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Under 18 amara sconfitta interna con Verona

Gli Under 18 si mangiano le mani per una sconfitta al supplementare che nonostante la forza dell’avversario poteva essere evitata

Antenore Energia Padova vs Tezenis Verona    63–65

C’è amarezza, c’è delusione. E perdonatemi se non ho la lucidità di scrivere in terza persona, alienandomi, ma una partita vissuta così intensamente non può che essere raccontata da un preciso punto di vista.

Amarezza, dicevo, perché ci lasciamo sfuggire la vittoria due volte, la prima sull’ultima azione del quarto periodo, la seconda allo scadere dei 5’ supplementari, dopo averla a lungo accarezzata e quasi afferrata. Ma andiamo con ordine.

Affrontiamo la difesa migliore del campionato, sul nostro campo, sappiamo di dover disputare una gara di sacrificio, lottare per ogni punto, spendere energie per non subirne. È ciò che effettivamente facciamo, al netto di molte, troppe disattenzioni che ci costringono a rimanere sempre punto a punto. Chi è in campo si spende per la causa, chi è in panchina è divorato dalla tensione, sempre in bilico tra il sogno di vincere e la paura di cedere.

Per qualche tratto prendiamo un vantaggio di 5-6 punti, ma veniamo puntualmente ripresi. La cifra della nostra debolezza sono i rimbalzi offensivi che concediamo agli avversari, spesso dopo averli costretti, con stoiche difese, a forzare il tiro al termine dei 24”. Il loro atletismo e la loro organizzazione di gioco certo non ci sorprendono, tuttavia subiamo gli 1vs1 dei giocatori di maggior talento.

Dei primi tre quarti conservo qualche istantanea, inquadrata in un sostanziale equilibrio: Pietro che schiaccia in testa al loro atleta migliore, una tripla subita mani in faccia, Ben che lotta strenuamente a rimbalzo gli attacchi di Pelli, che ci danno ossigeno quando abbiamo bisogno di due punti.

L’ultimo quarto sembra non terminare mai. Rimaniamo avanti, anche se di poche lunghezze, fino a 1’ 50” dalla fine, quando l’ennesima tripla degli avversari ci porta sotto di 2. Time-out chiamato da Mauro. Subito dopo, la freddezza di Lele che risponde da tre punti. Un paio di attacchi sterili da entrambe le parti, poi ecco un’altra bomba, sempre del nostro 15, che nasce da una palla quasi persa. Ultima azione (25” sul cronometro), +3 per noi, palla in mano a loro dopo time-out, dobbiamo difendere: pecchiamo di altruismo, aiutiamo su una penetrazione dal lato forte lasciando libero il tiratore dietro l’arco. Canestro. Buttiamo via la rimessa in attacco, rimanendo appesi all’esito del tempo supplementare.

I 5’ che seguono sono un botta e risposta, pur con tanti errori da entrambe le parti, condizionati dalla molta fatica spesa in una gara combattuta (il 58-58 rende l’idea della grande solidità delle due difese). Negli ultimi istanti, con il punteggio pari, perdiamo palla, e perdiamo anche la partita nel modo più tragico, su un tap-in a 4” dalla sirena.

Non senza rammarico, tuttavia bisogna guardare avanti. Gli errori di ieri vanno archiviati, riposti in soffitta come ombre che non devono materializzarsi più. Ho piena fiducia nella squadra e nella sua capacità di reagire, superando la cocente delusione: due partite rimangono da giocare nel girone d’andata, i passi falsi non saranno nemmeno contemplati.

Carlo Cignarella

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