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Gli Under 18 tornano in corsa

I ragazzi di coach Seno vendicano la gara d’andata e tornano a pieno nella lotta per l’accesso alle finali nazionali.
Antenore Energia Padova – Sidigas Avellino.  81-73

Antenore Energia PD: Cammissa, Visone 23, Antonello n.e., Tognon 4, Mazzonetto 7, Meneghin, Varagnolo n.e., Trentin, Cignarella 2, Mason, Basso 26, Pellicano 16. All. Seno – Ass: Turi.

Scandove AV: Paterno 3, Idrissou 2, Caggiano3, Bianco 17, Genovese 2, Izzo 9, DE Blasi, Giapiglia 6, Sabatino 20, Bitta 9, D’Amico 2, Belotti. All. Gabriele – Ass. Casorelli.

Arbitri: Nuara – Nalesso

Parziali: 25-21, 12-22 (37-43), 24-17 (61-60) 20-13 (81-73)

Percentuali:

VIRTUS PD: T2 44% 21/48 – T3 47% 9/19 – TT 45% 30/67 – TL 55% 12/22

SCANDONE AV: T2 33% 14/43 – T3 38% 11/29 – TT 35% 25/72 – TL 75% 12/16

Si sono viste belle cose lunedì sera a Rubano. Una reazione dei ragazzi, prima di tutto, che vendicano (è il caso di dirlo) l’umiliante sconfitta dell’andata con una prestazione di rara concretezza. Ma sono le giocate quelle che rimangono negli occhi, ripercorrendo il film della partita. La clamorosa stoppata di Meneghin che fa passare a Sabatino la voglia di avventurarsi in penetrazione. La partenza reverse con cui Basso lascia sul posto Idrissou per poi schiacciare a due mani. Il palleggio-arresto-tiro di Pellicano, di fronte al quale Dan Peterson (uno che quel gesto tecnico lo venera) si sarebbe alzato in piedi esclamando: “Mamma mia amici sportivi!”.

Ebbene, amici sportivi, che abbiate visto o no la partita, sappiate che è stata uno spettacolo. In panchina si soffre, in campo si corre e tutto il resto scompare, ma dalla tribuna dev’essere stato proprio uno spettacolo. Gara sempre in bilico, Padova parte forte, Avellino si scuote e allunga, la Virtus sembra cedere ma poi ritorna sotto, ancora i campani in apparente controllo e infine i padroni di casa che graffiano, nel momento decisivo, con il sorpasso a fine terzo quarto con la tripla di Mazzonetto dall’angolo: Immanuel Kant miss it: 61-60.

L’adrenalina è scivolata via e con essa anche la lucidità per raccontare con ordine i fatti del campo, prendeteli come seguono. Pronti, via e Visone da dietro l’arco punisce due volte. È la sua serata: sei su sette, ma solo perché l’errore è causa di una forzatura allo scadere. Chi invece con il cronometro ha confidenza è Mazzonetto, che segna due punti improbabili sulla sirena del secondo quarto su una rimessa lunga: l’assist è di Lomma che anche da cronometrista mette la sua esperienza al servizio della squadra.

Avellino non ha un vero centro e Basso si impegna a ricordarglielo, non solo catturando sedici rimbalzi, ma anche ampliando il repertorio con un paio di piazzati pesanti. Si attacca bene la zona schierata dai campani nel finale, la palla gli arriva come dovrebbe e lui finalizza. “Micio bello e bamboccione”, ma sa fare anche il cattivone.

C’è chi brilla perché segna, ma non si può dimenticare il lavoro sporco a cui nessuno si sottrae: nei due soli punti di Idrissou e nei nove di Izzo (che fa un po’ da capobanda) si trova la straordinaria compattezza dei padroni di casa, il cui principale merito pare però essere quello di aver messo fuori gioco Sabatino che in metà partita ne aveva già segnati venti.

“Un altro scalpo”, come lo definirebbe coach Seno, l’aver battuto sul parquet amico un avversario di blasone, ultimo di una lunga lista tra quelli che quest’anno vi sono scivolati. E già questa è una soddisfazione enorme, specie per chi potrebbe aver giocato la sua ultima sfida davanti al pubblico di Rubano. Una vittoria sofferta, meritata, conseguita con la forza di chi non aveva nulla da perdere. Ma che andrà a Biella lunedì ancora con qualche possibilità in tasca.

Carlo Cignarella

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