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Rubini «Andiamo a Vigevano perchè vogliamo scrivere un pezzo di storia Virtus»

L’ora della verità per l’Antenore Energia Virtus Padova è arrivata. Dopo la sconfitta di gara 1 e il successo di mercoledì alla Kioene Arena che ha pareggiato i conti della serie, arriva infatti la sfida da dentro o fuori di gara 3 contro Vigevano che si disputerà nel catino ribollente del PalaBasletta.

Un feudo quasi inespugnabile dati alla mano, con i pronostici che danno tutti per favorita Vigevano. Ma l’entusiasmante stagione che la Virtus ha fatto vivere a tutta la città, conservando per oltre un mese la vetta della classifica, insegna che in realtà per questo gruppo la parola impossibile non esiste e che con il coraggio e la forza di volontà si può arrivare davvero ovunque, in particolare se in panchina c’è un condottiero che si chiama Daniele Rubini.

Coach Rubini, c’è la consapevolezza che domenica a Vigevano di fatto Virtus si gioca un pezzo importante della sua storia?

«Sì ce l’abbiamo, noi a Vigevano andremo per provare a riscrivere un pezzo di storia recente di questa società. Nel corso della stagione abbiamo voluto con tutte le nostre forze arrivare fino al primo posto in classifica e contro ogni pronostico ci siamo riusciti conservandolo per oltre un mese, e allo stesso modo ora dovremo volere con tutte le nostre forze anche andare a Vigevano per vincere e passare noi il turno. Dovremo scendere in campo come se questa partita fosse la finale, e la storia di questa stagione ci ha insegnato che il nostro gruppo è in grado di compiere anche imprese come queste. A Vigevano ci andiamo con l’orgoglio di essere arrivati con merito fino a questo punto, che non era una cosa per nulla scontata ma che è stato un primo obiettivo raggiunto tramite sacrifici e al lavoro che questo gruppo ha fatto quotidianamente in allenamento e grazie al carattere tirato fuori in ogni partita».

Una sfida del genere come si prepara a livello emotivo? La immaginiamo come Al Pacino in Ogni maledetta Domenica o come Re Leonida che guida i 300 spartani.

«No, no (ride, ndr) queste in realtà sono partite che emotivamente si preparano da sole. La tensione e l’entusiasmo arrivano per la grossa posta messa in palio da questa gara, queste sono le sfide che ogni allenatore e che ogni giocatore non vede l’ora di giocare: dobbiamo pensare alle fila di tifosi avversari che ci saranno davanti al botteghino per sostenere gli altri e provarci giustamente ad intimorire, dobbiamo pensare alla voglia di vincere dei nostri avversari ma anche alla nostra che dovrà essere ancora più grande, e dovremo farci trovare pronti non solo ad affrontare un’ottima squadra preparata ed organizzata, con valori tecnici e fisici importanti, ma anche un pubblico avversario infernale.

Dobbiamo vivere con lo spirito giusto questa vigilia, restando concentrati sul lavoro da fare per uscirne fuori vincenti ed essere assolutamente consapevoli delle nostre capacità: queste sono le gare più belle da giocare, noi una partita come questa abbiamo sudato tutta la stagione per guadagnarcela ed ora che ce l’abbiamo davanti dobbiamo godercela fino in fondo, l’importante per noi è dare tutto e giocarcela al meglio, poi per il risultato finale che vinca il migliore. Loro partono certamente favoriti, tanti opinionisti ci danno per sicuri spacciati e questo ci spinge a dare ancora di più.

Il fattore campo poi può magari essere a volte un’arma a doppio taglio perché Vigevano se da un lato verrà caricata dai tifosi dall’altro potrebbe anche sentire addosso la pressione di partire con gli onori dei pronostici e di essere considerati imbattibili in casa. E noi dovremo provare ad entrare anche nella loro testa e a portare emotivamente la gara dalla nostra parte, restando sempre concentrati e in partita, commettendo il minor numero di errori possibili e utilizzando al meglio le nostre armi, che contano giocatori esperti e di grande talento che anche loro dovranno temere».

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