Gli applausi di Giordani «Avanti con il palasport»

(Il Mattino)   Il sindaco sugli spalti
Bello giocare alla Kioene Arena, ma un po’ troppo dispersivo con quegli spalti così lontani dal rettangolo di gioco. Più o meno è questo il ritornello che si sente ripetere da qualche tifoso, quando l’Antenore Energia Virtus Padova scende in campo al palasport di via San Marco. E allora si torna a parlare del Palabasket che dovrebbe sorgere sempre lì, in zona San Lazzaro. A confermarlo è anche il sindaco Sergio Giordani, che domenica era in tribuna per assistere alla partita tra Virtus e Desio, accanto al patron Franco Bernardi. «È stata una bella partita e devo dire che veder giocare dal vivo questa Virtus è un bel divertimento», ha commentato il primo cittadino a fine gara, «Più sfegatata è stata mia moglie che da giovane ha giocato a basket e avendola affianco mi ha proposto per tutta la partita le sue analisi tecniche. In generale amo tutto lo sport, ma ancor di più dello sport amo vincere e quindi vengo qui volentieri, perché c’è una squadra che sa come si porta a casa la vittoria».
E intanto il piano per costruire un palazzetto dedicato al basket procede. Vedremo se con le modalità e i tempi stabiliti. «Come amministrazione ci stiamo dando da fare per aiutare la Virtus», sottolinea Giordani, «C’è da dare una mano perché a livello economico nello sport non è mai semplice la gestione, ma in cantiere c’è il progetto del nuovo Palabasket per tutta la pallacanestro padovana e credo che se questa società continuerà così con questo progetto potrà togliersi delle belle soddisfazioni».

M. Ros.

Virtus in vetta, ma il bello viene adesso. «Non siamo i più forti, però di testa sì»

(Il Mattino)  Coach Rubini: «Questi giocatori mi stanno sorprendendo per la dedizione, il primato non è casuale ma fortemente voluto»
La scalata si è conclusa, o meglio è appena iniziata. Collezionando la quinta vittoria di fila, l’Antenore Energia Virtus Padova ha raggiunto la vetta della classifica di Serie B. La domenica della Befana i neroverdi venivano “sbranati” nella tana della capolista Tigers Cesena (88-71). Oggi, invece, dopo la perentoria affermazione sul fanalino di coda Aurora Desio (85-55), condividono la prima posizione proprio con i cesenati a quota 28 punti.
Il campionato è ancora lungo e la classifica cortissima, ma coach Daniele Rubini avrebbe firmato per essere lassù a febbraio. Cosa  avrebbe detto a chi, ancora in estate, sosteneva che la Virtus avrebbe guardato tutti dall’alto verso il basso assieme ai Tigers a questo punto della stagione?
«Avrei consigliato di consultare in fretta una clinica psichiatrica perché solitamente si fanno diagnosi per molto meno», risponde il tecnico padovano tra il serio e il faceto, «Il primato è qualcosa di incredibile, ma dietro la condotta di ogni gara e le modalità con cui andiamo in campo c’è veramente tanto lavoro, tanta determinazione e spirito di abnegazione di giocatori che non si sottraggono mai alle loro responsabilità, nemmeno quando sono in condizioni precarie di salute».L’Antenore ha superato non solo gli avversari di turno, ma anche le difficoltà contingenti legate all’assenza di Motta, a una sindrome influenzale che ha costretto a letto mezza squadra (allenatore compreso) e non ultimo al contraccolpo psicologico per la perdita del vicepresidente “Gegè” Papa. «Il nostro pensiero è stato tutto per lui», rileva Rubini, «La partita contro Desio è stata l’occasione per inviare un grazie che non sarà mai grande abbastanza a Eugenio».Nel finale di gara è emerso il grande lavoro svolto negli ultimi anni a livello di settore giovanile, con Rubini che ha schierato un quintetto di Under 18, seppur contro un’avversaria in disarmo. «Sono ragazzi che stanno lavorando con grande dedizione sia in prima squadra, sia nel campionato Under 18 dove stanno facendo molto bene», osserva il coach, «Non sempre si riesce a garantirgli un minutaggio importante, ma anche mercoledì scorso quando eravamo in emergenza si sono fatti trovare pronti. Non siamo dei miracolati a cui sta andando tutto bene, quello che stiamo ottenendo ce lo stiamo guadagnando con la fatica».
Domenica, ore 18, l’Antenore è ospite a Lecco e a seguire sabato 16 febbraio, ore 20.30, ancora alla Kioene Arena, affronterà il derby contro Vicenza. «I miei giocatori mi hanno abituato a grandi sorprese», confessa Rubini, «Voglio però rimanere pragmatico: c’è sicuramente da sorridere per il primo posto, ma non dobbiamo mai dimenticare come ci siamo arrivati e come abbiamo costruito questo tesoro. Se teniamo i piedi per terra e siamo consapevoli che non siamo primi perché siamo i più forti, ma perché mentalmente abbiamo voluto essere primi, allora abbiamo ancora ampi margini di miglioramento. Altrimenti, diventiamo come Narciso che specchiandosi rischia di annegare».
Mattia Rossetto

Il miracolo Virtus riscrive la storia

(Il Gazzettino)  I neroverdi sono volati in vetta alla serie B a suon di vittorie: erano 26 anni che una squadra padovana non guidava la classifica nella terza serie nazionale.

Non solo Antenore Energia Virtus. La Padova del basket è in testa a quattro campionati. In serie B domenica sera, battendo nettamente l’Aurora Desio alla Kioene Arena e sulla scorta delle sei vittorie nelle ultime sette gare disputate, la formazione di Daniele Rubini ha agganciato in vetta alla classifica i Tigers Cesena (caduti il giorno prima sul campo dell’Urania Milano). «Non ci sono più parole ha evidenziato, quasi incredulo, il direttore generale Nicola Bernardi – Siamo consapevoli che ci sta riuscendo un miracoli, ma finché dura…». «È stata una bella partita e devo dire che veder giocare dal vivo questa Virtus è un bel divertimento – ha ammesso il sindaco Sergio Giordani, presente al palasport -. Io, in generale, amo tutto lo sport, ma ancora di più dello sport amo vincere, e quindi vengo qui volentieri perché c’è una squadra che sa come si porta a casa la vittoria».

LAVORO DURO E FATICA
Nella terza serie nazionale, Padova non guidava la classifica da ben ventisei anni: era la stagione 1992-93, poi conclusa con le promozioni, ai play off, della stessa Virtus, all’epoca già fusa con Vicenza, e del Petrarca. «È un momento davvero magico – spiega il capitano neroverde Federico Schiavon, padovano doc -, ma costruito in palestra con il lavoro duro e fatica. Domenica era un’occasione da non lasciarci sfuggire, ce lo siamo detti prima della partita: del resto, è il campo a parlare. Al tempo stesso dobbiamo restare umili e ricordarci da dove siamo partiti, con tante scommesse e tanti giovani. La classifica è ancora molto corta. Penso che i prossimi due incontri, a Lecco e soprattutto il derby con Vicenza, ricordando come proprio la vittoria nella gara di andata ci ha fatto acquisire maggiore consapevolezza di poter vincere anche in trasferta che sta facendo la differenza in questa stagione, possano essere decisivi per entrare con un piede e mezzo nei play off».

BELLI DA VEDERE
«Per fortuna il basket non è una scienza – osserva Andrea Piazza, l’altro reduce dall’anno scorso – In campo non vanno le figurine! Questa, per noi, sembra proprio una di quelle annate in cui tutte le tessere del puzzle vanno al posto giusto, con fiducia in noi stessi, nello staff e nell’allenatore. Personalmente, è anche una rivalsa rispetto alla scorsa stagione quando, pur meritando forse qualcosa di più, abbiamo fallito un obiettivo alla nostra portata quali i play off. Siamo primi in classifica nel girone più tosto dell’intera categoria: va ricordato e spero possa essere di stimolo a tutto l’ambiente cestistico locale».
«Come ricorda sempre il nostro direttore sportivo Rugo – aggiunge il play neroverde – quest’anno un padovano che ama il basket non può non venire al palasport: siamo belli da vedere e, soprattutto, scendiamo sempre in campo mettendoci cuore e passione. Un gruppo coeso nel quale ognuno, come si vede in campo con diversi protagonisti a turno, mette al servizio della squadra le proprie motivazioni: da questo punto di vista Ferrari e De Nicolao, senza le spocchie di chi era sceso dalla A2, sono stati i primi a dare disponibilità. Una grossa mano, però, la stanno dando i giovani, a testimonianza del buon lavoro operato anche nel settore giovanile. Non siamo più un’outsider, ma una realtà: dovremo stare attenti, perché le avversarie ora avranno motivazioni in più per provare a farci lo sgambetto».

VOGLIA DI PRIMATO
Altre formazioni padovane, come detto, sono in testa nelle minors. In serie C Silver, da quattro turni (in pratica dall’inizio del 2019), il Bam di Alberto Anselmi procede appaiato a Roncade (trevigiani avanti in virtù della vittoria in casa nello scontro diretto). In serie D, invece, il Roncaglia di Andrea Penso guida imbattuto con otto lunghezze di vantaggio sulla più diretta inseguitrice il girone Verde. Thermal e Gattamelata Pf Cadelfa infine guardano tutte dall’alto in serie C femminile.
Giovanni Pellecchia