Virtus, con dolore a caccia del primato

(Il Gazzettino)   Ormai in scia alla capolista affronta domenica l’ultima in classifica Desio ricordando prima dell’inizio della gara con un silenzio la scomparsa di Eugenio Papa

La Padova del basket, in particolare la Virtus, è in lutto. Mercoledì sera intorno alle 18, quando la squadra di Daniele Rubini era già in viaggio verso Scandiano per la gara del turno infrasettimanale di serie B (poi vinta 74-67), si era diffusa infatti la notizia della scomparsa di Eugenio Gegè Papa.

DIRIGENTE STORICO
Lo storico dirigente della società di via Tadi, braccio destro del presidente Gianfranco Bernardi, aveva 72 anni. «Una malattia grave dal decorso rapido nel pomeriggio ci ha portato via il vicepresidente Gegè Papa ha scritto sul sito della società neroverde il direttore generale Nicola Bernardi -. Per la Virtus è una perdita immensa, Gegè per più di 30 anni ha tracciato le politiche della società conducendola a fianco dell’attuale presidente Bernardi e degli altri dirigenti a traguardi invidiabili». «Il suo acume, la diplomazia, la capacità di ascolto e l’umanità che signorilmente esprimeva prosegue nel ricordo -, hanno creato quella famiglia Virtus che in tanti quando entrano a far parte della società sentono propria. Nonostante la notizia della malattia non fosse stata resa pubblica, nei giorni scorsi molti ex hanno fatto visita al suo capezzale, tra questi i capitani Mancini e Crosato oltre a Gigi Sommese, a cui lo legavano profondamente le comuni origini napoletane».

STAGIONE ECCEZIONALE
Tre giocatori simbolo di altrettante epoche della società. Che proprio questa stagione, come aveva sottolineato il capitano Federico Schiavon e grazie anche all’ultimo successo che la issa al secondo posto a due sole lunghezze dalla vetta, sta vivendo il momento più alto degli ultimi venticinque anni. Tutte fasi storiche attraversate attivamente da Eugenio Papa: dalla fusione del 1985 con la più giovane società del Sarmeola a quella di sette anni più tardi con Vicenza che portò alla salita in serie A2; poi, dal 1994 e la fine di quel sodalizio, il ritorno a Padova ripartendo dalla Prima Divisione e fino ai nostri giorni.

CORDOGLIO DIFFUSO
Appena si è diffusa la notizia della sua scomparsa, unanime è stato il cordoglio del basket padovano e le condoglianze espresse a sua moglie Marcella ed alla società. Tra i vari messaggi, quelli della Fip Regionale, con il presidente Roberto Nardi che ha disposto un minuto di raccoglimento su tutti i campi fino al prossimo weekend e provinciale per voce di Flavio Camporese. Saranno certamente in molti a volerlo salutare nel rito di domani alle 9.30 alla Chiesa della Sacra Famiglia.

MAGLIA LISTATA A LUTTO
Domenica alla Kioene Arena, nella sfida di campionato con Desio, l’Antenore Energia Virtus, che con un ottimo inizio d’anno si è portata sulla scia della capolista Cesena, scenderà in campo listata a lutto. Desio è ultima con sole tre vittorie ma nel turno infrasettimanale Vicenza, che è al sesto posto a 4 lunghezze dalla Virtus, ha rischiato grosso sul campo lombardo, vincendo di un punto.

Giovanni Pellecchia

Virtus più forte degli ostacoli la vetta è solo a due punti

(Il Mattino)  La seconda vittoria consecutiva in trasferta porta la firma di Filippini, autore di una prova splendida con 33 punti. Coach Rubini «Ora pensiamo a Desio»
La forza di portare a casa una partita piena zeppa di insidie. La forza di dissimulare l’influenza. La forza di forza di andare oltre un lutto che l’ha colpita a ridosso della sfida di Scandiano. Nel turno infrasettimanale di Serie B, l’Antenore Energia Virtus Padova ha fornito un’altra prova di forza totale. Superando Reggio Emilia nella sua seconda trasferta consecutiva in appena quattro giorni (67-74), la squadra di Rubini ha agganciato al secondo posto Faenza (sconfitta a Cremona per 76-66) e ridotto a sole due lunghezze la distanza dalla vetta, approfittando del passo falso della capolista Cesena a San Vendemiano (83-71). Sarà che i neroverdi riescono a esaltarsi nei momenti di difficoltà, ma ne serve di tempra morale in condizioni rese oggettivamente difficili dalle assenze di De Nicolao e Visone, rimasti a letto con la febbre (al contrario di quanto indicato nei tabellini), e dalla scomparsa del vicepresidente “Gegè” Papa a poche ore dalla palla a due (ne riferiamo a parte).
La sorte ha però voluto che la Virtus trovasse Giacomo Filippini in serata di grazia. Il lungo romagnolo è stato il mattatore della serata realizzando 33 punti (9/13 da due, 4/4 da tre, 3/3 ai liberi, 36 di valutazione). «È stato tutto molto strano», rileva Filippini, «lunedì e martedì ci siamo allenati a ranghi ridotti perché molti di noi erano influenzati. Il giorno della partita, siamo riusciti a recuperare Piazza e Schiavon, ma non De Nicolao e Visone che sono rimasti a casa. Poi, mentre eravamo in viaggio, è arrivata la notizia della morte del nostro vicepresidente. Abbiamo giocato in un ambiente soporifero contro una squadra atipica, che non schierava un centro vero e proprio. I miei compagni sono stati bravi a creare lo spazio liberandomi al tiro. Io ho soltanto segnato».
La vittoria non poteva che essere dedicata a Papa. Se vedesse ora la classifica, il vicepresidente sarebbe orgoglioso di questa piccola Virtus che sta diventando sempre più grande. Domenica, ore 18, l’Antenore ritorna alla Kioene Arena per un altro impegno da non fallire contro il fanalino di coda Desio. Non vincono da 13 partite e mercoledì hanno perso con Vicenza in maniera controversa (tripla avversaria convalidata dopo la sirena), ma all’andata i lombardi costrinsero alla resa i neroverdi (86-72). «Sarà una partita difficile», chiosa Daniele Rubini, «due vittorie del genere in trasferta possano assumere dignità, solo se poi vinci in casa. Desio non c’entra nulla con l’ultimo posto. È una squadra con giocatori molto fisici capaci di metterci in grossa difficoltà, ma bisogna assolutamente vincere».
Mattia Rossetto

Domani l’addio a Gegè Papa un minuto di silenzio su tutti i campi regionali

Eugenio Papa era per tutti “Gegè”.
È scomparso mercoledì pomeriggio all’età di 72 anni, in seguito a un brutto male che l’ha strappato prematuramente all’affetto della moglie Marcella e di tutti i suoi cari nel giro di qualche mese. Non ha neppure fatto in tempo a vedere per l’ultima volta la sua Virtus. Per oltre 30 anni, Papa è stato il braccio destro del patron Franco Bernardi, definendo le politiche della società di via dei Tadi. Uomo di polso, riusciva a imporsi umanamente con acume e diplomazia. Ascoltava prima di tutto, ma senza rinunciare al confronto – talvolta anche duro – restando nell’alveo della signorilità. Era un uomo d’altri tempi.Se la Virtus Padova ha raggiunto determinati traguardi, lo deve anche a “Gegè” che ha contribuito a creare e alimentare il clima familiare che si respira ancora oggi quando entri a far parte del gruppo neroverde. Nonostante la notizia della sua malattia non fosse trapelata, diversi ex giocatori della Virtus sono accorsi al suo capezzale, tra questi i capitani Mancini e Crosato, ma anche Gigi Sommese a cui era legato dalle comuni origini partenopee. Tantissimi lo hanno commemorato su Facebook. «Ci sono poche persone a cui devo tutta la mia carriera e una di queste sei tu», ha scritto “Croce” Crosato, «quell’anno, dopo l’infortunio, sei stato l’unico a credere in me e sotto la tua ala sono rinato».
«Con Franco non hai solo creato la Virtus, sei la Virtus Padova», rileva Pippo Sabbadin, «eri un uomo rude ma buono, un signore. Ti devo tanto». I funerali verranno celebrati domani, ore 9.30, nella chiesa della Sacra Famiglia. La Fip Veneto ha indetto su tutti i campi da gioco della regione un minuto di silenzio in memoria di Gegè.
 M.ROS.