Il sogno della Virtus s’infrange a Vigevano

(Il Mattino)  Un secondo prima che suoni la sirena, la stagione dei padovani si chiude nel modo più crudele: sconfitta per un solo punto
Per un secondo, neanche. Un’enorme Virtus Padova Antenore Energia sfiora per un punto, per un solo punto, un’impresa titanica andando ad un millimetro dalla presa dell’infernale Palabasletta. Come 300 spartani alle Termopili contro un milione di persiani. A Vigevano finisce 72-71 nel più crudele dei modi una stagione che rimarrà nella storia non solo per i risultati raccolti seppur straordinari, ma soprattutto per l’immenso cuore che questa squadra ha lasciato su ogni maledetto parquet su cui è scesa. Rifacendo battere il cuore ad una città che di pallacanestro era dormiente, riportando migliaia di persone al suo seguito, ridando l’idea che un importante progetto di basket a Padova sia possibile. Finisce con una tripla di un coraggioso De Nicolao che all’ultimo secondo il destino accompagna sul ferro e non in fondo alla retina, finisce con la sirena che suona quell’attimo prima che il rimbalzo di Filippini valesse la semifinale. Finisce con i ragazzi di Rubini che cadono non con l’onore delle armi, ma con molto di più. Reggendo fino all’ultimo di anima e cuore all’inferno dantesco dove l’accoppiamento dei playoff l’aveva spedita. Una sfida colma di tensione fin dai primi minuti, con il peso della grossa posta in palio che si fa sentire. Due bombe di Piazza tengono a bada la Elachem fino a metà quarto quando però la NPV con le triple di Panzini crea il primo strappo che manda i ducali sul 24-13. La Virtus non riesce a togliersi di dosso l’handicap di basse percentuali al tiro da dentro l’area, con il presidio difensivo dei padroni di casa che limita la sua fase offensiva. Nonostante un buon avvio riporta sul -6 i ragazzi di Rubini, Vigevano ricompatta le linee dietro e ricominciando a sparare da fuori fino al +18, con Virtus in balia delle onde e del barbaro tifo vigevanese. Solo una tripla estratta dal cilindro sulla sirena dell’intervallo da Piazza tampona le perdite tenendo il -14. Ma da queste ceneri gli uomini di Rubini risorgono con impeto. Virtus torna in campo sfidando col veleno in corpo non solo gli avversari ma tutti i 1400 dell’infernale PalaBasletta. Dopo un parziale di 3-9, Motta sbaglia due liberi ma sul rimbalzo si prende la tripla che riapre il match (-8). Centimetro dopo centimetro Denik, Filippini e Ferrari guidano Virtus fino al -2. Una bomba di Motta vale il sorpasso, una di De Nicolao anche il +3. Vigevano riprende Padova (69-69), Ferrari rimanda avanti sul +2 i suoi ma Benzoni spara la tripla del controsorpasso. Ultimo possesso Virtus, De Nicolao con le ultime gocce di sudore residue si prende i sogni della sua città sulle spalle ma il destino non lo premia. Onore alla Virtus, onore a questi ragazzi.
Luca Perin
Rubini: “Poteva essere memorabile, finiamo con orgoglio e rammarico
Non è finita, il futuro di questa società resta comunque importante. «La differenza tra una stagione memorabile e una stagione in cui te ne vai con rammarico è molto sottile, oggi è stata un mezzo canestro». E’ un coach Rubini con una tempesta di sentimenti addosso quello che analizza la battaglia di Vigevano. «Anche oggi abbiamo dato per l’ennesima volta grande prova di solidità mentale, battendoci senza risparmiarci nulla in una situazione ambientale impossibile e con Piazza e Bovo che hanno giocato infiltrati. Questa prova spiega una volta di più come abbiamo potuto stare per lunghi tratti primi in classifica nel corso della stagione. Ce ne andiamo da Vigevano con grande orgoglio ma anche con grande rammarico, per le percentuali ai liberi e l’ultimo decisivo possesso che non ha avuto fortuna. Quando te ne vai con rammarico affrontando una serie così complicata si dà la portata di quella che è stata la nostra stagione. Io credo che questa annata per la Virtus e per i suoi tifosi possa essere una solida base di partenza per costruire un importante futuro. Questa società ha trovato un assetto che ci ha riportato a gloriosi tempi passati e ha riavvicinato un pubblico importante che ha riempito a più riprese il palazzetto, creando un patrimonio anche per il domani. Io personalmente non so cosa farò da grande in futuro, però credo che questo progetto e che questo fantastico gruppo di ragazzi vada conservato in vista dell’anno e casomai supportato in sede di mercato.
Ho avuto ragazzi fantastici che hanno dato tutto ad ogni allenamento, hanno giocato anche con febbre ed infortuni e che hanno fatto emozionare tutta una città» .
L.P.

Virtus ad un soffio dal botto

(Il Gazzettino) Vigevano vince gara-3 e va in semifinale con una “bomba” da tre del suo cecchino a cui De Nicolao non riesce a replicare.
L’Antenore Energia raddrizza incredibilmente una partita che sul -18 sembrava compromessa e si porta addirittura in avanti.
Chapeau bas, per questa Antenore Energia Virtus! La formazione di Daniele Rubini, ieri in un PalaBlasetta di Vigevano caldo come non mai a dispetto della temperatura esterna, è uscita sconfitta di un solo punto per 72-71. I neroverdi, davvero mai domi e sospinti in questa occasione da uno strepitoso Motta (23 punti), ovvero il giocatore assente a lungo in questa stagione a causa delle varie recidive al ginocchio (che poi hanno indotto all’operazione), sono riusciti con il loro proverbiale orgoglio a raddrizzare una gara che sembrava largamente compromessa. Ed anzi, passati addirittura a condurre in dirittura d’arrivo, il rammarico è semmai ancora doppio, o triplo.

ULTIMO MINUTO ROVENTE
Nell’ultimo minuto, dopo che Benzoni, già giustiziere di gara-1, riportava i locali avanti con una tripla, protagonista assoluto era Francesco De Nicolao che prima perdeva palla in attacco, poi la recuperava in difesa ed infine falliva quasi sulla sirena il tiro della possibile storica vittoria, con la correzione a canestro di un compagno appena dopo la fine. «Chi passa, passa con merito – taglia corto coach Daniele Rubini – specie in una serie che, fin dall’inizio, tutti avevano descritto come probabilmente una delle più dure. Sstagione super, ma ci è mancato quel guizzo che sarebbe stata la ciliegina sulla torta. La storia di questa stagione e le qualità di questo gruppo ci hanno permesso, per lunghi tratti, di essere piacevoli da vedere e di farci ammirare per la caparbietà. Peccato per quelle gare buttate scioccamente ma anche questo, complici le rotazioni risicate tenendo in campo qualcuno che forse doveva riposare, fa parte della stagione. Temevamo di dover arrivare a gara-3 proprio perché le rotazioni più lunghe di Vigevano avrebbero causato lo sfiancamento di qualcuno; si aggiunga che, per la prima volta, è venuto in trasferta con noi anche il medico: due giocatori importanti (Piazza e Bovo, ndr) sono scesi in campo infiltrati, ma hanno voluto a tutti i costi esserci».

GRANDE SPIRITO
«Una partita di cuore, come tutto il campionato – osserva il direttore generale Nicola Bernardi – Una rimonta impossibile in un campo infuocato come questo: questi ragazzi hanno dimostrato lo spirito che vogliamo abbiano tutti i nostri ragazzi. Voglio dedicare a Gegè (il vicepresidente Papa scomparso di recente, ndr) tutta questa grandissima stagione, che ricorderemo a lungo».

SUL +3 L’ILLUSIONE
L’inizio della gara per la Virtus, a partire dal 4-0 iniziale dei locali, era stato decisamente in salita. I neroverdi, dopo aver impattato (sull’8-8 e poi 11-11), si ritrovavano a inseguire e venivano addirittura doppiati sul finire del primo quarto (22-11) e, nonostante i tentativi di rimonta, scivolavano addirittura a -18 prima dell’intervallo. Qui se non altro, prima il 2/2 in lunetta di Motta e poi la tripla allo scadere di Piazza, permetteva ai patavini di andare negli spogliatoi avendo limitato i danni. Il vero capolavoro, però, la Virtus sembrava realizzarlo nella ripresa che coach Rubini ha deciso di giocare tenendo praticamente sempre il quintetto-base in campo. Ridotto lo scarto ad un solo canestro di distanza già sul finire della terza frazione, i virtussini mettevano il naso avanti per la prima volta al 35′ sul 64-63 con la tripla di Motta. Nella volata sembravano avere anche la giusta inerzia, quando la percussione di De Nicolao regalava addirittura il +3 (69-66). Ma Benzoni, prima con una giocata da tre punti impattava e poi, negli ultimi tre minuti quando l’Antenore Energia segnava solo dalla lunetta con Ferrari, siglava la tripla della vittoria.
Giovanni Pellecchia