“Tifosi, la Virtus c’è: seguiteci”

(l Gazzettino)  È una delle ultime bandiere. Oltre 200 presenze (e 1500 punti), Federico Schiavon con la maglia Antenore Energia Virtus, di cui dall’anno scorso è divenuto capitano, ha iniziato l’ottava stagione consecutiva (la decima contando le due, in passato, da under). Per lui, cresciuto nel settore giovanile della società di via Tadi, davvero un sogno che si è avverato. E che prosegue anche a 31 anni (li compirà il prossimo 10 ottobre). Per questo, tra l’altro, sarà omaggiato da un riconoscimento-speciale alla terza edizione degli Oscar del basket padovano in programma il 7 settembre.
UMILTÁ E FAME
Più soddisfazione o responsabilità? «Fa enorme piacere poter giocare nella squadra della mia città: un sogno fin da piccolo ed un grande orgoglio. Al tempo stesso, le responsabilità crescono, sia a livello personale sia, soprattutto, di squadra. Specie dopo lo scorso anno e una campagna-acquisti che ha portato giocatori di livello, giunti nel pieno della loro carriera, che in serie B hanno tanto da dire. Ora la palla passa a noi: dovremo tener fede alle ambizioni della società, dei media e dell’ambiente. La società è cresciuta facendo un piccolo step ogni anno. Lo ricordavo proprio nei giorni scorsi: ho iniziato da dilettante, facendo tre allenamenti a settimana; quest’anno ne faremo sei, tutti i pomeriggi e qualche mattina. Senza contare questa prima settimana, in cui ne abbiamo fatti ben undici! Come ha ricordato coach Rubini nel giorno del raduno, non ci sono magie. Da parte nostra, non dovrà mancare l’umiltà, la fame e il lavoro in allenamento anche per trovare la giusta chimica di squadra».
UNA FAMIGLIA
Di questi tanti anni in Virtus, che ricordi ha in particolare? Quali il momento più bello e quello più brutto? E i compagni con cui ha legato maggiormente? «Di giocatori, allenatori, dirigenti ne ho visti passare tanti. Oserei dire, ho attraversato addirittura varie epoche. Mi è difficile indicare qualcuno: prima di tutto, infatti, ci sono degli ottimi ricordi legati alla famiglia Virtus, sia in campo che fuori, che ti mette nelle condizioni di lavorare al meglio. La speranza, ovviamente, è quella di aver dato qualcosa anche da parte mia, aver contribuito a far crescere l’ambiente. La gioia più grande, da questo punto di vista, sta proprio nel vedere i ragazzi più giovani, molti dei quali ho anche allenato (Schiavon è allenatore ed istruttore minibasket, ndr), fare il tifo alle partite: alcuni di loro, nel tempo, sono arrivati in prima squadra, penso a Visone, Mazzonetto e ora il classe 2003 Rigato che si sta allenando con noi. Faccio fatica anche ad indicare un momento brutto: tornano alla mente due-tre sconfitte che, specie quando sono consecutive, fanno male, però anche quelle, visto che hanno contribuito a farci rialzare, hanno finito poi per essere comunque uno snodo importante, di crescita».
UN PASSO IN PIÙ
Per amore di maglia (e della categoria), lei ha accettato anche un impiego ridotto e partire dalla panchina. «La mia idea è quella di allenarmi forte e mettermi a disposizione. Per il resto, spesso sono situazioni contingenti alla gara, agli avversari o al momento: l’anno scorso, complice l’infortunio di Motta, capitava che partisse in quintetto un under per allungare le rotazioni; quest’anno, magari, sarà il contrario: ripeto, io devo solo farmi trovare sempre pronto. La società, da questo punto di vista, ha lavorato sul mercato proprio per allungare le rotazioni e provare a fare un passo in più. Quest’anno, non dobbiamo porci limiti: il nostro girone, contrariamente magari al C che qualcuno ha già ribattezzato una A2 senza stranieri, non ha corazzate ma è al tempo stesso equilibrato e livellato verso l’alto. Senza fare voli pindarici: il nostro obiettivo deve essere entrare nei play off con la migliore posizione possibile, per poi giocarcela fino in fondo».
COLPO D’OCCHIO
Che invito si sente di fare ai tifosi virtussini e, più in generale, agli appassionati padovani? «L’anno scorso, vedere la Kioene Arena gremita da oltre 2.000 persone è stato un colpo d’occhio notevole ed una grande soddisfazione. Ripartiamo da lì: invito i tifosi a seguirci fin dal pre-campionato perché, lo ripeto, la promessa da parte nostra è quella di migliorarci: non resteranno delusi!».

Giovanni Pellecchia

Virtus, Calò potrà essere l’uomo in più

(Il Gazzettino)  Nell’Antenore Energia Virtus 2019-20, Ruben Calò potrebbe rivelarsi il giocatore in più. Per meglio dire, il sesto uomo dello scacchiere di coach Daniele Rubini: quel giocatore capace di allungare le rotazioni (limite della scorsa annata) ed al tempo stesso pur subentrando dalla panchina, come capita a capitan Schiavon in grado di mutare il corso di alcune partite. E’ stato, in ordine di tempo, il secondo tra i nuovi arrivi della formazione neroverde che domenica si raduna in vista del suo quinto campionato consecutivo di serie B. Ala piccola classe 98 di 1.95, Calò vanta comunque una formazione nelle giovanili dell’Olimpia Milano e l’anno scorso giovava in A2 a Ferrara.
«Sono originario di Milano, mio padre è pugliese mentre mia madre è olandese si presenta -. Il nome sembra sudamericano? In realtà semplicemente piaceva a mia mamma. Cestisticamente sono cresciuto con l’Olimpia Milano, un’esperienza fantastica: ricordo come fosse ieri il mio esordio in Serie A a Pesaro. Poi ho avuto un’esperienza giovanissimo con Bernareggio con cui ho centrato una promozione in B, l’anno dopo a Lecco è stata una stagione un po’ sfortunata a causa di un infortunio e l’anno scorso ho avuto l’esperienza in A2 con Ferrara. Alla Virtus sono venuto per il progetto che mi è stato presentato ma anche per restare in zona, dato che la mia fidanzata è di Ferrara e non sono distante da Milano dove ho la famiglia e sono iscritto all’Università. Studio Ingegneria energetica al Politecnico: è un bell’impegno ma sono sempre riuscito a combinare lo sport con lo studio».
Delle sue aspettative, aggiunge: «Lo scorso mese sono venuto a Padova per le visite mediche: ho visitato la sede e la storica palestra di via dei Tadi. Ho avuto subito belle sensazioni trovando un ambiente sereno, con voglia di fare bene ma senza troppe ansie addosso. La città è molto bella e quindi vengo qui con grande entusiasmo. Ho già parlato con coach Rubini, mi ha spiegato quali sono le sue idee di pallacanestro e che intenzioni ha con me, mi ha subito colpito positivamente. In tanti mi hanno parlato bene di lui e ho apprezzato anche che ha dato disponibilità per venirmi incontro per i miei impegni universitari».
Nella marcia di avvicinamento al campionato, l’Antenore Energia Virtus ha già definito le amichevoli. Dopo il primo scrimmage di martedì 27 agosto, al Palaberta con il neopromosso Bam, la formazione di Daniele Rubini vivrà due appuntamenti clou: l’ormai tradizionale Memorial Pici De Nicolao a Vicenza, quadrangolare che quest’anno nei giorni 14-15 settembre vede impegnate proprio le formazioni venete della categoria (oltre a locali e neroverdi, Rucker Sanve e Bc Mestre 1958) e soprattutto, una settimana esatta prima del via, la partita del 21 settembre a Rubano con Ferrara di A2 del 1° Memorial Papa.
UNDER 18 ECCELLENZAIl derby tra Virtus e Petrarca, contrariamente a quanto previsto inizialmente, complice la richiesta di spostamento da parte di Ferrara, si farà nel girone B gestito da Fip Veneto. Le avversarie delle padovane: Scaligera Vr, Vanoli Cremona, Aurora Desio, Bernareggio, Orobica Bergamo, Trieste, Leoncino Mestre, Reyer Venezia, Leonessa Brescia, Aquila Trento, Sanve, Universo Treviso, Oxygen Bassano.

Giovanni Pellecchia