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Virtus ad un soffio dal botto

(Il Gazzettino) Vigevano vince gara-3 e va in semifinale con una “bomba” da tre del suo cecchino a cui De Nicolao non riesce a replicare.
L’Antenore Energia raddrizza incredibilmente una partita che sul -18 sembrava compromessa e si porta addirittura in avanti.
Chapeau bas, per questa Antenore Energia Virtus! La formazione di Daniele Rubini, ieri in un PalaBlasetta di Vigevano caldo come non mai a dispetto della temperatura esterna, è uscita sconfitta di un solo punto per 72-71. I neroverdi, davvero mai domi e sospinti in questa occasione da uno strepitoso Motta (23 punti), ovvero il giocatore assente a lungo in questa stagione a causa delle varie recidive al ginocchio (che poi hanno indotto all’operazione), sono riusciti con il loro proverbiale orgoglio a raddrizzare una gara che sembrava largamente compromessa. Ed anzi, passati addirittura a condurre in dirittura d’arrivo, il rammarico è semmai ancora doppio, o triplo.

ULTIMO MINUTO ROVENTE
Nell’ultimo minuto, dopo che Benzoni, già giustiziere di gara-1, riportava i locali avanti con una tripla, protagonista assoluto era Francesco De Nicolao che prima perdeva palla in attacco, poi la recuperava in difesa ed infine falliva quasi sulla sirena il tiro della possibile storica vittoria, con la correzione a canestro di un compagno appena dopo la fine. «Chi passa, passa con merito – taglia corto coach Daniele Rubini – specie in una serie che, fin dall’inizio, tutti avevano descritto come probabilmente una delle più dure. Sstagione super, ma ci è mancato quel guizzo che sarebbe stata la ciliegina sulla torta. La storia di questa stagione e le qualità di questo gruppo ci hanno permesso, per lunghi tratti, di essere piacevoli da vedere e di farci ammirare per la caparbietà. Peccato per quelle gare buttate scioccamente ma anche questo, complici le rotazioni risicate tenendo in campo qualcuno che forse doveva riposare, fa parte della stagione. Temevamo di dover arrivare a gara-3 proprio perché le rotazioni più lunghe di Vigevano avrebbero causato lo sfiancamento di qualcuno; si aggiunga che, per la prima volta, è venuto in trasferta con noi anche il medico: due giocatori importanti (Piazza e Bovo, ndr) sono scesi in campo infiltrati, ma hanno voluto a tutti i costi esserci».

GRANDE SPIRITO
«Una partita di cuore, come tutto il campionato – osserva il direttore generale Nicola Bernardi – Una rimonta impossibile in un campo infuocato come questo: questi ragazzi hanno dimostrato lo spirito che vogliamo abbiano tutti i nostri ragazzi. Voglio dedicare a Gegè (il vicepresidente Papa scomparso di recente, ndr) tutta questa grandissima stagione, che ricorderemo a lungo».

SUL +3 L’ILLUSIONE
L’inizio della gara per la Virtus, a partire dal 4-0 iniziale dei locali, era stato decisamente in salita. I neroverdi, dopo aver impattato (sull’8-8 e poi 11-11), si ritrovavano a inseguire e venivano addirittura doppiati sul finire del primo quarto (22-11) e, nonostante i tentativi di rimonta, scivolavano addirittura a -18 prima dell’intervallo. Qui se non altro, prima il 2/2 in lunetta di Motta e poi la tripla allo scadere di Piazza, permetteva ai patavini di andare negli spogliatoi avendo limitato i danni. Il vero capolavoro, però, la Virtus sembrava realizzarlo nella ripresa che coach Rubini ha deciso di giocare tenendo praticamente sempre il quintetto-base in campo. Ridotto lo scarto ad un solo canestro di distanza già sul finire della terza frazione, i virtussini mettevano il naso avanti per la prima volta al 35′ sul 64-63 con la tripla di Motta. Nella volata sembravano avere anche la giusta inerzia, quando la percussione di De Nicolao regalava addirittura il +3 (69-66). Ma Benzoni, prima con una giocata da tre punti impattava e poi, negli ultimi tre minuti quando l’Antenore Energia segnava solo dalla lunetta con Ferrari, siglava la tripla della vittoria.
Giovanni Pellecchia

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