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Rimpianti e orgoglio nella favola Virtus

(Il Gazzettino)  Brucia ancora la sconfitta di un punto che è costata l’eliminazione ai quarti di finale dei play off, ma il bilancio della stagione rimane positivo.
Rammarico unito a orgoglio. In casa Antenore Energia Virtus, all’indomani dell’amara sconfitta maturata domenica a Vigevano nello sprint finale di gara-3 (72-71), che è costata alla formazione di Daniele Rubini l’eliminazione dai play off di serie B, resta questo misto di sensazioni. «Bastava che De Nicolao tirasse due o tre secondi prima – constata laconico il presidente Gianfranco Bernardi -, visto che comunque avevamo preso il rimbalzo e fatto canestro oltre lo scadere. Il basket è fatto di questi episodi. Tanti complimenti, comunque, alla squadra: i giocatori si sono dimostrati forti e uniti, seguendo le indicazioni dell’allenatore. Purtroppo, la squadra si è rivelata un po’ corta. Il futuro? Bisogna tirare le somme, poi staremo a vedere: la gestione di una società costa un sacco di soldi. Anche quest’anno abbiamo fatto i miracoli!».

ABNEGAZIONE E SACRIFICIO
«Bisogna avere la capacità di attaccarsi con grande ottimismo ai segnali che abbiamo avuto da questi ragazzi – aveva sottolineato domenica dopo la partita, pur affranto, coach Rubini – e sapere che, probabilmente, il percorso che è cominciato quest’anno può avere un suo seguito se supportato, ovviamente, da una programmazione». «La beffa è già stata assorbita – sembra chiosare il direttore sportivo neroverde Roberto Rugo – Sicuramente la valutazione della stagione deve essere più ampia, partendo da metà agosto ad oggi: il bilancio, in questo senso, non può che essere più che positivo. Da un punto di vista sportivo e umano. La squadra è riuscita a formarsi attorno ad un gruppo di uomini veri che, con abnegazione e spirito di sacrificio, hanno permesso anche la crescita dei giovani: prova ne sia che la nostra Under 18 si è qualificata tra le migliori 24 squadre d’Italia. Ma, ripeto, il risultato sportivo che per la prima squadra è stato il migliore di questi ultimi anni passa quasi in secondo piano rispetto alla soddisfazione di aver visto in maglia neroverde persone che, con la loro cultura del lavoro e dell’impegno, non hanno mai creato nessun problema».

MARZO CATASTROFICO
Volgendo lo sguardo all’indietro, qual è il rammarico più grande? «Sicuramente il mese di marzo è stato catastrofico, quanto a risultati – sottolinea il diesse – e me ne assumo la responsabilità. Pur avendo ricevuto mandato dalla società di sondare il mercato, non sono stato abile o pronto a concludere delle operazioni di rafforzamento. La squadra, che già corta era priva dell’infortunato Motta (con 23 punti il miglior marcatore dell’ultima partita, ndr), ha pagato quel mese sia in termini di classifica che nei chilometraggi cui sono stati chiamati alcuni giocatori-chiave. Siamo così arrivati all’appuntamento decisivo dei play off, una sorta di roulette russa, mentalmente a posto ma fisicamente con qualche acciacco. Da questo punto di vista, mi preme sottolineare che domenica Piazza e Bovo sono stati semplicemente stoici: giocare da infiltrati, infatti, non è da tutti specie in quelle condizioni».
Sembra, un’ottima base da cui ripartire. «Lasciamo passare una settimana di relax. Poi, alla luce anche del consiglio direttivo che si riunirà nei prossimi giorni, capiremo come muoverci. Il percorso iniziato di fatto quest’anno con il coach, dopo che nella scorsa stagione la priorità era stata rimettere in direzione la barca, è quello che vogliamo consolidare: questa squadra e questo nucleo ha senso, infatti, solo se resta Daniele. Al tempo stesso, aggiungo che in questi ultimi due anni tutto l’ambiente è cresciuto: da un punto di vista sportivo, ma anche societario. Grazie a un team che lavora bene insieme e che in città vuole allargare la platea di questo splendido sport anche ai non addetti ai lavori. Se solo potessimo avere anche una struttura adeguata…».
Giovanni Pellecchia

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