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La Virtus ci prova ma arriva la resa

(Il Gazzettino) Decisiva nell’economia della gara la terza frazione dove i giocatori di casa della Tigers Cesena hanno preso decisamente il sopravvento a suon di triple.
Nella calza della Befana l’Antenore Energia Virtus trova il carbone. Ieri a Sant’Arcangelo di Romagna, nella prima partita del 2019 e ultima di andata, la formazione di Daniele Rubini è uscita sconfitta per 88-71 dal confronto con i Tigers Cesena che, alla luce di questo successo (ed in virtù della vittoria nello scontro diretto con Faenza cui ora sono appaiati, ieri sconfitta a Bernareggio), sono in testa al giro di boa della serie B. I neroverdi, a loro volta, mantengono il terzo posto, frutto di un bilancio di tutto rispetto (nove vittorie e sei ko), e seppur ora in coabitazione con altre tre squadre staccate di sei lunghezze dalle due battistrada.
FACILE PROFETA
Il coach padovano era stato facile profeta, alla vigilia, nel definire la gara altamente proibitiva per la sua squadra che tra l’altro, anche in questa occasione, ha dovuto fare a meno di Motta (tenuto ancora a riposo). Del resto, se la vittoria della settimana prima in casa con Orzinuovi aveva assunto i crismi del miracolo, questi difficilmente in ambito sportivo si ripetono. A meno, appunto, di non fare la partita perfetta. Da questo punto di vista, capitan Schiavon e compagni ci avevano provato almeno nei primi venti minuti. Decisiva, però, nell’economia della gara la terza frazione nella quale, i romagnoli padroni di casa mettevano a segno una caterva di triple finendo per annichilire i neroverdi, innervositi anche da alcune decisioni arbitrali, con un più che eloquente 34-12 di parziale. «Loro non hanno sbagliato niente il commento del diggì Nicola Bernardi che, bloccato a letto dalla febbre, ha potuto però seguire quanto meno il secondo tempo della diretta Facebook sul canale della Lnp – Li abbiamo lasciati esaltare, senza riuscire a difendere: e se si esaltano, potendo giocare ai loro ritmi, fanno quel che vogliono».
METRO ARBITRALE LASSISTA
Il primo tempo, invece, era stato molto combattuto: i padroni di casa a fare l’andatura ma l’Antenore Energia, che ha schierato lo stesso quintetto iniziale di otto giorni prima (ovvero con il 99 Verzotto subito gettato nella mischia), restava sempre incollata ai padroni di casa grazie all’ottimo approccio di Ferrari e Piazza (14 e 12 alla fine). Nel primo quarto, che evidenziava ben presto anche il metro arbitrale decisamente lassista, tra i padroni di casa si metteva particolarmente in luce Raschi con 13 punti (3/4 da due e 2/3 da tre). L’inizio del secondo quarto per la Virtus era davvero super: l’intensità difensiva produceva un 7-0 di parziale nel giro di appena 40 con tripla di Schiavon, e due contropiedi conclusi rispettivamente dalla schiacciata di De Nicolao e dall’appoggio di Bovo (su recupero dello stesso De Nicolao), tanto da indurre il coach di casa a un tempestivo time out. Subito dopo, i locali recuperavano tre palloni consecutivi attuando il contro-sorpasso (28-27). Un film che si ripeteva anche nel finale del primo tempo: la Virtus, toccato il +5 nell’ultimo minuto su canestro del giovane Basso (39-34), dilapidava tutto in pochi secondi andando negli spogliatoi con il minimo vantaggio.
MASSIMO VANTAGGIOAl rientro, come già ricordato, si decideva la partita. I Tigers, infatti, letteralmente indemoniati da dietro l’arco dei 6,75, toccavano subito il +7 (56-49), ritoccandolo poi più volte il loro massimo vantaggio fino al +25 nell’ultima frazione (81-56 al 33′). Una frazione che finiva per essere così, inevitabilmente, di pura accademia.
Giovanni Pellecchia

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