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Filippini firma per Vigevano. De Marchi un grande talento

(Il Gazzettino) Giacomo Filippini, dopo una stagione in neroverde, saluta l’Antenore Energia Virtus. Nell’edizione di lunedì, eravamo stati facili profeti; la notizia, del resto, era nell’aria e proprio in quella giornata ha preso i crismi dell’ufficialità. A Giacomo vanno i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera il commento ufficiale della società sulla pagina Facebook -, in bocca al lupo Jack!.
Il centro ventottenne, reduce dalla sua miglior stagione nella categoria (13,8 punti e 7,7 rimbalzi di media, tirando con quasi il 56 per cento da due e oltre il 35 per cento da tre), si è legato con un ricco contratto biennale a Vigevano, ovvero proprio la squadra che ha eliminato i neroverdi dai play off (ha fatto letteralmente sudare le proverbialisette camicie ai difensori gialloblù nella triplice sfida recita il comunicato della società lomellina -, segnando un totale di 51 punti).
Intanto il quattordicenne Giovanni De Marchi del Petrarca (ala, 1.94) è stato inserito nel ranking dei top 25 per l’annata 2005 stilata da ItalHoop.it. Questo sito, nato nel 2015, si basa sulle potenzialità dei singoli prospetti e di quanto da loro mostrato (segue i maggiori eventi giovanili sul territorio italiano e vengono monitorati i vari campionati, grazie ad una rete di collaboratori), delle varie annate giovanili: attualmente quelle dal 1999 al 2005. Tra i più grandi, 1999 e 2000, sono inseriti invece due atleti che nella stagione 2017-18 avevano militato nella Virtus Padova in serie B: Lorenzo De Zardo dell’Universo Treviso (ala, 2.02), quest’anno passato da Ferrara di A2 a San Severo in serie B (con cui ha perso le Final four), è quinto tra i 99; l’azzurrino Federico Miaschi della Reyer Venezia (guardia, 1.94), che ha militato a Trapani in A2, addirittura al secondo posto tra i 2000.
g.pell.

Accordo rinnovato con il play Piazza

(Il Gazzettino) La società guarda ora al mercato: difficile la permanenza di Filippini
Dopo coach Daniele Rubini e Michele Ferrari, in casa Virtus è arrivata in queste ore la terza (attesa) conferma. «Con grande soddisfazione l’Antenore Energia Padova annuncia di aver rinnovato l’accordo con il playmaker Andrea Piazza si legge nel comunicato – che anche nella prossima stagione guiderà la prima squadra nel campionato di serie B. Per Piazza si tratterà della terza stagione consecutiva con le maglia di Padova. Pedina fondamentale nella scacchiera di coach Rubini è risultato infatti, con una media di 36 minuti a partita, il giocatore più impiegato e anche nell’intero girone. Secondo marcatore della squadra con una media di 13.2 punti (52 per cento da 2, 35 per cento da 3, 76 per cento ai liberi), ha aggiunto alle sue statistiche 5.4 rimbalzi, 4.2 assist e 2.1 palle recuperate che lo hanno portato al terzo posto del girone nella specialità (dietro il compagno di squadra Francesco De Nicolao, ndr). Statistiche che rispetto a quelle già buone della stagione d’esordio hanno segnato un ulteriore miglioramento in tutte le voci». Peraltro in un’ottima stagione di tutta la squadra, che se possibile è stata nobilitata dalle Final Four di categoria disputate nel fine settimana a Montecatini dove sono state promosse in A2, Orzinuovi ed Urania Milano, avversarie dei neroverdi nel girone B.
Al di là delle cifre il trentenne regista di Pordenone, giunto a Padova nell’estate del 2017 vantando trascorsi in A2 una carriera tra Castelletto Ticino, Costa Volpino, Udine, Chieti e Roseto si è venuto caratterizzando come uomo immagine del nuovo corso virtussino. Vice-capitano della squadra neroverde, in società ha iniziato anche ad allenare nel Minibasket. «In questi giorni la società è particolarmente attiva nel mercato e il diesse Rugo sta vivendo giornate molto impegnative si chiude il comunicato -, a breve sono infatti attese ulteriori conferme e decisioni importanti». Riguardo in particolare il settore lunghi: la permanenza di Filippini, dopo l’ottima stagione ed il mercato di cui gode (con Fabriano in pole position) che ne ha fatto lievitare il prezzo, appare laboriosa e difficile. Lo stesso direttore sportivo, di concerto con il coach, potrebbe puntare allora su un centro più dinamico ed efficace da fuori per riproporre con lo spartito della scorsa stagione.
Intanto, il giovane centro neroverde Beniamino Basso (2001) figura tra i venti convocati dal Settore squadre nazionali per il raduno che la nazionale Under 18 sosterrà da lunedì prossimo a San Benedetto del Tronto, in vista di due tornei internazionali; nello staff tecnico del ct Antonio Bocchino, tra gli altri, il padovano ed ex virtussino Davide Cantarello. Da segnalare inoltre che un altro centro padovano ed ex virtussino, Vittorio Visentin (2.05, 95), grazie alle buone cifre dell’ultima stagione (9,5 punti e 5,2 rimbalzi) è stato confermato, invece, dal Frata Nardò di serie B con cui ha raggiunto i play off.
g.pell.

Virtus, riconquistati i tifosi

(Il Gazzettino) L’ottima stagione della squadra ha riportato gli spettatori al palazzetto: duemila presenze nelle gare alla Kioene Arena.  
Otto vittorie consecutive nel girone di ritorno hanno portato <De Nicolao e compagni alla conquista della vetta, poi il calo.
Ripercorriamo, per tappe, l’ultima esaltante stagione dell’Antenotre Energia Virtus nel campionato di serie B.
Agli inizi del 2019, la squadra di Daniele Rubini ha viaggiato in testa alla classifica del girone, seppur appaiata ai Tigers Cesena. Risultato storico, che a Padova non si verificava da anni: vi erano riuscite la Virtus, già trasferita a Vicenza, nella stagione 1993-94 (chiusa con la promozione in A2); il Petrarca Patavium nel 2001-2002; e la Gattamelata guidata dallo stesso Rubini nella stagione 2008-2009, ma in B2.
Le vittorie consecutive, tra la prima e l’ottava giornata del girone di ritorno (dalla trasferta ad Olginate alla gara interna con l’Urania Milano), che avevano proiettato i neroverdi in vetta. Alla vigilia dei play off, il coach ha sottolineato anche come la squadra sia riuscita a battere, almeno una volta, tutte le avversarie.

MARZO NERO E PLAY OFF
Nel mese pazzerello per definizione, che i Latini dedicavano al dio Marte, la Virtus non ha mai vinto. Inanellando, complice l’assenza per infortunio di Matteo Motta ed il mancato ricorso al mercato (allungare le rotazioni con un altro giocatore sarà l’obiettivo di quest’estate), quattro sconfitte: Lugo, Crema, Rucker Sanve e Bernareggio. Sconfitte che, oltre il primato, sono costate alla fine anche quel quarto posto che avrebbe garantito il fattore-campo nei play off.

SUPPORTER COINVOLTI
I risultati positivi, ma ancor più l’atteggiamento della squadra sul parquet (oltre che una serie di iniziative), hanno ridestato interesse. «In questa stagione la parola d’ordine è stata coinvolgimento sottolineava il direttore generale Nicola Bernardi – e devo dire che siamo molto soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare. Abbiamo rivisto dopo molti anni un nuovo entusiasmo, la media spettatori è decisamente aumentata fino a toccare i picchi delle 2000 persone alla Kioene Arena nel derby con Vicenza e nella gara play off con Vigevano».

CONDOTTIERO NEROVERDE
Il carattere della Virtus appare legato al suo coach: Daniele Rubini. Il 54enne padovano, tornato l’anno scorso alla guida della prima squadra cittadina (dopo che dal 2008 al 2010 aveva allenato la Gattamelata), è un assoluto punto-fermo. «Ho deciso di rimanere spiegava – perché mi è stato presentato un progetto di crescita con prospettive per raggiungere importanti obiettivi e non accontentarsi più di fare le belle stagioni». Ed aggiungeva: «Non posso nascondere che in questa scelta abbia influito anche il legame che ho con questa società e questo ambiente. Credo che nei momenti chiave avere un forte senso di appartenenza possa essere un valore aggiunto».
Con una scelta romantica e d’antan, per taluni versi anche azzardata, coach Rubini (nella foto a destra con Francesco De Nicolao) ha lasciato in campo per tutto il secondo tempo della decisiva gara-3 a Vigevano sempre lo stesso quintetto: Piazza, De Nicolao, Motta, Ferrari e Filippini. Testimonianza di fiducia nei propri giocatori, ma anche di rotazioni limitate. Con buona probabilità, questo quintetto sarà la base da cui ripartire.

FERRARI INTOCCABILE
Il botto di chiusura dello scorso mercato estivo è stato, nei giorni scorsi, il primo rinnovo: Michele Ferrari, il migliore dell’Antenore Energia per valutazione, con 14 punti e 5 rimbalzi di media (il 6. del girone) saliti rispettivamente a 16 e 6 nei play off. Il 33enne ex capitano di Udine in A2 si è legato, per altre due stagioni, ai colori neroverdi. «La sua permanenza era una volontà condivisa con forza da tutta la società, in primis dal presidentissimo Gianfranco Bernardi fino ad arrivare a me e l’allenatore spiegava il direttore sportivo Roberto Rugo – dà l’idea di quello che vuole essere il nostro progetto e della crescita che vogliamo fare».

IMPRONTA AGGRESSIVA
La formula vincente della stagione. I playmaker Andrea Piazza e Francesco De Nicolao, tra i giocatori più impiegati del girone B (primo e quarto, con quasi 35 e 33 minuti sul parquet), hanno dato l’impronta difensiva. Chiudendo entrambi sul podio nelle palle recuperate: De Nicolao, che ha chiuso in testa anche la classifica degli assist (5,9 di media), è stato il primo con 2,3 recuperi; Piazza il 3° (2,1).

LA SORPRESA FILIPPIN
I
In un girone dominato dai totem d’area, il centro Giacomo Filippini è emerso grazie alla sua atipicità. Capace di colpire sia da sotto che da tre punti (36% di media, 16° assoluto), infatti, ha chiuso con 13 punti e 7 rimbalzi di media in stagione, ritoccati a 17 e 10 in tre sontuose gare di play off. Sarà difficile ora sottrarlo alle attenzioni del mercato.

BANDIERA SCHIAVON
Federico Schiavon ha disputato la settima stagione in maglia neroverde, la prima da capitano. La sua è una favola moderna: prodotto del vivaio (per di più nei gruppi provinciali), dopo qualche anno di gavetta nelle minors (Noventa in Promozione e serie D, Pro Pace in D e C2), nel 2012 è approdato in prima squadra. Sposando la causa virtussina: oltre che giocatore (ha superato i 1.500 punti), è anche istruttore minibasket ed allenatore.

MILLENNIALS
Coach Rubini ha rivendicato con orgoglio come la sua squadra sia quella che ha maggiormente impiegato in campionato i millennials, nati dal 2000 in poi. Tre su tutti, punti di forza anche degli Under 18 d’Eccellenza di Mauro Seno qualificati tra le migliori 24 squadre d’Italia: il play del 2002 Nicolò Pellicano, che è stato il più impiegato (7,2 minuti); ed i 2001 Riccardo Visone (5,5 minuti) e Beniamino Basso (4,7). Quest’ultimo, oltre ad avere il miglior impatto in campionato (1,6 punti e 1,5 rimbalzi), nei giorni scorsi con la Nazionale Under 18 ha disputato la Fiba 3X3 World Cup ad Ulaanbaatar, Mongolia, dove gli azzurrini sono usciti ai quarti di finale (battuti 19-12 dagli Usa poi vincitori che schieravano prospetti da Nba). Coach Rubini ha impiegato inoltre: Tognon (2001), Mazzonetto (2002); Verzotto e Visentin, questi ultimi entrambi 99, in doppio tesseramento con Vigonza di serie D e Carrè di C Silver.
Giovanni Pellecchia

Rubini ancora alla guida della Virtus

(Il Gazzettino) La società rinnova la fiducia al coach per la terza stagione: “Niente rivoluzioni, daremo continuità al nostro progetto”.

L’Antenore Energia Virtus e Daniele Rubini proseguono insieme. La società ha comunicato quello che definisce «Un primo fondamentale passo in vista della prossima stagione in cui vorrà dare assoluta continuità al proprio progetto di crescita sportiva e societaria».
«Per la Virtus che ho in mente – sottolinea Rubini – non credo che sia il momento della rivoluzione, ma di dare continuità a questo progetto tecnico. Deve essere chiaro che chi vuole restare in Virtus deve farlo con la stessa voglia di difendere questi colori che tutti hanno avuto quest’anno, con lo stesso coraggio nell’affrontare la fatica e con la stessa fame di vittoria. Se i giocatori avranno queste volontà qui saranno le persone giuste al posto giusto: la mia intenzione è di tenere la stessa ossatura del roster e implementarlo nelle rotazioni».
Il 54enne coach padovano, che siederà così per la terza stagione consecutiva sulla panchina della prima squadra cittadina (dopo un percorso iniziato nel settore giovanile), ha avuto rassicurazioni dalla dirigenza. «Con la società abbiamo avuto un approfondito confronto per capire se c’erano ancora le condizioni per continuare insieme e questo confronto è stato positivo. La società mi ha voluto convintamente, ma non sarei mai rimasto qui a vivacchiare: ho deciso di rimanere perché mi è stato presentato un progetto di crescita con prospettive per raggiungere importanti obiettivi e non accontentarsi più di fare le belle stagioni. La crescita non deve coinvolgere solo la squadra ma tutto l’assetto societario: la volontà è ora quella di spostare sempre più in alto l’asticella (concetto espresso nei giorni scorsi dal diggì Nicola Bernardi, ndr). Nella mia concezione di vivere lo sport, sento il bisogno di trovare sempre nuovi stimoli e nuove sfide da affrontare, il tutto ovviamente non deve ridursi al semplice fare meglio dal punto di vista dei risultati sportivi perché questo è legato a troppi fattori imprevedibili».
Sempre grintoso a bordo parquet, Daniele Rubini lascia spazio anche ai sentimenti: «Non posso nascondere che in questa scelta abbia influito anche il legame che ho con questa società e questo ambiente. Virtus si muove con le stesse dinamiche di una famiglia, in cui a volte puoi anche litigare con qualcuno ma poi tutto si ricompone per l’affetto che ci lega. Credo che nei momenti chiave avere un forte senso di appartenenza possa essere un valore aggiunto. Hanno avuto certamente un peso enorme anche le dimostrazioni di affetto dei tifosi».
g.pell.

 

Rimpianti e orgoglio nella favola Virtus

(Il Gazzettino)  Brucia ancora la sconfitta di un punto che è costata l’eliminazione ai quarti di finale dei play off, ma il bilancio della stagione rimane positivo.
Rammarico unito a orgoglio. In casa Antenore Energia Virtus, all’indomani dell’amara sconfitta maturata domenica a Vigevano nello sprint finale di gara-3 (72-71), che è costata alla formazione di Daniele Rubini l’eliminazione dai play off di serie B, resta questo misto di sensazioni. «Bastava che De Nicolao tirasse due o tre secondi prima – constata laconico il presidente Gianfranco Bernardi -, visto che comunque avevamo preso il rimbalzo e fatto canestro oltre lo scadere. Il basket è fatto di questi episodi. Tanti complimenti, comunque, alla squadra: i giocatori si sono dimostrati forti e uniti, seguendo le indicazioni dell’allenatore. Purtroppo, la squadra si è rivelata un po’ corta. Il futuro? Bisogna tirare le somme, poi staremo a vedere: la gestione di una società costa un sacco di soldi. Anche quest’anno abbiamo fatto i miracoli!».

ABNEGAZIONE E SACRIFICIO
«Bisogna avere la capacità di attaccarsi con grande ottimismo ai segnali che abbiamo avuto da questi ragazzi – aveva sottolineato domenica dopo la partita, pur affranto, coach Rubini – e sapere che, probabilmente, il percorso che è cominciato quest’anno può avere un suo seguito se supportato, ovviamente, da una programmazione». «La beffa è già stata assorbita – sembra chiosare il direttore sportivo neroverde Roberto Rugo – Sicuramente la valutazione della stagione deve essere più ampia, partendo da metà agosto ad oggi: il bilancio, in questo senso, non può che essere più che positivo. Da un punto di vista sportivo e umano. La squadra è riuscita a formarsi attorno ad un gruppo di uomini veri che, con abnegazione e spirito di sacrificio, hanno permesso anche la crescita dei giovani: prova ne sia che la nostra Under 18 si è qualificata tra le migliori 24 squadre d’Italia. Ma, ripeto, il risultato sportivo che per la prima squadra è stato il migliore di questi ultimi anni passa quasi in secondo piano rispetto alla soddisfazione di aver visto in maglia neroverde persone che, con la loro cultura del lavoro e dell’impegno, non hanno mai creato nessun problema».

MARZO CATASTROFICO
Volgendo lo sguardo all’indietro, qual è il rammarico più grande? «Sicuramente il mese di marzo è stato catastrofico, quanto a risultati – sottolinea il diesse – e me ne assumo la responsabilità. Pur avendo ricevuto mandato dalla società di sondare il mercato, non sono stato abile o pronto a concludere delle operazioni di rafforzamento. La squadra, che già corta era priva dell’infortunato Motta (con 23 punti il miglior marcatore dell’ultima partita, ndr), ha pagato quel mese sia in termini di classifica che nei chilometraggi cui sono stati chiamati alcuni giocatori-chiave. Siamo così arrivati all’appuntamento decisivo dei play off, una sorta di roulette russa, mentalmente a posto ma fisicamente con qualche acciacco. Da questo punto di vista, mi preme sottolineare che domenica Piazza e Bovo sono stati semplicemente stoici: giocare da infiltrati, infatti, non è da tutti specie in quelle condizioni».
Sembra, un’ottima base da cui ripartire. «Lasciamo passare una settimana di relax. Poi, alla luce anche del consiglio direttivo che si riunirà nei prossimi giorni, capiremo come muoverci. Il percorso iniziato di fatto quest’anno con il coach, dopo che nella scorsa stagione la priorità era stata rimettere in direzione la barca, è quello che vogliamo consolidare: questa squadra e questo nucleo ha senso, infatti, solo se resta Daniele. Al tempo stesso, aggiungo che in questi ultimi due anni tutto l’ambiente è cresciuto: da un punto di vista sportivo, ma anche societario. Grazie a un team che lavora bene insieme e che in città vuole allargare la platea di questo splendido sport anche ai non addetti ai lavori. Se solo potessimo avere anche una struttura adeguata…».
Giovanni Pellecchia

Virtus ad un soffio dal botto

(Il Gazzettino) Vigevano vince gara-3 e va in semifinale con una “bomba” da tre del suo cecchino a cui De Nicolao non riesce a replicare.
L’Antenore Energia raddrizza incredibilmente una partita che sul -18 sembrava compromessa e si porta addirittura in avanti.
Chapeau bas, per questa Antenore Energia Virtus! La formazione di Daniele Rubini, ieri in un PalaBlasetta di Vigevano caldo come non mai a dispetto della temperatura esterna, è uscita sconfitta di un solo punto per 72-71. I neroverdi, davvero mai domi e sospinti in questa occasione da uno strepitoso Motta (23 punti), ovvero il giocatore assente a lungo in questa stagione a causa delle varie recidive al ginocchio (che poi hanno indotto all’operazione), sono riusciti con il loro proverbiale orgoglio a raddrizzare una gara che sembrava largamente compromessa. Ed anzi, passati addirittura a condurre in dirittura d’arrivo, il rammarico è semmai ancora doppio, o triplo.

ULTIMO MINUTO ROVENTE
Nell’ultimo minuto, dopo che Benzoni, già giustiziere di gara-1, riportava i locali avanti con una tripla, protagonista assoluto era Francesco De Nicolao che prima perdeva palla in attacco, poi la recuperava in difesa ed infine falliva quasi sulla sirena il tiro della possibile storica vittoria, con la correzione a canestro di un compagno appena dopo la fine. «Chi passa, passa con merito – taglia corto coach Daniele Rubini – specie in una serie che, fin dall’inizio, tutti avevano descritto come probabilmente una delle più dure. Sstagione super, ma ci è mancato quel guizzo che sarebbe stata la ciliegina sulla torta. La storia di questa stagione e le qualità di questo gruppo ci hanno permesso, per lunghi tratti, di essere piacevoli da vedere e di farci ammirare per la caparbietà. Peccato per quelle gare buttate scioccamente ma anche questo, complici le rotazioni risicate tenendo in campo qualcuno che forse doveva riposare, fa parte della stagione. Temevamo di dover arrivare a gara-3 proprio perché le rotazioni più lunghe di Vigevano avrebbero causato lo sfiancamento di qualcuno; si aggiunga che, per la prima volta, è venuto in trasferta con noi anche il medico: due giocatori importanti (Piazza e Bovo, ndr) sono scesi in campo infiltrati, ma hanno voluto a tutti i costi esserci».

GRANDE SPIRITO
«Una partita di cuore, come tutto il campionato – osserva il direttore generale Nicola Bernardi – Una rimonta impossibile in un campo infuocato come questo: questi ragazzi hanno dimostrato lo spirito che vogliamo abbiano tutti i nostri ragazzi. Voglio dedicare a Gegè (il vicepresidente Papa scomparso di recente, ndr) tutta questa grandissima stagione, che ricorderemo a lungo».

SUL +3 L’ILLUSIONE
L’inizio della gara per la Virtus, a partire dal 4-0 iniziale dei locali, era stato decisamente in salita. I neroverdi, dopo aver impattato (sull’8-8 e poi 11-11), si ritrovavano a inseguire e venivano addirittura doppiati sul finire del primo quarto (22-11) e, nonostante i tentativi di rimonta, scivolavano addirittura a -18 prima dell’intervallo. Qui se non altro, prima il 2/2 in lunetta di Motta e poi la tripla allo scadere di Piazza, permetteva ai patavini di andare negli spogliatoi avendo limitato i danni. Il vero capolavoro, però, la Virtus sembrava realizzarlo nella ripresa che coach Rubini ha deciso di giocare tenendo praticamente sempre il quintetto-base in campo. Ridotto lo scarto ad un solo canestro di distanza già sul finire della terza frazione, i virtussini mettevano il naso avanti per la prima volta al 35′ sul 64-63 con la tripla di Motta. Nella volata sembravano avere anche la giusta inerzia, quando la percussione di De Nicolao regalava addirittura il +3 (69-66). Ma Benzoni, prima con una giocata da tre punti impattava e poi, negli ultimi tre minuti quando l’Antenore Energia segnava solo dalla lunetta con Ferrari, siglava la tripla della vittoria.
Giovanni Pellecchia

Virtus a caccia dell’impresa nella “tana” del Vigevano

(Il Gazzettino)
L’Antenore Energia Virtus, oggi al PalaBlasetta di Vigevano (ore 18), vuole scrivere la storia. Daniele Rubini, coach della formazione padovana di serie B che dopo aver impattato mercoledì in una Kioene Arena gremita si gioca tutto nei 40 minuti di gara-3 dei play off, veste i panni del condottiero: «Noi a Vigevano andremo per provare a riscrivere un pezzo di storia recente di questa società. Nel corso della stagione, abbiamo voluto con tutte le nostre forze arrivare fino al primo posto in classifica e contro ogni pronostico ci siamo riusciti conservandolo per oltre un mese. Allo stesso modo, ora dovremo volere con tutte le nostre forze vincere e passare il turno. Dovremo scendere in campo come se questa partita fosse la finale, e la storia di questa stagione ci ha insegnato che il nostro gruppo è in grado di compiere anche imprese come si presenta questa».

LUCIDA FOLLIA
Al termine di gara-2, il coach aveva scomodato precedenti illustri: da Erasmo da Rotterdam a Steve Jobs. «Un po’ di lucida follia ci vuole. Se vuoi andarti a divertire devi essere folle, che non vuol dire pazzo, ma capace di interpretare e di vivere questa partita con la leggerezza di cui necessita. Sarebbe triste andarsela a giocare con lo zaino sulle spalle. Sappiamo di entrare in un catino inferocito, dove il fattore-campo avrà un peso specifico importante. Sicuramente non andiamo con le infradito e l’asciugamano sulle spalle, contenti di quello che abbiamo fatto fino ad oggi».
L’Antenore Energia Virtus sfoggia tutti i suoi pezzi da novanta: i padovani De Nicolao e Schiavon, il primo leader in stagione per assist (5,9) e recuperi, e il capitano deciso a riscattare due gare in ombra; Filippini e Ferrari, migliori marcatori neroverdi di questa serie (22,5 e 18,5 punti); il ritrovato fromboliere Motta e, pur acciaccati, Piazza e Bovo, l’uno metronomo della squadra e l’altro pronto a portare linfa subentrando dalla panca. «Queste sono partite che emotivamente si preparano da sole – chiosa Rubini – La tensione e l’entusiasmo arrivano per la grossa posta messa in palio, sono le sfide che ogni allenatore e che ogni giocatore non vede l’ora di giocare. Dovremo farci trovare pronti non solo ad affrontare un’ottima squadra preparata ed organizzata, con valori tecnici e fisici importanti, ma anche un pubblico avversario infernale. Loro partono certamente favoriti, tanti opinionisti ci danno per sicuri spacciati e questo ci spinge a dare ancora di più».

FATTORE CAMPO
Con l’intento di attenuare l’impatto del fattore-campo, dove i lomellini hanno vinto 34 delle ultime trentacinque gare, la squadra potrà contare anche su un nutrito seguito di tifosi, con i pulmini organizzati dalla società che partiranno alle 14 dal parcheggio del Parco Raciti – Brentella a Chiesanuova (info: 331-9721969). «Andremo a Vigevano per recitare il ruolo di protagonisti – chiama a raccolta il direttore sportivo Roberto Rugo – I ragazzi da un anno stanno preparando questi play off: sono pronti, forti e consapevoli di essere una grande squadra».
Giovanni Pellecchia

Virtus di grinta in gara-3

(Il Gazzettino)  I neroverdi dopo ave impattato la serie con una vittoria. Rubini:”Con gli spalti così gremiti sono il giusto tributo, in volata andremo a giocarsi il tutto per tutto a Vigevano a una squadra che non si sottrae mai alle responsabilità”

Antenore Energia Virtus-Vigevano si deciderà domenica in gara-3. Con le unghie e i denti, al termine di una gara entusiasmante disputata davanti a una splendida cornice di pubblico (oltre 2000 spettatori) e decisa in volata, la formazione di Daniele Rubini vincendo per 75-74 ha impattato la serie.
«Una partita tira e molla senza esclusioni di colpi spiega il coach contro una squadra ben orchestrata e preparata capace di andare a giocare laddove noi abbiamo delle falle che durante il campionato eravamo stati bravi a nascondere. Il pubblico è stato un fattore importante: spero abbia inteso che la partita riguardava Padova, e non solo la Virtus. Penso che questi spalti gremiti siano il giusto tributo a una squadra che quest’anno ha fatto vedere di non sottrarsi mai alla fatica e alle responsabilità: anche in questi giorni, ho avuto a che fare con persone di una responsabilità incredibile, che mi hanno aiutato nella preparazione della partita ed hanno voluto essere meticolosi in ogni situazione».

LA CRONACA
Gara iniziata in salita per l’Antenore Energia, dopo lo 0-5 in avvio e con Piazza gravato di due falli già nel primo quarto, ma nella quale i neroverdi hanno fatto l’andatura. La Virtus impatta dopo sei minuti (12-12, 1/2 in lunetta di Ferrari) e, messa la freccia del sorpasso poco dopo con canestro di Filippini su assist di Piazza, perfeziona un parziale di 13-2 con cui chiude sul +8 la prima frazione. Resterà anche il massimo scarto tra le due squadre. I padroni di casa giocano bene, con ottima circolazione di palla e pregevoli combinazioni alto-basso che, insieme a due invenzioni in penetrazione di Motta, esaltano un Filippini ancora miglior marcatore virtussino e da doppia doppia (22 punti e 10 rimbalzi). Vigevano, che fa la voce grossa nei rimbalzi offensivi, complice anche qualche disattenzione della difesa neroverde si mantiene a ruota con Petrosino (33-33 al 17′ e 35-35 un minuto dopo).

COLPO SU COLPO
Nei primi cinque minuti della ripresa, si replica colpo su colpo. Alle triple ospiti di Verri e Panzini risponde Piazza che, decidendo di mettersi in proprio, con dieci punti consecutivi propizia il nuovo allungo padovano sul +7 (59-52 al 28′, tripla di Filippini). In apertura di ultima frazione, invece, quando lo stesso è costretto in panchina per un problema al piede (e cambio scarpe), i lomellini impattano (61-61) e mettono in naso avanti sul 67-66 al 33′. E’ un brivido, ma dura un attimo: la Virtus contro-sorpassa con Ferrari, allunga con quattro punti di De Nicolao e, sulla tripla di Motta si porta a +6 (75-69 al 36′).

BRIVIDO SULLA SCHIENA
Ben altro brivido, in una Kioene Arena trasformata in bolgia dantesca, quello che corre lungo la schiena a tutti i tifosi nell’arrivo in volata. Due errori di Filippini (da tre e da sotto), infatti, permettono a Vigevano di portarsi sul -1 con il canestro di Birindelli e la tripla dell’ispirato Vecerina (19 con 3/4). Negli ultimi 100 secondi, non si segna più: il giustiziere di gara-1 Benzoni, infatti, non infila né la tripla del possibile sorpasso e neanche in area quando pure, la sanguinosa palla persa da Motta (piede sulla linea laterale) messo in ritmo per un tiro dall’arco su assist di De Nicolao, consente agli ospiti con 25 di organizzare l’ultimo attacco nel time out.
Giovanni Pellecchia