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Accordo rinnovato con il play Piazza

(Il Gazzettino) La società guarda ora al mercato: difficile la permanenza di Filippini
Dopo coach Daniele Rubini e Michele Ferrari, in casa Virtus è arrivata in queste ore la terza (attesa) conferma. «Con grande soddisfazione l’Antenore Energia Padova annuncia di aver rinnovato l’accordo con il playmaker Andrea Piazza si legge nel comunicato – che anche nella prossima stagione guiderà la prima squadra nel campionato di serie B. Per Piazza si tratterà della terza stagione consecutiva con le maglia di Padova. Pedina fondamentale nella scacchiera di coach Rubini è risultato infatti, con una media di 36 minuti a partita, il giocatore più impiegato e anche nell’intero girone. Secondo marcatore della squadra con una media di 13.2 punti (52 per cento da 2, 35 per cento da 3, 76 per cento ai liberi), ha aggiunto alle sue statistiche 5.4 rimbalzi, 4.2 assist e 2.1 palle recuperate che lo hanno portato al terzo posto del girone nella specialità (dietro il compagno di squadra Francesco De Nicolao, ndr). Statistiche che rispetto a quelle già buone della stagione d’esordio hanno segnato un ulteriore miglioramento in tutte le voci». Peraltro in un’ottima stagione di tutta la squadra, che se possibile è stata nobilitata dalle Final Four di categoria disputate nel fine settimana a Montecatini dove sono state promosse in A2, Orzinuovi ed Urania Milano, avversarie dei neroverdi nel girone B.
Al di là delle cifre il trentenne regista di Pordenone, giunto a Padova nell’estate del 2017 vantando trascorsi in A2 una carriera tra Castelletto Ticino, Costa Volpino, Udine, Chieti e Roseto si è venuto caratterizzando come uomo immagine del nuovo corso virtussino. Vice-capitano della squadra neroverde, in società ha iniziato anche ad allenare nel Minibasket. «In questi giorni la società è particolarmente attiva nel mercato e il diesse Rugo sta vivendo giornate molto impegnative si chiude il comunicato -, a breve sono infatti attese ulteriori conferme e decisioni importanti». Riguardo in particolare il settore lunghi: la permanenza di Filippini, dopo l’ottima stagione ed il mercato di cui gode (con Fabriano in pole position) che ne ha fatto lievitare il prezzo, appare laboriosa e difficile. Lo stesso direttore sportivo, di concerto con il coach, potrebbe puntare allora su un centro più dinamico ed efficace da fuori per riproporre con lo spartito della scorsa stagione.
Intanto, il giovane centro neroverde Beniamino Basso (2001) figura tra i venti convocati dal Settore squadre nazionali per il raduno che la nazionale Under 18 sosterrà da lunedì prossimo a San Benedetto del Tronto, in vista di due tornei internazionali; nello staff tecnico del ct Antonio Bocchino, tra gli altri, il padovano ed ex virtussino Davide Cantarello. Da segnalare inoltre che un altro centro padovano ed ex virtussino, Vittorio Visentin (2.05, 95), grazie alle buone cifre dell’ultima stagione (9,5 punti e 5,2 rimbalzi) è stato confermato, invece, dal Frata Nardò di serie B con cui ha raggiunto i play off.
g.pell.

Virtus, riconquistati i tifosi

(Il Gazzettino) L’ottima stagione della squadra ha riportato gli spettatori al palazzetto: duemila presenze nelle gare alla Kioene Arena.  
Otto vittorie consecutive nel girone di ritorno hanno portato <De Nicolao e compagni alla conquista della vetta, poi il calo.
Ripercorriamo, per tappe, l’ultima esaltante stagione dell’Antenotre Energia Virtus nel campionato di serie B.
Agli inizi del 2019, la squadra di Daniele Rubini ha viaggiato in testa alla classifica del girone, seppur appaiata ai Tigers Cesena. Risultato storico, che a Padova non si verificava da anni: vi erano riuscite la Virtus, già trasferita a Vicenza, nella stagione 1993-94 (chiusa con la promozione in A2); il Petrarca Patavium nel 2001-2002; e la Gattamelata guidata dallo stesso Rubini nella stagione 2008-2009, ma in B2.
Le vittorie consecutive, tra la prima e l’ottava giornata del girone di ritorno (dalla trasferta ad Olginate alla gara interna con l’Urania Milano), che avevano proiettato i neroverdi in vetta. Alla vigilia dei play off, il coach ha sottolineato anche come la squadra sia riuscita a battere, almeno una volta, tutte le avversarie.

MARZO NERO E PLAY OFF
Nel mese pazzerello per definizione, che i Latini dedicavano al dio Marte, la Virtus non ha mai vinto. Inanellando, complice l’assenza per infortunio di Matteo Motta ed il mancato ricorso al mercato (allungare le rotazioni con un altro giocatore sarà l’obiettivo di quest’estate), quattro sconfitte: Lugo, Crema, Rucker Sanve e Bernareggio. Sconfitte che, oltre il primato, sono costate alla fine anche quel quarto posto che avrebbe garantito il fattore-campo nei play off.

SUPPORTER COINVOLTI
I risultati positivi, ma ancor più l’atteggiamento della squadra sul parquet (oltre che una serie di iniziative), hanno ridestato interesse. «In questa stagione la parola d’ordine è stata coinvolgimento sottolineava il direttore generale Nicola Bernardi – e devo dire che siamo molto soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare. Abbiamo rivisto dopo molti anni un nuovo entusiasmo, la media spettatori è decisamente aumentata fino a toccare i picchi delle 2000 persone alla Kioene Arena nel derby con Vicenza e nella gara play off con Vigevano».

CONDOTTIERO NEROVERDE
Il carattere della Virtus appare legato al suo coach: Daniele Rubini. Il 54enne padovano, tornato l’anno scorso alla guida della prima squadra cittadina (dopo che dal 2008 al 2010 aveva allenato la Gattamelata), è un assoluto punto-fermo. «Ho deciso di rimanere spiegava – perché mi è stato presentato un progetto di crescita con prospettive per raggiungere importanti obiettivi e non accontentarsi più di fare le belle stagioni». Ed aggiungeva: «Non posso nascondere che in questa scelta abbia influito anche il legame che ho con questa società e questo ambiente. Credo che nei momenti chiave avere un forte senso di appartenenza possa essere un valore aggiunto».
Con una scelta romantica e d’antan, per taluni versi anche azzardata, coach Rubini (nella foto a destra con Francesco De Nicolao) ha lasciato in campo per tutto il secondo tempo della decisiva gara-3 a Vigevano sempre lo stesso quintetto: Piazza, De Nicolao, Motta, Ferrari e Filippini. Testimonianza di fiducia nei propri giocatori, ma anche di rotazioni limitate. Con buona probabilità, questo quintetto sarà la base da cui ripartire.

FERRARI INTOCCABILE
Il botto di chiusura dello scorso mercato estivo è stato, nei giorni scorsi, il primo rinnovo: Michele Ferrari, il migliore dell’Antenore Energia per valutazione, con 14 punti e 5 rimbalzi di media (il 6. del girone) saliti rispettivamente a 16 e 6 nei play off. Il 33enne ex capitano di Udine in A2 si è legato, per altre due stagioni, ai colori neroverdi. «La sua permanenza era una volontà condivisa con forza da tutta la società, in primis dal presidentissimo Gianfranco Bernardi fino ad arrivare a me e l’allenatore spiegava il direttore sportivo Roberto Rugo – dà l’idea di quello che vuole essere il nostro progetto e della crescita che vogliamo fare».

IMPRONTA AGGRESSIVA
La formula vincente della stagione. I playmaker Andrea Piazza e Francesco De Nicolao, tra i giocatori più impiegati del girone B (primo e quarto, con quasi 35 e 33 minuti sul parquet), hanno dato l’impronta difensiva. Chiudendo entrambi sul podio nelle palle recuperate: De Nicolao, che ha chiuso in testa anche la classifica degli assist (5,9 di media), è stato il primo con 2,3 recuperi; Piazza il 3° (2,1).

LA SORPRESA FILIPPIN
I
In un girone dominato dai totem d’area, il centro Giacomo Filippini è emerso grazie alla sua atipicità. Capace di colpire sia da sotto che da tre punti (36% di media, 16° assoluto), infatti, ha chiuso con 13 punti e 7 rimbalzi di media in stagione, ritoccati a 17 e 10 in tre sontuose gare di play off. Sarà difficile ora sottrarlo alle attenzioni del mercato.

BANDIERA SCHIAVON
Federico Schiavon ha disputato la settima stagione in maglia neroverde, la prima da capitano. La sua è una favola moderna: prodotto del vivaio (per di più nei gruppi provinciali), dopo qualche anno di gavetta nelle minors (Noventa in Promozione e serie D, Pro Pace in D e C2), nel 2012 è approdato in prima squadra. Sposando la causa virtussina: oltre che giocatore (ha superato i 1.500 punti), è anche istruttore minibasket ed allenatore.

MILLENNIALS
Coach Rubini ha rivendicato con orgoglio come la sua squadra sia quella che ha maggiormente impiegato in campionato i millennials, nati dal 2000 in poi. Tre su tutti, punti di forza anche degli Under 18 d’Eccellenza di Mauro Seno qualificati tra le migliori 24 squadre d’Italia: il play del 2002 Nicolò Pellicano, che è stato il più impiegato (7,2 minuti); ed i 2001 Riccardo Visone (5,5 minuti) e Beniamino Basso (4,7). Quest’ultimo, oltre ad avere il miglior impatto in campionato (1,6 punti e 1,5 rimbalzi), nei giorni scorsi con la Nazionale Under 18 ha disputato la Fiba 3X3 World Cup ad Ulaanbaatar, Mongolia, dove gli azzurrini sono usciti ai quarti di finale (battuti 19-12 dagli Usa poi vincitori che schieravano prospetti da Nba). Coach Rubini ha impiegato inoltre: Tognon (2001), Mazzonetto (2002); Verzotto e Visentin, questi ultimi entrambi 99, in doppio tesseramento con Vigonza di serie D e Carrè di C Silver.
Giovanni Pellecchia

Ferrari alla Virtus, il cecchino dei neroverdi ha firmato il rinnovo

Ferrari resta alla Virtus
il cecchino dei neroverdi
ha firmato il rinnovo
(Il Mattino) Il primo tassello, destinato a comporre l’ossatura dell’Antenore Energia Virtus Padova per la stagione 2019/2020 in Serie B, è già stato sistemato: Michele Ferrari resta in neroverde sposando per un altro anno la causa della società di via dei Tadi. Dopo coach Daniele Rubini è un’altra conferma importante, anche alla luce dell’ultimo campionato disputato dall’ex capitano dell’Apu Udine: Ferrari, ala classe 1986, è stato il miglior marcatore dei neroverdi con 14.2 punti di media (saliti a 16 nei playoff), conditi da 7 rimbalzi.«È stata una scelta molto facile da prendere», confessa il giocatore, «non dico che ci abbiamo messo cinque minuti a trovare l’accordo, ma quasi: le intenzioni di proseguire insieme erano reciproche. L’ultima stagione, sia a livello sia personale che di squadra, è stata positiva, anche se un motivo per cui sono voluto rimanere è stata la volontà di continuare a recitare un ruolo da protagonisti. La conferma di Rubini poi è stato un altro fattore che ha facilitato la mia decisione perché è stato un allenatore con cui ho lavorato volentieri e infine non volevo lasciare un ambiente, dei tifosi e una società che mi hanno accolto alla grande. Continuerò a lavorare duro per meritarmi ancora la fiducia di tutti».«Il mercato della Virtus riparte da dove si era concluso la scorsa stagione», commenta il direttore sportivo Roberto Rugo, «Ferrari era stato l’ultimo grande colpo della scorsa estate ed è stato il primo giocatore con cui abbiamo raggiunto l’accordo in questa sessione di mercato. La sua permanenza era una volontà condivisa con forza da tutta la società, in primis dal presidentissimo Gianfranco Bernardi. Le qualità di Ferrari sono sotto gli occhi di tutti e per il pubblico padovano il suo rinnovo è una bellissima notizia. La permanenza di un giocatore della sua levatura rende l’idea di quello che vuole essere il nostro progetto».
Mattia Rossetto

Rubini ancora alla guida della Virtus

(Il Gazzettino) La società rinnova la fiducia al coach per la terza stagione: “Niente rivoluzioni, daremo continuità al nostro progetto”.

L’Antenore Energia Virtus e Daniele Rubini proseguono insieme. La società ha comunicato quello che definisce «Un primo fondamentale passo in vista della prossima stagione in cui vorrà dare assoluta continuità al proprio progetto di crescita sportiva e societaria».
«Per la Virtus che ho in mente – sottolinea Rubini – non credo che sia il momento della rivoluzione, ma di dare continuità a questo progetto tecnico. Deve essere chiaro che chi vuole restare in Virtus deve farlo con la stessa voglia di difendere questi colori che tutti hanno avuto quest’anno, con lo stesso coraggio nell’affrontare la fatica e con la stessa fame di vittoria. Se i giocatori avranno queste volontà qui saranno le persone giuste al posto giusto: la mia intenzione è di tenere la stessa ossatura del roster e implementarlo nelle rotazioni».
Il 54enne coach padovano, che siederà così per la terza stagione consecutiva sulla panchina della prima squadra cittadina (dopo un percorso iniziato nel settore giovanile), ha avuto rassicurazioni dalla dirigenza. «Con la società abbiamo avuto un approfondito confronto per capire se c’erano ancora le condizioni per continuare insieme e questo confronto è stato positivo. La società mi ha voluto convintamente, ma non sarei mai rimasto qui a vivacchiare: ho deciso di rimanere perché mi è stato presentato un progetto di crescita con prospettive per raggiungere importanti obiettivi e non accontentarsi più di fare le belle stagioni. La crescita non deve coinvolgere solo la squadra ma tutto l’assetto societario: la volontà è ora quella di spostare sempre più in alto l’asticella (concetto espresso nei giorni scorsi dal diggì Nicola Bernardi, ndr). Nella mia concezione di vivere lo sport, sento il bisogno di trovare sempre nuovi stimoli e nuove sfide da affrontare, il tutto ovviamente non deve ridursi al semplice fare meglio dal punto di vista dei risultati sportivi perché questo è legato a troppi fattori imprevedibili».
Sempre grintoso a bordo parquet, Daniele Rubini lascia spazio anche ai sentimenti: «Non posso nascondere che in questa scelta abbia influito anche il legame che ho con questa società e questo ambiente. Virtus si muove con le stesse dinamiche di una famiglia, in cui a volte puoi anche litigare con qualcuno ma poi tutto si ricompone per l’affetto che ci lega. Credo che nei momenti chiave avere un forte senso di appartenenza possa essere un valore aggiunto. Hanno avuto certamente un peso enorme anche le dimostrazioni di affetto dei tifosi».
g.pell.

 

La Virtus non si accontenta «Vogliamo crescere ancora»

(Il Mattino)  La beffarda eliminazione a Vigevano nei playoff non ridimensiona la stagione
Il direttore generale Bernardi: «Abbiamo riacceso la passione dei tifosi in città»
Resta il segno tangibile che un passo avanti deciso è stato mosso per ridestare l’interesse attorno al basket padovano. All’indomani dell’eliminazione in gara-3 dei quarti di finale playoff della Serie B, è il momento di tirare le somme in casa Virtus. Il bilancio chiude in attivo con tanto orgoglio per quanto fatto globalmente per il movimento cestistico patavino e qualche rammarico per il passaggio a vuoto costato il primato in regular season e la sconfitta di un’inezia nella “bella” di Vigevano (72-71).
«Uscire a testa alta in gara-3 testimonia quanto questo gruppo di uomini abbia dei valori umani incredibili», sottolinea Roberto Rugo, diesse dell’Antenore Energia Virtus Padova, «è stata una stagione lunghissima, iniziata lo scorso 18 agosto tra mille peripezie e con la scelta di puntare su sei Senior per far crescere i nostri giovani Under 18 che sono entrati a far parte delle 24 migliori squadre d’Italia. L’annata è stata positiva, ma non dobbiamo cullarci sugli allori. Abbiamo le carte in regola per essere la guida trainante del basket cittadino. Al centro del progetto tecnico rimane Daniele Rubini, il nostro condottiero come lo definiscono i tifosi. Lui non è soltanto un allenatore, ma un uomo Virtus a 360 gradi. Avremmo il desiderio di riconfermare tutta la squadra, ma sappiamo quanto sia difficile perché non siamo gli unici a operare sul mercato».
Nei prossimi giorni, l’entourage virtussino si riunirà per delineare le linee future della società di via dei Tadi. Sarà il momento di effettuare le prime valutazioni sul proseguimento di una progettualità che coinvolge l’intera città e che può contare sul supporto dell’amministrazione con in testa il sindaco Sergio Giordani e l’assessore allo sport Diego Bonavina
.«Siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista», sottolinea Nicola Bernardi, direttore generale della Virtus, «abbiamo aumentato il numero di dirigenti e attivato l’associazione Virtus nel Cuore, presieduta da Giorgio Maso, che affianca la società con l’obiettivo di incrementare la presenza e il coinvolgimento nel territorio. Puntavamo a entrare nei playoff per giocarli, senza fare comparsate. E così stato: dedichiamo la nostra stagione al vicepresidente Gegè Papa, scomparso soltanto pochi mesi fa lasciando un vuoto enorme».
«Vedere la Kioene Arena piena», continua, «in occasione di gara-2 dei playoff ha dimostrato che se la squadra è competitiva, la risposta del pubblico è positiva. Siamo riusciti a riaccendere l’entusiasmo anche tra persone che non seguivano da tempo il basket. E abbiamo realizzato tutto questo con un budget limitato. Ora c’è bisogno che aumenti, se vogliamo avvicinarci a quello dei top team della Serie B. Ci attende adesso un lavoro ancora più difficile perché dovremo essere bravi a estendere il grado di partecipazione al progetto».
Mattia Rossetto

Rimpianti e orgoglio nella favola Virtus

(Il Gazzettino)  Brucia ancora la sconfitta di un punto che è costata l’eliminazione ai quarti di finale dei play off, ma il bilancio della stagione rimane positivo.
Rammarico unito a orgoglio. In casa Antenore Energia Virtus, all’indomani dell’amara sconfitta maturata domenica a Vigevano nello sprint finale di gara-3 (72-71), che è costata alla formazione di Daniele Rubini l’eliminazione dai play off di serie B, resta questo misto di sensazioni. «Bastava che De Nicolao tirasse due o tre secondi prima – constata laconico il presidente Gianfranco Bernardi -, visto che comunque avevamo preso il rimbalzo e fatto canestro oltre lo scadere. Il basket è fatto di questi episodi. Tanti complimenti, comunque, alla squadra: i giocatori si sono dimostrati forti e uniti, seguendo le indicazioni dell’allenatore. Purtroppo, la squadra si è rivelata un po’ corta. Il futuro? Bisogna tirare le somme, poi staremo a vedere: la gestione di una società costa un sacco di soldi. Anche quest’anno abbiamo fatto i miracoli!».

ABNEGAZIONE E SACRIFICIO
«Bisogna avere la capacità di attaccarsi con grande ottimismo ai segnali che abbiamo avuto da questi ragazzi – aveva sottolineato domenica dopo la partita, pur affranto, coach Rubini – e sapere che, probabilmente, il percorso che è cominciato quest’anno può avere un suo seguito se supportato, ovviamente, da una programmazione». «La beffa è già stata assorbita – sembra chiosare il direttore sportivo neroverde Roberto Rugo – Sicuramente la valutazione della stagione deve essere più ampia, partendo da metà agosto ad oggi: il bilancio, in questo senso, non può che essere più che positivo. Da un punto di vista sportivo e umano. La squadra è riuscita a formarsi attorno ad un gruppo di uomini veri che, con abnegazione e spirito di sacrificio, hanno permesso anche la crescita dei giovani: prova ne sia che la nostra Under 18 si è qualificata tra le migliori 24 squadre d’Italia. Ma, ripeto, il risultato sportivo che per la prima squadra è stato il migliore di questi ultimi anni passa quasi in secondo piano rispetto alla soddisfazione di aver visto in maglia neroverde persone che, con la loro cultura del lavoro e dell’impegno, non hanno mai creato nessun problema».

MARZO CATASTROFICO
Volgendo lo sguardo all’indietro, qual è il rammarico più grande? «Sicuramente il mese di marzo è stato catastrofico, quanto a risultati – sottolinea il diesse – e me ne assumo la responsabilità. Pur avendo ricevuto mandato dalla società di sondare il mercato, non sono stato abile o pronto a concludere delle operazioni di rafforzamento. La squadra, che già corta era priva dell’infortunato Motta (con 23 punti il miglior marcatore dell’ultima partita, ndr), ha pagato quel mese sia in termini di classifica che nei chilometraggi cui sono stati chiamati alcuni giocatori-chiave. Siamo così arrivati all’appuntamento decisivo dei play off, una sorta di roulette russa, mentalmente a posto ma fisicamente con qualche acciacco. Da questo punto di vista, mi preme sottolineare che domenica Piazza e Bovo sono stati semplicemente stoici: giocare da infiltrati, infatti, non è da tutti specie in quelle condizioni».
Sembra, un’ottima base da cui ripartire. «Lasciamo passare una settimana di relax. Poi, alla luce anche del consiglio direttivo che si riunirà nei prossimi giorni, capiremo come muoverci. Il percorso iniziato di fatto quest’anno con il coach, dopo che nella scorsa stagione la priorità era stata rimettere in direzione la barca, è quello che vogliamo consolidare: questa squadra e questo nucleo ha senso, infatti, solo se resta Daniele. Al tempo stesso, aggiungo che in questi ultimi due anni tutto l’ambiente è cresciuto: da un punto di vista sportivo, ma anche societario. Grazie a un team che lavora bene insieme e che in città vuole allargare la platea di questo splendido sport anche ai non addetti ai lavori. Se solo potessimo avere anche una struttura adeguata…».
Giovanni Pellecchia

Il sogno della Virtus s’infrange a Vigevano

(Il Mattino)  Un secondo prima che suoni la sirena, la stagione dei padovani si chiude nel modo più crudele: sconfitta per un solo punto
Per un secondo, neanche. Un’enorme Virtus Padova Antenore Energia sfiora per un punto, per un solo punto, un’impresa titanica andando ad un millimetro dalla presa dell’infernale Palabasletta. Come 300 spartani alle Termopili contro un milione di persiani. A Vigevano finisce 72-71 nel più crudele dei modi una stagione che rimarrà nella storia non solo per i risultati raccolti seppur straordinari, ma soprattutto per l’immenso cuore che questa squadra ha lasciato su ogni maledetto parquet su cui è scesa. Rifacendo battere il cuore ad una città che di pallacanestro era dormiente, riportando migliaia di persone al suo seguito, ridando l’idea che un importante progetto di basket a Padova sia possibile. Finisce con una tripla di un coraggioso De Nicolao che all’ultimo secondo il destino accompagna sul ferro e non in fondo alla retina, finisce con la sirena che suona quell’attimo prima che il rimbalzo di Filippini valesse la semifinale. Finisce con i ragazzi di Rubini che cadono non con l’onore delle armi, ma con molto di più. Reggendo fino all’ultimo di anima e cuore all’inferno dantesco dove l’accoppiamento dei playoff l’aveva spedita. Una sfida colma di tensione fin dai primi minuti, con il peso della grossa posta in palio che si fa sentire. Due bombe di Piazza tengono a bada la Elachem fino a metà quarto quando però la NPV con le triple di Panzini crea il primo strappo che manda i ducali sul 24-13. La Virtus non riesce a togliersi di dosso l’handicap di basse percentuali al tiro da dentro l’area, con il presidio difensivo dei padroni di casa che limita la sua fase offensiva. Nonostante un buon avvio riporta sul -6 i ragazzi di Rubini, Vigevano ricompatta le linee dietro e ricominciando a sparare da fuori fino al +18, con Virtus in balia delle onde e del barbaro tifo vigevanese. Solo una tripla estratta dal cilindro sulla sirena dell’intervallo da Piazza tampona le perdite tenendo il -14. Ma da queste ceneri gli uomini di Rubini risorgono con impeto. Virtus torna in campo sfidando col veleno in corpo non solo gli avversari ma tutti i 1400 dell’infernale PalaBasletta. Dopo un parziale di 3-9, Motta sbaglia due liberi ma sul rimbalzo si prende la tripla che riapre il match (-8). Centimetro dopo centimetro Denik, Filippini e Ferrari guidano Virtus fino al -2. Una bomba di Motta vale il sorpasso, una di De Nicolao anche il +3. Vigevano riprende Padova (69-69), Ferrari rimanda avanti sul +2 i suoi ma Benzoni spara la tripla del controsorpasso. Ultimo possesso Virtus, De Nicolao con le ultime gocce di sudore residue si prende i sogni della sua città sulle spalle ma il destino non lo premia. Onore alla Virtus, onore a questi ragazzi.
Luca Perin
Rubini: “Poteva essere memorabile, finiamo con orgoglio e rammarico
Non è finita, il futuro di questa società resta comunque importante. «La differenza tra una stagione memorabile e una stagione in cui te ne vai con rammarico è molto sottile, oggi è stata un mezzo canestro». E’ un coach Rubini con una tempesta di sentimenti addosso quello che analizza la battaglia di Vigevano. «Anche oggi abbiamo dato per l’ennesima volta grande prova di solidità mentale, battendoci senza risparmiarci nulla in una situazione ambientale impossibile e con Piazza e Bovo che hanno giocato infiltrati. Questa prova spiega una volta di più come abbiamo potuto stare per lunghi tratti primi in classifica nel corso della stagione. Ce ne andiamo da Vigevano con grande orgoglio ma anche con grande rammarico, per le percentuali ai liberi e l’ultimo decisivo possesso che non ha avuto fortuna. Quando te ne vai con rammarico affrontando una serie così complicata si dà la portata di quella che è stata la nostra stagione. Io credo che questa annata per la Virtus e per i suoi tifosi possa essere una solida base di partenza per costruire un importante futuro. Questa società ha trovato un assetto che ci ha riportato a gloriosi tempi passati e ha riavvicinato un pubblico importante che ha riempito a più riprese il palazzetto, creando un patrimonio anche per il domani. Io personalmente non so cosa farò da grande in futuro, però credo che questo progetto e che questo fantastico gruppo di ragazzi vada conservato in vista dell’anno e casomai supportato in sede di mercato.
Ho avuto ragazzi fantastici che hanno dato tutto ad ogni allenamento, hanno giocato anche con febbre ed infortuni e che hanno fatto emozionare tutta una città» .
L.P.