Stagione 19/20 campionato serie B

Antenore confusa e sottotono

(Il Gazzettino)
I neroverdi di Rubini, in serata no, non riescono a ribattere alla determinazione di Mestre e subiscono troppo a rimbalzo.
Nella stagione, fin qui comunque sontuosa, dell’Antenore Energia Virtus ecco il passo falso che non ti aspetti. Ieri sera la formazione di Daniele Rubini, nel sul terzo derby veneto stagionale (una vinta e due perse ora il bilancio) sul campo della pericolante Bc Mestre 1958, è uscita sconfitta per 87-76. I neroverdi scivolano così al terzo posto, due punti dietro le battistrada Bernareggio e Rucker Sanve (contro cui, peraltro, hanno perso entrambi gli scontri diretti) che sabato avevano vinto i rispettivi match.

APPROCCIO NON BUONO
«Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile – l’amareggiato, ma lucido commento del direttore generale Nicola Bernardi -. Abbiamo avuto un approccio inadeguato, ma nonostante questo nel primo tempo siamo rimasti in scia; poi non abbiamo più trovato il canestro mentre Mestre ha giocato ad ottimi livelli. È una sconfitta che fa molto male in termini di qualificazione alla Coppa Italia (si qualificano le prime due in classifica al termine del girone di andata, ndr) ma che se resta un incidente di percorso e non incide sulla stagione».

CORSA DA DIETRO
L’Antenore Energia, che nel quintetto d’avvio ha schierato i due play Piazza e De Nicolao più capitan Schiavon ed i lunghi Ferrari e Morgillo, erano costretti fin dalle prime battute ad inseguire (6-2). I neroverdi, dopo aver messo per un breve illusorio momento perfino il naso avanti (11-10 all’8′, canestro di Bianconi), andavano poi all’intervallo in ritardo di sei lunghezze ma dopo essere già scivolati in due occasioni pericolosamente sul -9 (26-17 al 13′ e 45-36 al 20′). La Virtus, che lamentava anche un metro arbitrale troppo lassista (concedendo tante cose al limite della legalità: i padroni di casa nel secondo quarto commettevano il primo fallo solo a due minuti dal termine, sic!), non riusciva ad imprimere la propria difesa mentre in attacco scontava tante cattive gestioni: non trovando con continuità il tiro da fuori, ma facendosi comunque valere sotto canestro. Non a caso, infatti, al termine i tre migliori marcatori neroverdi sono risultati proprio i tre lunghi: il solito Ferrari (22 punti e 6 rimbalzi), che di fatto animava una avvincente sfida nella sfida con uno dei due grandi ex nelle fila mestrine – insieme a Salvato, mentre Bovo era costretto in tribuna -, Marco Lazzaro (22 punti e 10 rimbalzi), più Bianconi (15) e Morgillo (12).

OBIETTIVO SFUGGENTE
Nella ripresa, però, la gara sfuggiva definitivamente di mano ai padovani. Due triple di Pinton ed un canestro dello stesso Lazzaro portavano Mestre sul +14. A metà della terza frazione, però, con una paziente reazione ispirata da Bianconi la Virtus si riportava sul -5. Era solo un’illusione: con un altro crollo verticale, infatti, capitan Schiavon e compagni accusavano un altro crollo verticale e ripiombavano sulla doppia cifra di scarto per poi chiudere la terza frazione sul -16. E lo svantaggio si dilatava ulteriormente anche nell’ultimo fino a superare il massimo scarto sul -21 al 33 (75-54). Il pesante scarto finale, del resto, era frutto soltanto dalle due triple di Ferrari e Dagnello.
Nell’economia della gara per l’Antenore Energia Virtus, al di là degli innegabili meriti dei locali che hanno saputo imprimere grande energia alla loro prestazione, hanno finito per pesare sia le peggiori percentuali al tiro (50% rispetto al 52% locale, ma con un 5/23 da tre) che anche, e forse soprattutto, la carenza epiuttosto vidente a rimbalzo (25 a 41).

Giovanni Pellecchia