Virtus vittoriosa nel derby veneto

(Il Gazzettino)  Davanti a duemila spettatori scatta con foga e precisione si porta a +11 su Vicenza e poi la contrasta fino alla fine. La settima bellezza dell’Antenore Energia Virtus la conferma in vetta, in coabitazione con i Tigers Cesena. Ieri sera nella splendida cornice di pubblico (circa 2000 persone) della Kioene Arena, la formazione di Daniele Rubini ha vinto per 77-72 il derby veneto con Vicenza (30-19, 44-35 e 61-55 i parziali). La formazione neroverde giocava un primo quarto davvero stellare: 9-0 in tre minuti, che costringeva il coach ospite a chiamare time out, aperto da una tripla dall’eroe di Lecco De Nicolao seguito da due canestri di Ferrari, il migliore in campo (21 punti e 10 rimbalzi). Gli ospiti rompevano il ghiaccio con una tripla dell’ex Crosato ma era comunque la Virtus, grazie a una buona circolazione di palla e le percussioni nel pitturato dei lunghi Ferrari e Filippini, a fare l’andatura.
Vicenza, con un ispirato Corral (10 punti nei primi dieci minuti) e ricorrendo con insistenza al tiro dall’arco, si rifaceva sotto fino al -3 (20-17) con un paio di veloci contropiedi su palle perse dei locali. Questi replicavano con un break di 8-0, aperto dai cinque punti di capitan Schiavon e toccavano per la prima volta il +11 poi ribadito a fine frazione dal giovane Pellicano. Nei primi 5′ della seconda, invece, l’Antenore Energia non segnava più dal campo (8-2 dei berici, 2/2 in lunetta di Piazza); i neroverdi uscivano dal momento di impasse ribadendo altre due volte il +11 (sul 40-29 e 44-33).
La ripresa, più maschia, si apriva con la tripla di Piazza che siglava il massimo vantaggio sul +12 (47-35) ma anche con un 9-0 ospite (tra cui due schiacciate di Corral): Vicenza aveva preso l’inerzia della gara; la Virtus ne usciva con alcune giocate dei suoi uomini più esperti. Così anche quando la rimonta vicentina si completava sulla tripla dell’ex Patavium Demartini (67-67 al 35′): l’Antenore Energia, con un canestro di Bovo e recupero più contropiede di Motta, riprendeva un vantaggio minimo ma sufficiente.

Il tabellino: Verzotto ne, Schiavon 5, Visone, Mazzonetto ne, Pellicano 2, De Nicolao 13, Filippini 16, Motta 11, Piazza 5, Ferrari 21, Basso ne, Bovo 4. All. Rubini (tl 12/14); tiri da tre 7/20.

(g.pell.)

La Virtus non si ferma fa suo il derby e rimane in vetta

(I Mattino)  La Virtus festeggia nel tripudio dei duemila della Kioene Arena, mettendo le mani sul derby veneto di Serie B e continua a sognare con un primato in tasca che a questo punto non fa più notizia. Alla fine dei primi 10′, però, forse in pochi avrebbero scommesso su una sfida così accesa e combattuta. La squadra di Daniele Rubini è stata ancora una volta fredda e risoluta nei momenti topici, sbattendo la porta in faccia alla rimonta di Vicenza.Partita a razzo (9-0), spinta da De Nicolao e Ferrari e dal numeroso pubblico della Kioene Arena, la Virtus sembrava poter prendere il largo nelle battute iniziali. Vicenza spara a salve, ma poi si sblocca con le triple di Crosato e Corral (15-11). In campo si contrappongono due filosofie di gioco diverse: gli ospiti vanno per vie perimetrali, la Virtus continua ad appoggiare il gioco per i suoi interni (20-13). La Tramarossa prova a riavvicinarsi (20-17), ma il break firmato Schiavon e De Nicolao la ricaccia indietro (28-17). L’arresto e tiro in sospensione di Pellicano chiude un quarto inziale da favola e ad altissimo punteggio (30-19), in cui l’Antenore ha beneficiato di percentuali stellari (62% dal campo).Il secondo periodo, però, si apre con un parziale vicentino (2-9), che costringe coach Rubini a chiamare minuto (32-27). La Virtus ha perso fluidità in attacco (32-29), ma ritrova il ritmo con un paio di giocate importanti di “Denik” riallungando in doppia cifra (40-29). La squadra di Venezia riesce a rendersi pericolosa quando gioca in avvicinamento a canestro e contiene il disavanzo all’intervallo lungo (44-35).Dopo la presentazione della Nazionale di basket femminile in carrozzina, ospite d’eccezione della serata, la Tramarossa alza la pressione difensiva tornando a fiatare sul collo dell’Antenore (47-44). La Virtus prova a scuotersi (51-44), ma ora la partita è riaperta. Alla tripla di Filippini replica Conte (56-52) e alla bomba di Quartieri ribatte Motta allo stesso modo (61-55). La sfida sale d’intensità fisica e anche agli arbitri sfugge un po’ il fischietto su alcuni contatti.All’inizio dell’ultimo periodo, Vicenza spinge ancora indovinando una tripla “impossibile” con l’ex Crosato e il canestro del -1 di Corral (63-62). Demartini impatta a quota 67 a 5′ dal termine, ma un “furto” di Motta in contropiede rimette una “luce” di quattro lunghezze tra le due formazioni (71-67). La Virtus regge l’urto in difesa trovando un canestro prezioso sul rimbalzo di Ferrari (73-67). La Tramarossa può sfruttare il bonus, ma Montanari non ne approfitta in lunetta (73-69). Ferrari invece resta lucido dalla linea della carità (75-69), ma con Demartini in striscia non è ancora finita (75-71). Entrati nell’ultimo giro di lancetta, trema anche la mano di Correal (75-72).Dopo il rimbalzone in attacco di Ferrari, il possesso è ancora dei padroni di casa che sul gioco alto-basso fra Piazza e Filippini scacciano via tutti i fantasmi. È un’altra notte magica. La stella della Virtus brilla ancora più forte delle altre.
Mattia Rossetto