Archivi categoria: Il Mattino di Padova

Virtus, arriva il primo passo falso, Bernareggio ha una marcia in più


(Il Mattino, 11 novembre) I ragazzi di coach Rubini non entrano mai in partita, non basta il sussultonel terzo quarto per riaccendere le speranze. La sconfitta costa il primo posto

Si ferma la marcia dell’Antenore Energia che cade 74-88 alla Kioene Arena sotto i colpi di una splendida Bernareggio e dopo le sette meravigliose vittorie di questo avvio di stagione arriva la prima amara sconfitta. Una prestazione insufficiente degli uomini di Rubini, che hanno faticato a entrare realmente in partita e rendendosi protagonisti solo nel terzo quarto, trovandosi però anche davanti una Bernareggio molto solida fisicamente, sempre ordinata in campo e che – al contrario della Virtus – ha vissuto una domenica da ricordare al tiro.Una squadra che avrà molto da dire in questo campionato e che soprattutto con questi due punti aggancia proprio la Virtus al secondo posto; con San Vendemiano che intanto nell’anticipo del sabato sera aveva fatto secca Lecco e che ora si gode la prima piazza in solitaria. Mattatore dell’incontro è stato un Stefano Laudoni incontenibile, che con 26 punti (22 dei quali solo nel primo tempo) ha replicato la grande prestazione dello scorso anno e ha sconquassato l’incontro fin dall’inizio mettendo a ferro e a fuoco la difesa neroverde. I primi 6′ della Virtus sono stati infatti una traversata nel deserto che ha poi condizionato tutta la partita, con gli ospiti che hanno preso subito il centro del ring e messo alle corde Padova (5-16). Gli ingressi di Bianconi e Piazza (14 punti a metà partita) sembrano ridare ordine, ma Bernareggio torna a martellare anche nel secondo periodo. I rossi dominano a rimbalzo e a realizzazione nel pitturato, sparano con precisione dall’arco con Laudoni, Todeschini e Gatti e in transizione ribaltano il fronte con immediatezza trovando una difesa Virtus a tratti irriconoscibile.Dopo un intervallo di fuoco sotto le cure di coach Rubini però l’Antenore Energia ritrova gli occhi della tigre. De Nicolao e Piazza di nuovo insieme riprendono in mano le operazioni in regia e con due belle palle recuperate riportano a galla Padova sul -6. Un ritrovato Ferrari infila il -5, una bomba di Dagnello vale -4 ma Bernareggio è implacabile dall’arco e si va 56-63 all’ultimo round (21-15 il parziale). Ma qui la Virtus non trova mai il break giusto e non riesce a completare la rimonta. Il tiro da fuori di Bernareggio resta mortifero e nonostante la reazione d’orgoglio e di qualità dei vari Morgillo (16 punti) e Dagnello (13) in avanti l’Antenore rimane troppo vulnerabile in difesa. Perso il suo “super potere” la squadra di Rubini non rientra più in partita, e nonostante la lotta che la Virtus non fa mai mancare fino al 40′ Bernareggio non fa passi falsi e si prende due punti che le illuminano la classifica.Nonostante una condizione fisica non ottimale (ancora fuori dallo starting five) il top scorer di Padova è stato Andrea Piazza che con i suoi 17 punti. Troppo poco è stato però per i neroverdi il 2/15 da tre con un 13% di precisione, soprattutto messo a confronto con l’11/27 di Bernareggio con cui si è di fatto presa la partita.
Luca Perin

La Virtus non si ferma, una prova di forza contro la Sangiorgese

(Il mattino, 4 novembre) Arriva la settima vittoria consecutiva contro i lombardi. Decisiva la difesa e la vena di Ferrari, Dagnello e Bianconi.
Questa volta non c’è stato neanche bisogno di soffrire fino all’ultimo per l’Antenore Energia: la sinfonia numero sette arriva con un 73-52 senza appello sul campo dei draghi della Sangiorgese, squadra mai arrendevole ma nettamente inferiore nei 40 minuti. Un successo che consacra la banda di Rubini in vetta al girone, sempre in compagnia di San Vendemiano, ma soprattutto fa registrare un ulteriore salto di qualità di Padova che con una prestazione dominante per la prima volta chiude sul velluto la contesa con un rotondo +21. Tre i giocatori che vanno in doppia cifra: il solito sontuoso Ferrari colleziona 18 punti con un chirurgico 8/10 dall’area, insieme poi a Dagnello (14) e Bianconi (13) autori di ottime prove. Ma è ancora una volta la difesa bunker l’arma letale di questa squadra, che quando si compatta dietro lascia passare solo spifferi e a volte neanche quelli. Bene in regia anche De Nicolao (8 punti e 7 assist) e più in generale solito buon apporto da parte di tutti, in un’altra prova corale di voglia e determinazione. Una gara che Padova conduce fin dall’inizio. Pronti-via Ferrari faceva subito la voce grossa nel pitturato (6 punti di fila) e Virtus trovava l’allungo con i punti pesanti dall’arco di Dagnello e Piazza che valgono il 24-13 nel primo periodo. Una Sangio in bambola si dà una svegliata con la tripla di Leardini (-8) e si rimette in partita. Padova rimane reattiva in campo con un Morgillo che porta grande lavoro a rimbalzo, ma inizia a litigare col canestro impoverendo le percentuali al tiro, tenendo comunque il +7 a metà gara. Ma è l’inizio di terzo quarto il momento più faticoso per Virtus: la tripla di Roveda vale il -5 e il canestro di Toso il -3 (36-39), con la Sangiorgese che va ad un passo dall’aggancio. Rubini ribalta furente i suoi. L’Antenore si riassesta e serra i ranghi in difesa. È di nuovo Ferrari ad impattare alla grande con il suo classico gioco sotto canestro: 7 punti suoi, una tripla di De Nicolao ed un canestro di Dagnello valgono il break di 12 che rimette con la testa sott’acqua i draghi. Virtus nell’ultimo periodo tiene una difesa d’acciaio e vola sul +16 con una bomba di Bianconi e con i giri in lunetta di Schiavon e Ferrari. Il match point che chiude i discorsi arriva con la tripla del +17 di De Nicolao (59-42) a 5′ dalla fine, con Dagnello e Bianconi che firmano il +22.Nel finale Rubini si infuria per una sbavatura in difesa con la partita che non ha più nulla da dire: che il segreto di questa buona musica stia anche nel direttore d’orchestra ormai lo sanno tutti.

Luca Perin

La Virtus stende anche Lecco, sesto centro consecutivo

(Il Mattino) Questa Virtus Antenore Energia di vincere senza soffrire le pene dell’inferno non ne vuole proprio sapere. Un’altra straordinaria sfida di lotta e coraggio giocata con gli attributi prima ancora che con tutto il resto viene portata a casa dopo un altro duello da romanzo deciso negli ultimi secondi: contro Lecco arriva la sesta vittoria di fila con la vetta della classifica che si fa sempre più neroverde. Un successo ottenuto 71-65 viaggiando un’altra volta sulle montagne russe e con un’altalena indecifrabile di emozioni.A metà tempo infatti l’Antenore sembrava condurre con autorità un match che aveva visto prima Lecco peccare molto nelle percentuali al tiro (25% al primo quarto) e poi penare ogni affondo di Padova in difesa. Rubini orfano di Piazza, infortunato dal primo minuto, aveva gettato nella mischia il giovane Visone insieme a De Nicolao in regia, Dagnello come guardia e i lunghi Ferrari e Morgillo. In avvio Lecco domina a rimbalzo ma non punisce mancando di calibro al tiro. Rubini aggiusta i suoi con Bianconi e Pellicano e proprio il play classe 2002 prima rapina a Bloise la palla dell’11-7 e poi spara la tripla del 14-7.Virtus entra in fiducia: trova fluidità in attacco con un ispirato De Nicolao, serra le fila dietro e chiude 19-11 il primo round. Lecco fatica a trovare le contromisure e i neroverdi dilagano tagliando con gli ospiti che scivolano a -13. La Gimar però approfitta di un calo di tensione della Virtus e con un break di 8 si rimette in careggiata: il vecchio leone Casini con un paio di spari dall’arco rimanda Lecco a -4. La sberla sveglia l’Antenore che ritorna a macinare: un sontuoso Pellicano prende in mano il gioco mentre Bianconi è un carrarmato davanti.È 36-27 dell’intervallo lungo, ma la partita si complica. Virtus nel terzo quarto va in tilt: in attacco 1/4 sul tiro da tre e 3/11 da dentro l’area, in difesa perde le misure subendo un periodo da 8-23. A -5 ora serve un’impresa e sono Bianconi e De Nicolao a prendersi la squadra sulle spalle: Denik con due scippi firma il 56-55, Mascherpa infila due bombe dolorose ma Bianconi diventa devastante con quindici punti (saranno 23 in totale) che negli ultimi secondi decidono il match.

Luca Perin

«Cinque vittorie di fila? Pensiamo alla sesta»

(Il Mattino)  Coach Rubini non molla la presa e archivia il colpo in trasferta nel derby di Vicenza: «Sabato con Lecco sarà dura»
 «Cosa ne penso della quinta vittoria di fila? Di quanto bello sarebbe fare la sesta sabato con Lecco». Nel day after del trionfo della Virtus Antenore Energia nel derby con Vicenza non c’è nessuna comfort zone neanche lessicale che coach Rubini si vuole concedere. Eppure ce ne sarebbero di ragioni almeno per godersi il momento: cinque vittorie su cinque partite, successi contro le più attrezzate concorrenti per i primi posti e una vetta in classifica in compagnia di San Vendemiano e Bernareggio. Tutte ragioni che non convincono il sergente di ferro della Virtus: «Io devo ragionare come se le partite che abbiamo giocato col punteggio in bilico le avessimo perse». spiega coach Rubini. «Se non ci fossero andati bene i finali di partita infatti ora saremmo nei guai, quindi dobbiamo continuare a lavorare come se non ci fosse un domani e andare a cercare quei dettagli da migliorare che possono fare la differenza nel prossimo match».
Una volontà di spostare sempre più in là i limiti e di alimentare la fame che probabilmente è la forza di questa squadra, che vanta grandi solisti tra le proprie fila ma rimane operaia nella mentalità con la seconda migliore difesa del campionato. «Ad inizio stagione sapevamo che avremmo avuto difficoltà nell’integrare i nuovi nei meccanismi dell’anno scorso, e in questi casi serve la capacità di vincere le partite anche quando le cose non sono facili e una grande fase difensiva diventa fondamentale». «Contro Vicenza non è stata per niente una partita spettacolare, venivamo da una settimana dispendiosa e quando abbiamo toccato con mano le difficoltà siamo stati bravi a venirne fuori. E lo abbiamo fatto sputando sangue, con grandi giocate difensive e ovviamente anche con le abilità dei nostri singoli. Grande prova di Dagnello che ci ha tolto le castagne dal fuoco con le sue bombe, ma bravo anche Calò che ha fatto un’ottima prestazione in un momento delicato della partita. Seppur lentamente anche l’inserimento dei nuovi sta arrivando e questo periodo di rodaggio è anche normale». E a questo punto viene da chiedersi cosa ci sarà da aspettarsi quando la squadra sarà al top: «Sicuramente non un attacco da 100 punti a partita, però un atteggiamento difensivo importante sì. Col passare del tempo aumenterà la fluidità in avanti ma la nostra forza credo sarà la solidità. Noi ora dobbiamo essere bravi a cavalcare l’onda del buon momento restando con i piedi per terra. Già sabato con Lecco sarà difficile perché si tratta di una squadra che sta raccogliendo molto con merito grazie all’abilità di rompere gli schemi avversari. Il campionato per ora dice di un girone molto omogeneo, dove probabilmente non ci sarà la squadra che ammazzerà la classifica bensì un gruppo numeroso di ottime squadre che lotteranno fino alla fine per i primi posti». La Virtus non si siede sugli allori e non vuole mollare la presa con pericolosi cali di concentrazione.
Luca Perin

Virtus magnifica fa suo il derby contro Vicenza

(Il Mattino) Arriva il quinto centro consecutivo dopo una vera battaglia.
Ferrari grande protagonista nell’ultimo e decisivo quarto.
E la quinta è anche la più bella. Un altro capolavoro tecnico, mentale e caratteriale dell’Antenore Energia Padova vale la quinta vittoria consecutiva degli uomini di coach Rubini che si prendono anche l’infuocato derby con Vicenza e si tengono stretti la vetta della classifica. Un successo 53-56 ottenuto nell’ultimo strepitoso quarto lottando con i denti e le unghie, ritornando a galla per respirare dopo che la Tramarossa sembrava aver messo la partita sui binari a lei favorevoli con un +9 ad inizio ripresa. E invece con tutti gli attributi di questo mondo Padova pianta la sua bandiera per il secondo anno di fila al PalaGoldoni e ora, forse, c’è il tempo anche di sorridere per coach Rubini: superato con un tre su tre il trittico infernale che prevedeva Pavia e Vigevano (le due corazzate del girone) e appunto Vicenza nel giro di sette giorni. In avvio Rubini sceglie uno starting five con De Nicolao e Piazza in cabina di regia, Ferrari e Calò come ali e Morgillo come pivot. Vicenza invece dal primo minuto recupera la stella Corral e schiera il grande ex Enrico Crosato. L’avvio dell’Antenore Energia è col piede giusto. Un break di 6-0 e il mantenimento del canestro inviolato per i primi 4 minuti sembrano indirizzare bene il match.  La Tramarossa entra in partita, manco a dirlo, con quattro punti di Corral che rianimano il PalaGoldoni. Virtus riesce a chiudere alla grande le linee difensive: 10-14 nel primo quarto con però i biancorossi in crescita.  La partita viaggia sporca, tesa e con i punteggi a rilento fino a quando Vicenza con un break di cinque punti non si porta avanti al 3′ del secondo quarto: il sorpasso stappa il match che inizia ad infiammarsi. Bianconi spara dall’arco ma Cernivali restituisce subito il favore, Galipò sale d’intensità e Virtus perde il filo del discorso in avanti scivolando fino al -7, costringendo coach Rubini ad un furente time-out. Ferrari fatica ad imporsi come al solito nel pitturato e dalla distanza il canestro rimane stregato.L’Antenore Energia riesce comunque a limare lo svantaggio portandosi all’intervallo lungo sul 28-24. L’inizio di secondo tempo però vede Vicenza allungare dolorosamente sul +9 e la sensazione è che dopo la strepitosa tirata di quattro vittorie di fila per Virtus le energie fisiche e mentali possano venire a mancare. Tutto falso: in partita entra spalancando ogni porta Dagnello. L’ex Cesena spara due missili che ridanno ossigeno all’Antenore, che grazie al canestro di Morgillo rivede il -2 al 5′. La partita torna in balia delle onde e partono i fuochi d’artificio: Cernivani spara da tre, Dagnello risponde, Crosato di nuovo una bomba e Dagnello risponde anche a quella. Si va 45-43 all’ultimo parziale. Dagnello è totalmente on fire: sua la firma del primo pareggio (45-45). Finalmente sale in cattedra anche Ferrari che nel momento clou torna inarrestabile nel pitturato: suoi il canestro del sorpasso (50-51), il libero del +2 e i due punti del +4 a cui si arriva ad un minuto dalla fine. Virtus alza le barricate, chiude ogni centimetro e si porta a casa il quinto trionfo, quello nel derby di fuoco con Vicenza, quello più bello.
Luca Perin

Virtus cerca la quinta vittoria nel derby di Vicenza

(IlMattino) La capolista attesa da un’altra trasferta insidiosa dopo l’impresa di Vigevano. Coach Rubini: «Una sfida emozionante»
Non c’è un attimo di tregua per l’Antenore Energia Virtus. Dopo aver piegato nel giro di quattro giorni le due corazzate Pavia in casa e Vigevano fuori ed aver quindi dato seguito alle prime due vittorie con Varese e Olginate, per Padova oggi arriva un’altra battaglia dal coefficiente di difficoltà elevatissimo: alle 18 al PalaGoldoni va di scena il super derby con la Tramarossa Vicenza, l’eterna rivale.E c’è un filo diretto a collegare queste due società: nel 1992 infatti avvenne il compromesso storico con una fusione sotto il nome di Pulitalia Vicenza che portò nel ’93 alla promozione in A/2. Un idillio durato però poco: una stagione in A (quella del 93/94) conclusasi con la retrocessione e l’immediato scioglimento. E da lì quindi una rivalità ancora più feroce.Dalla risalita in B della Virtus nella stagione 2015/16 infatti i derby sono stati regnati dal grande equilibrio: per tre anni di fila la sfida è sempre stata vinta dalla squadra di casa, con un saldo complessivo di tre vittorie a testa. Questo fino alla passata stagione quando a novembre l’Antenore Energia espugnò il PalaGoldoni e a febbraio bissò il successo con il trionfo della Kioene Arena davanti a duemila persone.E ovviamente ora Vicenza freme dalla voglia di rivincita. «Ci vorrà una grande capacità di resettare quanto successo questa settimana», analizza coach Rubini. «Affrontare Pavia, Vigevano e il derby nel giro di sette giorni è per noi l’occasione per familiarizzare col giocare sotto pressione ogni tre giorni per quando poi ci potremmo ritrovare a farlo più avanti. L’anno scorso alla quarta e alla quinta giornata perdevamo contro Desio e Reggio Emilia poi retrocesse in un avvio molto difficoltoso e trovavamo la partita della svolta proprio con la vittoria nel derby con Vicenza. Questo a testimoniare come questa sia una partita tutta a sé, che sfugge da qualsiasi tipo di pronostico e in cui possono venir stravolti tutti gli equilibri. Quello che si investe dal punto di vista emotivo nel duello con Vicenza è infatti una cosa spropositata, però è anche il bello di questo tipo di gare».La Virtus dunque prova a centrare la quinta vittoria consecutiva di quest’esaltante avvio di stagione che la proietta senza ombra di dubbio tra le grandi protagoniste del campionato. Una stagione da vivere fino in fondo con grandi e fondate speranze.
Luca Perin

Antenore Virtus, ma sei bellissima! Conquistata Vigevano sulla sirena

(Il Mattino)  L’Antenore Energia torna sul luogo del delitto e si prende la sua personale vendetta su Vigevano espugnando 66-68 l’infernale PalaBasletta. Lì, nello stesso canestro dove Padova lo scorso maggio aveva visto svanire proprio all’ultimo secondo i sogni promozione, si abbatte spietata per i ducali la legge del contrappasso: sulla sirena finale un rimbalzo e canestro di Bianconi dopo il ferro preso da Piazza vale infatti il primo posto in classifica e la quarta vittoria consecutiva per gli uomini di coach Rubini.
Una partita che è stata un capolavoro di determinazione e coraggio; dopo Varese, Olginate e Pavia anche Vigevano si deve inchinare.
Coach Rubini sceglie il quintetto Piazza, De Nicolao, Ferrari, Calò e Morgillo dall’inizio. L’avvio di gara non è dei migliori: 6-0 per la NPV e Calò che dopo tre minuti si porta a casa tre falli. Padova finalmente entra in partita col controbreak firmato Piazza e Ferrari (6-6) e con una bomba di Dagnello. Dall’altra parte però la mano di Mazzucchelli è rovente e Vigevano chiude avanti 14-11 il primo quarto. Nel secondo periodo si rivede la vera Antenore Energia e gli uomini di Rubini restituiscono lo 6-0 del primo quarto: due triple di Bianconi scuotono il match e De Nicolao in transizione infila lo sparo dall’arco per il +6. Bianconi in lunetta fa +8 ma Passerini allo scadere si inventa una tripla del 32-37 all’intervallo.
Nella ripresa dopo i primi 5′ in equilibrio però i neroverdi vanno in tilt e Vigevano in un batter d’occhio vola sul +6. Con lucidità però Padova riesce a risalire: due bombe di Morgillo e Ferrari inaugurano l’ultimo quarto (57-57). L’Antenore Virtus è tornata. De Nicolao combatte come un leone, Vigevano regge, Ferrari ai liberi fa 66-66 e si entra con il fiato sospeso nell’ultimo minuto. I ducali sperperano il possesso, Virtus no. Piazza va al tiro, il ferro respinge ma sulla sirena Bianconi firma la vendetta perfetta.
Luca Perin

La partenza lanciata fa sognare la Virtus e domani c’è Vigevano

(Il Mattino)  Il diesse Rugo: «Morgillo è stato mostruoso contro Pavia
ma tutta la squadra ha dimostrato grande intensità»
La prova di forza con cui l’Antenore Energia Virtus Padova domenica ha piegato l’Omnia Pavia è ancora negli occhi di tutti. Il successo per 70-65 ottenuto contro una delle grandi favorite del girone è stata un’ulteriore iniezione di fiducia per la squadra di coach Rubini, che ieri mattin si è risvegliata ancora in testa alla classifica a punteggio pieno in compagnia di San Vendemiano, Lecco e Bernareggio.E sulla partita contro Pavia ha impattato in modo determinante la prova monstre del nuovo acquisto Ivan Morgillo con 23 punti, un coniglio estratto ad inizio agosto dal cilindro del mercato dal direttore sportivo Roberto Rugo: «Domenica Ivan è stato mostruoso sia in attacco che in difesa, siamo molto soddisfatti di come si sia inserito in fretta nel gruppo nonostante abbia saltato la preparazione estiva per infortunio. Già nelle prime partite, quando non era ancora al top della condizione, aveva fatto vedere buone cose, ma contro Pavia a un certo punto è stato praticamente immarcabile» sottolinea il ds Rugo che Morgillo se lo è assicurato arrivando per primo sul ragazzo dopo la risoluzione contrattuale con Caserta.«Siamo contenti a livello dirigenziale della squadra che è stata costruita con coach Rubini, ci stiamo godendo questa vittoria ma la testa è già alla partita di Vigevano di domani sera. Si tratta di una trasferta impegnativa per il valore dell’avversario, per il clima infernale del palazzetto e anche per la distanza da percorrere. Con Vigevano l’anno scorso è nata una rivalità con quell’accesissimo turno di playoff, ma domani potremo giocare più liberi mentalmente e fiduciosi trattandosi solo della quarta di campionato».Anche perché in questo avvio di campionato le risposte positive da parte della squadra non sono di certo mancate: «Ho visto una grande fase difensiva e un grande spirito di squadra, sulle quali poi si sono costruite le tre prestazioni da mvp di De Nicolao, Ferrari e Morgillo. Ma non solo, perché domenica ad esempio è stata di rilievo anche la prova di Nicolò Pellicano, che è entrato in un momento molto complicato della partita portando un grande contributo».
Luca Perin