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Virtus da impazzire batte Faenza e vola

(Il Mattino)
Prova super di Crosato e dei giovani, playoff di nuovo vicini
È giovane, bellissima e piena di energia, questa Virtus che supera Faenza contro tutti i pronostici e ritorna ad accomodarsi nella zona playoff con l’aria di chi vuole restarci. È sfacciata e un po’ incosciente, come il 17enne Federico Miaschi, che nell’ultimo periodo rovescia la partita, mette 14 punti, recupera palloni e rimbalzi e infila i liberi decisivi quasi senza guardare il canestro. Ma ha anche il cuore enorme di capitan Crosato che gioca con una caviglia steccata, fa doppia doppia (20 punti, 10 rimbalzi) e a 9″ dalla fine p di ghiaccio e chiude i conti dalla lunetta, dopo 35′ di fatica.Dirà bene, alla fine, coach Rubini: peggio per chi non c’era. È la partita più bella dell’anno (per ora). La Virtus parte con un 7-0 con Schiavon e Nobile, Faenza rientra con Pagani. De Zardo su Venucci è la mossa del match: il play romagnolo vedrà pochissimo il canestro. Crosato comincia a mettere triple, Piazza e Maresca collaudano il contropiede e Silimbani risponde dalla lunga. È 19-19, dopo un primo periodo divertente. Si va avanti così, con Piazza che illumina e Perin che risponde quasi sempre. Il secondo periodo è punto a punto. Faenza mette il naso avanti dopo 4’38” (28-30), Crosato infila due triple e alza una percentuale di squadra bassa (4/13). Lampi di difesa a zona della Virtus provano a confondere gli ospiti, che comunque vanno all’intervallo sul 39-41, dando peraltro l’impressione di poter salire di una marcia. Invece è la Virtus che riparte bene con Piazza e Nobile (46-43 e poi 50-45). Time out Faenza, Perin subito da 3 e pareggio in un amen (50-50). Qui i ragazzi di Rubini sembrano perdersi: una forzatura, una palla persa, un tiro sbagliato, il quarto fallo di Piazza e Faenza scappa sul 51-58. Finita? Neanche per scherzo. Con due bombe di Crosato e Miaschi e un altro canestro, la Virtus fa 8-0 e torna nel match. Crosato è mostruoso, ma con Piazza in panca è soprattutto Miaschi a portare punti e lampi. Sua la tripla del 65-61, Perin risponde ancora. De Zardo si avventa sui palloni sporchi, Miaschi segna ancora, recupera un pallone, mette una tripla ignorante e subisce fallo (74-69). Allora la Virtus capisce che ce la farà anche se Perin continua a bombardare. Tre bombe di Faenza finiscono sul ferro in una sola azione, Crosato invece mette i liberi accarezzando la retina. È fatta.

Coach Rubini: peccato per chi non c’era
Così felice mai. Coach Rubini (in foto) abbraccia i suoi ragazzi uno ad uno, urla con loro. Poi ha ancora forza di discutere con De Zardo di chissà quale questione tecnica, mentre tutti gli altri sono già ai piedi della tribuna a dare cinque ai tifosi. Pochi, però, sugli spalti. Ed è un peccato. Perciò il primo pensiero dell’allenatore della Virtus va proprio agli assenti: «Chi non c’era oggi ha avuto torto e si è perso proprio una bella partita. Per l’ennesima volta abbiamo dimostrato di essere una squadra vera». È stata una Virtus da lucidarsi gli occhi. E che ha dovuto giocare sempre con il piede sull’acceleratore, perché Faenza dava l’impressione di poter piazzare un allungo in qualsiasi momento. «Ma noi dobbiamo fare sempre così, non abbiamo alternative», commenta l’allenatore neroverde. «Spingiamo sempre, anche quando siamo in difficoltà. Guardate come eravamo oggi. Canelo in panchina, Crosato con una caviglia a pezzi e però in campo 35 minuti. Domani non si alzerà dal letto. Ma io sono orgoglioso di allenare ragazzi così. E sono sicuro che quando loro vanno in campo, in qualche modo posso stare tranquillo perché ce la metteranno tutta. E non è solo questione di carattere, guardate che oggi abbiamo giocato proprio una bella pallacanestro». La conferma arriva dal pubblico, dai dirigenti, dal sindaco Giordani in tribuna insieme all’assessore Bonavina. La Virtus giovane fa innamorare, anche se in certi momenti è pazza, imprevedibile. «Ma a voi certi tiri sembrano assurdi, invece noi sappiamo che sono nel dna dei nostri giocatori», conclude Rubini.
Cristiano Cadoni
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19 febbraio 2018

Magiche triple e sgambetto al Faenza

(Il Gazzettino)
Battuta alla Kioene Arena una delle big dopo un incandescente botta e risposta con Crosato e Miaschi protagonisti a suon di bombe e Calzavara sotto canestro.

Grande Virtus! Nella travagliata stagione (quanto a infortuni) della formazione di Daniele Rubini, che però fin qui ha rispettato le aspettative nei risultati, mancava ancora l’acuto. Questo è giunto ieri sera dalla Kioene Arena: capitan Crosato e compagni hanno battuto 78-74 Faenza, una delle big del girone (il turno, peraltro, era stato aperto sabato sera dall’inaspettata sconfitta della capolista Cento sul campo dei Tigers Forlì). L’unico rammarico in casa neroverde, semmai, è che a seguire la gara, davvero divertente e ricca di colpi di scena, ci fosse un pubblico modesto (le presenze ospiti, chiamate a raccolta per una trasferta comoda, sembravano persino superiori): tra le varie presenze, però, gli occhi ammirati del sindaco Sergio Giordani e dell’assessore allo sport Diego Bonavina.
I padroni di casa partivano bene con un 7 a 0 siglato da Piazza, Schiavon e il rientrante Nobile. Il coach romagnolo correva ai ripari, chiamando time out, e trovava la reazione della sua squadra: al 6′ si era sul 10-10, siglato da Chiappelli. Il primo quarto proseguiva sull’asse dell’equilibrio, con un ottimo impatto in casa Virtus per Maresca, subentrato dalla panchina. Le due squadre, anche nella seconda frazione, ribattevano colpo su colpo e andavano negli spogliatoi separate da un solo canestro in favore degli ospiti. Dopo l’intervallo, allietato dalle danzatrici del corpo di ballo DanceInFire nato nel 2015, la Virtus rientrava molto determinata e, grazie a De Zardo, si portava avanti sul 50-45.
Secondo un copione già visto, il tempestivo time-out chiamato ospite permetteva a Faenza di rientrare, con Pagani (schiacciata e altri due punti) portandosi sul 52-51. A 1’40 dal termine, invece, era Rubini a dover ricorrere al time out: anche perché nelle fila neroverdi Piazza, che ha vinto la sfida con il pari ruolo Venucci, suo ex compagno di squadra l’anno scorso a Chieti in A2, era già gravato di quattro falli (chiuderà con 18 punti, 6 rimbalzi e 4 assist). La Virtus iniziava l’ultima frazione con un ritardo di sette lunghezze (51-58), ma con due triple consecutive di Crosato e Miaschi, propiziate da due rimbalzi offensivi consecutivi di Calzavara, si rifaceva subito sotto. Faenza si manteneva avanti, a sua volta, con una tripla di Chiappelli.
Altre due triple della premiata ditta Crosato-Miaschi, con il capitano che ha sciorinato un’altra prestazione da doppia doppia (20 punti e 10 rimbalzi), riportavano avanti la Virtus sul 65-61; Perin però, con altri due tiri pesanti consecutivi, impattava a 67. Qui saliva in cattedra il 2000 Miaschi, con sei punti consecutivi (dei suoi 16 in totale): tap-in vincente, poi una tripla con fallo e tiro libero aggiuntivo. Faenza restava ancora in scia grazie ad altre due triple di Perin miglior marcatore dell’incontro (23 punti), ma capitan Crosato fissava il risultato con un 2/2 in lunetta. Gli ospiti, infatti, negli ultimi 24 fallivano per ben tre volte la conclusione dalla lunga distanza.

Giovanni Pellecchia
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19 febbraio 2018

Virtus all’Arena per sgambettare Faenza

(Il Mattino)
Sulla scia dell’affermazione dello scorso weekend a Rubano, la Virtus Padova gioca per la terza domenica consecutiva tra le mura amiche, decisa a sfruttare il fattore campo della Kioene Arena, dove torna a distanza di un mese dal successo con Rimini. Stasera, ore 18, l’avversaria di turno è Faenza, una big della Serie B. La squadra di Daniele Rubini, che ha ripreso quota superando Lugo, deve molto anche alla sua bandiera Federico Schiavon, ritornato proprio domenica scorsa a essere l'”aereoplanino” (soprannome dovuto alla sua particolare esultanza) che tutti si aspettavano, piegando i romagnoli con i suoi tiri mortiferi (18 punti con 7/14 dal campo). «Siamo pronti, carichi e motivati», rileva Schiavon, «Vogliamo affrontare Faenza, che è una squadra da prime quattro posizioni, con lo spirito giusto. Non sarà facile, ma cercheremo di mettere grinta e determinazione restando compatti. Speriamo venga a sostenerci una bella cornice di pubblico». Quinta forza del girone, la formazione faentina è guidata dal play Mattia Venucci, capocannoniere del torneo con 18.4 punti di media, reduce da una prova da 37 punti contro Lecco. L’anno scorso vestiva curiosamente la maglia di Chieti in A/2 assieme ad Andrea Piazza, regista della Virtus contro il quale oggi darà vita al duello tra i playmaker più in forma del momento. «Oltre a Venucci», continua Schiavon, «Faenza ha tutti esterni molto pericolosi, che dovremo essere bravi a contenere. Noi avremo in panchina, dopo lungo tempo, JC Canelo e il suo supporto, anche se soltanto morale, sarà importante. Siamo a metà del girone di ritorno, ma siamo lì nelle posizioni, che contano. La classifica è molto corta: questo è un campionato da giocare fino all’ultimo respiro, mostrando sempre la faccia cattiva».
Mattia Rossetto
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18 febbraio 2018

La Virtus si sposta alla Kioene Arena per cullare il sogno

(Il Gazzettino)
Terza domenica consecutiva in casa per la Virtus. La formazione di Daniele Rubini cambia parquet (da Rubano alla Kioene Arena) e avversario romagnolo: rientrata nella zona play off grazie al successo su Lugo, ospita Faenza, grande del girone, ora quinta con Vicenza, nelle cui fila quattro giocatori viaggiano in doppia cifra. Tra questi, il play Venucci (18,4 punti), l’anno scorso a Chieti in A2 con Andrea Piazza. «Sarà una partita molto dura, perché affrontiamo una buonissima squadra che lotterà fino alla fine per i primi quattro posti sottolinea il play virtussino – Noi dobbiamo cullare il sogno, non facile, di entrare nelle prime otto: il primo obiettivo, per stare più tranquilli, è staccare le squadre che stanno dietro». Quasi si schernisce, quando gli ricordiamo la partita di domenica scorsa. «È stata una buona prestazione (30 punti, ndr), nel corso della mia carriera, però, ne ho avute altre anche qualitativamente superiori. Giocare con tanti under? Non cambia molto. La società, quando mi aveva chiamato, mi ha fatto capire che responsabilità ne avrei avute tante e che credevano in me. Semmai, da senior, dobbiamo essere di esempio…».
Nella Virtus, rientra il pivot Nobile; buone notizie per Canelo che in settimana è tornato ad allenarsi con i compagni (limitandosi a esercizi individuali e qualche giro di corsa).

Giovanni Pellecchia
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17 febbraio 2018

La Virtus si coccola Piazza: 30 punti e tanta “fame”

(Il Mattino)
Il play ha sfoderato una prestazione super contro Lugo. Appello ai tifosi: «Sosteneteci di più».
Signore e signori, giù ancora il cappello per Andrea Piazza. È fresco il ricordo della partita di domenica scorsa, in cui il playmaker della Virtus Padova di basket ha incantato il pubblico di Rubano sfoderando una prestazione da stropicciarsi gli occhi contro Lugo (84-73): 30 punti (6/7 da due, 5/7 da tre, 3/3 ai liberi), conditi da 5 assist per 32 di valutazione in 36′. Una prova che non ha eguali, almeno recentemente, in casa neroverde.
In tempi non sospetti, il dirigente Roberto Rugo e il tecnico Daniele Rubini avevano indicato proprio nelle capacità realizzative e assistenziali di Piazza la chiave della stagione. Potrebbero essere invece – considerata l’attuale classifica della Serie B – il grimaldello della svolta.
Trenta punti non si segnano proprio tutti i giorni: le era mai capitato?
«Sì, questa è la seconda volta che a livello di campionati Senior realizzo così tanti punti», confessa il 29enne regista della Virtus, originario di Pordenone. «Mi era successo qualche stagione fa, quando giocavo a Costa Volpino. Al di là della soddisfazione personale, mi è piaciuto l’atteggiamento che ha dimostrato tutta la squadra nel momento di difficoltà. Scoprire, appena arrivati al palazzetto, che avremmo dovuto rinunciare al nostro pivot (l’influenzato Claudio Nobile, ndr), che peraltro stava giocando benissimo, non è stato facile. Lugo poi è un gruppo di giovani, che gira a mille. Siamo stati bravi a ricompattarci, quando dal – 17 gli avversari hanno recuperato fino al – 1, restando lucidi nel finale punto a punto».
Gli infortuni hanno rappresentato una mannaia per le ambizioni virtussine. Si aspettava tutti questi bastoni fra le ruote?
«Purtroppo, situazioni del genere si verificano e non si possono prevedere. La società, però, è stata brava a correre ai ripari. Ora dobbiamo restare tutti uniti e decisi a non mollare mai».
Domenica, alle ore 18, alla Kioene Arena arriva Faenza, un cliente scomodo. Come lo riceverete?
«È una buona squadra, potenzialmente da primi quattro posti, ma troverà una Virtus non appagata della vittoria con Lugo, ma che ha ancora tanta “fame”».
Anche la Padova cestistica ha tanta “fame”. Che impressione ne ha ricavato, ora che vive in città?
«È un ambiente tranquillo, senza particolari ansie e pressioni. Abbiamo una frangia di tifosi, quelli di Energia Nero Verde, calda e appassionata. Mi attendevo, tuttavia, qualcosa di più in termini numerici. In fondo, siamo una squadra giovane con ragazzi del territorio e nel nostro girone le gare sono molto intense. Vale la pena di sostenerci in massa». A maggior ragione se poi c’è il Piazza dei miracoli…
Mattia Rossetto
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15 febbraio 2018

Virtus vincente grazie ai giovani

(Il Gazzettino)
Lorenzo De Zardo si sta ritagliando spazio con ottime prestazioni.

La Virtus si rimira e gode i suoi giovani. Nel ritorno alla vittoria di domenica a Rubano contro Lugo che ne ha rilanciato le ambizioni (e la classifica) in chiave play off, infatti, la squadra di Daniele Rubini ne schierava uno stuolo. Complici le perduranti assenze di Canelo e Lazzaro, cui all’ultimo si è aggiunta anche quella di Nobile (influenzato), i neroverdi potevano contare solo su tre giocatori di esperienza: il capitano Crosato, la bandiera Schiavon e Piazza, ovvero il migliore in campo (30 punti e 32 di valutazione). Più, come detto, tutti gli altri under: il 97 Calzavara; il 98 Maresca; i 99 De Zardo e Visentin (quest’ultimo, a sorpresa, partito in quintetto); il 2000 Miaschi; infine Tognon (99) e Pellicano (2002), che però non hanno messo piede sul parquet.

«Se lo aveste chiesto a noi, ha commentato il direttore generale Nicola Bernardi, non avremmo mai pensato che in un campionato di serie B duro come questo, nel famigerato girone B, con un regolamento che permette 7 senior, la Virtus potesse vincere una partita decisiva con tre uomini del quintetto in infermeria e un roster con queste età. Onore allo staff tecnico: siamo orgogliosi di quello che questi ragazzi stanno facendo».

LE SORPRESE
Tra questi in particolare Lorenzo De Zardo, uno dei due nuovi arrivati (insieme a Maresca) nella finestra di mercato invernale, nell’ultimo turno è risultato il miglior under dell’intero girone per rendimento: 14 punti (con 7/10 da due e 0/1 da tre) più 9 rimbalzi, 2 stoppate, 1 assist e 1 recupero nei 33′ in campo, 26 di valutazione.
Intanto, la società neroverde ha convocato per questa sera alla Kioene Arena (ore 19.30) tutte le famiglie del settore giovanile. Ai ragazzi che sono stati sottoposti al Progetto-pilota Virtus-Invictus saranno consegnate le acquisizioni: ovvero i risultati di un’analisi posturale non invasiva, ma altamente tecnologica e senza controindicazioni, che ha permesso di avere informazioni sulla postura e sulla biomeccanica del loro salto.

Giovanni Pellecchia
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14 febbraio 2018

Senza il thrilling non sarebbe Virtus

(Il Gazzettino)
Presi per mano da un Piazza quasi perfetto, i neroverdi con Lugo si portano a +17. Vantaggio dilapidato incredibilmente e brivido gelido sugli spalti prima di vincere.
Tutto è bene quel che finisce bene. E ieri sera la Virtus è uscita in trionfo, nel tripudio di trombe e il pubblico di fede neroverde in visibilio, per la vittoria ottenuta su Lugo. Un trionfo dato certamente dal valore della vittoria in sè, visto che la formazione di Daniele Rubini era reduce da tre sconfitte consecutive, ma anche se non soprattutto per lo scampato pericolo: tutto il palasport di Rubano, infatti, ha vissuto con il fiato sospeso una sorta di dramma collettivo quando i padroni di casa, nell’ultima frazione, sono passati dal loro massimo vantaggio sul +17 a un misero +1, che già faceva intravedere vecchi e nuovi fantasmi. Nella volata finale, invece, la Virtus è stata letteralmente presa per mano (con 10 punti consecutivi) dal suo regista Andrea Piazza, vero mattatore dell’incontro: 30 punti e un più che eloquente 32 di valutazione per lui, frutto di una prestazione quasi perfetta al tiro (6/7 da due punti, 5/7 da tre, 3/3 ai liberi) impreziosita da cinque assist. Sempre spalleggiato dallo stoico capitano Crosato, da doppia doppia (10 punti e 10 rimbalzi).
I padroni di casa, pur avendo dovuto sopperire all’ultimo momento anche all’assenza dell’influenzato Nobile (andata ad aggiungersi a quelle, di lungo corso, di Lazzaro e Canelo con quest’ultimo che in settimana ha ripreso quantomeno a correre), hanno fatto l’andatura. Nonostante la miglior partenza dei romagnoli sospinti da Valentini e Gatto poi (10-15 al 5′), infatti, una volta passati avanti sul 16-15 hanno sempre condotto. Subito guidati da Piazza (11 punti frutto di un 3/3 da tre) e all’ottimo impatto di Miaschi entrato dalla panchina. Con rotazioni limitate, la Virtus nella seconda frazione faceva ricorso senza fortuna alla zona (punita da due triple di Filippini), ma veniva sostenuta in attacco dall’ispirato Schiavon. All’intervallo lungo, così, i neroverdi andavano sul +9 con un Piazza perfetto al tiro (2/2 da due e 4/4 da tre) e lo stesso Schiavon micidiale da dietro l’arco dei 6,75.
Nella ripresa, con gli ospiti più macchinosi, il vantaggio si dilatava oltre la doppia cifra e, grazie a De Zardo in attacco e Miaschi in difesa, toccava anche il già ricordato +17 (60-43 e poi 62-45) al 27′. Un vantaggio che, però, veniva dilapidato all’inizio dell’ultima frazione quando gli ospiti, passando a un’aggressiva zona 2-3 e sfruttando il tecnico a Rubini, piazzavano subito un parziale di 8-0 e al 36′ si riavvicinavano addirittura a -1 al 36′ (72-71). Qui, però, Piazza sciorinava tutto il suo repertorio da giocatore da categoria superiore. E in casa Virtus si poteva finalmente tirare un sospiro di sollievo.

Giovanni Pellecchia
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12 febbraio 2018

Virtus, che rimonta ora è fuori dal tunnel

(Il Mattino)
Schiaccia il Lugo con qualche brivido. C’è Piazza da miracoli.
Il peso delle tre sconfitte consecutive e il forfait all’ultimo del suo totem Nobile non hanno segnato nel morale la Virtus Padova. Nella tana calda di Rubano, la squadra di Daniele Rubini si prende la rivincita su Lugo, nello scontro diretto spartiacque tra la zona playoff e salvezza, ribaltando anche il differenziale canestri dell’andata. Volendo riassumere in un solo nome l’ennesima rinascita virtussina, bisogna per forza spendere quello di Andrea Piazza che, con i suoi 30 punti e 5 assist, ha sparigliato tutte le carte nel mazzo, trascinando i neroverdi verso una vittoria fondamentale per tenere vive le ambizioni da playoff e allontanare la trappole dei playout.
Tutto facile allora? Non proprio. Prima dell’apoteosi, la Virtus è dovuta passare attraverso il rebus della zona attuata dei romagnoli, venendo rimontata dal + 17 fino al +1 a cavallo di terzo e ultimo quarto. Ci ha pensato Piazza, letteralmente “on fire”, a risolvere tutti i problemi, spingendo avanti i suoi già alla fine del primo parziale (23-18), anche sei poi gli ospiti hanno iniziato a mostrare la faccia cattiva (25-24). La Virtus, intenta a capirci qualcosa in più attacco, veniva condizionata da qualche fischio discutibile (due sfondamenti a Miaschi e Crosato), ritrovandosi in bonus dopo meno di 5′ (27-24). Schiavon, però, diventa un fattore indovinando due triple in serie, salvo poi venire emulato dall’altra parte da Filippini (35-34). Un altro tiro pesante di Schiavon nasconde qualche pecca nell’impianto offensivo locale (38-34) e in uscita dal timeout è ancora l'”aereoplanino” padovano a dare fuoco alle polveri (40-34).
Padova viene soverchiata a rimbalzo dagli attaccanti avversari ma, quando cattura la carambola giusta, è in grado di affondare in transizione (45-36). Le ripartenze sono micidiali nel break (8-0), attraverso il quale Padova si issa a +15 (53-38 al 25′). Lugo prova a restare a galla appoggiando il gioco alto-basso per il suo lungo Filippini (55-43). La Virtus, però, aggredisce tutti i palloni scappando via in contropiede sulle schiacciate dei suoi “golden boys” Miaschi e De Zardo (62-45). Sul -17, la formazione ospite ha un paio di sussulti che le permettono di resistere e poi, perfino, rientrare a -11 (68-57). All’improvviso, una gara solo da controllare si riapre quando Rubini perde le staffe venendo sanzionato con un tecnico. Dalla lunetta, Valentini stampa tre liberi, mentre nel possesso successivo Rubbini insacca la tripla del -5 (68-63). I neroverdi restano in rottura prolungata per 4′ prima che Maresca sblocchi il punteggio (70-64). Stanzani perfeziona un gioco da tre (70-67) e un altro viaggio in lunetta di Valentini vale il -1 (72-71). Crosato e soci sentono odore di beffa, tuttavia si aggrappano al solito Piazza (77-71) che metterà in ghiaccio la vittoria al tiro da fermo (80-73). La Virtus c’è di nuovo, ma forse non se era mai andata.

Rubini: «Andrea, carattere da vendere»
Mai come ieri sera è sembrato così in splendida forma Daniele Rubini. Dalla panchina, ha pilotato la sua Virtus fuori da una situazione che era diventata abbastanza complessa. Ma si può soffrire così, dilapidando un vantaggio di 17 lunghezze?
«Sì», risponde il coach della Virtus, «Lugo ha fatto l’unica cosa che poteva fare di fronte all’assenza di Nobile, che è l’unico capace di smistare la palla in post alto. Aggiungiamoci poi il fatto che gli ultimi arrivati, De Zardo e Maresca, non avevano acquisito gli automatismi e non avevano chiaro come ci comportiamo contro la zona. Abbiamo dovuto ripiegare in corso d’opera su un altro gioco raffazzonato, che eseguiamo contro la difesa a uomo in modo tale da dargli dei riferimenti certi. Bravi tutti i ragazzi che hanno avuto voglia di provarci, anche quando appena arrivati in palazzetto abbiamo scoperto che Nobile era a letto con l’influenza. In campo non si vede, ma se in questo momento riusciamo a tenere alto il livello va soltanto elogiato il lavoro del nostro settore giovanile».
Una menzione a parte la merita Andrea Piazza. La sua è stata una prestazione da incorniciare. «Ha giocato una partita mostruosa, portando a spasso gli avversari», osserva il tecnico, «Ha mostrato cosa significa essere playmaker di una squadra sia in fase realizzativa che distributiva. Quando lo abbiamo scelto sapevamo cosa stavamo facendo. È un giocatore che ha carattere da vendere».
Mattia Rossetto
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12 febbraio 2018