1986-87

LA STAGIONE DEL SORPASSO

L’Interspar Virtus approdata nel nuovo campionato di B/2 si ritrova inaspettatamente con i cugini del Petrarca, ex Kid Land, retrocessi dalla B al termine di un annata contraddittoria. Il derby è un grande stimolo per la dirigenza neroverde che per riuscire nell’impresa di interrompere lo storico predominio cittadino della società di Prato della Valle si impegna nel rinforzare adeguatamente la squadra che ha ottenuto la promozione.

La prima mossa, senz’altro la più difficile, è quella di rinunciare alle tante offerte e di puntare sulla giovane torre Cantarello nella convinzione che il virgulto saprà farsi valere anche in un torneo di livello superiore. Confermato anche l’altro promettente giovane in rampa di lancio, il play Morelato, si pensa di affiancargli un pari ruolo d’esperienza e da Mestre arriva forse il migliore: Dalla Costa con i suoi 10 anni di serie A. Nel settore guardie vengono confermati Rampazzo e Corò, il fromboliere della passata stagione e tra i migliori realizzatori dell’intera C/1, inoltre per aumentare la pericolosità offensiva di una squadra poco votata all’attacco arriva dalla B via Pordenone l’esperto Puntin. Tra i lunghi si acquista dal Padova Basket la promessa Avigliano e vengono confermati i pilastri Menin, Negri e Salmistraro, quest’ultimo in procinto di partire per il servizio militare, per questo viene aggregato anche il giovane Sannevigo.

In occasione della serata di presentazione della squadra “Il Gazzettino” scrive: “Il clima è quello giusto: Giuseppe Frescura, Antonio Zanin, Bepi Morelato, Gianfranco Bernardi, gli autentici protagonisti del fenomeno Interspar, hanno dato alla società un immagine ben definita. Non si fanno pazzie ma l’obiettivo è ben chiaro a tutti: si vuole conquistare la leadership del basket padovano. Un traguardo non impossibile, considerato che il Petrarca è stato raggiunto.”

LE SQUADRE AVVERSARIE (da Il Pappagallo n.1 del 1986)

Beh, poteva cominciare meglio, no? Il campionato fa subito vedere di che qualità è fatto, non sarà per nulla facile anche se ci siamo attrezzati bene trovando le pedine giuste per il posto giusto: un bel tiratore da affiancare a Leo Corò per martellare da ambo i lati le difese e un cervello ricco di nozioni utili per non far mai vibrare a vuoto la mano che dovrà smistare i palloni. Gli altri innesti permettono di guardare avanti con fiducia.

Avversari furbi cercano di sbolognarci il ruolo di favoriti in questo girone di serie B, ma non cadiamo nell’inganno, si parte con modestia anche se concentrati e pronti a tutto.

«È vero, noi non siamo in “pole-position” come ci ha lusingati qualcuno, apparteniamo ad una fascia intermedia che può fare un buon campionato, ma non certo partire favoriti». E il giudizio di Francesco Duso, che prevede un campionato molto livellato e senza squadre materasso.

E vediamo le prime della lista, fra le 16 partecipanti.

«Ferrara, Spinea e Jadran sembrano le più attrezzate e d’altronde abbiamo già provato il calore del palasport di Chiarbola e le gomitate di Ciuch sotto canestro». Ora tocca il Ferrara e poi lo Spinea che ha fatto arrivare Momentè e Tubia senza perdite di rilievo dallo scorso anno. Con Zanon in regia, Bartolozzi, Rigo e Momentè all’assalto del canestro e Tubia appostato fuori area, è davvero un cliente pericoloso.

«È proprio il colmo -ci fa notare Duso -aver trovato le tre più forti tutte in fila proprio all’inizio del campionato. Si comincia davvero in salita e fare due punti sarebbe già un buon risultato. Il vero campionato per noi inizia alla quarta giornata e per allora speriamo di avere almeno Salmistraro a posto, se non sarà possibile recuperare in pieno anche Negri e Morelato».

Al varco infatti aspettano Murano e poi Vicenza che non hanno grosse ambizioni, l’una neopromossa e l’altra in fase calante. Ma poi è il turno di alcune squadre della fascia che abbiamo indicato come intermedia, squadre dalla possibilità simili alle nostre.

Fra queste il Petrarca lo conosciamo; lo Stefanel ha cambiato poco dallo scorso anno prendendo Metlica al posto di Zin; Montebelluna ha preso Nobile e ceduto Binotto ma di concreto ha perso solo lo sponsor che da almeno dieci anni la abbinava agli scarponi da sci; Oderzo il tiratore (Melilla) ce l’ha seduto in panchina e con De Stefano e Rizzetto ha fatto comunque due buoni acquisti; la Virtus Imola Malaguti è molto cambiata, senza più Anconetani, Creati e Canciani ma ben salda con Negri, Piattesi e Carapacchi. Chi manca? «San DonàCastelfranco e le due di Forlì si possono pensare su un piano leggermente inferiore». E la Virtus? «Di noi possiamo dire che ci siamo rinforzati bene, con Puntin e Dalla Costa e che lo sforzo è stato cospicuo per non trovarsi il prossimo anno con tutto da rifare daccapo». Altri perfezionamenti si sono compiuti rimpiazzando l’ingegner Pistillo con un Avigliano che garantisce un buon domani, con un Cantarello che si candida al ruolo di pivottone sollevando da un incarico non esattamente confacente Benetti, con un Rampazzo che si inserisce al posto di Omologo in servizio militare. La struttura portante della squadra rimane stabilissima con il quadrilatero formato da Corò, Menin, Salmistraro e Negri. Peccato che gli ultimi due si siano resi indisponibili nel precampionato uno indossando la divisa da aviere, l’altro trasformandosi in trampoliere con una verruca sotto un piede. Anche Morelato si è messo a riposo per colpa di un tendine che consiglia cautela ancora per un po’ prima di riprendere. Ora Silvio è disponibile, ma la divisa è sempre pronta sulla gruccia appena esce di palestra mentre per gli altri due I’assenza si prolunga. «Ma intanto si deve vincere lo stesso» conclude Duso, ottimista. (G.P.)

IL CAMPIONATO

Il campionato inizia male, tre sconfitte consecutive complice un calendario sfavorevole che alle due trasferte a Trieste (94-87) e a Spinea (83-76) intercala la gara interna con Ferrara (69-78) squadra che punta decisa alla promozione. A complicare le cose ci si mettono gli infortuni, peraltro curiosi, che bloccano da subito entrambi i pivot con le fratture dei rispettivi setti nasali: Salmistraro a causa di un colpo nel corso della partita con Spinea, Negri per una pallonata che lo centra nel corso di unallenamento. Così sotto i canestri restano i giovanissimi Cantarello e Sannevigo, anche se non mancherà loro il supporto fondamentale dell’esperienza e della dinamicità di Corò e Menin.

Superate le prime difficoltà la squadra trova i giusti equilibri e coach Carnaccini oltre a sfruttare  a dovere la pericolosità offensiva di Dalla Costa, Puntin, Corò e Menin, può giovarsi della freschezza atletica di Morelato, Rampazzo e Cantarello. Così a metà novembre l’Interspar può affrontare da pari a pari il tanto atteso derby con il Petrarca di Prompicai.

IL DERBY DELL’ANDATA

Petrarca Padova 71 (38)

Interspar Virtus Padova 83 (37)

Petrarca: Rampon 3, Michelon 20, Cella 22, Lovo, Mescalchin 6, Cesaro 4, Pavanello 2, Illotti 6, Sannevigo 4, Pagnoscin 4. All. Prompicai

Interspar: Dalla Costa 14, Puntin 22, Salmistraro 3, Morelato 2, Menin 9, Negri 4, Corò 16, Rampazzo 4, Avigliano n.e., Cantarello 9. All. Carnaccini.

Spettatori 2000 circa

Al termine dell’andata l’Interspar è in quinta posizione e tutto lascia immaginare che con il girone di ritorno la classifica finale non potrà che migliorare. Invece la squadra non riesce ad esprimersi con la necessaria autorevolezza a causa di alcune inaspettate sconfitte esterne che fanno parlare di “sindrome da trasferta”.

IL DERBY DEL RITORNO

Interspar Virtus Padova 79 (34)

Petrarca Padova 70 (31)

Interspar: Dalla Costa 13, Puntin 12, Salmistraro 2, Morelato 4, Menin 5, Negri 2, Corò 18, Rampazzo 13, Avigliano 3, Cantarello 7. All. Carnaccini.

Petrarca: Rampon 12, Michelon 1, Cella 15, Zorzenon 8, Mescalchin 6, Cesaro 6, Pavanello 16, Illotti 4, Sannevigo, Pagnoscin 2. All. Prompicai

Palestra gremita 1 ora prima dell’inizio dell’incontro.

La vittoria del derby di ritorno e tre vittorie consecutive nel finale, tra cui quella inaspettata in casa di Imola che perdendo rimette in discussione il suo primato rimandando all’ultima giornata l’esito dello sprint con Ferrara, consentono comunque di chiudere in bellezza e di rimontare fino al quarto posto finale. Nonostante si potesse anche fare meglio, l’esordio in serie B/2 è stato positivo e l’obiettivo stagionale di raggiungere la leadership cittadina è stato raggiunto grazie a un 2 su 2 nei derby e a 2 punti in più di classifica.

Scriveva Rolando Marchi su “Il Gazzettino” del 7 maggio 1987:

“La compagine di Ivreo Carnaccini conquista un ottimo quarto posto, anche se in compagnia del Full Spinea e della Stefanel Treviso; si classifica davanti al Petrarca vincendo entrambi i derby con i cugini bianconeri. Un risultato che soddisfa particolarmente il presidente del sodalizio di Rubano Giuseppe Frescura che non credeva a questo piazzamento (si accontentava di un posto tra il quinto e l’ottavo). La formazione tricolore ha avuto un periodo di imbattibilità casalinga che è durato più di cinque mesi, ha avuto però il complesso della trasferta che ha limitato le ambizioni dell’Interspar. Ha sfoderato fuori dalle mura amiche due prestigiosi acuti contro il Murano e contro il vincitore del campionato di serie B/2, il Costa Imola che ha battuto entrambe le volte.

VOTO: 8”.

TUTTI I RISULTATI

94-87                Jadran – Interspar Virtus                     80-106

69-78                Interspar Virtus – Ferrara                    66-77

83-76                Spinea – Interspar Virtus                     88-108

84-74                Interspar Virtus – Murano                    98-77

108-76              Interspar Virtus – Vicenza                    88-97

111-74              Montebelluna – Interspar Virtus             102-115

101-82              Interspar Virtus – Imola                      82-106

71-83                Petrarca – Interspar Virtus                   70-79

84-75                Interspar Virtus – Castelfranco             68-73

113-112            Icot Forlì – Interspar Virtus                   78-94

75-65                Interspar Virtus – Oderzo                    61-77

95-87                San Donà – Interspar Virtus                 69-77

92-86                Stefanel Tv – Interspar Virtus               94-85

95-91                Interspar Virtus – Imola                      97-99

103-97              Caveja Forlì – Interspar Virus                       100-83

LA CLASSIFICA FINALE

FANTI IMOLA 44
FERRARA 42
JOLLY MONTEBELLUNA 37
INTERPAR VIRTUS PADOVA 34
FULL SPINEA 34
STEFANEL TREVISO 34
PETRARCA PADOVA 32
VIRTUS MURANO 30
JADRAN TRIESTE 30
SAN DONA’ 30
CASTELFRANCO 30
MALAGUTI IMOLA 28
BERNARDI ODERZO 28
VICENZA 22
ICOT FORLI’ 18
CAVEJA FORLI’ 6

LA SQUADRA (da Il Pappagallo n.1 del 1986)

4 Stefano TOSATOPuò farsi apprezzare per la sua rapidità e fornire idee giovani in cabina di regia. Alle finali nazionali juniores di Roseto è stato fra i migllori, ma ora per lui c’è l’esordio in serie B, che è tutta un’altra cosa.

5 Silvio SALMISTRAROSotto la statura non eccezionale cela la capacità di farsi valere sotto canestro anche con avversari più alti perchè sa come ottenere il fallo a favore e può sprecare pochissimi palloni nell’economia del gioco.

7 Filippo MORELATOOggi non lo vediamo in campo perche soffre ancora di un problemino ad un piede. Non appena sarà possibile sfruttarlo al cento per cento potranno venire utili le sue doti di grintoso difensore. Può dare la “carica” alla squadra.

8 Lorenzo MENINGli avversari lo temono per la sua tecnica molto completa ed anche se ormai è molto conosciuto per gli ottimi campionati disputati in B con Virtus e Petrarca, può sempre rappresentare una sorpresa sgradita per le difese avversarie

9 Mario SANNEVIGOSchierato in ala non si incarica molto spesso del tiro, ma quando lo fa vuol dire che è sicuro di se, la precisione è una gran dote per un giovane, se vuoi “mangiare” qualche pallone in più ai tiratori per eccellenza della squadra.

10 Mauro NEGRILe parole sono sprecate su di lui, è l’uomo più rappresentativo della Virtus, non avendo mai giocato in altre squadre, nonostante le richieste di ogni anno. Ora che ha finito il militare può dare molto, appena recupera alcuni problemi fisici.

11 Leonardo CORÒII mestrino l’anno scorso è stato il miglior marcatore della Virtus, risultando 22 volte il miglior realizzatore in campionato. Quest’anno è affiancato validamente e può prendersi qualche responsabilità in meno, ricordandosi che è anche stato uno dei migliori rimbalzisti.

12 Fabio RAMPAZZOCon Roseto l’età delle glovanili è finita davvero per lui, e nel modo più bello. La realtà della serie B lo aspetta con ansia per la sua velocità e le buone percentuali di tiro, tutte da dimostrare in questo campionato.

14 Gianfranco DALLA COSTAÈ il play-maker che mancava lo scorso anno, anzi forse è quello che da sempre mancava a Sarmeola. L’anno scorso ha vinto la gara per la B di eccellenza con il Marsala, ora è con noi per dimostrare le voci che lo danno come migliore del girone nel suo ruolo. I dieci anni di serie A sono acqua passata, ma quel che ne è rimasto è tutto nella mente del nostro nuovo regista. Esperienza, capacità, precisione al tiro e autorità con la squadra, ma una dote che non conoscevamo in lui è l’ottimo carattere di trascinatore fuori dal parquet.

15 Rino PUNTINAnche lui ha militato nella massima serie nel basket, ma la sua specialità è fare canestro. Ottimo esterno e tiratore classico è stato uno dei migliori del Pordenone per punti realizzati e precisione. Lo abbiamo preso per dare consistenza al reparto esterni nel quale può assumere il ruolo di colonna portante.

16 Andrea AVIGLIANOViene dal Padova Basket e compie un grande balzo di qualità dopo alcune stagioni molto buone fra le giovanili, anche in maglia petrarchina. Sappiamo che è un combattente ed un discreto rimbalzista, deve mettere in evidenza queste sue doti nel tempo che avrà a disposizione.

18 Enrico BERTOCCOGrande elevazione e ostinata caccia del pallone intorno al canestro ne fanno le doti principali per le quali ci si sente in obbligo di metterlo alla prova anche in un campionato di serie maggiore.

19 Davide CANTARELLOÈ cresciuto nelle giovanili di Sarmeola. Ma è “cresciuto” davvero! Dall’alto dei suoi 2 metri e 14 centimetri può permettersi di essere corteggiato da squadre di serie A, anche se le belle parole senza il sostegno dei fatti non portano da nessuna parte. Ecco perchè quest’anno lanciamo Davide in B con fiducia.

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