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L’Antenore ok con De Nicolao in gran forma

(IlGazzettino, 13 gennaio)
Chiuso a punteggio pieno il tris di incontri da non sbagliare. Il play autore a Varese di una prova sontuosa per la squadra 
Tre su tre. L’Antenore Energia Virtus non ha fallito i tre match point, disputati a cavaliere dell’anno nuovo (tra la fine del girone d’andata e l’inizio del ritorno), contro altrettante pericolanti del girone. La formazione di Daniele Rubini, dopo aver superato Soresina e Crema, sabato sera alla sua seconda trasferta consecutiva si è ripetuta per 73-53 nell’avveniristica struttura del Campus di via Pirandello a Varese con la formazione locale della Robur et Fides. Una, nessuna, centomila? Lungi dall’essere una partita balorda, come paventato dal coach alla vigilia in considerazione del fatto che i neroverdi per l’ennesima volta si trovavano ad affrontare un’avversaria passata attraverso il cambio di guida tecnica, la sua squadra è stata protagonista di una prestazione corale e di sostanza.

BINARI GIUSTI
Lo testimoniano quattro giocatori in doppia cifra: i lunghi Morgillo e Ferrari, 18 e 13 punti rispettivamente avendo tirato con 8/10 e 6/10 dal campo; Piazza ed il giovane Pellicano (per il 2002, in campo 22 minuti, la prima doppia cifra a livello senior) 12 a testa. Ma, ancor di più, la sontuosa prova di Francesco De Nicolao andato davvero vicino alla tripla doppia: chiudendo con 8 punti, ma 10 assist ed altrettanti rimbalzi. La gara si è messa così subito sui binari giusti per capitan Schiavon e compagni: 6-0 già al 3′ per il quintetto d’avvio, che schierava oltre ai due play Piazza e De Nicolao, Dagnello, Ferrari e Bianconi; poi 18-8 grazie a tre triple (due di Piazza e gli unici punti nella partita di Dagnello). I padroni di casa, nelle cui fila ha fatto il suo rientro anche Ferrarese (dopo undici mesi di inattività), si rendevano protagonisti di una gara a tratti arrembante: piazzando un parziale di 8-0 in chiusura del primo quarto. Già a partire dalla frazione successiva, però, l’Antenore Energia riprendeva con autorità la propria marcia: scollinando la doppia cifra di vantaggio (+13 sul 36-23, canestro di Calò), che era poi il margine con cui andava negli spogliatoi. E la musica, sostanzialmente, non mutava spartito nemmeno nella ripresa. La Robur et Fides, infatti, provava a dare la svolta in difesa: ma falliva troppe occasioni e non era supportata nemmeno dalle percentuali al tiro. Padova, così, aveva buon gioco ad allungare ancora. Questa volta, in maniera inesorabile: toccando il +15 (49-34 al 24′, tre liberi consecutivi di Bianconi) e dilatando il vantaggio fino al +20 conclusivo, quando tra i locali emergeva anche un po’ di scoramento per l’infortunio occorso a Gatti.

IL DOPO-GARA
«Il girone di ritorno è cominciato – spiegava coach Rubini – ed i riferimenti sono cambiati. E’ un altro campionato: tutti stanno affilando le armi e sistemando i roster, in settimana abbiamo avuto un sacco di nuovi arrivi nelle squadre per migliorare quello che, secondo loro, non era particolarmente ben funzionante. Noi dobbiamo pensare di legittimare la nostra classifica con un comportamento adeguato a questa posizione: affrontando le difficoltà che ci sono e saranno superiori, mantenendo sempre desta l’attenzione e l’agonismo da mettere in campo».

Giovanni Pellecchia

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