1987-88

LE GROTTE SOTTO IL PARQUET

Appunti di una vacanza-lavoro nel complesso polisportivo di Postumia in Slovenia

Prima di quest´estate non ero mai stato in ritiro. Né da osservatore, né, tantomeno, da protagonista.

Il week-end a Postumia, nella tana della Virtus, è stata quindi un´esperienza assolutamente nuova per me, e penso anche per alcuni (specie tra i più giovani) dei ragazzi di Trevisan.

Postumia non è lontana da Padova. in due ore e mezza – tre ore vi si arriva comodamente. Il viaggio lo faccio con Bepi Faggin (occhiali a specchio, cappellino americano, t-shirt e bermudine di stagione) e Nick Bernardi (come dire il plenipotenziario del settore giovanile).

Arriviamo a Postumia verso le tredici del primo venerdì dopo ferragosto. L’Hotel Proteus, sede del quartier generale virtussino, lo troviamo dopo che Faggin ha avuto modo di farsi notare per tutto il piccolo centro dei paese a causa della sua inconfondibile tenuta in cerca di informazioni.

Arriviamo con la squadra che è appena tornata dall´allenamento della mattina, e troviamo Trevisan e

Benetollo intenti a registrare tempi e performance dei nostri atleti sulla pista di tartan.

Il capocomitina Enerino Pavanello ci da subito il benvenuto, ci sistema in una più che confortevole tripla e dispensa le immancabili raccomandazioni.

Il pranzo, poco dopo, ma anche quelli che seguiranno, sarà la nota più spiacevole del week-end. Nonostante i preziosi consigli alle cucine e benchè la stessa golf di Faggin abbia trasportato oltre confine qualcosa come diciotto chilogrammi di spaghetti, il menù del Prometeus risulta insopportabile ai più. Stefano Moro, il più giovane tra i convocati, si accontenta di annusare la maggioranza dei piatti, e gli unici che si lasciano tentare da qualche zuppa slovena sono Chuck Benetollo e Remo Dalla Libera, onnipresente massaggiatore. Non manca lo stupore, dopo i primi giorni, per come i ragazzi riescano a far fronte a due allenamenti al giorno, nutrendosi praticamente di pochi spaghetti scotti e insipidi e di qualche briciola di pane. Lo stupore è di Doc Morbiato: dopo tre giorni di torture nessuno dimagrisce, anzi, Leo ingrassa! Il mistero lo svela Trevisan, evidentemente avezzo ai ritiri anche della serie A. Il coach scopre nelle varie camere montagne di biscotti e intere confezioni di merendine. Il tutto è subito “sequestrato” e dall´indomani anche Leo Corò dimagrisce. La vita a Postumia scorre lentamente, e il piccolo paese famoso nel mondo per le sue magnifiche grotte, si dimostra ideale per il raduno della Virtus. La squadra ogni mattina è al campo dell´atletica, mentre al pomeriggio, dalle 17 alle 19, usufruisce di una palestra scolastica. E’ bene però fugare ogni accostamento con lo stereotipo delle scalcinate palestre scolastiche locali. Non c´è muffa alle pareti (come da noi), ne l´immancabile fondo in gomma(come da noi). La Virtus s´allena in una palestra con mille posti (tutte poltroncine) a sedere. Il fondo è in legno. Ci sono oltre trenta spalliere disponibili, assieme ad altri attrezzi e (udite, udite) ben otto canestri disponibili contemporaneamente, tutti con tabellone in cristallo! Qui Trevisan getta le fondamenta della nuova Virtus.

Contropiede, attacco all´uomo, giochi a due e a tre, difesa.

E qui la Virtus prende corpo malgrado gli infortuni e le vacanze appena terminate.

E qui è un continuo viavai di dirigenti. Il D.S. Bernardi fa continua spola con Padova per dare alla squadra un “fondo” in parquet, il presidente Frescura lascia moglie e amici a Portorose per venire con il fido Papa a stringere la mano a nuovi e vecchi. Giorno dopo giorno si crea “ambiente”, Trevisan organizza un mega torneo di briscola che tiene, per una volta, alzati i giocatori fin dopo le ventitrè.

E da tutte queste cose, piccole e grandi, io, Nick e Bepi vediamo nascere una squadra, che allora era solo una lista di nomi su un foglio di carta, e che adesso è già realtà.

Stefano Righi

Formazione


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