Archivi categoria: Il Mattino di Padova

Virtus verso un girone lombardo-triveneto L’acquisto Dagnello «Ho voglia di riscatto»

(Il Mattino)  Mentre il mercato di Serie B resta caldissimo per l’Antenore Energia Virtus Padova, che cerca due lunghi per completare il roster, prende forma il nuovo girone che vedrà ancora i neroverdi protagonisti assieme ad altre tre venete – San Vendemiano, Vicenza e Mestre (ammesso dalla C Gold) – la neopromossa Monfalcone e 11 squadre lombarde. Manca ancora l’ufficialità, ma la Lega Nazionale Pallacanestro ha già proceduto alla composizione dei vari raggruppamenti.
Protagonista
Intanto, la Virtus comincia a caricarsi, in vista di una stagione in cui vuole recitare ancora un ruolo da protagonista in linea con le sue ambizioni e con quelle del neo acquisto di punta Andrea “Pisy” Dagnello. «Ho molta fame e voglia di riscatto, e visti i sacrifici fatti sarebbe anche ora di iniziare a togliersi anche qualche soddisfazione e Padova può essere la piazza giusta», rileva la new entry virtussina, «si dice che il girone sarà formato da squadre di Lombardia e Triveneto. Sono convinto che potremo dire seriamente la nostra». Dagnello è un “mulo” – nel senso che è un ragazzo di Trieste -, ambizioso quanto e forse anche più della stessa Antenore Energia. «A Padova ho visto un bell’ambiente e una bella pallacanestro, e non a caso nella passata stagione la Virtus è stata appaiata a Cesena al primo posto in classifica», continua Dagnello, «qui, nessuno si vuole porre limiti e punta a migliorarsi per ottenere qualcosa d’importante. In più, ho voluto andare in una squadra che avesse già meccanismi rodati e tra le società che mi hanno cercato la Virtus era quella che aveva le idee più chiare su di me. Mi piace definirmi un giocatore di sistema, non sono un giocoliere che parte e gioca da solo uno contro cinque, mi diverto a giocare con i compagni e all’interno di un sistema che funzioni concludendo poi l’azione o con il tiro da tre o attaccando il ferro. Sul campo da basket voglio esaltarmi ed  esaltare il pubblico. Spero di poter trasmettere il mio entusiasmo ai nostri tifosi».
M.ROS.

Sventola la bandiera Virtus rinnovo per capitan Schiavon

(Il Mattino)  In attesa di novità sul fronte del mercato, l’Antenore Energia Virtus Padova piazza un altro importante rinnovo: dopo Michele Ferrari e Andrea Piazza, è il turno del capitano Federico Schiavon. Guardia di 195 centimetri, classe 1988, è il virtussino più vecchio non per la carta d’identità, ma per questioni di militanza nella società di via dei Tadi. Schiavon è una bandiera della Virtus: ha iniziato con il minibasket ed è arrivato in prima squadra nel 2012 dopo le esperienze con Noventa e Pro Pace Mortise. È l’ultimo “superstite” della storica promozione dalla C alla B centrata nel 2015.
Allenatore delle giovanili neroverdi e insegnante di educazione fisica, ha ricevuto i gradi di capitano nella passata stagione raccogliendo il testimone di Enrico Crosato. Il suo contributo non è mai mancato, soprattutto in termini balistici: in 24′ di impiego medio ha realizzato 7.5 punti tirando con l’86% dalla lunetta (il più preciso della squadra).
M.R.

Ferrari alla Virtus, il cecchino dei neroverdi ha firmato il rinnovo

Ferrari resta alla Virtus
il cecchino dei neroverdi
ha firmato il rinnovo
(Il Mattino) Il primo tassello, destinato a comporre l’ossatura dell’Antenore Energia Virtus Padova per la stagione 2019/2020 in Serie B, è già stato sistemato: Michele Ferrari resta in neroverde sposando per un altro anno la causa della società di via dei Tadi. Dopo coach Daniele Rubini è un’altra conferma importante, anche alla luce dell’ultimo campionato disputato dall’ex capitano dell’Apu Udine: Ferrari, ala classe 1986, è stato il miglior marcatore dei neroverdi con 14.2 punti di media (saliti a 16 nei playoff), conditi da 7 rimbalzi.«È stata una scelta molto facile da prendere», confessa il giocatore, «non dico che ci abbiamo messo cinque minuti a trovare l’accordo, ma quasi: le intenzioni di proseguire insieme erano reciproche. L’ultima stagione, sia a livello sia personale che di squadra, è stata positiva, anche se un motivo per cui sono voluto rimanere è stata la volontà di continuare a recitare un ruolo da protagonisti. La conferma di Rubini poi è stato un altro fattore che ha facilitato la mia decisione perché è stato un allenatore con cui ho lavorato volentieri e infine non volevo lasciare un ambiente, dei tifosi e una società che mi hanno accolto alla grande. Continuerò a lavorare duro per meritarmi ancora la fiducia di tutti».«Il mercato della Virtus riparte da dove si era concluso la scorsa stagione», commenta il direttore sportivo Roberto Rugo, «Ferrari era stato l’ultimo grande colpo della scorsa estate ed è stato il primo giocatore con cui abbiamo raggiunto l’accordo in questa sessione di mercato. La sua permanenza era una volontà condivisa con forza da tutta la società, in primis dal presidentissimo Gianfranco Bernardi. Le qualità di Ferrari sono sotto gli occhi di tutti e per il pubblico padovano il suo rinnovo è una bellissima notizia. La permanenza di un giocatore della sua levatura rende l’idea di quello che vuole essere il nostro progetto».
Mattia Rossetto

La Virtus non si accontenta «Vogliamo crescere ancora»

(Il Mattino)  La beffarda eliminazione a Vigevano nei playoff non ridimensiona la stagione
Il direttore generale Bernardi: «Abbiamo riacceso la passione dei tifosi in città»
Resta il segno tangibile che un passo avanti deciso è stato mosso per ridestare l’interesse attorno al basket padovano. All’indomani dell’eliminazione in gara-3 dei quarti di finale playoff della Serie B, è il momento di tirare le somme in casa Virtus. Il bilancio chiude in attivo con tanto orgoglio per quanto fatto globalmente per il movimento cestistico patavino e qualche rammarico per il passaggio a vuoto costato il primato in regular season e la sconfitta di un’inezia nella “bella” di Vigevano (72-71).
«Uscire a testa alta in gara-3 testimonia quanto questo gruppo di uomini abbia dei valori umani incredibili», sottolinea Roberto Rugo, diesse dell’Antenore Energia Virtus Padova, «è stata una stagione lunghissima, iniziata lo scorso 18 agosto tra mille peripezie e con la scelta di puntare su sei Senior per far crescere i nostri giovani Under 18 che sono entrati a far parte delle 24 migliori squadre d’Italia. L’annata è stata positiva, ma non dobbiamo cullarci sugli allori. Abbiamo le carte in regola per essere la guida trainante del basket cittadino. Al centro del progetto tecnico rimane Daniele Rubini, il nostro condottiero come lo definiscono i tifosi. Lui non è soltanto un allenatore, ma un uomo Virtus a 360 gradi. Avremmo il desiderio di riconfermare tutta la squadra, ma sappiamo quanto sia difficile perché non siamo gli unici a operare sul mercato».
Nei prossimi giorni, l’entourage virtussino si riunirà per delineare le linee future della società di via dei Tadi. Sarà il momento di effettuare le prime valutazioni sul proseguimento di una progettualità che coinvolge l’intera città e che può contare sul supporto dell’amministrazione con in testa il sindaco Sergio Giordani e l’assessore allo sport Diego Bonavina
.«Siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista», sottolinea Nicola Bernardi, direttore generale della Virtus, «abbiamo aumentato il numero di dirigenti e attivato l’associazione Virtus nel Cuore, presieduta da Giorgio Maso, che affianca la società con l’obiettivo di incrementare la presenza e il coinvolgimento nel territorio. Puntavamo a entrare nei playoff per giocarli, senza fare comparsate. E così stato: dedichiamo la nostra stagione al vicepresidente Gegè Papa, scomparso soltanto pochi mesi fa lasciando un vuoto enorme».
«Vedere la Kioene Arena piena», continua, «in occasione di gara-2 dei playoff ha dimostrato che se la squadra è competitiva, la risposta del pubblico è positiva. Siamo riusciti a riaccendere l’entusiasmo anche tra persone che non seguivano da tempo il basket. E abbiamo realizzato tutto questo con un budget limitato. Ora c’è bisogno che aumenti, se vogliamo avvicinarci a quello dei top team della Serie B. Ci attende adesso un lavoro ancora più difficile perché dovremo essere bravi a estendere il grado di partecipazione al progetto».
Mattia Rossetto

Il sogno della Virtus s’infrange a Vigevano

(Il Mattino)  Un secondo prima che suoni la sirena, la stagione dei padovani si chiude nel modo più crudele: sconfitta per un solo punto
Per un secondo, neanche. Un’enorme Virtus Padova Antenore Energia sfiora per un punto, per un solo punto, un’impresa titanica andando ad un millimetro dalla presa dell’infernale Palabasletta. Come 300 spartani alle Termopili contro un milione di persiani. A Vigevano finisce 72-71 nel più crudele dei modi una stagione che rimarrà nella storia non solo per i risultati raccolti seppur straordinari, ma soprattutto per l’immenso cuore che questa squadra ha lasciato su ogni maledetto parquet su cui è scesa. Rifacendo battere il cuore ad una città che di pallacanestro era dormiente, riportando migliaia di persone al suo seguito, ridando l’idea che un importante progetto di basket a Padova sia possibile. Finisce con una tripla di un coraggioso De Nicolao che all’ultimo secondo il destino accompagna sul ferro e non in fondo alla retina, finisce con la sirena che suona quell’attimo prima che il rimbalzo di Filippini valesse la semifinale. Finisce con i ragazzi di Rubini che cadono non con l’onore delle armi, ma con molto di più. Reggendo fino all’ultimo di anima e cuore all’inferno dantesco dove l’accoppiamento dei playoff l’aveva spedita. Una sfida colma di tensione fin dai primi minuti, con il peso della grossa posta in palio che si fa sentire. Due bombe di Piazza tengono a bada la Elachem fino a metà quarto quando però la NPV con le triple di Panzini crea il primo strappo che manda i ducali sul 24-13. La Virtus non riesce a togliersi di dosso l’handicap di basse percentuali al tiro da dentro l’area, con il presidio difensivo dei padroni di casa che limita la sua fase offensiva. Nonostante un buon avvio riporta sul -6 i ragazzi di Rubini, Vigevano ricompatta le linee dietro e ricominciando a sparare da fuori fino al +18, con Virtus in balia delle onde e del barbaro tifo vigevanese. Solo una tripla estratta dal cilindro sulla sirena dell’intervallo da Piazza tampona le perdite tenendo il -14. Ma da queste ceneri gli uomini di Rubini risorgono con impeto. Virtus torna in campo sfidando col veleno in corpo non solo gli avversari ma tutti i 1400 dell’infernale PalaBasletta. Dopo un parziale di 3-9, Motta sbaglia due liberi ma sul rimbalzo si prende la tripla che riapre il match (-8). Centimetro dopo centimetro Denik, Filippini e Ferrari guidano Virtus fino al -2. Una bomba di Motta vale il sorpasso, una di De Nicolao anche il +3. Vigevano riprende Padova (69-69), Ferrari rimanda avanti sul +2 i suoi ma Benzoni spara la tripla del controsorpasso. Ultimo possesso Virtus, De Nicolao con le ultime gocce di sudore residue si prende i sogni della sua città sulle spalle ma il destino non lo premia. Onore alla Virtus, onore a questi ragazzi.
Luca Perin
Rubini: “Poteva essere memorabile, finiamo con orgoglio e rammarico
Non è finita, il futuro di questa società resta comunque importante. «La differenza tra una stagione memorabile e una stagione in cui te ne vai con rammarico è molto sottile, oggi è stata un mezzo canestro». E’ un coach Rubini con una tempesta di sentimenti addosso quello che analizza la battaglia di Vigevano. «Anche oggi abbiamo dato per l’ennesima volta grande prova di solidità mentale, battendoci senza risparmiarci nulla in una situazione ambientale impossibile e con Piazza e Bovo che hanno giocato infiltrati. Questa prova spiega una volta di più come abbiamo potuto stare per lunghi tratti primi in classifica nel corso della stagione. Ce ne andiamo da Vigevano con grande orgoglio ma anche con grande rammarico, per le percentuali ai liberi e l’ultimo decisivo possesso che non ha avuto fortuna. Quando te ne vai con rammarico affrontando una serie così complicata si dà la portata di quella che è stata la nostra stagione. Io credo che questa annata per la Virtus e per i suoi tifosi possa essere una solida base di partenza per costruire un importante futuro. Questa società ha trovato un assetto che ci ha riportato a gloriosi tempi passati e ha riavvicinato un pubblico importante che ha riempito a più riprese il palazzetto, creando un patrimonio anche per il domani. Io personalmente non so cosa farò da grande in futuro, però credo che questo progetto e che questo fantastico gruppo di ragazzi vada conservato in vista dell’anno e casomai supportato in sede di mercato.
Ho avuto ragazzi fantastici che hanno dato tutto ad ogni allenamento, hanno giocato anche con febbre ed infortuni e che hanno fatto emozionare tutta una città» .
L.P.

Antenore, un pizzico di follia per sbancare Vigevano

(Il Mattino)
Coach Rubini suona la carica: “Siamo in grado di compiere qualsiasi impresa, dobbiamo restare sempre concentrati e giocare le nostre armi migliori”.
Per rendere il senso di quanto improba sia l’impresa che attende oggi la Virtus nel bunker di Vigevano, coach Daniele Rubini aveva scomodato perfino Erasmo da Rotterdam con il suo “Elogio della follia” subito dopo averla spuntata in gara-2 dei quarti di finale playoff di Serie B (75-74).La lucida follia, invocata dal tecnico dell’Antenore Energia, trova una sua logica nel fattore campo che è il punto di forza capace di spostare gli equilibri dalla parte della formazione pavese. Stasera, ore 18, la decisiva gara-3 stabilirà se avrà prevalso la ragione (o legge) del quasi inviolabile Pala Basletta o il cuore matto dei virtussini.«Dovremo scendere in campo come se questa partita fosse la finale», argomenta Rubini, «la storia di questa stagione ci ha insegnato che il nostro gruppo è in grado di compiere anche imprese come queste. A Vigevano ci andiamo con l’orgoglio di essere arrivati con merito fino a questo punto, che non era una cosa per nulla scontata, ma che è stato un primo obiettivo raggiunto tramite sacrifici e il lavoro che questa squadra ha fatto quotidianamente in allenamento e grazie al carattere tirato fuori in ogni partita. Tenteremo di riscrivere un pezzo di storia recente della nostra società. Nel corso della stagione abbiamo voluto con tutte le nostre forze arrivare fino al primo posto in classifica e contro ogni pronostico ci siamo riusciti conservandolo per oltre un mese. Allo stesso modo dovremo volere con tutte le nostre forze vincere e passare il turno».Se Piazza e Bovo non saranno ancora al meglio, i neroverdi dovranno rivedere ancora qualcosa nelle rotazioni e ciò che preoccupa l’allenatore della Virtus è proprio la maggior profondità e fisicità della panchina lombarda, oltre al condizionamento indotto dalla bolgia dantesca del tifo di Vigevano. «Dovremo farci trovare pronti non solo ad affrontare un’ottima squadra preparata e organizzata, con valori tecnici e fisici importanti, ma anche un pubblico avversario infernale», confessa Rubini, «tanti ci danno per sicuri spacciati e questo ci deve spingere a dare ancora di più. Il fattore campo poi può diventare un’arma a doppio taglio: perché se da un lato Vigevano verrà caricata dai tifosi, dall’altro potrebbe sentire addosso la pressione di partire con gli onori dei pronostici e di essere considerata imbattibile in casa».«Proveremo a entrare nella testa degli avversari e portare emotivamente la gara dalla nostra parte, restando sempre concentrati e utilizzando al meglio le nostre armi, che contano su giocatori esperti e di grande talento che anche loro dovranno temere».

Mattia Rossetto

La Virtus all’ultimo respiro conquista la “bella”

(Il Mattino)
In un palazzetto gremito, i ragazzi di coach Rubini hanno piegato di un punto (75-74) Vigevano. Domenica gara-tre
La Virtus è ancora in corsa. Ha faticato a piegare Vigevano in gara-2 dei quarti di finale playoff di Serie B in una Kioene Arena traboccante di tifo con oltre duemila spettatori, ma ha meritato di portare la serie alla “bella”, venendo baciata anche dalla fortuna sul tiro di Benzoni che non ha colto il bersaglio a 4” dall’ultima sirena (75-74). Si sapeva sarebbe stata dura. Lo sarà ancora di più domenica, ore 18, quando i ragazzi di Daniele Rubini torneranno nell’inferno di Vigevano per gara-3.Sotto canestro, la Virtus ha sofferto tantissimo i pavesi, concedendo 15 rimbalzi offensivi (il solo Petrosino ne ha catturati ben 6). «Il problema dei rimbalzi è stato generato da sbavature dovute alle rotazioni difensive», ammette coach Rubini, «bisogna che sistemiamo presto la questione. Avevamo un problema di tipo fisico con alcuni quintetti avversari, che ha generato un certo sconquasso. Ma se fossero entrati quei tiri aperti, che fanno parte dell’ordinaria amministrazione, avremmo messo ansia a Vigevano, trovando quel vigore che ci è venuto a mancare. Per tutto l’anno, non siamo mai dovuti ricorrere a cambi legati alla gestione dei falli, ora è successo anche questo. Nel momento in cui avevamo perfezionato un break, Piazza ha avuto una ricaduta al tallone che lo sta tormentando da tempo. In pratica, abbiamo giocato con due giocatori infiltrati, perché anche Bovo ha fatto quello che poteva».Vigevano è sempre rimasta aggrappata al match, senza fare cose eclatanti, ma vivendo di rendita su palle sporche, rimbalzi d’attacco e conseguenti extrapossessi.La scelta dell’Antenore Energia di alternare difesa a uomo e zona non ha pagato i dividendi sperati. «Un plauso glielo devo rivolgere ai miei ragazzi: nel giro di tre giorni, due partite così non erano semplici da affrontare», continua il tecnico, «hanno messo un’attenzione da numeri uno».Ora si apre il sipario sul terzo decisivo atto del quarto di finale. «Il fattore campo rischia di diventare troppo pesante, anche se devo ammettere che abbiamo avuto un aiuto importante dal parte del nostro pubblico che ha capito che era una partita della squadra di Padova, non della Virtus», osserva infine Rubini, «se vogliamo andare a Vigevano a divertici, servirà una lucida follia. Pensiamo a quando si va a una festa: sicuramente c’è un pazzo di mezzo e un po’ di pazzia generale nel resto del gruppo. Non andremo lì con le infradito e l’asciugamano sulle spalle. Sarebbe bello che la nostra stagione potesse avere un seguito».

Mattia Rossetto

Virtus versione apache per battere il Vigevano e portarlo alla “bella”

l Mattino)
Oggi alla Kioene Arena (18.30) gara-2 del primo turno playoff
«Troppi errori in casa loro, stavolta sarà tutta un’altra partita»
Tira aria di riscossa in casa Virtus. E non potrebbe essere altrimenti dopo la sconfitta di gara-1 dei quarti di finale di Serie B nell’arena infuocata di Vigevano. Tanto per rendere l’idea di quanto i ragazzi di Daniele Rubini ci tengano a impattare la serie sono stati pubblicati i ritratti in bianco e nero, con le facce dipinte a strisce nere e verdi, di Francesco De Nicolao e Michele Ferrari sul profilo Instagram della Virtus. È una delle molteplici iniziative promozionali attuate dalla società di via dei Tadi per chiamare a raccolta i tifosi per gara-2, in programma oggi, ore 18.30, alla Kioene Arena. Per una partita da dentro o fuori, l’Antenore Energia Virtus Padova dovrà mostrare il suo volto guerriero. Come se fossero due apache, “Denik” e “Ferro” sono pronti a guidare i compagni verso il riscatto che significherebbe giocarsi tutto nella “bella” di domenica.«La partita di Vigevano è stata risolta dalle “magate” di Benzoni», osserva De Nicolao, re degli assist nel girone B (5.9 assistenze a incontro), «Il pubblico è stato un fattore determinante, non a caso il Palasbaletta lo hanno battezzato la “Salonicco d’Italia”, ma qui a casa nostra sarà tutto diverso. Dovremo prestare maggiore attenzione, evitando di concedere situazioni facili. Bisogna restare concentrati sui dettagli: palle perse e rimbalzi pesano molto di più in sfide del genere. Tenteremo di fare quello che abbiamo sempre fatto durante l’anno e speriamo che anche i nostri tifosi possano darci una mano a pareggiare i conti». Ferrari, secondo miglior marcatore virtussino nel match d’andata con 22 punti (36 di valutazione), condivide l’analisi del compagno di squadra e vuole a tutti i costi tornare a Vigevano. «Si giocherà sulle piccolezze», afferma “Ferro”, «Abbiamo visto il video di gara-1: dobbiamo difendere meglio sui pick and roll e velocizzare le ripartenze. E speriamo anche di tirare meglio da tre punti. In gara-1 abbiamo preso un break nel terzo quarto perché ci siamo lasciati prendere dalla frenesia, altrimenti sarebbe finita punto a punto. Personalmente, scendere in campo in un clima così acceso come quello di Vigevano è uno stimolo enorme. Abbiamo bisogno anche noi di tutto il supporto possibile per vincere gara-2».

Mattia Rossetto