Virtus con gli artigli e un grande cuore

(Il Gazzettino) A Ozzano arpiona a 5” dalla fine una gara persa con il canestro di Motta da 8 metri. Impeccabile regia di Pellicano con i titolari fuori per falli. Filippini incontenibile.
Partita al cardiopalmo. Non per i deboli di cuore!. Cuore infinito: mai dare per morta la Virtus. Sabato, pochi minuti dopo la gara vinta per 104-99 al supplementare dall’Antenore Energia ad Ozzano, i commenti dell’entourage neroverde erano tutti di questo tenore. Evidenziando un unico protagonista: il cuore o, se preferite, l’orgoglio virtussino.

RECUPERO PAZZESCO
La formazione di Daniele Rubini (stoicamente in panchina, nonostante il febbrone che durante la settimana lo aveva tenuto lontano dagli allenamenti), infatti, è riuscita nell’impresa di recuperare ben undici lunghezze negli ultimi tre minuti dei 40′. Per poi aggiudicarsi l’incontro nel supplementare quando in cabina di regia dopo le uscite per cinque falli di Piazza e De Nicolao – c’era il giovane Pellicano, classe 2002.
«Siamo entusiasti, abbiamo una squadra che riesce a fare l’impossibile commenta euforico il direttore generale Nicola Bernardi -. La partita era persa, Ozzano non sbagliava nulla; ma l’Antenore non ha mai abbassato la guardia e al quarantesimo è riuscita nell’impresa con un tiro da otto metri di Motta. Poi nel supplementare è emersa tutta l’esperienza e non solo: fuori per falli i magnifici De Nicolao e Piazza, la squadra l’ha guidata un imperturbabile Pellicano. Una vittoria strepitosa!».

PADRONI DI CASA ISPIRATI
Nell’arco dell’incontro, dopo l’illusorio 4-0 in avvio con i canestri di Piazza e Verzotto (quest’ultimo ormai stabilmente nel quintetto d’avvio), i neroverdi sono stati costretti a lungo a dover inseguire. Ozzano, particolarmente ispirata nel tiro dall’arco (5 su 10 da tre nel primo quarto, il solo Mastrangelo ¾) ed approfittando di alcune scelte confusionarie dei padovani, si issava sul +5. Nella seconda frazione, invece, l’Antenore Energia dopo essere scivolata a -9 (29-20) registrava la difesa e con nove punti del recuperato Motta, 6/6 in lunetta e la prima delle sue due triple (sulla seconda ci torneremo!), attuava anche il sorpasso sul 34-32.
Le due squadre andavano all’intervallo in perfetta parità, ma al rientro dagli spogliatoi gli emiliani apparivano più determinati e con un parziale di 11-2 in tre minuti e mezzo sembravano indirizzare a loro favore le sorti della gara (50-39). I padroni di casa toccavano il loro massimo vantaggio sul +12 (59-47 al 28′), prima che l’Antenore Energia spinta da capitan Schiavon e De Nicolao producesse finalmente una reazione nel finale di frazione. Scarto che, però, a tre minuti dal termine si riproponeva ancora a due cifre, sul +11 (78-67).

ORGOGLIO INFINITO
Quando tutto pareva deciso, emergeva l’orgoglio virtussino. I neroverdi, serrando letteralmente le maglia in difesa ed aggrappandosi ad uno strepitoso Filippini (27 punti con 4/7 da tre e 13 rimbalzi) e De Nicolao (18 punti e 8 assist), erano capaci di piazzare un contro-parziale di 12-0 attuando con questo (1/2 in lunetta) anche il sorpasso sul 79-78 a un minuto dal termine. L’ultimo dei 40′ era, se possibile, ancora più rocambolesco: Ozzano, infatti, allungava due volte sul +3, sempre dalla lunetta con un glaciale Chiusolo; ma Motta impattava a 84 con la già ricordata tripla da metà campo a 5″ dalla sirena. E nell’overtime l’Antenore Energia, pur trovandosi priva dei due registi titolari (Piazza e De Nicolao usciti per falli), partiva 5-0 con cinque punti consecutivi dell’incontenibile Filippini per poi controllare ed anzi toccando il +8 nel finale (104-96, 2/2 in lunetta di Motta). La Virtus, ora terza da sola alla luce della contemporanea sconfitta di Orzinuovi -, di nuovo in Emilia Romagna mercoledì sera affronta lo Scandiano: ovvero l’unica squadra fin qui capace di espugnare il parquet di Padova in questa stagione (tra i locali, non ci sarà l’ex Canelo che ha rescisso il contratto firmando poi per Teramo).
Giovanni Pellecchia