54353389_2644664642217138_4743739160219615232_n

Il kappaò a Lugo una bella lezione per la Virtus

(Il Gazzettino)  Mai dare nulla di scontato in questa stagione di serie B! Così può capitare che l’Antenore Energia Virtus, issatasi con merito al primo posto in classifica (con i Tigers Cesena) sulla scorta di una striscia di otto successi, alla ripresa del campionato dopo la pausa per la Coppa Italia scivoli per 101-97 a Lugo sul campo della penultima in classifica. Squadra, quella romagnola, che proprio in casa ha ottenuto quasi tutte le vittorie (cinque su sei, tra le vittime illustri anche Orzinuovi) e che, peraltro, già nella gara di andata, a Rubano, aveva fatto penare i neroverdi. «Non si puó essere sempre impeccabili» ha commentato, subito dopo la gara, il vice allenatore Adriano Primon.
La colpa della Virtus (se di colpa si può parlare) è stata lasciare che i lughesi, come paventato alla vigilia da coach Daniele Rubini e dall’ex di turno Filippini, impostassero la gara sui binari che sono loro più congeniali. Imponendo, fin dalle battute iniziali (5-2 in avvio, 16-7 al 5′), un gran ritmo ed altrettante penetrazioni che fruttavano tiri aperti da dietro l’arco dei 6,75 (11 centri già all’intervallo) con Brighi e Seravalli.
Per l’Antenore Energia è stata, di fatto, una gara in salita. Anche se, nella parte centrale del match, sembrava potersene impossessare. Sospinta da un ispirato Ferrari, il migliore tra i suoi (25 punti e 14 rimbalzi), ben supportato da capitan Schiavon (20 punti) e Bovo (11 rimbalzi) usciti dalla panchina, tra la fine del primo quarto e l’inizio del secondo piazzava un parziale di 11-0: impattando (25-25) ed allungando a sua volta (32-27 al 12′).
Toccato un illusorio +8 sul finire di primo tempo (50-42), la Virtus prendeva l’abbrivio a inizio ripresa: toccando, dopo tre minuti, il massimo vantaggio sul +9 (63-54). Qui però, in una gara fattasi nervosa anche per il metro arbitrale, finiva per smarrirsi: con poca fluidità in attacco e scelte azzardate in difesa, subiva un immediato parziale di 10-0 e, dopo aver impattato a 65, un altro di 13-2 sprofondando a -11.
Il proverbiale orgoglio virtussino, insieme ad alcuni sprazzi di Piazza ed i canestri di Ferrari e di Bovo, riemergeva nell’ultima frazione: l’Antenore Energia rimontava e impattava nuovamente (87-87). Gli ultimi cinque minuti erano disputati sull’asse dell’equilibrio: la Virtus, dopo aver rimesso persino il naso avanti (93-92 su recupero e contropiede di De Nicolao), nell’ultimo minuto falliva però un paio di occasioni decisive (0/2 in lunetta di Ferrari e tiro da tre sbagliato di Schiavon, fin lì 4/6).

(g.pell.)

Commenta tramite il tuo account Facebook