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Virtus in vetta: “Scorie rimosse prontamente”

(Il Gazzettino, 13 dicembre)
Da domenica sera, quando mancano tre giornate al termine del girone di andata, la Padova del basket può vantare due formazioni in testa alla classifica. Nel campionato Lnp di serie B, grazie al rotondo successo su Piadena (+39, sic!), l’Antenore Energia Virtus è subito ritornata in vetta seppur nel terzetto con Bernareggio e Rucker Sanve (le due squadre hanno battuto i neroverdi). L’ultima vittoria, specie per le modalità con cui è arrivata ed una settimana dopo l’amara sconfitta nel derby a San Vendemiano, testimonia la caratura e la tempra morale della formazione di Daniele Rubini.
«Probabilmente dovevamo liberarci dalle scorie di quella sconfitta, e l’abbiamo fatto nel migliore dei modi evidenziava il coach -: giocando di squadra, dando motivo di pensare che ci sia ancora largo margine di miglioramento». «Abbiamo fatto un primo quarto di altissimo livello e davvero impressionante conferma il preparatore atletico Roberto Taffara -: con San Vendemiano la sconfitta ci ha fatto male, quindi la reazione è stata conseguentemente rabbiosa».

UN INSIDIOSO DERBY
L’ambiente neroverde, però, è già proiettato al match di domenica: capitan Federico Schiavon e compagni affronteranno un altro derby veneto, sull’ostico campo del Bc Mestre 1958 penultimo. «Come un vero derby la classifica non conta precisa il capitano -: il derby fa’ storia a sé. Dobbiamo tenere alta la tensione, visto che troveremo ben tre giocatori che hanno vestito la maglia Virtus (Salvato e Lazzaro protagonisti della promozione stagione 2014-15 e Bovo, ndr) e che vorranno sicuramente far bene. Noi vogliamo portare a casa i due punti per continuare a lottare per le primissime posizioni».

AGGANCIO ESEGUITO
In C Gold, invece, la Guerriero Ubp di Giuliano Calgaro è balzata per la prima volta in testa: agganciando Murano insieme ad Oderzo. Le due squadre che i biancoscudati dovranno affrontare, a completamento dell’andata, prima e dopo le festività natalizie (domenica 22 dicembre in casa l’una, il 12 gennaio in trasferta l’altra). Intanto, però, c’è da affrontare già domani pomeriggio (ore 18.30) la trasferta a Codroipo che potrebbe issare (seppur momentaneamente) capitan Davide Andreaus e compagni in vetta da soli. «Non mi piace stare primo in classifica rivela -: sono un po’ scaramantico, e solitamente chi vince la regular season non vince mai i play off. Per il resto, direi che ce la stiamo meritando tutta questa posizione: stiamo lavorando bene, ed i risultati si vedono. Penso che stiamo raccogliendo i frutti di come è stata pensata e costruita quest’estate la squadra: da uno zoccolo duro, solido e affiatato dell’anno scorso più due innesti di valore assoluto, Campiello che già si conosceva ma soprattutto Tognon. Per il resto, stiamo a vedere Siamo speranzosi di far molto bene, lavorando senza pressioni».

Giovanni Pellecchia

Il presidente FIP Flavio Camporese «Virtus e Guerriero super sarebbe bello fossero unite»

(Il Mattino, 12 dicembre)
«Eh sì, quest’anno la pallacanestro della città di Padova sembra stia tornando di nuovo protagonista». A sostenerlo non sono solo le classifiche che vedono Virtus Padova e Unione Basket Padova prime in vetta nei rispettivi campionati di Serie B e C Gold, ma a farlo è anche il presidente provinciale della Fip di Padova Flavio Camporese, consapevole certo di doverlo dire un po’ sottovoce perché la stagione è lunga e la scaramanzia mai troppa, ma anche con la cognizione di aver visto fin qui all’opera due ottime squadre. «Sia la Virtus che l’Unione stanno lavorando molto bene. L’Ubp sta facendo grandi cose mostrando grazie a coach Calgaro un bel basket e avendo questa settimana finalmente agganciato in vetta Murano. Mentre Virtus ormai ha raggiunto uno status e una mentalità più professionista: è bastato vedere come coach Rubini questa domenica abbia chiamato un time-out imbufalito per un paio di leggerezze anche se erano sopra di 30 punti».
Quindi due primi posti in classifica per l’Antenore Energia e per il Guerriero – seppur condivisi con altre squadre e con ancora il giro di boa della stagione regolare da fare – che creano un naturale entusiasmo: «Da presidente Fip queste posizioni di altissima classifica in B e C Gold sono un motivo di orgoglio», continua Camporese. «Stiamo parlando di due società della stessa città con tanta storia alle spalle, due grandissimi settori giovanili e un importante radicamento sul territorio».
E per questi motivi anche un’accesa rivalità tra loro: «Sì questa rivalità è sempre un tasto delicato e ha sempre una doppia faccia: da un lato certamente ci si stimola a vicenda per fare meglio degli altri, dall’altro lato però è oggettivo che ci sia una dispersione di risorse che se fossero messe insieme porterebbero a risultati maggiori. Faccio solo un esempio: il campionato nazionale Under 18 Eccellenza a cui entrambe partecipano è una competizione di alto livello, se per caso Virtus e Petrarca riuscissero in qualche modo a mettere insieme le forze anche solo a livello giovanile io sono convinto che nel giro di poco tempo a Padova arriverebbe uno scudetto nazionale. Poi so bene che è sempre facile parlare da fuori e io ho grande rispetto per la storia anche di rivalità che c’è, però un domani magari chissà cosa può succedere».
Uno sguardo poi viene dato, per quanto riguarda il basket maschile, anche fuori dalle mura della città per l’altra protagonista di C Gold: il Bam di coach Anselmi. «Il Bam all’inizio ha avuto qualche momento di difficoltà dato anche dall’inesperienza e dal salto di categoria ancora da assorbire, ora però che si stanno ambientando stanno arrivando anche i risultati per arrivare alla salvezza: il progetto societario sta crescendo con calma e le soddisfazioni arriveranno. In C Silver sta facendo bene anche il Roncaglia, mentre speriamo invece che il Limena possa riprendersi da questo momento difficile».

Luca Perin

Antenore Virtus a tutta forza

(Il Gazzettino, 9 dicembre)  Senza storia la gara con il Piadena, sotterrato da 39 punti. Vano il tiro al bersaglio degli ospiti già a -20 dopo un quarto. Quasi un gioco per il play Piazza distribuire i propri lunghi. Sanve ripresa in vetta alla classifica insieme con Bernareggio.
Antenore Energia Virtus, tanta roba! La formazione di Daniele Rubini, ieri sera alla Kioene Arena davanti ad un discreto pubblico (tra gli altri, il play della Reyer Venezia Andrea De Nicolao e il vice presidente della Lega Pro Jacopo Tognon), ha letteralmente maramaldeggiato sulla Corona Platina Piadena. La gara, di fatto senza storia, è stata vinta dai neroverdi con 39 punti di vantaggio. Capitan Schiavon e compagni risalgono subito così, complici gli altri risultati, in vetta al girone seppur in un terzetto con Rucker Sanve e Bernareggio (e penalizzati rispetto a queste dalle sconfitte negli scontri diretti). «Avevamo bisogno di dare una risposta di squadra al ko dell’altro sabato, specie per le modalità con cui era avvenuta, e in campo si è visto spiega coach Rubini – giocando di squadra e dando motivo di pensare che ci sia largo margine di miglioramento. Va dato atto però che l’avversario questa sera aveva seri problemi di organico, tra assenze e giocatori in campo solo per onor di firma».

DOMINIO ASSOLUTO
La Virtus, che nel quintetto di avvio schiera i due play Piazza e De Nicolao con capitan Schiavon, Ferrari e Morgillo, mette subito le cose in chiaro con due triple di quest’ultimo e Ferrari: 15-4. E ben poco effetto sortisce il time out chiamato dal coach di Piadena: la sua squadra, infatti, si affida con poca efficacia ad una sorta di run and gun e a ripetuti tiri da dietro l’arco (2 a segno su ben 15 tentativi già all’intervallo!). I neroverdi sembrano guidati dalla playstation: con Piazza che distribuisce assist no look al bacio per i lunghi Bianconi, Morgillo e Ferrari davvero dominanti nel pitturato e la prima frazione si chiude su un eloquente 30-11. Lo stesso spartito viene sostanzialmente suonato anche nella seconda frazione, nella quale i padroni di casa dilatano progressivamente il loro vantaggio fino ad andare negli spogliatoi sul +30, tanto o quasi il bottino degli stessi Ferrari e Morgillo (17 e 12 punti).

INSOLITA ZONA 2-3
Un margine che si è mantenuto pressoché inalterato anche in una ripresa sostanzialmente senza più niente da dire. A chi durante l’intervallo si chiedeva se ci potesse essere ancora partita, infatti, l’Antenore Energia rispondeva quasi subito: toccando al 23′ il +33 con il solito Ferrari (61-28) e rintuzzando anche un mini-parziale di 8-0 dei cremonesi con la tripla di Bianconi. La Virtus, sfoggiando anche una insolita zona 2-3, tampona l’area mentre in attacco si diverte (e diverte il pubblico) mandando a segno un po’ tutti: ben quattro, alla fine, i neroverdi in doppia cifra (tra questi, l’ormai consueta doppia doppia di Ferrari, 19 punti e 11 rimbalzi). Negli ultimi tre minuti e mezzo, coach Rubini si è potuto togliere perfino lo sfizio di schierare un quintetto under 20, con quattro giovani del vivaio più Calò. Tra questi Baccaglini, al suo esordio assoluto nella categoria, è andato subito a segno con un efficace sottomano.
Anche l’Antenore Energia Virtus baby, però, non staccava il piede dall’acceleratore: raggiunto nuovamente il +33 sul 78-45 ritoccavano poi anche il massimo vantaggio fino appunto al +39 (84-45) che era anche lo scarto con cui si concludeva il match.

Giovanni Pellecchia

Virtus come un rullo su Piadena, vince e ritorna al primo posto

(Il Mattino), 9 dicembre) Praticamente doppiati gli avversari che pure erano in un periodo positivo. Nei minuti finali coach Rubini ha schierato un quintetto con i giovani del vivaio

Senza alcuna pietà una fantascientifica Antenore Energia con molto veleno in corpo rimasto dalla sconfitta di Sanve travolge con un 86-46 senza storia la malcapitata Piadena e si riprende di prepotenza la vetta, approfittando del passo falso della Rucker a Pavia. Si ricompone quindi il terzetto di testa Sanve, Virtus e Bernareggio, seguito a ruota da Monfalcone a -2. Una prestazione maiuscola quella della banda di coach Rubini, in grado di annientare una Piadena che nonostante il positivo stato di forma (6 vittorie nelle 8 precedenti partite) e una classifica mica male per una neopromossa, non ha saputo opporre la minima resistenza contro lo strapotere virtussino. Un successo che conferma ancora una volta come lo status che ormai Padova si è guadagnata sia quello della grande protagonista del campionato.MASSACROUn primo tempo che diventa presto un massacro che sul parquet della Kioene Arena lascia solo macerie. Piadena dopo solo 5′ annaspa già 14-5 sommersa dalle bombe messe a bersaglio da Morgillo e dalla spietata vena realizzativa di Ferrari sotto canestro. Coach Tritto chiama subito un time-out ma non trova neanche un barlume di soluzione per fermare la marcia neroverde: i lombardi si ritrovano in attacco tremende percentuali al tiro (sotto il 28% dal campo nel primo tempo, appena sopra a fine partita) e in difesa vengono martoriati sia dalle imbucate centrali che dal tiro dalla distanza. Virtus spadroneggia in lungo e in largo (un 30-11 senza storia al primo quarto) sfondando continuamente in attacco con azioni da playstation giostrate dalla regia di un Piazza scintillante. Per il play virtussino tre geniali assist no-look di fila e una condizione fisica e mentale finalmente strepitosa dopo un avvio di stagione condizionato da qualche acciacco di troppo. Ma è tutta l’Antenore Energia a girare a mille dominando a rimbalzo, nelle palle recuperate e nella concentrazione difensiva: Piadena finisce tramortita e doppiata nel risultato. Si va all’intervallo lungo con Virtus sopra di 30, un 54-24 già praticamente impossibile da ricucire per i lombardi.GIOVANICon il questo margine di vantaggio il secondo tempo diventa una formalità. Piadena non ha lo spessore tecnico e la forza mentale per accennare una reazione: per i cremonesi c’è appena la soddisfazione di “vincere” il terzo quarto con un parziale di 10-12 che non a caso fa infuriare un maniacale coach Rubini. Negli ultimi 3′ di gara ampio spazio quindi ai giovani del vivaio, con l’esordio in Serie B del padovano classe 2002 Guido Baccaglini, che bagna il debutto con anche suoi primi due punti. Con lui un quintetto composto solo da under con Calò attorniato anche da Pellicano, Mazzonetto, Visone. Miglior realizzatore finale della Virtus è Ferrari con 19 punti (a cui aggiunge 11 rimbalzi), seguito in doppia cifra da Morgillo a 17, Calò a 13 e Bianconi a 12.

Luca Perin

Virtus, che peccato! San Vendemiano rimonta nel finale

(Il Mattino, 1° dicembre)
Antenore sfiora l’impresa: nel terzo quarto era avanti di 12
La Rucker esprime un grande gioco: ora è prima da sola In una battaglia epica combattuta fino all’ultimo respiro alla fine è San Vendemiano a prendersi il successo nel derby e il trono solitario della classifica. Più di un rimpianto in settimana tormenterà l’animo dell’Antenore Energia Virtus, che nel terzo quarto sembrava fuggire via toccando con Schiavon un meritato +12.E invece episodi al limite dell’assurdo – come l’insensata tripla del -3 da metà campo di Tassinari sulla sirena del terzo quarto – e la grande qualità espressa negli ultimi minuti da una Rucker hanno cambiato il corso di un match che finisce 66-64 per i trevigiani. Ed ora Sanve si può godere per la prima volta la vetta solitaria, mentre per l’Antenore Energia arriva una sconfitta che tanto brucia adesso quanto potrà però essere preziosa come lezione in futuro.Rubini dall’inizio parte con De Nicolao, Piazza, Calò, Bianconi e Ferrari in quintetto. La grossa posta in palio dello scontro diretto in vetta rende il primo tempo poco spettacolare ma di grande intensità. Padova si porta avanti nel primo quarto (12-15) grazie al solito lavoro nel pitturato di Ferrari e alla vena realizzativa di Bianconi, che prima battezza e poi chiude il periodo con due bombe d’autore. Una forbice di vantaggio che aumenta fino al +6 (ancora di Ferrari la firma) con anche Morgillo (in doppia cifra già all’intervallo) a fare la voce grossa sotto canestro. Ma la Rucker è brava a non far scappare i neroverdi ed approfittando di un paio di minuti di sbandamento padovano riesce a pareggiare i conti (26-26). Rubini richiama allora al time-out una Virtus fallosa e sofferente a rimbalzo, ridisponendo le pedine e trovando un break di quattro punti che valgono il 26-30 all’intervallo lungo. Il ritorno sul parquet è da sogno per Padova: quattro triple in quattro minuti (tre perle di Piazza ed una di Schiavon) scuotono la partita come un terremoto, portando l’Antenore Energia avanti 40-28. Sanve sembra non trovare più la via del canestro, complici grandi difese neroverdi ma anche tanti sprechi offensivi. Ma appena Virtus alza un attimo il piede dall’acceleratore tutta la qualità dei ragazzi terribili di Mian esce fuori ed un 11-4 di parziale rimette in carreggiata la Rucker. Dagnello risponde con la tripla del +8 ma l’assurda bomba da metà campo di Tassinari sulla sirena cambia l’inerzia mentale del match. Il derby diventa una guerra di nervi e talento che onora alla grande le posizioni in classifica delle due squadre. Un alley-oop di Ricci per Vedovato rifà vedere il -3 a Sanve dopo un break di Morgillo (top scorer dei suoi con 16 punti). Il sorpasso arriva con la tripla di Preti (56-55) e da lì si rompono definitivamente gli ormeggi: Dagnello con un elegante sottomano e Piazza con una grande tripla rimettono avanti l’Antenore, ma la Rucker con la tripla di Preti trova il controsorpasso.A 30” dalla fine è 65-64, Piazza si prende la tripla della vittoria ma coglie il ferro: Tassinari ai liberi allunga di uno il vantaggio a 2” dal termine e De Nicolao non trova la magia sul disperato lancio sulla sirena. —

Luca Perin

Bianconi il risolutore «Voglio tornare in A il mio sogno è di farlo insieme alla Virtus»

(Il Mattino, 28 novembre)  Due scudetti giovanili con Siena, le presenze in Nazionale, ora Padova
«Sono l’animatore della squadra, è importante essere uniti»
Delle nove vittorie su dieci partite che l’Antenore Energia Virtus fin qui ha collezionato in ben tre c’è stato il sornione zampino finale di Corrado Bianconi. Un mister Wolf – il personaggio che in Pulp Fiction risolveva ogni tipo di problema – in salsa virtussina, classe ’95 di Domodossola, che ha dato un’ importante mano nel momento più delicato anche nell’ultimo successo interno contro Cremona, quello che ha restituito alla brigata di Rubini la vetta della classifica in compagnia di San Vendemiano, proprio nella settimana che precede lo scontro diretto di sabato sera. «Io uomo da ultimo quarto? No, diciamo che quando si va punto a punto nei minuti finali sono le situazioni in cui mi carico di più e mi prendo volentieri le responsabilità. Il finale più bello è stato contro Vigevano, quando abbiamo vinto con un mio canestro sulla sirena, De Nicolao lì mi ha preso per abbracciarmi ed esultando siamo finiti in modo casuale nei corridoi con tutta la squadra che ci ha corso dietro e sommerso».Un’immagine emblematica di un successo che ha dato poi l’entusiasmo e la spinta propulsiva per le sette vittorie di fila (striscia interrotta contro Bernareggio ma poi ripresa con altre due vittorie), una dolce vendetta considerando che nella scorsa stagione proprio a Vigevano nei playoff si erano interrotti i sogni della Virtus. «Non ci aspettavamo un avvio di stagione così positivo», continua Bianconi. «All’inizio eravamo considerati una buona squadra ma non da vetta, questo vuol dire che stiamo lavorando bene e che stiamo facendo un bel percorso di crescita».Bianconi adesso è il secondo top scorer dell’Antenore Energia alle spalle di Ferrari (109 a 142) ma con un minutaggio inferiore, seppur la sensazione sia quella che non abbia ancora messo in tavola tutta l’argenteria: «A livello personale sono abbastanza soddisfatto di quello fatto finora, ma sono convinto di poter fare ancora meglio». Bianconi a Padova è alla ricerca della consacrazione anche tra i senior dopo aver brillato molto a livello giovanile: «Con la Virtus Siena ho vinto uno scudetto Under 15 e uno Under 17 e ho perso una finale Under 18. I miei compagni erano giocatori come Amedeo Tessitori e Matteo Imbrò che di fatto sono stati i miei migliori amici d’infanzia. Ho disputato anche con la nazionale gli Europei Under 16 ed Under 18».Poi un passaggio non semplice nel basket dei senior: «Lì ho trovato più difficoltà anche per un cambio di ruolo da ala piccola ad ala grande, ho esordito in Serie A con Orlandina dove in squadra c’erano giocatori del calibro di Gianluca Basile e Matteo Soragna».Poi per lui tanta A2 e Serie B fino allo sbarco alla Virtus quest’estate: «Il mio obiettivo è tornare in Serie A e il sogno ora è ovviamente farlo con Padova con una promozione che sarebbe storica, anche se sappiamo che la strada è lunga e che il nostro obiettivo rimane quello di migliorare i risultati della passata stagione».E per riuscirci a Bianconi è stato di fatto affidato il ruolo di animatore dello spogliatoio: «Sì a me piace molto scherzare e stare con la squadra anche fuori dal campo, alla fine siamo quasi tutti giovani che sono lontani dalle loro famiglie e dalle loro amicizie e di conseguenza la tua famiglia diventa la squadra. Organizzo volentieri le pizze in spogliatoio e le cene fuori. E la settimana scorsa, finito l’allenamento, abbiamo creato una sorta di edizione di “Under’s got talent” coinvolgendo i nostri Under della prima squadra. Piazza, Ferrari e Schiavon sono stati scelti come giudici e i giovani si sono esibiti con una prova di canto e una di ballo. Per il vincitore abbiamo messo in palio uno zaino, mentre per spaventarli avevamo minacciato di tagliare i capelli a chi arrivava ultimo, anche se poi siamo stati clementi e non l’abbiamo fatto… Per la cronaca il primo posto se lo è aggiudicato Visone. Al di là del lato scherzoso queste cose penso siano importanti per compattare lo spogliatoio, perché nei momenti di difficoltà se il gruppo è unito li affronta e li supera, altrimenti si rischia di non riuscirci». –
Luca Perin

L’Antenore soffre con Cremona ma rimane in vetta

(Il Mattino,25 novembre) Avvio-show dei neroverdi, poi l’attacco si inceppa. Grazie alla difesa arriva la nona vittoria nelle prime dieci giornate
Con gli artigli la Virtus Padova si tiene il primo posto in classifica e approfitta della battuta d’arresto di Bernareggio (sconfitta a Vigevano) per raggiungere San Vendemiano in vetta e sedersi per un’altra settimana su una poltrona che ora si fa già più comoda. Per niente comoda è stata invece la sfida contro Cremona, risolta negli ultimi minuti con una prova coriacea in difesa. Tra il tabellone di Rubano che nel secondo tempo ha iniziato a fare scherzi (partita più volte sospesa) e una Juvi che ha venduto cara la pelle mettendo anche la testa avanti (50-53) nell’ultimo quarto, la partita ha regalato mille patimenti ma anche due preziosi punti alla banda di coach Rubini. Già da oggi, si comincerà a pensare allo scontro di sabato in casa di Sanve, che varrà il primo posto in solitaria. ILLUSIONE VIRTUSL’Antenore Energia parte con in quintetto De Nicolao, Dagnello, Ferrari, Morgillo e Bianconi. L’avvio è meraviglioso: Bianconi al 5′ firma il 13-7 con una bomba mentre uno spettacolare assist volante di De Nicolao per Ferrari vale il +8. Il primo periodo si chiude 23-13 con la tripla di Schiavon, con i neroverdi in grado di offrire dieci minuti di grande spettacolo. Ma l’illusione svanisce. Cremona rimane in piedi grazie all’artiglieria pesante e mentre Padova cala il ritmo gli ospiti ne approfittano. Una Virtus improvvisamente imprecisa riesce a trovare la retina solo dai liberi mentre Belloni e Bona sparano con disinvoltura da tre compiendo il primo sorpasso 35-36 sul finale. Solo due punti di Pellicano a 30″ dalla sirena permettono all’Antenore di andare al riposo sopra di uno. LA BATTAGLIA Ancora frastornata dal 14-23 di parziale Padova non riesce a cambiare ritmo. Piazza battezza si inventa dal nulla una tripla mentre Dagnello spara la bomba per il 47-39 che somiglia a un allungo. Ma la Virtus si inceppa di nuovo e una Juvi più efficace ricuce lo svantaggio sul 47-47 e poi nell’ultimo periodo infila anche il secondo sorpasso 50-53. Le cose sembrano complicarsi e la giornata si capisce che è di quelle storte (21% dall’arco): l’Antenore Energia ha l’umiltà di capire che la partita va vinta in difesa. Padova prende a mordere dietro e con una pesantissima bomba di Dagnello trova il +4 a 5′ dalla fine. Approfittando di una Juvi andata troppo presto in bonus, la Virtus inizia a collezionare giri in lunetta (Bianconi chiuderà come top scorer a 18) su cui costruisce il margine di una decina di punti che varrà la vittoria.
Luca Perin
Coach Rubini: «Brutta partita, bel risultato»
«Una brutta partita, non abbiamo mai trovato la giusta fluidità in attacco per trovare soluzioni in ritmo» analizza coach Rubini. «Da questo è derivata una cattivissima percentuale al tiro da tre. Quando ci siamo resi conto che non trovavamo soluzioni ai nostri problemi e che le difficoltà non si riuscivano a superare, abbiamo deciso di provare a vincere la partita ugualmente puntando ad arginare i loro attacchi con l’aggressività difensiva, ho visto dei chiaroscuri nella nostra prestazione e molte cose sono da rivedere, però abbiamo dimostrato di avere risorse importanti a cui attingere nei momenti delicati. Per questo successo abbiamo speso molto a livello di energia ma questo era un ottimo avversario che ha una classifica molto bugiarda e siamo contenti del risultato». –

Il “corri e tira” premia la Virtus

(Il Gazzettino, 25 novembre) Grande tifo al palasport di Rubano, basse percentuali al tiro e non successo ottenuto grazie alla tenace difesa. La Juve Cremona si dimostra un osso duro, recupera più volte lo svantaggio ed è minacciosa fino alla spinta finale di Bianconi. Il fine giustifica i mezzi: Niccolò Machiavelli, al quale è attribuita questa filosofia di pensiero, in realtà non lo ha scritto esplicitamente. Ma lo ha pensato, e ben applicato, l’Antenore Energia Virtus che ieri sera si è imposta per 69-58 sullo Juvi Cremona del cittadellese Pierluigi Brotto in una tana di Rubano gremita all’inverosimile e ribollente di tifo, specie nella volata conclusiva, malgrado seguirne l’andamento – con il tabellone luminoso andato in black-out e sostituito dalla strumentazione manuale – non fosse per niente agevole dagli spalti. La formazione di Rubini, pur non giocando bene, ha in pratica sempre tenuto il comando delle operazioni grazie a un Corrado Bianconi davvero in gran spolvero (18 punti per lui), sia in avvio che nel finale di gara, ben spalleggiato dalla ormai consueta certezza della doppia doppia di Ferrari (14 punti e 15 rimbalzi). Complice un attacco troppo farraginoso e la disgraziata serata al tiro (un complessivo 38% dal campo), però, i neroverdi non sono mai riusciti a chiudere la gara.

RITMO CONVULSO
Giunti ad un terzo del cammino in stagione regolare, per capitan Schiavon e compagni questo nono successo (su dieci incontri disputati) vale il mantenimento della testa della classifica: anzi, complice la battuta d’arresto di Bernareggio a Vigevano, il derby veneto che si disputerà sabato sul campo della Rucker Sanve metterà in palio il primato assoluto nel girone. «E’ stata una partita decisamente non bella analizza coach Rubini con onestà intellettuale -: c’è poco da fare, non ci si può nascondere. Non abbiamo mai trovato la fluidità in attacco che ci permettesse di trovare soluzioni in ritmo, quindi ne è derivata una cattivissima percentuale al tiro da fuori che ci stava oltremodo penalizzando. Quando ci siamo resi conto però che le difficoltà (non si capiva perché) non si riuscivano a superare, abbiamo deciso di vincere la partita ugualmente: arginando qualunque loro attacco e cercando di trarre dall’intensità difensiva quella spinta che ci portasse in attacco prima di loro. Chiari-scuri: molte cose da rivedere e situazioni da valutare, però anche qualche risorsa alla quale possiamo attingere, seppur con grande dispendio d’energia. Ricordiamoci anche che, a mio modo di vedere, gli avversari hanno una classifica assolutamente bugiarda: Cremona è una squadra molto fisica, e sappiamo che questo tipo di atletismo e fisicità ci porta spesso a deragliare».
L’Antenore Energia Virtus, che nel quintetto iniziale schierava oltre ai play Piazza e De Nicolao, Schiavon, Ferrari e Bianconi, dopo due-tre minuti di studio sembrava poter prendere l’abbrivio giusto: con una difesa super (che fruttava quattro palle perse dallo Juvi) e proprio quest’ultimo, come già ricordato, assoluto protagonista con una schiacciatona e due triple, subito imitato da capitan Schiavon con un’altra tripla ed un canestro in uscita dai blocchi, per il +10 al termine della prima frazione.

RAGGIUNTI IN UN BALENO
Nella seguente la Virtus dopo aver toccato sul +14 (29-15) il proprio massimo vantaggio accusava un black-out: segnando con il contagocce e permettendo agli ospiti di impattare con una serie di triple (29-29) e di mettere perfino il naso avanti poco prima dell’intervallo (sul 35-36). Dagli spogliatoi, i padovani uscivano più determinati: toccando il +8 al 25′ (47-39). Lo Juvi Cremona, però, non era mai morto: impattava subito con un parziale di 8-0; e in apertura di ultima frazione, sorpassava ancora (sul 51-49 e poi sul 53-50 al 33′).
Il tabellone non funzionava più, mentre l’Antenore Energia Virtus riprendeva a correre: prima metteva la freccia del sorpasso; poi, sospinta ancora da Bianconi (sei punti consecutivi) e qualche giocata di Piazza, allungava nel finale.

Giovanni Pellecchia