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Virtus, riconquistati i tifosi

(Il Gazzettino) L’ottima stagione della squadra ha riportato gli spettatori al palazzetto: duemila presenze nelle gare alla Kioene Arena.  
Otto vittorie consecutive nel girone di ritorno hanno portato <De Nicolao e compagni alla conquista della vetta, poi il calo.
Ripercorriamo, per tappe, l’ultima esaltante stagione dell’Antenotre Energia Virtus nel campionato di serie B.
Agli inizi del 2019, la squadra di Daniele Rubini ha viaggiato in testa alla classifica del girone, seppur appaiata ai Tigers Cesena. Risultato storico, che a Padova non si verificava da anni: vi erano riuscite la Virtus, già trasferita a Vicenza, nella stagione 1993-94 (chiusa con la promozione in A2); il Petrarca Patavium nel 2001-2002; e la Gattamelata guidata dallo stesso Rubini nella stagione 2008-2009, ma in B2.
Le vittorie consecutive, tra la prima e l’ottava giornata del girone di ritorno (dalla trasferta ad Olginate alla gara interna con l’Urania Milano), che avevano proiettato i neroverdi in vetta. Alla vigilia dei play off, il coach ha sottolineato anche come la squadra sia riuscita a battere, almeno una volta, tutte le avversarie.

MARZO NERO E PLAY OFF
Nel mese pazzerello per definizione, che i Latini dedicavano al dio Marte, la Virtus non ha mai vinto. Inanellando, complice l’assenza per infortunio di Matteo Motta ed il mancato ricorso al mercato (allungare le rotazioni con un altro giocatore sarà l’obiettivo di quest’estate), quattro sconfitte: Lugo, Crema, Rucker Sanve e Bernareggio. Sconfitte che, oltre il primato, sono costate alla fine anche quel quarto posto che avrebbe garantito il fattore-campo nei play off.

SUPPORTER COINVOLTI
I risultati positivi, ma ancor più l’atteggiamento della squadra sul parquet (oltre che una serie di iniziative), hanno ridestato interesse. «In questa stagione la parola d’ordine è stata coinvolgimento sottolineava il direttore generale Nicola Bernardi – e devo dire che siamo molto soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare. Abbiamo rivisto dopo molti anni un nuovo entusiasmo, la media spettatori è decisamente aumentata fino a toccare i picchi delle 2000 persone alla Kioene Arena nel derby con Vicenza e nella gara play off con Vigevano».

CONDOTTIERO NEROVERDE
Il carattere della Virtus appare legato al suo coach: Daniele Rubini. Il 54enne padovano, tornato l’anno scorso alla guida della prima squadra cittadina (dopo che dal 2008 al 2010 aveva allenato la Gattamelata), è un assoluto punto-fermo. «Ho deciso di rimanere spiegava – perché mi è stato presentato un progetto di crescita con prospettive per raggiungere importanti obiettivi e non accontentarsi più di fare le belle stagioni». Ed aggiungeva: «Non posso nascondere che in questa scelta abbia influito anche il legame che ho con questa società e questo ambiente. Credo che nei momenti chiave avere un forte senso di appartenenza possa essere un valore aggiunto».
Con una scelta romantica e d’antan, per taluni versi anche azzardata, coach Rubini (nella foto a destra con Francesco De Nicolao) ha lasciato in campo per tutto il secondo tempo della decisiva gara-3 a Vigevano sempre lo stesso quintetto: Piazza, De Nicolao, Motta, Ferrari e Filippini. Testimonianza di fiducia nei propri giocatori, ma anche di rotazioni limitate. Con buona probabilità, questo quintetto sarà la base da cui ripartire.

FERRARI INTOCCABILE
Il botto di chiusura dello scorso mercato estivo è stato, nei giorni scorsi, il primo rinnovo: Michele Ferrari, il migliore dell’Antenore Energia per valutazione, con 14 punti e 5 rimbalzi di media (il 6. del girone) saliti rispettivamente a 16 e 6 nei play off. Il 33enne ex capitano di Udine in A2 si è legato, per altre due stagioni, ai colori neroverdi. «La sua permanenza era una volontà condivisa con forza da tutta la società, in primis dal presidentissimo Gianfranco Bernardi fino ad arrivare a me e l’allenatore spiegava il direttore sportivo Roberto Rugo – dà l’idea di quello che vuole essere il nostro progetto e della crescita che vogliamo fare».

IMPRONTA AGGRESSIVA
La formula vincente della stagione. I playmaker Andrea Piazza e Francesco De Nicolao, tra i giocatori più impiegati del girone B (primo e quarto, con quasi 35 e 33 minuti sul parquet), hanno dato l’impronta difensiva. Chiudendo entrambi sul podio nelle palle recuperate: De Nicolao, che ha chiuso in testa anche la classifica degli assist (5,9 di media), è stato il primo con 2,3 recuperi; Piazza il 3° (2,1).

LA SORPRESA FILIPPIN
I
In un girone dominato dai totem d’area, il centro Giacomo Filippini è emerso grazie alla sua atipicità. Capace di colpire sia da sotto che da tre punti (36% di media, 16° assoluto), infatti, ha chiuso con 13 punti e 7 rimbalzi di media in stagione, ritoccati a 17 e 10 in tre sontuose gare di play off. Sarà difficile ora sottrarlo alle attenzioni del mercato.

BANDIERA SCHIAVON
Federico Schiavon ha disputato la settima stagione in maglia neroverde, la prima da capitano. La sua è una favola moderna: prodotto del vivaio (per di più nei gruppi provinciali), dopo qualche anno di gavetta nelle minors (Noventa in Promozione e serie D, Pro Pace in D e C2), nel 2012 è approdato in prima squadra. Sposando la causa virtussina: oltre che giocatore (ha superato i 1.500 punti), è anche istruttore minibasket ed allenatore.

MILLENNIALS
Coach Rubini ha rivendicato con orgoglio come la sua squadra sia quella che ha maggiormente impiegato in campionato i millennials, nati dal 2000 in poi. Tre su tutti, punti di forza anche degli Under 18 d’Eccellenza di Mauro Seno qualificati tra le migliori 24 squadre d’Italia: il play del 2002 Nicolò Pellicano, che è stato il più impiegato (7,2 minuti); ed i 2001 Riccardo Visone (5,5 minuti) e Beniamino Basso (4,7). Quest’ultimo, oltre ad avere il miglior impatto in campionato (1,6 punti e 1,5 rimbalzi), nei giorni scorsi con la Nazionale Under 18 ha disputato la Fiba 3X3 World Cup ad Ulaanbaatar, Mongolia, dove gli azzurrini sono usciti ai quarti di finale (battuti 19-12 dagli Usa poi vincitori che schieravano prospetti da Nba). Coach Rubini ha impiegato inoltre: Tognon (2001), Mazzonetto (2002); Verzotto e Visentin, questi ultimi entrambi 99, in doppio tesseramento con Vigonza di serie D e Carrè di C Silver.
Giovanni Pellecchia

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