La Virtus non si accontenta «Vogliamo crescere ancora»

(Il Mattino)  La beffarda eliminazione a Vigevano nei playoff non ridimensiona la stagione
Il direttore generale Bernardi: «Abbiamo riacceso la passione dei tifosi in città»
Resta il segno tangibile che un passo avanti deciso è stato mosso per ridestare l’interesse attorno al basket padovano. All’indomani dell’eliminazione in gara-3 dei quarti di finale playoff della Serie B, è il momento di tirare le somme in casa Virtus. Il bilancio chiude in attivo con tanto orgoglio per quanto fatto globalmente per il movimento cestistico patavino e qualche rammarico per il passaggio a vuoto costato il primato in regular season e la sconfitta di un’inezia nella “bella” di Vigevano (72-71).
«Uscire a testa alta in gara-3 testimonia quanto questo gruppo di uomini abbia dei valori umani incredibili», sottolinea Roberto Rugo, diesse dell’Antenore Energia Virtus Padova, «è stata una stagione lunghissima, iniziata lo scorso 18 agosto tra mille peripezie e con la scelta di puntare su sei Senior per far crescere i nostri giovani Under 18 che sono entrati a far parte delle 24 migliori squadre d’Italia. L’annata è stata positiva, ma non dobbiamo cullarci sugli allori. Abbiamo le carte in regola per essere la guida trainante del basket cittadino. Al centro del progetto tecnico rimane Daniele Rubini, il nostro condottiero come lo definiscono i tifosi. Lui non è soltanto un allenatore, ma un uomo Virtus a 360 gradi. Avremmo il desiderio di riconfermare tutta la squadra, ma sappiamo quanto sia difficile perché non siamo gli unici a operare sul mercato».
Nei prossimi giorni, l’entourage virtussino si riunirà per delineare le linee future della società di via dei Tadi. Sarà il momento di effettuare le prime valutazioni sul proseguimento di una progettualità che coinvolge l’intera città e che può contare sul supporto dell’amministrazione con in testa il sindaco Sergio Giordani e l’assessore allo sport Diego Bonavina
.«Siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista», sottolinea Nicola Bernardi, direttore generale della Virtus, «abbiamo aumentato il numero di dirigenti e attivato l’associazione Virtus nel Cuore, presieduta da Giorgio Maso, che affianca la società con l’obiettivo di incrementare la presenza e il coinvolgimento nel territorio. Puntavamo a entrare nei playoff per giocarli, senza fare comparsate. E così stato: dedichiamo la nostra stagione al vicepresidente Gegè Papa, scomparso soltanto pochi mesi fa lasciando un vuoto enorme».
«Vedere la Kioene Arena piena», continua, «in occasione di gara-2 dei playoff ha dimostrato che se la squadra è competitiva, la risposta del pubblico è positiva. Siamo riusciti a riaccendere l’entusiasmo anche tra persone che non seguivano da tempo il basket. E abbiamo realizzato tutto questo con un budget limitato. Ora c’è bisogno che aumenti, se vogliamo avvicinarci a quello dei top team della Serie B. Ci attende adesso un lavoro ancora più difficile perché dovremo essere bravi a estendere il grado di partecipazione al progetto».
Mattia Rossetto

Rimpianti e orgoglio nella favola Virtus

(Il Gazzettino)  Brucia ancora la sconfitta di un punto che è costata l’eliminazione ai quarti di finale dei play off, ma il bilancio della stagione rimane positivo.
Rammarico unito a orgoglio. In casa Antenore Energia Virtus, all’indomani dell’amara sconfitta maturata domenica a Vigevano nello sprint finale di gara-3 (72-71), che è costata alla formazione di Daniele Rubini l’eliminazione dai play off di serie B, resta questo misto di sensazioni. «Bastava che De Nicolao tirasse due o tre secondi prima – constata laconico il presidente Gianfranco Bernardi -, visto che comunque avevamo preso il rimbalzo e fatto canestro oltre lo scadere. Il basket è fatto di questi episodi. Tanti complimenti, comunque, alla squadra: i giocatori si sono dimostrati forti e uniti, seguendo le indicazioni dell’allenatore. Purtroppo, la squadra si è rivelata un po’ corta. Il futuro? Bisogna tirare le somme, poi staremo a vedere: la gestione di una società costa un sacco di soldi. Anche quest’anno abbiamo fatto i miracoli!».

ABNEGAZIONE E SACRIFICIO
«Bisogna avere la capacità di attaccarsi con grande ottimismo ai segnali che abbiamo avuto da questi ragazzi – aveva sottolineato domenica dopo la partita, pur affranto, coach Rubini – e sapere che, probabilmente, il percorso che è cominciato quest’anno può avere un suo seguito se supportato, ovviamente, da una programmazione». «La beffa è già stata assorbita – sembra chiosare il direttore sportivo neroverde Roberto Rugo – Sicuramente la valutazione della stagione deve essere più ampia, partendo da metà agosto ad oggi: il bilancio, in questo senso, non può che essere più che positivo. Da un punto di vista sportivo e umano. La squadra è riuscita a formarsi attorno ad un gruppo di uomini veri che, con abnegazione e spirito di sacrificio, hanno permesso anche la crescita dei giovani: prova ne sia che la nostra Under 18 si è qualificata tra le migliori 24 squadre d’Italia. Ma, ripeto, il risultato sportivo che per la prima squadra è stato il migliore di questi ultimi anni passa quasi in secondo piano rispetto alla soddisfazione di aver visto in maglia neroverde persone che, con la loro cultura del lavoro e dell’impegno, non hanno mai creato nessun problema».

MARZO CATASTROFICO
Volgendo lo sguardo all’indietro, qual è il rammarico più grande? «Sicuramente il mese di marzo è stato catastrofico, quanto a risultati – sottolinea il diesse – e me ne assumo la responsabilità. Pur avendo ricevuto mandato dalla società di sondare il mercato, non sono stato abile o pronto a concludere delle operazioni di rafforzamento. La squadra, che già corta era priva dell’infortunato Motta (con 23 punti il miglior marcatore dell’ultima partita, ndr), ha pagato quel mese sia in termini di classifica che nei chilometraggi cui sono stati chiamati alcuni giocatori-chiave. Siamo così arrivati all’appuntamento decisivo dei play off, una sorta di roulette russa, mentalmente a posto ma fisicamente con qualche acciacco. Da questo punto di vista, mi preme sottolineare che domenica Piazza e Bovo sono stati semplicemente stoici: giocare da infiltrati, infatti, non è da tutti specie in quelle condizioni».
Sembra, un’ottima base da cui ripartire. «Lasciamo passare una settimana di relax. Poi, alla luce anche del consiglio direttivo che si riunirà nei prossimi giorni, capiremo come muoverci. Il percorso iniziato di fatto quest’anno con il coach, dopo che nella scorsa stagione la priorità era stata rimettere in direzione la barca, è quello che vogliamo consolidare: questa squadra e questo nucleo ha senso, infatti, solo se resta Daniele. Al tempo stesso, aggiungo che in questi ultimi due anni tutto l’ambiente è cresciuto: da un punto di vista sportivo, ma anche societario. Grazie a un team che lavora bene insieme e che in città vuole allargare la platea di questo splendido sport anche ai non addetti ai lavori. Se solo potessimo avere anche una struttura adeguata…».
Giovanni Pellecchia