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“Tifosi, la Virtus c’è: seguiteci”

(l Gazzettino)  È una delle ultime bandiere. Oltre 200 presenze (e 1500 punti), Federico Schiavon con la maglia Antenore Energia Virtus, di cui dall’anno scorso è divenuto capitano, ha iniziato l’ottava stagione consecutiva (la decima contando le due, in passato, da under). Per lui, cresciuto nel settore giovanile della società di via Tadi, davvero un sogno che si è avverato. E che prosegue anche a 31 anni (li compirà il prossimo 10 ottobre). Per questo, tra l’altro, sarà omaggiato da un riconoscimento-speciale alla terza edizione degli Oscar del basket padovano in programma il 7 settembre.
UMILTÁ E FAME
Più soddisfazione o responsabilità? «Fa enorme piacere poter giocare nella squadra della mia città: un sogno fin da piccolo ed un grande orgoglio. Al tempo stesso, le responsabilità crescono, sia a livello personale sia, soprattutto, di squadra. Specie dopo lo scorso anno e una campagna-acquisti che ha portato giocatori di livello, giunti nel pieno della loro carriera, che in serie B hanno tanto da dire. Ora la palla passa a noi: dovremo tener fede alle ambizioni della società, dei media e dell’ambiente. La società è cresciuta facendo un piccolo step ogni anno. Lo ricordavo proprio nei giorni scorsi: ho iniziato da dilettante, facendo tre allenamenti a settimana; quest’anno ne faremo sei, tutti i pomeriggi e qualche mattina. Senza contare questa prima settimana, in cui ne abbiamo fatti ben undici! Come ha ricordato coach Rubini nel giorno del raduno, non ci sono magie. Da parte nostra, non dovrà mancare l’umiltà, la fame e il lavoro in allenamento anche per trovare la giusta chimica di squadra».
UNA FAMIGLIA
Di questi tanti anni in Virtus, che ricordi ha in particolare? Quali il momento più bello e quello più brutto? E i compagni con cui ha legato maggiormente? «Di giocatori, allenatori, dirigenti ne ho visti passare tanti. Oserei dire, ho attraversato addirittura varie epoche. Mi è difficile indicare qualcuno: prima di tutto, infatti, ci sono degli ottimi ricordi legati alla famiglia Virtus, sia in campo che fuori, che ti mette nelle condizioni di lavorare al meglio. La speranza, ovviamente, è quella di aver dato qualcosa anche da parte mia, aver contribuito a far crescere l’ambiente. La gioia più grande, da questo punto di vista, sta proprio nel vedere i ragazzi più giovani, molti dei quali ho anche allenato (Schiavon è allenatore ed istruttore minibasket, ndr), fare il tifo alle partite: alcuni di loro, nel tempo, sono arrivati in prima squadra, penso a Visone, Mazzonetto e ora il classe 2003 Rigato che si sta allenando con noi. Faccio fatica anche ad indicare un momento brutto: tornano alla mente due-tre sconfitte che, specie quando sono consecutive, fanno male, però anche quelle, visto che hanno contribuito a farci rialzare, hanno finito poi per essere comunque uno snodo importante, di crescita».
UN PASSO IN PIÙ
Per amore di maglia (e della categoria), lei ha accettato anche un impiego ridotto e partire dalla panchina. «La mia idea è quella di allenarmi forte e mettermi a disposizione. Per il resto, spesso sono situazioni contingenti alla gara, agli avversari o al momento: l’anno scorso, complice l’infortunio di Motta, capitava che partisse in quintetto un under per allungare le rotazioni; quest’anno, magari, sarà il contrario: ripeto, io devo solo farmi trovare sempre pronto. La società, da questo punto di vista, ha lavorato sul mercato proprio per allungare le rotazioni e provare a fare un passo in più. Quest’anno, non dobbiamo porci limiti: il nostro girone, contrariamente magari al C che qualcuno ha già ribattezzato una A2 senza stranieri, non ha corazzate ma è al tempo stesso equilibrato e livellato verso l’alto. Senza fare voli pindarici: il nostro obiettivo deve essere entrare nei play off con la migliore posizione possibile, per poi giocarcela fino in fondo».
COLPO D’OCCHIO
Che invito si sente di fare ai tifosi virtussini e, più in generale, agli appassionati padovani? «L’anno scorso, vedere la Kioene Arena gremita da oltre 2.000 persone è stato un colpo d’occhio notevole ed una grande soddisfazione. Ripartiamo da lì: invito i tifosi a seguirci fin dal pre-campionato perché, lo ripeto, la promessa da parte nostra è quella di migliorarci: non resteranno delusi!».

Giovanni Pellecchia

Virtus, Calò potrà essere l’uomo in più

(Il Gazzettino)  Nell’Antenore Energia Virtus 2019-20, Ruben Calò potrebbe rivelarsi il giocatore in più. Per meglio dire, il sesto uomo dello scacchiere di coach Daniele Rubini: quel giocatore capace di allungare le rotazioni (limite della scorsa annata) ed al tempo stesso pur subentrando dalla panchina, come capita a capitan Schiavon in grado di mutare il corso di alcune partite. E’ stato, in ordine di tempo, il secondo tra i nuovi arrivi della formazione neroverde che domenica si raduna in vista del suo quinto campionato consecutivo di serie B. Ala piccola classe 98 di 1.95, Calò vanta comunque una formazione nelle giovanili dell’Olimpia Milano e l’anno scorso giovava in A2 a Ferrara.
«Sono originario di Milano, mio padre è pugliese mentre mia madre è olandese si presenta -. Il nome sembra sudamericano? In realtà semplicemente piaceva a mia mamma. Cestisticamente sono cresciuto con l’Olimpia Milano, un’esperienza fantastica: ricordo come fosse ieri il mio esordio in Serie A a Pesaro. Poi ho avuto un’esperienza giovanissimo con Bernareggio con cui ho centrato una promozione in B, l’anno dopo a Lecco è stata una stagione un po’ sfortunata a causa di un infortunio e l’anno scorso ho avuto l’esperienza in A2 con Ferrara. Alla Virtus sono venuto per il progetto che mi è stato presentato ma anche per restare in zona, dato che la mia fidanzata è di Ferrara e non sono distante da Milano dove ho la famiglia e sono iscritto all’Università. Studio Ingegneria energetica al Politecnico: è un bell’impegno ma sono sempre riuscito a combinare lo sport con lo studio».
Delle sue aspettative, aggiunge: «Lo scorso mese sono venuto a Padova per le visite mediche: ho visitato la sede e la storica palestra di via dei Tadi. Ho avuto subito belle sensazioni trovando un ambiente sereno, con voglia di fare bene ma senza troppe ansie addosso. La città è molto bella e quindi vengo qui con grande entusiasmo. Ho già parlato con coach Rubini, mi ha spiegato quali sono le sue idee di pallacanestro e che intenzioni ha con me, mi ha subito colpito positivamente. In tanti mi hanno parlato bene di lui e ho apprezzato anche che ha dato disponibilità per venirmi incontro per i miei impegni universitari».
Nella marcia di avvicinamento al campionato, l’Antenore Energia Virtus ha già definito le amichevoli. Dopo il primo scrimmage di martedì 27 agosto, al Palaberta con il neopromosso Bam, la formazione di Daniele Rubini vivrà due appuntamenti clou: l’ormai tradizionale Memorial Pici De Nicolao a Vicenza, quadrangolare che quest’anno nei giorni 14-15 settembre vede impegnate proprio le formazioni venete della categoria (oltre a locali e neroverdi, Rucker Sanve e Bc Mestre 1958) e soprattutto, una settimana esatta prima del via, la partita del 21 settembre a Rubano con Ferrara di A2 del 1° Memorial Papa.
UNDER 18 ECCELLENZAIl derby tra Virtus e Petrarca, contrariamente a quanto previsto inizialmente, complice la richiesta di spostamento da parte di Ferrara, si farà nel girone B gestito da Fip Veneto. Le avversarie delle padovane: Scaligera Vr, Vanoli Cremona, Aurora Desio, Bernareggio, Orobica Bergamo, Trieste, Leoncino Mestre, Reyer Venezia, Leonessa Brescia, Aquila Trento, Sanve, Universo Treviso, Oxygen Bassano.

Giovanni Pellecchia

Filippini firma per Vigevano. De Marchi un grande talento

(Il Gazzettino) Giacomo Filippini, dopo una stagione in neroverde, saluta l’Antenore Energia Virtus. Nell’edizione di lunedì, eravamo stati facili profeti; la notizia, del resto, era nell’aria e proprio in quella giornata ha preso i crismi dell’ufficialità. A Giacomo vanno i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera il commento ufficiale della società sulla pagina Facebook -, in bocca al lupo Jack!.
Il centro ventottenne, reduce dalla sua miglior stagione nella categoria (13,8 punti e 7,7 rimbalzi di media, tirando con quasi il 56 per cento da due e oltre il 35 per cento da tre), si è legato con un ricco contratto biennale a Vigevano, ovvero proprio la squadra che ha eliminato i neroverdi dai play off (ha fatto letteralmente sudare le proverbialisette camicie ai difensori gialloblù nella triplice sfida recita il comunicato della società lomellina -, segnando un totale di 51 punti).
Intanto il quattordicenne Giovanni De Marchi del Petrarca (ala, 1.94) è stato inserito nel ranking dei top 25 per l’annata 2005 stilata da ItalHoop.it. Questo sito, nato nel 2015, si basa sulle potenzialità dei singoli prospetti e di quanto da loro mostrato (segue i maggiori eventi giovanili sul territorio italiano e vengono monitorati i vari campionati, grazie ad una rete di collaboratori), delle varie annate giovanili: attualmente quelle dal 1999 al 2005. Tra i più grandi, 1999 e 2000, sono inseriti invece due atleti che nella stagione 2017-18 avevano militato nella Virtus Padova in serie B: Lorenzo De Zardo dell’Universo Treviso (ala, 2.02), quest’anno passato da Ferrara di A2 a San Severo in serie B (con cui ha perso le Final four), è quinto tra i 99; l’azzurrino Federico Miaschi della Reyer Venezia (guardia, 1.94), che ha militato a Trapani in A2, addirittura al secondo posto tra i 2000.
g.pell.

Accordo rinnovato con il play Piazza

(Il Gazzettino) La società guarda ora al mercato: difficile la permanenza di Filippini
Dopo coach Daniele Rubini e Michele Ferrari, in casa Virtus è arrivata in queste ore la terza (attesa) conferma. «Con grande soddisfazione l’Antenore Energia Padova annuncia di aver rinnovato l’accordo con il playmaker Andrea Piazza si legge nel comunicato – che anche nella prossima stagione guiderà la prima squadra nel campionato di serie B. Per Piazza si tratterà della terza stagione consecutiva con le maglia di Padova. Pedina fondamentale nella scacchiera di coach Rubini è risultato infatti, con una media di 36 minuti a partita, il giocatore più impiegato e anche nell’intero girone. Secondo marcatore della squadra con una media di 13.2 punti (52 per cento da 2, 35 per cento da 3, 76 per cento ai liberi), ha aggiunto alle sue statistiche 5.4 rimbalzi, 4.2 assist e 2.1 palle recuperate che lo hanno portato al terzo posto del girone nella specialità (dietro il compagno di squadra Francesco De Nicolao, ndr). Statistiche che rispetto a quelle già buone della stagione d’esordio hanno segnato un ulteriore miglioramento in tutte le voci». Peraltro in un’ottima stagione di tutta la squadra, che se possibile è stata nobilitata dalle Final Four di categoria disputate nel fine settimana a Montecatini dove sono state promosse in A2, Orzinuovi ed Urania Milano, avversarie dei neroverdi nel girone B.
Al di là delle cifre il trentenne regista di Pordenone, giunto a Padova nell’estate del 2017 vantando trascorsi in A2 una carriera tra Castelletto Ticino, Costa Volpino, Udine, Chieti e Roseto si è venuto caratterizzando come uomo immagine del nuovo corso virtussino. Vice-capitano della squadra neroverde, in società ha iniziato anche ad allenare nel Minibasket. «In questi giorni la società è particolarmente attiva nel mercato e il diesse Rugo sta vivendo giornate molto impegnative si chiude il comunicato -, a breve sono infatti attese ulteriori conferme e decisioni importanti». Riguardo in particolare il settore lunghi: la permanenza di Filippini, dopo l’ottima stagione ed il mercato di cui gode (con Fabriano in pole position) che ne ha fatto lievitare il prezzo, appare laboriosa e difficile. Lo stesso direttore sportivo, di concerto con il coach, potrebbe puntare allora su un centro più dinamico ed efficace da fuori per riproporre con lo spartito della scorsa stagione.
Intanto, il giovane centro neroverde Beniamino Basso (2001) figura tra i venti convocati dal Settore squadre nazionali per il raduno che la nazionale Under 18 sosterrà da lunedì prossimo a San Benedetto del Tronto, in vista di due tornei internazionali; nello staff tecnico del ct Antonio Bocchino, tra gli altri, il padovano ed ex virtussino Davide Cantarello. Da segnalare inoltre che un altro centro padovano ed ex virtussino, Vittorio Visentin (2.05, 95), grazie alle buone cifre dell’ultima stagione (9,5 punti e 5,2 rimbalzi) è stato confermato, invece, dal Frata Nardò di serie B con cui ha raggiunto i play off.
g.pell.

Virtus, riconquistati i tifosi

(Il Gazzettino) L’ottima stagione della squadra ha riportato gli spettatori al palazzetto: duemila presenze nelle gare alla Kioene Arena.  
Otto vittorie consecutive nel girone di ritorno hanno portato <De Nicolao e compagni alla conquista della vetta, poi il calo.
Ripercorriamo, per tappe, l’ultima esaltante stagione dell’Antenotre Energia Virtus nel campionato di serie B.
Agli inizi del 2019, la squadra di Daniele Rubini ha viaggiato in testa alla classifica del girone, seppur appaiata ai Tigers Cesena. Risultato storico, che a Padova non si verificava da anni: vi erano riuscite la Virtus, già trasferita a Vicenza, nella stagione 1993-94 (chiusa con la promozione in A2); il Petrarca Patavium nel 2001-2002; e la Gattamelata guidata dallo stesso Rubini nella stagione 2008-2009, ma in B2.
Le vittorie consecutive, tra la prima e l’ottava giornata del girone di ritorno (dalla trasferta ad Olginate alla gara interna con l’Urania Milano), che avevano proiettato i neroverdi in vetta. Alla vigilia dei play off, il coach ha sottolineato anche come la squadra sia riuscita a battere, almeno una volta, tutte le avversarie.

MARZO NERO E PLAY OFF
Nel mese pazzerello per definizione, che i Latini dedicavano al dio Marte, la Virtus non ha mai vinto. Inanellando, complice l’assenza per infortunio di Matteo Motta ed il mancato ricorso al mercato (allungare le rotazioni con un altro giocatore sarà l’obiettivo di quest’estate), quattro sconfitte: Lugo, Crema, Rucker Sanve e Bernareggio. Sconfitte che, oltre il primato, sono costate alla fine anche quel quarto posto che avrebbe garantito il fattore-campo nei play off.

SUPPORTER COINVOLTI
I risultati positivi, ma ancor più l’atteggiamento della squadra sul parquet (oltre che una serie di iniziative), hanno ridestato interesse. «In questa stagione la parola d’ordine è stata coinvolgimento sottolineava il direttore generale Nicola Bernardi – e devo dire che siamo molto soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare. Abbiamo rivisto dopo molti anni un nuovo entusiasmo, la media spettatori è decisamente aumentata fino a toccare i picchi delle 2000 persone alla Kioene Arena nel derby con Vicenza e nella gara play off con Vigevano».

CONDOTTIERO NEROVERDE
Il carattere della Virtus appare legato al suo coach: Daniele Rubini. Il 54enne padovano, tornato l’anno scorso alla guida della prima squadra cittadina (dopo che dal 2008 al 2010 aveva allenato la Gattamelata), è un assoluto punto-fermo. «Ho deciso di rimanere spiegava – perché mi è stato presentato un progetto di crescita con prospettive per raggiungere importanti obiettivi e non accontentarsi più di fare le belle stagioni». Ed aggiungeva: «Non posso nascondere che in questa scelta abbia influito anche il legame che ho con questa società e questo ambiente. Credo che nei momenti chiave avere un forte senso di appartenenza possa essere un valore aggiunto».
Con una scelta romantica e d’antan, per taluni versi anche azzardata, coach Rubini (nella foto a destra con Francesco De Nicolao) ha lasciato in campo per tutto il secondo tempo della decisiva gara-3 a Vigevano sempre lo stesso quintetto: Piazza, De Nicolao, Motta, Ferrari e Filippini. Testimonianza di fiducia nei propri giocatori, ma anche di rotazioni limitate. Con buona probabilità, questo quintetto sarà la base da cui ripartire.

FERRARI INTOCCABILE
Il botto di chiusura dello scorso mercato estivo è stato, nei giorni scorsi, il primo rinnovo: Michele Ferrari, il migliore dell’Antenore Energia per valutazione, con 14 punti e 5 rimbalzi di media (il 6. del girone) saliti rispettivamente a 16 e 6 nei play off. Il 33enne ex capitano di Udine in A2 si è legato, per altre due stagioni, ai colori neroverdi. «La sua permanenza era una volontà condivisa con forza da tutta la società, in primis dal presidentissimo Gianfranco Bernardi fino ad arrivare a me e l’allenatore spiegava il direttore sportivo Roberto Rugo – dà l’idea di quello che vuole essere il nostro progetto e della crescita che vogliamo fare».

IMPRONTA AGGRESSIVA
La formula vincente della stagione. I playmaker Andrea Piazza e Francesco De Nicolao, tra i giocatori più impiegati del girone B (primo e quarto, con quasi 35 e 33 minuti sul parquet), hanno dato l’impronta difensiva. Chiudendo entrambi sul podio nelle palle recuperate: De Nicolao, che ha chiuso in testa anche la classifica degli assist (5,9 di media), è stato il primo con 2,3 recuperi; Piazza il 3° (2,1).

LA SORPRESA FILIPPIN
I
In un girone dominato dai totem d’area, il centro Giacomo Filippini è emerso grazie alla sua atipicità. Capace di colpire sia da sotto che da tre punti (36% di media, 16° assoluto), infatti, ha chiuso con 13 punti e 7 rimbalzi di media in stagione, ritoccati a 17 e 10 in tre sontuose gare di play off. Sarà difficile ora sottrarlo alle attenzioni del mercato.

BANDIERA SCHIAVON
Federico Schiavon ha disputato la settima stagione in maglia neroverde, la prima da capitano. La sua è una favola moderna: prodotto del vivaio (per di più nei gruppi provinciali), dopo qualche anno di gavetta nelle minors (Noventa in Promozione e serie D, Pro Pace in D e C2), nel 2012 è approdato in prima squadra. Sposando la causa virtussina: oltre che giocatore (ha superato i 1.500 punti), è anche istruttore minibasket ed allenatore.

MILLENNIALS
Coach Rubini ha rivendicato con orgoglio come la sua squadra sia quella che ha maggiormente impiegato in campionato i millennials, nati dal 2000 in poi. Tre su tutti, punti di forza anche degli Under 18 d’Eccellenza di Mauro Seno qualificati tra le migliori 24 squadre d’Italia: il play del 2002 Nicolò Pellicano, che è stato il più impiegato (7,2 minuti); ed i 2001 Riccardo Visone (5,5 minuti) e Beniamino Basso (4,7). Quest’ultimo, oltre ad avere il miglior impatto in campionato (1,6 punti e 1,5 rimbalzi), nei giorni scorsi con la Nazionale Under 18 ha disputato la Fiba 3X3 World Cup ad Ulaanbaatar, Mongolia, dove gli azzurrini sono usciti ai quarti di finale (battuti 19-12 dagli Usa poi vincitori che schieravano prospetti da Nba). Coach Rubini ha impiegato inoltre: Tognon (2001), Mazzonetto (2002); Verzotto e Visentin, questi ultimi entrambi 99, in doppio tesseramento con Vigonza di serie D e Carrè di C Silver.
Giovanni Pellecchia

Rubini ancora alla guida della Virtus

(Il Gazzettino) La società rinnova la fiducia al coach per la terza stagione: “Niente rivoluzioni, daremo continuità al nostro progetto”.

L’Antenore Energia Virtus e Daniele Rubini proseguono insieme. La società ha comunicato quello che definisce «Un primo fondamentale passo in vista della prossima stagione in cui vorrà dare assoluta continuità al proprio progetto di crescita sportiva e societaria».
«Per la Virtus che ho in mente – sottolinea Rubini – non credo che sia il momento della rivoluzione, ma di dare continuità a questo progetto tecnico. Deve essere chiaro che chi vuole restare in Virtus deve farlo con la stessa voglia di difendere questi colori che tutti hanno avuto quest’anno, con lo stesso coraggio nell’affrontare la fatica e con la stessa fame di vittoria. Se i giocatori avranno queste volontà qui saranno le persone giuste al posto giusto: la mia intenzione è di tenere la stessa ossatura del roster e implementarlo nelle rotazioni».
Il 54enne coach padovano, che siederà così per la terza stagione consecutiva sulla panchina della prima squadra cittadina (dopo un percorso iniziato nel settore giovanile), ha avuto rassicurazioni dalla dirigenza. «Con la società abbiamo avuto un approfondito confronto per capire se c’erano ancora le condizioni per continuare insieme e questo confronto è stato positivo. La società mi ha voluto convintamente, ma non sarei mai rimasto qui a vivacchiare: ho deciso di rimanere perché mi è stato presentato un progetto di crescita con prospettive per raggiungere importanti obiettivi e non accontentarsi più di fare le belle stagioni. La crescita non deve coinvolgere solo la squadra ma tutto l’assetto societario: la volontà è ora quella di spostare sempre più in alto l’asticella (concetto espresso nei giorni scorsi dal diggì Nicola Bernardi, ndr). Nella mia concezione di vivere lo sport, sento il bisogno di trovare sempre nuovi stimoli e nuove sfide da affrontare, il tutto ovviamente non deve ridursi al semplice fare meglio dal punto di vista dei risultati sportivi perché questo è legato a troppi fattori imprevedibili».
Sempre grintoso a bordo parquet, Daniele Rubini lascia spazio anche ai sentimenti: «Non posso nascondere che in questa scelta abbia influito anche il legame che ho con questa società e questo ambiente. Virtus si muove con le stesse dinamiche di una famiglia, in cui a volte puoi anche litigare con qualcuno ma poi tutto si ricompone per l’affetto che ci lega. Credo che nei momenti chiave avere un forte senso di appartenenza possa essere un valore aggiunto. Hanno avuto certamente un peso enorme anche le dimostrazioni di affetto dei tifosi».
g.pell.

 

Rimpianti e orgoglio nella favola Virtus

(Il Gazzettino)  Brucia ancora la sconfitta di un punto che è costata l’eliminazione ai quarti di finale dei play off, ma il bilancio della stagione rimane positivo.
Rammarico unito a orgoglio. In casa Antenore Energia Virtus, all’indomani dell’amara sconfitta maturata domenica a Vigevano nello sprint finale di gara-3 (72-71), che è costata alla formazione di Daniele Rubini l’eliminazione dai play off di serie B, resta questo misto di sensazioni. «Bastava che De Nicolao tirasse due o tre secondi prima – constata laconico il presidente Gianfranco Bernardi -, visto che comunque avevamo preso il rimbalzo e fatto canestro oltre lo scadere. Il basket è fatto di questi episodi. Tanti complimenti, comunque, alla squadra: i giocatori si sono dimostrati forti e uniti, seguendo le indicazioni dell’allenatore. Purtroppo, la squadra si è rivelata un po’ corta. Il futuro? Bisogna tirare le somme, poi staremo a vedere: la gestione di una società costa un sacco di soldi. Anche quest’anno abbiamo fatto i miracoli!».

ABNEGAZIONE E SACRIFICIO
«Bisogna avere la capacità di attaccarsi con grande ottimismo ai segnali che abbiamo avuto da questi ragazzi – aveva sottolineato domenica dopo la partita, pur affranto, coach Rubini – e sapere che, probabilmente, il percorso che è cominciato quest’anno può avere un suo seguito se supportato, ovviamente, da una programmazione». «La beffa è già stata assorbita – sembra chiosare il direttore sportivo neroverde Roberto Rugo – Sicuramente la valutazione della stagione deve essere più ampia, partendo da metà agosto ad oggi: il bilancio, in questo senso, non può che essere più che positivo. Da un punto di vista sportivo e umano. La squadra è riuscita a formarsi attorno ad un gruppo di uomini veri che, con abnegazione e spirito di sacrificio, hanno permesso anche la crescita dei giovani: prova ne sia che la nostra Under 18 si è qualificata tra le migliori 24 squadre d’Italia. Ma, ripeto, il risultato sportivo che per la prima squadra è stato il migliore di questi ultimi anni passa quasi in secondo piano rispetto alla soddisfazione di aver visto in maglia neroverde persone che, con la loro cultura del lavoro e dell’impegno, non hanno mai creato nessun problema».

MARZO CATASTROFICO
Volgendo lo sguardo all’indietro, qual è il rammarico più grande? «Sicuramente il mese di marzo è stato catastrofico, quanto a risultati – sottolinea il diesse – e me ne assumo la responsabilità. Pur avendo ricevuto mandato dalla società di sondare il mercato, non sono stato abile o pronto a concludere delle operazioni di rafforzamento. La squadra, che già corta era priva dell’infortunato Motta (con 23 punti il miglior marcatore dell’ultima partita, ndr), ha pagato quel mese sia in termini di classifica che nei chilometraggi cui sono stati chiamati alcuni giocatori-chiave. Siamo così arrivati all’appuntamento decisivo dei play off, una sorta di roulette russa, mentalmente a posto ma fisicamente con qualche acciacco. Da questo punto di vista, mi preme sottolineare che domenica Piazza e Bovo sono stati semplicemente stoici: giocare da infiltrati, infatti, non è da tutti specie in quelle condizioni».
Sembra, un’ottima base da cui ripartire. «Lasciamo passare una settimana di relax. Poi, alla luce anche del consiglio direttivo che si riunirà nei prossimi giorni, capiremo come muoverci. Il percorso iniziato di fatto quest’anno con il coach, dopo che nella scorsa stagione la priorità era stata rimettere in direzione la barca, è quello che vogliamo consolidare: questa squadra e questo nucleo ha senso, infatti, solo se resta Daniele. Al tempo stesso, aggiungo che in questi ultimi due anni tutto l’ambiente è cresciuto: da un punto di vista sportivo, ma anche societario. Grazie a un team che lavora bene insieme e che in città vuole allargare la platea di questo splendido sport anche ai non addetti ai lavori. Se solo potessimo avere anche una struttura adeguata…».
Giovanni Pellecchia

Virtus ad un soffio dal botto

(Il Gazzettino) Vigevano vince gara-3 e va in semifinale con una “bomba” da tre del suo cecchino a cui De Nicolao non riesce a replicare.
L’Antenore Energia raddrizza incredibilmente una partita che sul -18 sembrava compromessa e si porta addirittura in avanti.
Chapeau bas, per questa Antenore Energia Virtus! La formazione di Daniele Rubini, ieri in un PalaBlasetta di Vigevano caldo come non mai a dispetto della temperatura esterna, è uscita sconfitta di un solo punto per 72-71. I neroverdi, davvero mai domi e sospinti in questa occasione da uno strepitoso Motta (23 punti), ovvero il giocatore assente a lungo in questa stagione a causa delle varie recidive al ginocchio (che poi hanno indotto all’operazione), sono riusciti con il loro proverbiale orgoglio a raddrizzare una gara che sembrava largamente compromessa. Ed anzi, passati addirittura a condurre in dirittura d’arrivo, il rammarico è semmai ancora doppio, o triplo.

ULTIMO MINUTO ROVENTE
Nell’ultimo minuto, dopo che Benzoni, già giustiziere di gara-1, riportava i locali avanti con una tripla, protagonista assoluto era Francesco De Nicolao che prima perdeva palla in attacco, poi la recuperava in difesa ed infine falliva quasi sulla sirena il tiro della possibile storica vittoria, con la correzione a canestro di un compagno appena dopo la fine. «Chi passa, passa con merito – taglia corto coach Daniele Rubini – specie in una serie che, fin dall’inizio, tutti avevano descritto come probabilmente una delle più dure. Sstagione super, ma ci è mancato quel guizzo che sarebbe stata la ciliegina sulla torta. La storia di questa stagione e le qualità di questo gruppo ci hanno permesso, per lunghi tratti, di essere piacevoli da vedere e di farci ammirare per la caparbietà. Peccato per quelle gare buttate scioccamente ma anche questo, complici le rotazioni risicate tenendo in campo qualcuno che forse doveva riposare, fa parte della stagione. Temevamo di dover arrivare a gara-3 proprio perché le rotazioni più lunghe di Vigevano avrebbero causato lo sfiancamento di qualcuno; si aggiunga che, per la prima volta, è venuto in trasferta con noi anche il medico: due giocatori importanti (Piazza e Bovo, ndr) sono scesi in campo infiltrati, ma hanno voluto a tutti i costi esserci».

GRANDE SPIRITO
«Una partita di cuore, come tutto il campionato – osserva il direttore generale Nicola Bernardi – Una rimonta impossibile in un campo infuocato come questo: questi ragazzi hanno dimostrato lo spirito che vogliamo abbiano tutti i nostri ragazzi. Voglio dedicare a Gegè (il vicepresidente Papa scomparso di recente, ndr) tutta questa grandissima stagione, che ricorderemo a lungo».

SUL +3 L’ILLUSIONE
L’inizio della gara per la Virtus, a partire dal 4-0 iniziale dei locali, era stato decisamente in salita. I neroverdi, dopo aver impattato (sull’8-8 e poi 11-11), si ritrovavano a inseguire e venivano addirittura doppiati sul finire del primo quarto (22-11) e, nonostante i tentativi di rimonta, scivolavano addirittura a -18 prima dell’intervallo. Qui se non altro, prima il 2/2 in lunetta di Motta e poi la tripla allo scadere di Piazza, permetteva ai patavini di andare negli spogliatoi avendo limitato i danni. Il vero capolavoro, però, la Virtus sembrava realizzarlo nella ripresa che coach Rubini ha deciso di giocare tenendo praticamente sempre il quintetto-base in campo. Ridotto lo scarto ad un solo canestro di distanza già sul finire della terza frazione, i virtussini mettevano il naso avanti per la prima volta al 35′ sul 64-63 con la tripla di Motta. Nella volata sembravano avere anche la giusta inerzia, quando la percussione di De Nicolao regalava addirittura il +3 (69-66). Ma Benzoni, prima con una giocata da tre punti impattava e poi, negli ultimi tre minuti quando l’Antenore Energia segnava solo dalla lunetta con Ferrari, siglava la tripla della vittoria.
Giovanni Pellecchia