DSC_5280

Under 18 trasferta amara

I ragazzi di coach Seno sconfitti a Brescia dai giovani coetanei della Leonessa recriminano sui troppi errori commessi.

Leonessa Brescia – Antenore Energia Padova   61-55

Leonessa Brescia: Bertini, Dalla Longa 10, Dalcò 20, Amadini, Porta 5, Veronesi 7, Giudici n.e., Piavani n.e., De Martini, Thioune 11, Bellandi , Galic 8. All. Di Meglio, ass. Zanco, Cabrini.

Antenore Padova: Visone 2, Mazzonetto 5, Tognon 2, Lomma 5, Meneghin 4, De Benetti 2, Mason, Cignarella, Capetta, Basso 18, Pellicano 17. All. Seno, ass. Turi.

Arbitri: Di Franco e Grazia

La trasferta lombarda, questa volta, è amara per l’Under 18 di coach Seno, proprio quando una vittoria sarebbe servita come il pane per rilanciare classifica e morale. C’era voglia di riscatto dopo la delusione interna con Verona, eppure questa sembra esaurirsi dopo i pirmi 15’. Virtus parte bene, limitando grazie a una buona difesa di squadra il colosso Thioune, che inizialmente subisce gli attacchi di Basso (suoi i nostri primi 6 punti). Due bombe di Pellicano permettono di costruire un primo parziale di 14-20 che fa ben sperare, ma che sarà anche l’unico a favore di tutta la gara.
Da metà del secondo quarto la partita cambia e il canestrodiventa stregato. Nasce un’altra battaglia punto a punto fino alla fine e all’intervallo lungo Virtus è avanti di 3 (28-31) grazie a un 4/4 dalla lunetta, a dimostrazione del fatto che il filo della trama offensiva si sta perdendo.
E questo emerge chiaramente nel terzo quarto, quando il gioco passa con insistenza dalle mani di Basso e Pellicano, costretti a prendersi molti dei tiri che chi si avvicenda al loro fianco tende a rifiutare. Ciò nonostante, la difesa rimane solida compensando le difficoltà in attacco, e questo permette ai neroverdi di rimanere a galla in un periodo durato appena 15’ complessivi di grande intensità.
Virtus con frequenza drammaticamente bassa trova la via del canestro. Bene invece dietro con una difesa a zona, ma a palla recuperata si va a fallire il contropiede.  E negli ultimi minuti – anziché pescare risorse supplementari per tentare di fare il risultato – Virtus sembra  spegnersi: la palla gira, ma torna sempre nelle mani di Pelli, costretto a prendersi troppe responsabilità. L’esito non può che essere negativo, se è vero che la pallacanestro è uno sport di squadra: due palloni sanguinosi vengono persi e Brescia non perdona in contropiede andando di fatto a vincere la partita.

COMMENTO
Mi (e vi) risparmio amare considerazioni generali, tecniche o tattiche sulla partita, così come eviterò messaggi moralistici e/o incoraggianti. Ci tengo, però, a sottolineare che i momenti difficili, ancora più di quelli di euforia, si attraversano insieme dal momento che, parafrasando Hegel, è la squadra che rende giocatore un giocatore, non tanto un insieme di giocatori a fare la squadra.

Carlo Cignarella

Commenta tramite il tuo account Facebook