addirittura una tripla, una sorta di Gronchi Rosa del basket, con la panchina che registra un sussulto e chiede addirittura di conservare il pallone come cimelio. Mi hanno detto che quel tizio è vendicativo e conosce gente poco raccomandabile, guardatevi le spalle in questi giorni. Ma la tripla ha anche l’effetto di risvegliare l’orgoglio del nostro bombardiere e quindi mettiamo la seconda bomba della serata con Buc per poi chiudere con altri 2 canestri rispettivamente di Josè e Sek. Gli avversari, intanto, approfittano delle nostre dormite difensive e piazzano il loro quarto migliore con 16 punti facendo girare il pallone e trovando spesso l’uomo libero. La trasferta nella ridente Mestre si chiude con un 43-65 e con delle disquisizioni nel parcheggio su carburatori bruciati.

Tornano alla vittoria gli Irriducibili, dopo un filotto di 3 sconfitte tutte diverse tra loro che hanno lasciato indicazioni contrastanti nello staff tecnico. Partita molto utile per capire che da 3 non possono tirare tutti a caso ma si deve scegliere il cavallo vincente e che “gestire” non esiste nel vocabolario spagnolo.
Adesso abbiamo il week end per ricaricare le batterie ed assistere a qualche altra ladrata dell’Inter e poi lunedì c’è un match fondamentale per la lotta al 4° posto contro Campocroce, che ci tallona da vicino in classifica: questo il primo vero banco di prova per capire se Padova può ancora dare fastidio a Venezia per la vittoria finale. Tanti i dubbi che ci attanagliano. Quanti passi avrà fatto il nostro Steph a fine partita? Fabione protesterà ad ogni chiamata oppure lo farà a fischi alterni? Lucky può giocare da 2 oppure si destreggia meglio da autista? Il 23 lo sapremo, tutti invitati a fare il tifo per sostenere la squadra dagli spalti, se poi volete portare da mangiare meglio ancora. Ah, se qualcuno non ha capito le citazioni peggio per lui, io non lo dico perché “Signori si nasce, ed io lo nacqui!”.

HYDRA MESTRE – IRRIDUCIBILI 43-64


Parziali: 6-17, 11-18 (17-35), 10-14 (27-49), 16-16 (43-65)

IRRIDUCIBILI
Sequera 21, Fugolo 8, Bucceri 7, Sartore 7, Canesso 7, Pellegrino 5, Martin 4, Zuccon 4, Cadoni 2
All. Stefano Ghinato
1° ass. Fabrizio Origani
Presidente: Il Presidente Motivatore (TVB)